Lecce, scontro tra due treni delle Sud-Est: impatto a causa di un errore umano, 7 feriti

Un altro scontro fra treni è avvenuto nella giornata di ieri su un binario unico in Puglia, ma questa volta a restare coinvolti sono stati due convogli delle Ferrovie Sud Est sulla tratta Lecce Otranto. Secondo quanto emerso, l’impatto pare sia avvenuto intorno alle ore 17:30 all’uscita di Galugnano una frazione di San Donato a pochi chilometri da Lecce e nell’incidente sono rimaste ferite in maniera lieve 5 persone, mentre una decina di queste hanno riportato contusioni. Poteva essere una vera tragedia visto che a bordo dei treni vi erano circa 80 passeggeri, ma come abbiamo già detto, fortunatamente sono rimaste coinvolte soltanto una quindicina di passeggeri, i quali sono stati i soccorsi sul luogo dell’incidente in una zona di campagna dei vigili del fuoco e dagli operatori del 118.

I soccorritori hanno aiutato i passeggeri a raggiungere a piedi un tratto di strada che costeggia la tratta ferroviaria.”Uno dei due convogli era fermo al segnale di ingresso della stazione di Galugnano, mentre l’altro è partito in direzione Lecce non rispettando il segnale rosso”, è questo quanto si legge in una nota dell’azienda. Secondo quanto riferito, sembra che uno dei due convogli fosse fermo al segnale di ingresso della stazione di Galugnano, mentre l’altro è partito in direzione Lecce non rispettando il segnale rosso, e questo quanto riferito da Ferrovie dello Stato, proprietario di alcuni mesi delle ferrovie del sud est. “È assurdo che le Regioni italiane non abbiano alcun potere di vigilare ed eventualmente bloccare quelle linee ferroviarie che non risultino assolutamente sicure”, è questo quanto scritto in una nota dal presidente della Regione Puglia Michele Emiliano il quale ha aggiunto “Solo un miracolo oggi non ci consegna un bilancio grave e inaccettabile come quello del 12 luglio dell’anno scorso”.

Anche in quel caso la Regione Puglia aveva totalmente finanziato lavori di messa in sicurezza che avrebbero potuto evitare un bilancio grave”, ha aggiunto ancora Emiliano. A Riportare ferite gravi è stata una donna extracomunitaria, la quale ha riportato una ferita lacero contusa alla fronte e probabilmente le sono state applicati alcuni punti di sutura; la donna è stata portata giù dal convoglio su una barella.

Le Fse hanno avviato un’inchiesta per approfondire la dinamica ma, al momento quel che è certo è che uno dei due convogli era fermo al segnale di ingresso della stazione di Galugnano, mentre l’altro è partita in direzione Lecce non rispettando il segnale rosso; molto probabilmente la visibilità ridotta in prossimità di una curva ha impedito di accorgersi in tempo della presenza dell’altro treno sull’unico binario, lungo il quale si snoda l’intera linea ferrata delle Sud Est. Ricordiamo che esattamente 11 mesi fa, sempre in Puglia si verificò un altro incidente simile, esattamente lo scorso 13 luglio 2016 due treni della Ferrotramviaria che viaggiavano in direzione opposta sulla tratta Andria Corato, in provincia di Bari, si scontrarono all’uscita di una curva e nell’incidente persero la vita 23 persone.

Binario unico e dinamica incerta: forse problema tecnico, forse errore umano. E quindi lo schianto frontale tra due treni. Fortunatamente, l’epilogo dello scontro avvenuto ieri pomeriggio attorno alle 17.30 tra due convogli delle Ferrovie del Sud Est – recentemente acquisite da Ferrovie dello Stato – sulla linea ferroviaria che collega Lecce a Otranto passando da Zollino, nel tratto tra San Donato e la frazione di Galugnano, è molto diverso dalla tragedia di Corato, che un anno fa fece registrare 23 morti e circa 50 feriti.

In questo caso, un miracolo – e il fatto che secondo quanto riferito dalle Ferrovie Italiane uno dei treni fosse fermo, mentre l’altro viaggiava a velocità contenuta – ha permesso di evitare la tragedia: si contano dieci persone contuse e cinque feriti, questi ultimi trasportati all’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce per le cure. La più grave è una donna extracomunitaria che ha riportato una ferita lacero-contusa alla fronte e a cui sono stati applicati dei punti di sutura.

Tra i contusi, anche il capotreno del convoglio che era fermo, al quale sul posto i sanitari hanno applicato un collare. Sono comprensibilmente sotto choc i passeggeri che erano a bordo dei due treni entrati in collisione: complessivamente 80 persone tra turisti e pendolari. Tutti sono stati aiutati da Vigili del fuoco e personale del 118 a uscire dai vagoni e a raggiungere i bus che li hanno trasportati in un centro di primo soccorso allestito nel municipio di San Donato, dove sono stati visitati dai medici, identificati e ascoltati dagli inquirenti.

Sul luogo dell’incidente sono giunti il procuratore della Repubblica di Lecce, Leonardo Leone de Castris, insieme con il pubblico ministero di turno, giovanni Gagliotta, che hanno disposto il sequestro delle scatole nere dei due treni coinvolti nello scontro. Nell’indagine che è stata avviata, al momento non è ipotizzato nessun reato, in attesa dell’acquisizione dei primi elementi di prova. Sul posto è arrivato un ingegnere che la Procura nominerà come proprio consulente e che avrà il compito di ricostruire l’esatta dinamica e stabilire le cause dell’incidente.

Stando alla ricostruzione fornita dalle Ferrovie dello Stato, pare che uno dei due convogli fosse fermo in attesa del segnale che lo autorizzasse a procedere verso la stazione di Galugnano, quando l’altro treno, non rispettando il “rosso”, sarebbe partito in direzione Lecce. Su quel tratto di rettilineo il binario è unico, quindi lo schianto è stato inevitabile. Al vaglio però anche altre ipotesi, legate per esempio a un malfunzionameto del sistema di bloccaggio e sbloccaggio dei freni e al freno a mano di emergenza, oltre che alla pendenza dei binari di Galugnano.

Solo alberi d’ulivo, con i loro tronchi nodosi, nella campagna tra San Donato e la frazione di Galugnano. Spiccano subito, nella campagna bruciata dal sole, le tute arancioni degli operatori del 118, al lavoro sulle barelle lungo il rettilineo dei binari, che in quel tratto si trovano leggermente in pendenza in una sorta di canyon, diversi metri al di sotto del livello stradale.

A vederli, i due convogli delle Ferrovie Sud Est (recentemente acquisite dalle Ferrovie dello Stato), che si sono scontrati frontalmente ieri pomeriggio attorno alle 17.30, nemmeno s’intuisce la loro potenza letale. Non ci sono vetri rotti, né carcasse aggrovigliate come nello schianto che lo scorso luglio, a Corato, costò la vita a 23 persone e ne lasciò ferite altre 50. Sono lì, uno di fronte all’altro, e sembrano studiarsi come pistoleri in attesa del segnale per dare il via al duello. Invece, il colpo c’è già stato e per fortuna a terra non è rimasto nessuno.

Eppure, ieri è stata sfiorata una tragedia che poteva essere altrettanto se non più drammatica di quella di Corato. Molto simile la dinamica: i treni viaggiavano in direzione opposta, uno verso il capoluogo, l’altro verso Otranto. Complessivamente, trasportavano un’ottantina di passeggeri tra turisti e pendolari. Tra loro, anche una donna incinta e almeno un bimbo di circa di due anni. Stando a una prima ricostruzione della dinamica fornita dalle Ferrovie dello Stato, pare che uno dei due convogli fosse fermo, in attesa del segnale di autorizzazione a procedere verso la stazione di Galugnano, quando l’altro treno, non rispettando il “rosso”, sarebbe partito in direzione di Lecce.

Su quel tratto di rettilineo il binario è unico, quindi lo schianto – frontale, proprio come a Corato – è stato inevitabile. Oltre all’errore umano – ma qui siamo nel campo delle ipotesi – al vaglio degli inquirenti potrebbe esserci il guasto meccanico all’impianto frenante che avrebbe impedito al macchinista di evitare la collisione, e quindi un malfunzionamento piuttosto che un errore umano. Ma queste risposte le daranno le scatole nere che erano a bordo dei due treni e che sono state sequestrate. Per ora l’unica certezza è che il fatto che il convoglio in movimento procedesse a velocità non sostenuta rappresenta il miracolo. Il dettaglio non insignificante che probabilmente ha fatto sì che ieri non si registrassero tragedie.

Sono quindici in tutto i feriti, di cui dieci medicati sul posto per piccoli graffi e contusioni (tra loro anche il capotreno) e altri cinque trasportati all’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce per le cure: si tratta di una donna di vent’anni con un trauma cranico e del marito che ha riportato un’abrasione a un occhio. Il loro figlio piccolo è invece illeso. Feriti anche una donna di 60 anni che ha riportato una contusione a un piede, un 74enne e una 40enne che hanno invece riportato un trauma toracico e sospette contusioni costali, ma sono definiti dai medici “non gravi”. Tra loro anche il capotreno del convoglio rimasto fermo, visibilmente sotto choc. «Ho provato la più totale impotenza.

Un treno è vincolato dai binari: non è come un’auto che ti consente di sterzare ed evitare il pericolo. Ho visto il convoglio di fronte a me, procedere sugli stessi binari, e non potevo fare niente. Solo pregare».

La macchina dei soccorsi è scattata immediatamente: sul posto sono giunti il personale del 118 a bordo di 5 ambulanze, insieme con il medico di centrale Cesario Sabetta, raggiunti poi anche dal dirigente della Centrale, Maurizio Scardia e diverse squadre dei vigili del fuoco guidate dalla dirigente Roberta Lala, e poi i carabinieri, la guardia di finanza, la Polfer e la polizia.

Il sindaco di San Donato, Ezio Conte, ha coordinato gli interventi di soccorso, predisponendo il trasporto di tutti i passeggeri – molti dei quali illesi, ma sotto choc – in municipio, dove nel frattempo era stato allestito un centro di primo soccorso in cui i passeggeri sono stati visitati dai medici, identificati e ascoltati dagli inquirenti.

Sul posto anche il prefetto Claudio Palomba accompagnato dal vice Guido Aprea e il direttore generale della Asl di Lecce, Silvana Melli. E hanno avviato immediatamente le indagini il procuratore della Repubblica di Lecce, Leonardo Leone de Castris, arrivato a Galugnano insieme con il pubblico ministero di turno, Giovanni Gagliotta. Con loro c’era anche un ingegnere che la Procura ha nominato come proprio consulente e che avrà il compito di ricostruire l’esatta dinamica e stabilire le cause dell’incidente. Al momento non è ipotizzato nessun reato, in attesa dell’acquisizione dei primi elementi di prova.
In serata, tutti i passeggeri dei convogli hanno potuto raggiungere le rispettive destinazioni grazie a dei bus sostitutivi messi a disposizione da Ferrovie dello Stato.
Inevitabili, però, sono le polemiche sulla sicurezza e sui fondi dedicati all’adeguamento tecnologico dei treni e della rete stanziati dalla Regione e non spesi da Fse, anche se su questo aspetto – e sui 200 milioni di debiti della società – la magistratura è già al lavoro da tempo.

Il presidente della Regione, Michele Emiliano, parla di «scandalo delle Fse» per i 36 milioni destinati all’ammodernamento della rete che la Regione ha stanziato, ma che sono stati utilizzati solo in minima parte. «È assurdo – tuona il governatore – che le Regioni italiane non abbiano alcun potere di vigilare ed eventualmente bloccare quelle linee ferroviarie che non risultino assolutamente sicure.

Su questa questione chiedo che la Procura della Repubblica di Lecce indaghi sino in fondo perché non possiamo accettare che il Salento in particolare, e la Puglia in generale, rimangano strette in una morsa nella quale le difficoltà della mobilità incidono non solo sullo sviluppo del territorio ma anche sulla sicurezza dei cittadini». Gli otto consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle, invece, hanno chiesto in una nota le dimissioni dell’assessore regionale ai Trasporti, Gianni Giannini.

Intanto le Ferrovie dello Stato, che hanno acquisito Fse alla fine del 2016, fanno sapere di aver già avviato un piano di interventi per l’adeguamento tecnologico e infrastrutturale della rete e dei treni che prevede l’installazione dei più moderni sistemi di gestione e controllo del traffico ferroviario. Entro il 2017 saranno spesi 17 milioni di euro e altri 53, che riguarderanno direttamente il Salento, dovrebbero essere spesi entro il 2019.

«Sbalzati via dai sedili Poi urla, malori e pianti È stato un vero miracolo»

Ci sono mamme, figli, fratelli e amici in attesa all’esterno del municipio di San Donato, all’interno del quale i medici – in un punto di primo soccorso allestito in fretta e furia – stanno verificando le condizioni di salute dei passeggeri dei due convogli entrati in collisione ieri pomeriggio nelle campagne di Galugnano.
Qualcuno ha gli occhi lucidi, molti parlano al telefono per rassicurare gli altri parenti rimasti a casa. Tutti in trepidante attesa di riabbracciare i loro cari che erano a bordo dei due treni. «Dentro c’è mia figlia – racconta una mamma preoccupata -. So che sta bene, ma non riesco a sentirla perché il suo telefono rimane muto. Ci siamo presi un grande spavento, adesso vogliam- no solo riportarla a casa».
S’interrompe per far passare alcuni operatori del 118 arrivati a bordo di un’ambulanza a sirene spiegate: accompagnano un altro passeggero, un anziano, all’interno del municipio. A pochi chilometri da lì, si lavora ancora a ridosso dei binari.
I cinque feriti sono stati trasportati in ospedale, mentre altre persone sono state medicate sul posto. Poi gli operatori e i Vigili del fuoco hanno aiutato i passeggeri a risalire la piccola scarpata per raggiungere gli scuolabus, nel frattempo messi a disposizione del Comune, che hanno trasportato tutti, a più riprese, in municipio.
«Appena abbiamo sentito dello scontro tra treni – racconta la mamma con la voce che le trema – abbiamo temuto il peggio. Sapevamo che nostra figlia era a bordo. Per fortuna, siamo riuscite a scambiarci dei messaggi: dice che sta bene, ma vogliamo vederla».
Dal municipio si esce alla spicciolata. Per primo esce un ragazzo extracomunitario: stava andando a Lecce, ora non sa che fare. Si guarda attorno con aria confusa. Dietro di lui un anziano: «Hanno detto di aspettare – racconta – perché
ci riporteranno a Lecce con i bus. Io non ho nessuno che possa venire a prendermi, aspetterò, ma che spavento».
La più loquace è una signora, anche lei con il collare: «Non ci siamo accorti di niente: nessun preavviso. Solo uno schianto che ha sbalzato qualcuno fuori dal sedile. Poi le urla, lo spavento, ma per fortuna nessuno si è fatto male davvero. È stato un miracolo».
La macchina dei soccorsi è scattata immediatamente. Gli agenti della polizia municipale di San Donato hanno subito provveduto a regolare il traffico sul ponte per permettere ai mezzi di soccorso di raggiungere quanto più velocemente possibile il punto più vicino allo schianto. I Vigili del fuoco hanno aperto un varco tra muretti a secco e vegetazione, ed hanno posato una scala necessaria per raggiungere in sicurezza le rotaie, poste sotto il livello del terreno in una sorta di dirupo. Carabinieri, finanza e polizia hanno presidiato la zona e tenuto lontano i curiosi, mentre i feriti venivano medicati e trasportati in ospedale. Alla fine, tra San
Donato e Galugnano, sono rimasti solo gli inquirenti: a loro ora il compito di dare risposte a tutte quelle famiglie che ieri sono andate a letto consapevoli di essere state miracolate. A loro il compito di chiarire le cause dell’incidente ed eventualmente prendere le necessarie precauzioni perché un incidente del genere – il secondo in Puglia con una dinamica molto simile – non si ripeta più. Perché viaggiare, anche in Puglia, sia solo un piacere e non, ogni volta, una scommessa con la morte.

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