Legnano shock, 15enne guida l’auto della famiglia: investe e uccide la madre

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Davvero incredibile quanto accaduto nella giornata di giovedì a Legnano, dove una donna di 54 anni è morta dopo essere stata investita da un’auto dove al volante vi era il figlio quindicenne. La terribile tragedia è avvenuta nel pomeriggio di giovedì intorno alle ore 18:45 nel garage di una palazzina sita nel quartiere San Paolo a Legnano; purtroppo non ci sarebbe stato più nulla da fare per salvare la donna la quale era come abbiamo anticipato è stata investita da un’auto dove al volante si trovava il figlio 15enne.

Secondo quanto emerso dalle prime ricostruzioni sembra che il giovane avesse chiesto alla madre il favore di potersi mettere alla guida della loro auto, ovvero una Fiat Ulysse, per effettuare alcune manovre e iniziare così ad imparare a guidare l’auto; la donna contraria, alla fine avrebbe acconsentito invitandolo, comunque alla massima prudenza e gli aveva concesso di poter effettuare alcune manovre ma non si era allontanata dal luogo e si era sistemata proprio accanto all’auto con lo sportello aperto in modo da poter intervenire in caso di necessità, ma nel giro di pochi istanti si è verificata la tragedia.

Secondo quanto riferito, il giovane 15enne alla guida dell’auto di famiglia per cause ancora da accertare, facendo retromarcia avrebbe urtato accidentalmente con la portiera, la mamma sbattendola con violenza a terra; gli inquirenti ipotizzano che il ragazzo non abbia saputo moderare la velocità oppure il suo piede sia scivolato sul pedale della frizione urtando il corpo della madre, sbattendola con violenza a terra facendole sbattere la testa sull’asfalto. La donna avrebbe perso immediatamente i sensi a causa di un’ emorragia cerebrale provocata dall’urto violento contro l’asfalto. Sul luogo dell’incidente nel giro di pochi istanti sono giunti i soccorsi sanitari del 118, i quali dopo aver confermato la gravità delle condizioni di salute della donna, l’hanno intubata sul posto e poi l’hanno trasportata all’ospedale cittadino; una volta giunta in ospedale le sue condizioni di salute erano apparse sin da subito gravi e la prognosi non era mai stata sciolta.

I medici vista la gravità della situazione non avevano preso neppure in considerazione la possibilità di un’eventuale operazione chirurgica, a causa dei troppi danni neurologici che ne sarebbero conseguiti ad ogni modo. Purtroppo dopo aver trascorso tutta la notte in coma nella mattinata di ieri, i medici hanno dichiarato la morte cerebrale della donna; sotto shock la famiglia, che appresa la notizia ha autorizzato il prelievo degli organi. Oltre all’aspetto umano adesso dovrà essere anche valutato l’aspetto penale visto che per quanto accaduto, adesso per il giovane quindicenne potrebbe configurarsi il reato di omicidio colposo ma ovviamente sarà l’autorità giudiziaria a vagliare la dinamica di quanto successo nei prossimi giorni e a considerare un’ eventuale contestazione a carico del giovane, che al momento si trova completamente sotto shock per quanto accaduto alla sua mamma.

È ormai diffusa, nell’opinione pubblica come tra gli operatori della sicurezza stradale e del diritto, l’idea di una inadeguatezza delle norme penali vigenti in tema di omicidio colposo quando derivante da condotte di guida. E, al di là del fenomeno complessivo dell’infortunistica stradale, ciò che desta maggiore allarme è la crescita dei sinistri gravi (con morti o feriti) causati da chi si pone alla guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti o psicotrope: un terzo delle vittime di incidenti muore per mano di persone che guidano sotto l’effetto di droghe o alcool o che commettono infrazioni o che si distraggono stupidamente (per esempio con il cellulare).

Vi è anche la consapevolezza che gran parte dell’opera deve essere fatta sul piano della prevenzione e che, sulla base dei dati Istat di questo anno, si sta già procedendo in tal senso, ma ciò non è sufficiente. Secondo una stima preliminare fatta dall’Istat nel mese di giugno, nel 2014 si sono verificati in Italia 174.400 incidenti stradali con lesioni a persone. Il numero dei morti, entro il trentesimo giorno, è pari a 3.330, mentre i feriti ammontano a 248.200. Rispetto al 2013, si riscontra una diminuzione del numero degli incidenti con lesioni a persone (-3.77 per cento) e del numero dei morti (-1,62 per cento); in calo anche i feriti (-3,58 per cento). Rispetto al 2001, il numero di morti è diminuito nel 2014 del 53,1 per cento. Tra il 2013 e il 2014 il calo è contenuto (-1,6 per cento) ma in linea con l’andamento medio europeo, mentre tra il 2010 e il 2014 è pari a -19,1 per cento. Tuttavia, nonostante questi dati che dimostrano un trend positivo, pur sempre nella drammaticità del fenomeno, rispetto al passato l’Italia in Europa si trova ancora sopra la media (si veda il riquadro in fondo al testo per i dati completi). Le associazioni che operano nel settore e, in particolare, quelle dei familiari delle vittime degli omicidi stradali, ma anche i cittadini in generale chiedono di introdurre il reato di omicidio stradale, che peraltro è già previsto in altri Paesi, come in Inghilterra per casi di incidenti dovuti a guida pericolosa o sotto effetto di stupefacenti o alcool; da quando la legge è entrata in vigore gli inglesi hanno visto diminuire il numero delle vittime, fino a dimezzarsi rispetto al nostro Paese.

L’IMPEGNO PER LA PREVENZIONE Il Governo in sede di discussione in Aula ha rassicurato che, dopo il messaggio forte lanciato dal Legislatore con l’introduzione del nuovo reato, farà proprio il compito di lavorare sul piano culturale e della prevenzione, attraverso l’educazione stradale, la formazione, gli investimenti in strade sicure, il coinvolgimento di tutti gli operatori e tutte le istituzioni locali per puntare su piani del traffico e della sicurezza stradale che siano incisivi e che sviluppino una maggior sensibilità e attenzione al problema nei cittadini di tutte le fasce d’età. Non da ultimo, il Governo dovrà continuare il suo impegno nell’investimento di risorse adeguate per l’ampliamento dei controlli, tema fondamentale e centrale.

COSA PREVEDE LA LEGGE ATTUALE La normativa vigente inquadra il delitto in oggetto come ipotesi aggravata dell’omicidio colposo (art. 589 del codice penale): chiunque causi la morte di qualcuno violando le norme del codice della strada è punito con la reclusione da 2 a 7 anni; da 3 a 7 anni se il soggetto è ubriaco o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti o psicotrope. Se le vittime sono più di una, la pena potrà essere aumentata del triplo ma senza superare i 15 anni. Anche il delitto di lesioni personali per violazione del codice della strada era configurato come una ipotesi aggravata della fattispecie lesioni personali colpose (art. 590 codice penale).

LE NOVITÀ DEL DISEGNO DI LEGGE La novità principale contenuta nel ddl è proprio l’introduzione dei due nuovi reati di omicidio stradale e lesioni personali stradali.

Omicidio stradale L’omicidio stradale colposo diventa reato a sé, graduato su tre varianti:

1. nell’ipotesi base, quando cioè la morte sia stata causata violando il codice della strada, resta la pena già prevista oggi: da 2 a 7 anni di reclusione;

2. la sanzione penale sale (reclusione da 5 a 10 anni) per l’omicida il cui tasso alcolemico superi 0,8 g/l oppure abbia causato l’incidente per condotte di particolare pericolosità (eccesso di velocità, guida contromano, infrazioni ai semafori, sorpassi e inversioni a rischio);

3. la sanzione sale ancor di più per chi uccide una persona guidando in stato di ebbrezza grave, con un tasso alcolemico oltre 1,5 g/l, o sotto effetto di droghe: rischia ora infatti da 8 a 12 anni di carcere. Lesioni personali stradali Così come per l’omicidio stradale, viene data una stretta anche per le lesioni stradali (sono introdotte pene al rialzo se chi guida è ubriaco o drogato), sempre graduato su tre varianti:

1. l’ipotesi base rimane invariata: chi cagioni ad altri lesioni personali per violazione del codice della strada è punito con la reclusione da 3 mesi a 1 anno per le lesioni gravi e da 1 a 3 anni per quelle gravissime;

2. se invece il tasso alcolemico è tra 0,8 g/l e 1,5 g/l oppure l’incidente è causato da manovre pericolose scatta la reclusione da 1 anno e 6 mesi a 3 anni per lesioni gravi e da 2 a 4 anni per le gravissime;

3. in caso di tasso alcolemico superiore a 1,5 g/l o se il conducente abbia guidato sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, la pena va da 3 a 5 anni per lesioni gravi e da 4 a 7 per quelle gravissime. La pena prevista per l’ipotesi più grave di omicidio stradale (e di lesioni) si applica anche ai camionisti e agli autisti di autobus in caso di presenza di un tasso alcolemico sopra gli 0,8 g/l.

Aggravanti Se il conducente fugge dopo l’incidente scatta l’aumento di pena da un terzo a due terzi, e la pena non potrà comunque essere inferiore a 5 anni per l’omicidio e a 3 anni per le lesioni. Altre aggravanti sono previste se vi è la morte o lesioni di più persone oppure se si è alla guida senza patente o senza assicurazione. È inoltre stabilito il divieto di equivalenza o prevalenza delle attenuanti su specifiche circostanze aggravanti. Attenuanti La pena è diminuita fino alla metà quando l’incidente è avvenuto anche per colpa della vittima. Raddoppio della prescrizione e arresto obbligatorio in flagranza Per il nuovo reato di omicidio stradale sono previsti il raddoppio dei termini di prescrizione e l’arresto obbligatorio in flagranza nel caso più grave di omicidio (ebbrezza grave e droga). Negli altri casi l’arresto è facoltativo. Il pubblico ministero, inoltre, potrà chiedere per una sola volta di prorogare le indagini preliminari. Perizie coattive Il giudice può ordinare anche d’ufficio il prelievo coattivo di campioni biologici per determinare il dna del conducente. Nei casi urgenti, e se un ritardo può pregiudicare le indagini, il prelievo coattivo può essere disposto anche dal pm. L’”ergastolo” della patente È previsto anche che, in caso di condanna o patteggiamento (anche con la condizionale) per omicidio o lesioni stradali, venga automaticamente revocata la patente. Una nuova patente sarà conseguibile solo dopo 15 anni (omicidio) o 5 (lesioni). Tale termine è però aumentato nelle ipotesi più gravi: se ad esempio il conducente è fuggito dopo l’omicidio stradale, dovranno trascorrere almeno 30 anni dalla revoca.

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