Lego taglia 1400 posti, i mattoncini non si vendono

La Lego taglia oltre 1.400 di posti di lavoro per il forte calo registrato nei profitti. Il colosso danese dei mattoncini ha annunciato i tagli dopo aver registrato una flessione del 3% nell’utile netto nella prima metà del 2017. Vendite in calo soprattutto negli Usa e in alcuni Paesi europei.

La società di Billund prevede di tagliare quasi l’8%della forza lavoro globale pari a 18.200 persone. L’utile nel semestre si è fermato a 134 milioni di euro. Più che alla concorrenza dei videogiochi la flessione viene imputata a un’offerta troppo segmentata. Lo scorso anno sono state presentate più di 330 nuove scatole.

Il gruppo danese Lego starebbe per licenziare 1400 dipendenti in seguito alla diffusione dei dati finanziari del semestre che presentano un consistente calo delle vendite. Da qui quindi la decisione di procedere ad un taglio di organico dell’8%, pari a circa 1.400 addetti, da realizzare in gran parte entro la fine dell’anno. Durante il primo semestre 2017, il colosso dei giocattoli ha fatto registrare una pesante diminuzione del fatturato (-5% a circa 2 miliardi di euro) e del risultato netto (-3% a 3,4 miliardi di euro). Lego ad oggi impiega circa 18200 persone.

STORIA
LEGO è un produttore di giocattoli danese, noto a livello internazionale per la sua linea di mattoncini assemblabili. L’azienda, fondata nel 1916 da Ole Kirk Kristiansen, ha iniziato a produrre i famosi mattoncini a partire dal 1949, ma soltanto dal 1958 essi assumono la particolare forma che ne caratterizza ancora oggi gli assemblaggi. Il nome LEGO, coniato nel 1934, deriva dall’unione delle parole danesi “leg godt” che significa “gioca bene”. Dalla iniziale serie classica, LEGO ha nel tempo realizzato anche la serie Duplo, dedicata ai più piccoli con mattoncini più grandi (quindi non ingeribili) e più facilmente incastrabili, e la serie Primo per bambini di età ancora inferiore; la serie LEGO Technic, rivolta ai più grandi, costituita da una gran quantità di pezzi meccanici, ingranaggi, motori, sensori, e perfino programmabile via PC con numerose funzioni personalizzabili (serie LEGO Mindstorms).
Nel 2003 l’azienda si trovò alle prese con serie difficoltà economiche, con ben 344 milioni di dollari di perdite e un calo delle vendite di oltre il 30% a causa soprattutto della spietata concorrenza delle aziende cinesi. Fu deciso così di legare il prodotto a personaggi famosi. Di qui una serie di accordi con Hollywood, Lucas Film, Dc Comics, Disney e Warner Bros per creare nuove linee di prodotto: ad esempio Star Wars, Indiana Jones, Batmat o i Pirati dei Caraibi.
LA CRISI
Il Ceo del gruppo Jorgen Vig Knudstrop alla luce dei disastrosi dati del primo semestre 2017 ha quindi optato per una cura da cavallo.  “Vale a dire – ha spiegato – che costruiremo una struttura più piccola e meno sofisticata di quella che abbiamo oggi, in modo da raggiungere più bambini possibile”. Tra le iniziative previste, anche la possibilità di combinare “l’esperienza fisica del costruire con quella digitale”. Le vendite hanno rallentato negli Stati Uniti e poi sono risultate in calo un pò ovunque trabne che in Cina. A penalizzare le vendite la concorrenza delle app sugli smartphone e dei videogames.

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