Ligabue sospende i concerti per un polipo alle corde vocali, il cantautore sarà operato

«Finché ce n’hai stai lì, lì nel mezzo». Ligabue è uno che gioca generoso. Che non si tira indietro. E a 57 anni appena compiuti sembra un miracolo per l’energia che riesce a mettere lì nel mezzo, sul palco. Ma se l’anno bisesto 2016 era stato tutt’altro che funesto per lui, con le soddisfazioni della doppia data di Liga Rock Park a Monza e l’uscita del nuovo album Made in Italy, questo 2017 si è aperto in maniera decisamente sfortunata. Ai primi di febbraio aveva dovuto rinviare l’inizio del tour di due settimane a causa di un edema alle corde vocali.

Ora il cantante è stato costretto ad annullare tutti i concerti e posticiparli all’autunno per un polipo sempre alle corde vocali. Che qualcosa non andasse si era già capito il 14 marzo nel secondo dei due concerti a Milano, dove l’artista dal palco aveva detto di aver «avuto una ricaduta» e di fare «molta fatica a gestire il cantato». Ieri poi è arrivato l’annuncio del rinvio del tour sulla pagina Facebook dell’artista, con un video dove lo stesso Ligabue spiega ai fan la situazione.

«Ho avuto bisogno di farmi visitare il giorno dopo il concerto di Milano e mi hanno detto una cosa che avrei preferito non sentirmi dire ma che purtroppo rientra fra quelle che vengono definite le malattie professionali di chi canta, cioè ho un polipo, in questo caso intracordale, alla corda vocale sinistra», racconta Ligabue con una certa amarezza. «Il che significa una cosa molto semplice: il polipo non ti permette di poter cantare e quindi io adesso non posso cantare. Devo fare un intervento abbastanza semplice che però richiede qualche mese di recupero per la piena funzionalità delle corde vocali. Morale: vengo da diciassette concerti fantastici e adesso mi tocca spostare, fermare il tour.

Ci vediamo a settembre per il tour di Made In Italy». Restano più di trenta concerti che sono già stati fissati nelle nuove date e i biglietti già acquistati rimangono validi, ma può anche essere chiesto il rimborso entro il 14 aprile (tutte le informazioni sul sito ligabue. com).
Una cosa va detta di Ligabue, e tutti gliela riconoscono, a prescindere dall’essere o no suoi fan: è un artista che farebbe qualunque cosa pur di non annullare una data. Men che meno rinviare un intero tour.

Delresto un polipo è qualcosa che merita la giusta attenzione. «Si tratta di un problema piuttosto frequente, ma a Ligabue è la prima volta che capita», spiega Maurizio Zappatini, suo vocal coach dal 2005 . «Ha preso un’influenza che è diventata una laringite e, anche se dopo due settimane era tutto passato, ha avuto una ricaduta. Purtroppo in questi casi il rischio che si formi un polipo c’è e a quel punto gestire la voce diventa impossibile. Si potrebbe anche non fare l’intervento, ma bisognerebbe aspettare più tempo.

È una persona molto sana e atletica e non se lo aspettava». Dopo l’operazione chirurgica sarà necessaria una fase di recupero e rieducazione delle corde vocali di alcuni mesi. Perché non basta operarsi e tornare in campo dopo poche settimane: per un cantante le corde vocali sono come il legamento crociato per un calciatore. Stagione finita e se ne riparla a settembre. Ma, conoscendo la voglia di Liga- bue, passerà l’estate ad allenarsi. Come Lele Oriali, il Liga non molla mai.

Liga si arrende e il suo tour slitta a settembre. È la seconda volta che succede (il rinvio) e la causa è sempre la stessa, l’infiammazione alle corde vocali che ora, probabilmente anche a causa dello sforzo, si è trasformata in un polipo che deve essere operato e rimosso.
Un guaio che succede abbastanza spesso ai cantanti, una sorta di malattia professionale e che ha una lunga lista di casi analoghi, tutti per fortuna risolti positivamente, un catalogo che va da Adele a Rod Stewart, a Elton John, a Robert Plant, a Justin Timberlake, a Bjork, a Michael Bublè, a Luciano Pavarotti, a Giuliano Sangiorgi, a Mia Martini, a Emma Marrone, a Alessandra Amoroso, eccetera eccetera (unica eccezione Freddie Mercury che, pur avendo dei noduli, rifiutò di sottoporsi a un’operazione, pur sapendo di rischiare di perdere definitivamente la voce, ma non la perse perché purtroppo se ne andò giovanissimo, a soli 45 anni).

Luciano Ligabue ha annunciato il suo inevitabile forfait ieri sui social e lo ha fatto raccontando un calvario cominciato già prima di iniziare il tour legato al suo ultimo album, Made in Italy.
Un’influenza, l’infiammazione alle corde vocali che diventa un’edema trattato con antibiotici, il rinvio del debutto del tour, inizialmente previsto per il primo febbraio, la ripresa dal 14, il nuovo stop. «Dopo 3-4 pezzi del concerto ero quasi afono – la confessione -. Così ho avuto bisogno di farmi visitare e mi hanno detto una cosa che avrei preferito non sentirmi dire ma che purtroppo rientra fra quelle che vengono definite le malattie professionali di chi canta cioè ho un polipo, in questo caso intracordale, mi dicono, alla corda vocale sinistra. Il che significa una cosa molto semplice: il polipo non ti permette di poter cantare e quindi io adesso non posso cantare.

Devo fare un intervento che mi dicono essere abbastanza semplice che, però, richiede qualche mese di recupero per la piena funzionalità delle corde vocali». Già martedì scorso davanti al pubblico del Mediolanum Forum a Milano, nel giorno del suo compleanno il 14 marzo, si era fermato raccontando: «Va beh ragazzi, parliamoci chiaro: sentite come son conciato con la voce. Sì, è così così. Purtroppo ho avuto una ricaduta e quindi si sente, faccio molta fatica a gestire proprio il cantato, ma non me la sentivo di far saltare il concerto all’ultimo. Quindi, adesso, andiamo dritti un po’ al sugo, ce la metto tutta. Vi chiedo scusa». Ma evidentemente andare avanti così non era possibile. Stop definitivo, consulto, operazione e convalescenza: «Abbiamo fatto in tempo a fare diciassette concerti ma ora ho bisogno di un po’ di mesi per rimettermi in sella ma lo farò. La mia agenzia, che sta facendo il diavolo a quattro ma vorrà fare sì che questo tour si svolga a settembre e ottobre esattamente negli stessi palazzetti, nelle stesse città dove avete già preso i biglietti». Il calendario sarà reso noto appena possibile.

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