Livorno, bomba d’acqua uccide intera famiglia e causa parecchi disagi: 6 morti, 2 dispersi

Il maltempo sembra aver davvero investito il nostro paese e purtroppo si cominciano a contare i danni e soprattutto le vittime. Nella giornata di sabato purtroppo la città di Livorno è stata devastata dal maltempo e si parla di 6 morti e 2 dispersi, un bilancio davvero molto grave del violento nubifragio che ha colpito la zona della città toscana.

Le vittime sono state rinvenute nella mattinata di ieri e nello specifico 4 sono stati trovati in uno scantinato un altro nella zona di Monterotondo Montenero. Le quattro vittime sono state ritrovate all’interno di un appartamento seminterrato di via Nazario Sauro e sarebbero tutti i componenti di un’intera famiglia padre, madre e un bambino di 4 anni ed il nonno il quale, secondo le prime parole riferite dal sindaco Filippo Nogarin sarebbe riuscita a mettere in salvo la nipotina e poi sarebbe tornato indietro per cercare di salvare anche il più piccolo.

L’appartamento in questione sito al piano terra di un palazzo non tanto lontano dall’ Accademia Navale e poi fosse molto interrato. Il sindaco ha riferito nella giornata di ieri che la città è stata completamente devastata dall’acqua, allagata anche la stazione dei treni è interrotta la Tirrenica, motivazioni per cui la Procura ha aperto un’inchiesta sulla gestione del nubifragio.”La situazione è molto problematica, critica, spero non sia un disastro”, ha affermato Nogarin.

Lo stesso ha aggiunto: “Ha piovuto tantissimo, ci sono grosse difficoltà, sono esondati alcuni corsi d’acqua, vengono segnalati smottamenti a Montenero”. Sempre nella giornata di ieri si è tenuta una riunione alla quale ha partecipato anche il governatore della Toscana Enrico Rossi ed in seguito alla stessa, il sindaco ha riferito che le vie di comunicazione sono state pian piano ripristinate anche se continua a rimanere chiusa la linea ferroviaria tirrenica e ci sono ancora sui 1700 famiglie senza energia elettrica.

Nella giornata di sabato, in due ore sono caduti ben 250 millimetri di pioggia, una vera e propria bomba d’acqua che ha allagato l’intera città; si è trattato di una bomba d’acqua ce ha sperato le aspettative, ovvero più intensa di quanto lasciasse presagire l’allerta arancione. Ingenti danni anche nel quartiere di Montenero, dove i volontari della locale Misericordia nella notte di sabato sono intervenuti per spalare il fango e detriti che hanno invaso le strade travolto le auto.

A raccontare quanto accaduto è stata Elena Del Corso, la governatrice della locale Misericordia, la quale ha raccontato che intorno alle ore 2:00 di notte ha cominciato a piovere fortissimo e si è allagato tutto, venendo giù una colata di acqua, fango e detriti che hanno invaso le strade allagate ai piani bassi delle case, fatto tantissimi danni distruggendo tante auto e alcune finite addirittura dentro le case. La stessa ha riferito che molti volontari hanno sparato addirittura a mano in attesa dei mezzi di soccorso più grandi. “L’Italia tutta abbraccia Livorno. Vicinanza alle famiglie delle vittime, pieno sostegno a Sindaco e Regione per fronteggiare l’emergenza”, ha scritto su Twitter il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni.

Camilla, 3 anni è salva. C’è solo da augurarsi che lapic- colalivornese – l’unica scampata miracolosamente all’ondata di piena che ha sommerso la sua casa a Livorno – non ricordi nulla di questa tragica notte che gli ha strappato mamma, papà e fratellino. Camilla, probabilmente, non ricorderà neppure il coraggioso nonno che, per salvarla dalle acque furiose del torrente esondato in zona Stadio, si è tuffato una prima volta nel seminterrato. L’ha presa e messa in salvo. Poi, però, il nonno si è rituffato per tentare di salvare il fratellino di Camilla, Filippo, di appena 4 anni (compiuti giusto sabato scorso, rammenta Il Tirreno).

Nonno Roberto non è più emerso. Camilla ora è l’unica sopravvissuta. Una famiglia distrutta (Simone Ramacciotti e Glenda Garzelli e il nonno Roberto e il piccolo Filippo), annegati in pochi istanti. Trale 2 e le 4 di sabato notte l’abitazione di via Rodocanacchi, vicino allo Stadio (nei pressi di viale Nazario Sauro), è stata completamente sommersa dalle acque a causa dell’esondazione del rio Ardenza (un corso d’acqua “tombato”). Secondo le prime stime solo nel cuore della notte sarebbero caduti oltre 250 millimetri di pioggia.

Temporali che hanno flagellato tutta la costa tirrenica (da Piombino alla Versilia), in meno di 12 ore. La storia di nonno Roberto – che viveva al primo piano della palazzina dei prime di inizio ‘900 da poco ristrutturata – ha sconvolto i livornesi. È il vicino di casa a raccontare la dinamica. «L’acqua saliva velocemente. Ci siamo immersi insieme, al buio, nell’acqua mista a fango per tentare di tirare fuori anche il bimbo», racconta visibilmente scosso il vicino di casa Marco Gazzarrini, «ma l’acqua saliva troppo velocemente. Altri 20 secondi e sarei morto affogato anch’ io».

Roberto Ramacciotti, 65 anni, il figlio e la nuora gestivano la locale filiale delle Assicurazioni Generali a Livorno, ed erano molto conosciuti in città. Adesso spetterà alla Procura di Livorno stabilire se, e di chi siano, le responsabilità. E’ stata aperta un’inchiesta e il piano terra della palazzina e il seminterrato, sono stati posti sotto sequestro. I Vigili del Fuoco hanno recuperato i corpi a disposizione del medico legale.

Se il caso della famiglia ha scosso Livorno e tutta Italia, la cittadina toscana deve fare i conti, ora, con il nubifragio. Il sindaco, Filippo Nogarin, ha chiesto ed ottenuto immediatamente lo stato di calamità. Resta da vedere se si poteva evitare la tragedia: «Non ci aspettavamo questa situazione», ha scandito Nogarin, «perché l’allarme dato dalla Protezione civile era “arancione”, invece ci siamo svegliati così… Le onde di piena hanno fatto tracimare molti fiumi».

Non c’è solo, tra le vittime, la famiglia Ramacciotti. Oltre agli
annegati vicino allo Stadio, secondo un primo accertamento dei Vigili, ci sarebbero almeno sei vittime: Raimondo Frattali (70 anni, deceduta in via Fontanella, a Montenero, sulle colline), mentre il corpo di Roberto Vestuti, 74 anni, è stato rinvenuto in via Sant’Alò. Una, forse due persone, risultano ancora disperse (in frazione di Collinaia), mentre si cominciano a contare anche i feriti gravi (almeno 2), e si è anche scoperto che alcune ragazze di sono salvate dall’annegamento, in un sottopasso, salendo sul tetto della macchina. L’Aurelia è ancora allagata in più punti e pure il traffico ferroviario è stato parzialmente deviato e la stazione chiusa. Ora restano da accertare le responsabilità e quantificare i danni. E molto fango da spalare, pertornare alla normalità. Per 24 ore l’allarme meteo sarà “arancione”. Poi si vedrà.

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