Londra, furgone travolge musulmani della moschea di Finsbury Park: otto i feriti, almeno una vittima

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Torna la paura a Londra dove un furgone ha falciato nella giornata diversi pedoni all’esterno di una moschea, nei pressi di Finsbury Park, provocando almeno un morto e 8 feriti. Secondo quanto riferito, alla guida pare ci sia stato un uomo di 48 anni il quale è stato arrestato dalla polizia, almeno secondo quanto dichiarato dalla Premier Theresa May.

La Premiere conservatrice Theresa May è arrivata la moschea di Finsbury Park a Londra dinanzi alla quale si è consumata l’ennesima tragedia ovvero dove alcuni fedeli musulmani sono stati investiti da un uomo alla guida di un furgone;  sul luogo dell’incidente è anche arrivato nella giornata di ieri  il leader dell’opposizione laburista Jeremy Corbyn per partecipare ad una preghiera collettiva per le vittime, alla quale hanno anche partecipato i leader religiosi cristiani, ebrei e di varie fedi, accanto ai responsabili islamici della moschea.

Il bilancio purtroppo è molto grave visto che si parla di almeno 8 feriti, tutti ricoverati in ospedale di cui 3 molto gravi, mentre l’uomo che si trovava alla guida è stato arrestato dalla polizia dopo essere stato tirato fuori dal veicolo da alcune delle persone scampate nell’investimento e bloccato in quella che testimoni hanno definito una violenta colluttazione.  Come già abbiamo detto, la polizia al momento sta indagando sull’accaduto come un potenziale attacco terroristico e la conferma è arrivata nella giornata di ieri proprio dalla Premier Theresa May dopo le cautele ufficiali iniziali.

L’uomo arrestato per aver investito alla guida di un furgone diversi i fedeli musulmani, pare non essere noto ai servizi di sicurezza britannici,  è questa la notizia diffusa dal viceministro ben Wallace.“L’attacco contro i fedeli musulmani della notte scorsa all’uscita della moschea londinese di Finsbury Park é ripugnante esattamente come gli altri atti di terrorismo che hanno colpito il Regno Unito, dalla strage di Manchester del 22 maggio all’attentato di London Bridge e Borough Market del 3 giugno. Londra non si arrende all’odio e nemmeno tutto il Regno Unito”. Così la premier Theresa May che, dopo una riunione di emergenza del comitato Cobra, si è recata sul luogo dell’attentato e si è intrattenuta con l’imam all’interno della moschea.

Tra le prime ad accorrere sul luogo dell’attacco, una giovane ragazza italiana di nome Elena che vive a pochi metri dalla moschea e la quale ha raccontato che si trovava davanti alla sua abitazione quando improvvisamente ha sentito un botto e delle urla angoscianti ed ha subito chiamato i soccorsi,  inoltre pare sia stata proprio lei ad aggiornare al telefono i medici sulle condizioni delle persone investite e nello specifico ha raccontato che 3 persone si trovavano a terra in una pozza di sangue e si lamentava perché era rimasta sotto al furgone e le persone presenti l’avevano tirata fuori.

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