Londra incendio al grattacielo, Gloria e Marco al telefono con papà: “c’è fumo dappertutto”

Una vera tragedia quella venuta all’una di notte di martedì,  le 2 in Italia,  dove improvvisamente un incendio è divampato  alla Grenfell Tower, poco distante da Notting Hill ad ovest del centro di Londra. Purtroppo non si parla soltanto di feriti ma di vittime in quello che è stato denominato “l’inferno di cristallo” a Londra;  a prendere fuoco è stata la Greenfell  Tower, ovvero un grattacielo residenziale di 27 piani a North Kensington, per cause ancora da accertare.

A rimanere coinvolti sono stati 24 livelli dal secondo piano in su e nella giornata di ieri il numero dei feriti è salito a circa 69, i quali sono rimasti perlopiù intossicati e per questo motivo trasportati in ospedale, ma rimane ancora da chiarire la sorte di alcune persone che secondo i media sembravano essere rimaste intrappolate ai piani alti e che dunque al momento risultano scomparse. Bilancio molto grave, visto che oltre i feriti, si contano al momento circa 12 morti ma il numero potrebbe continuare a salire.

“Posso confermare sei morti, in questo momento, ma questo bilancio potrebbe aggravarsi durante la complessa operazione di recupero che proseguirà per giorni”,  è questo quanto dichiarato dal comandante della polizia Stuart Cundy,  il quale ha avvertito che il numero delle vittime potrebbe essere più alto.  Sul luogo dell’incidente si sono riversati almeno 200 pompieri e 40 mezzi per spegnere l’incendio e decine di ambulanze hanno trasportato i feriti, circa 64 di cui 20 molto gravi, nei vari ospedali della zona;  molti ospiti del grattacielo hanno cercato seppur feriti, di scappare lanciandosi anche dalle finestre mentre altri sono rimasti intossicati a causa del fumo.

Un testimone avrebbe raccontato alla BBC di aver udito i genitori che presi dal panico hanno cercato di salvare i figli lanciandoli dalle finestre. “I Vigili del Fuoco  dicevano a tutti di stare fermi, che sarebbero venuti a prenderli, ma era il panico”, ha aggiunto la testimone. Intervenuto il sindaco di Londra , Sadiq Khan,  il quale ha definito l’incendio come un incidente grave ed ha aggiunto che la tragedia pone molte domande cui bisognerà dare risposta nel più breve tempo possibile. L’edificio in questione è uno dei grattacieli più importanti al mondo, costruito su 27 piani e da uno dei suoi lati affaccia in Latymer road, di fronte all’omonima stazione della metropolitana.

Il grattacielo che fu costruito nei primi anni 70 e completato poi nel 1974,; solo poco tempo fa il Comitato di Quartiere aveva denunciato la mancanza di sicurezza “che solo una catastrofe potrà dimostrare”,  è questo nello specifico ciò che si leggeva nella relazione. La premier Theresa May ha fermato la politica, ovvero l’annuncio dell’accordo con il DUP, che darà appoggio esterno al suo nuovo governo è stato rimandato, e ha convocato una riunione di emergenza con le autorità per dare una risposta alla cittadinanza sull’emergenza della Grenfell Tower. Tra i dispersi figurano due italiani, due giovani veneti e nello specifico si tratterebbe di una ragazza di Camposampiero, Gloria Trevisan ed il fidanzato Marco Gottardi, di S.Stino di Livenza.

«Mamma, mamma, qui c’è fumo dappertutto!». Il grido di Gloria al telefono, nel cuore della notte, ha stretto nell’angoscia la sua famiglia, lontana. Perché ci sono anche due veneti tra i dispersi nel grattacielo andato in fiamme la notte di martedì a Londra. Ed è ancora nascosto da quella parola, «dispersi», confermata dalla Farnesina, il destino di Gloria Trevisan, 27 anni, di Campo sampiero (Padova) e il fidanzato Marco Gottardi, coetaneo, di San Stino di Livenza (Venezia) che da tre mesi erano nella capitale inglese per lavoro.

Sulla loro sorte pesano come un presagio funesto anche le parole dichiarate alla Bbc da Stuart Cundy, comandante di Scotland Yard per le operazioni di soccorso. L’ufficiale, intervistato ieri in serata, è stato vago sul numero delle persone ancora irreperibili, quando c’era ancora una ventina di appartamenti da ispezionare, su un totale di 120, mentre l’incendio non era ancora del tutto domato. Ma sulle possibilità di ritrovare qualcuno ancora in vita, l’ufficiale è stato molto chiaro: «Purtroppo non prevedo che ci saranno ulteriori sopravvissuti».

Gloria e Marco abitavano al 23° piano del condominio andato in fiamme. Una delle ultime foto pubblicate su Instagram, come si può vedere sui siti di vari quotidiani, ritraevano quell’appartamento che a loro sembrava ad un passo dal cielo. «Da quassù la vista è meravigliosa», scriveva Gloria, orgogliosa della sua nuova vita nella Grenfell Tower.

Una foto raffinata, in bianco e nero: due sedie una accanto all’altra. Le finestre chiuse. E fuori lo sterminato orizzonte di Londra costellato di luci. Quella vista è diventata in poche ore un universo capovolto di fumo e di fiamme. E poi ce ne sono altre, come quella che ritrae lo skyline di Londra, in una giornata di sole, con uno spettacolare doppio arcobaleno, e di notte.
Ieri è subito partito per Londra il fratello di Gloria, dopo che per tutta la mattinata i familiari hanno tentato invano di contattarli telefonicamente.

Il telefono squillava, ma nessuno rispondeva e dopo qualche tempo il segnale è scomparso. Come ha ricostruito il Gazzettino, la loro è una storia simile a quelle di molti altri giovani che nella capitale britannica cercano un futuro concreto. Entrambi architetti, i due giovani vivevano nel palazzo “multietnico” dove insieme a molte persone di tutte le nazionalità abitavano altri tre nuclei familiari italiani, uno di questi con due figli.

«Siamo stati al telefono con i ragazzi fino all’ultimo istante», ha raccontato il papà di Marco, Giannino Gottardi, «poicihan- no detto che l’appartamento era invaso dal fumo e le comunicazioni si sono interrotte. Speriamo solo in un miracolo». Svegliati nel cuore della notte, alle 3.45 per la precisione, dalla mamma di Gloria, ha raccontato ancora Gottardi, «che era stata allarmata dalla figlia. Ci siamo subito messi in contatto con Marco, il quale minimizzava l’accaduto. Penso facesse così per tranquillizzare Gloria e anche mia moglie». Sono rimasti appesi al telefono, a quel filo che ancora li univa ai figli, ma alle 4.07 «c’è stato l’ultimo drammatico contatto nel quale ci ha informati che il loro appartamento era invaso dal fumo e che la situazione diventava di emergenza. Da quell’istante non abbiano più alcun contatto».

Il papà di Marco ha anche riferito che la Farnesina lo ha contatto ieri intorno alle 19.30 dicendogli che il figlio e la fidanzata «non risultano tra le persone ricoverate negli ospedali di Londra». Perle intere comunità dei paesi d’origine dei due giovani sono ore d’angoscia. A Campo- san piero dalla notte di martedì tutto sembra essere cambiato. Il nonno di Gloria è andato a raccontare di quella terribile, ultima telefonata alla sindaca, Katia Maccarrone. E poi ha parlato con i giornalisti che già cominciavano a chiedere notizie e dettagli.

«Ho parlato con il nonno», in continuo contatto sia con la famiglia della ragazza dispersa che con la Farnesina per avere notizie e aggiornamenti, «sono molto preoccupati, sono disperati: l’hanno sentita proprio mentre è iniziato l’incendio», ha ripetuto. «Sono ore di angoscia», sottolinea Maccarrone. E pensare che la ragazza «domani (oggi per chi legge, n.d.r.) doveva tornare a casa». «Conosco bene lui e la sua famiglia, speriamo che tra poche ore sia ritrovato, magari con qualche piccola ferita e basta», ha raccontato commosso il sindaco di San Stino di Livenza, Matteo Cappelletto, il paese di provenienza di Marco: anche qui angoscia e dolore.

Su Facebook, la cugina di Marco, Pamela Pizziolo, ha lanciato un appello in inglese, chiedendo di essere contattata da chiunque li abbia visti. «Mio cugino Marco Gottardi e la sua fidanzata Gloria Trevisan», si legge, «vivevano all’interno del 23esimo piano della Grenfell Tower. Se qualcuno li vede mi contatti subito. Non ho loro notizie dalla notte scorsa e i loro telefonini sono spenti. Prego Dio perchè stiano bene». L’appello è accompagnato dall’ultima foto scattata a Londra. Questa volta ci sono loro due, Gloria e Marco, belli e sorridenti, prima dell’inferno.

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