Londra, il terzo terrorista è mezzo italiano: fermato a Bologna nel 2016

Non è chiaro, dunque, se il terzo attentatore di Londra sia semplicemente passato in Italia o se vi abbia vissuto stabilmente. La coppia, che viveva in Marocco, si era poi separata e la donna era tornata a vivere in provincia di Bologna. Inizialmente denunciato per terrorismo internazionale, era stato prosciolto da ogni accusa, ma era stato iscritto nel registro dei sospetti “foreign fighter” negli archivi internazionali.

Attualmente aveva ottenuto un lavoro stagionale in un ristorante di Londra e continuava ad avere contatti con la madre in Italia. Era arrivato in Europa con i genitori, richiedenti asilo. Il giovane, che perse il volo, fu poi rilasciato. In un documentario di Channel 4 del 2016 sull’integralismo islamico Butt era colui che a Regent’s Park srotolava una bandiera dlel’Isis. Il commando terrorista che ha attaccato il London Brigde era composto anche da un italo-marocchino, la cui identità è stata finora tenuta segreta dalle autorità britanniche. Nonostante, inoltre, dal 2015 figurasse in una lista di 500 sospettati dall’Mi5, l’intelligence di Sua Maestà, non era considerato pericoloso.

Tifosissimo dell’Arsenal, come Bin Laden, indossava la maglia della sua squadra del cuore al momento dell’attentato. Pare si facesse chiamare anche Rachid Elkhdar e dichiarasse sei anni in meno di quelli che realmente aveva. Ma il suo nome è noto, secondo quanto riferisce Repubblica. Intanto, mentre tre uomini sospettati di aver collaborato alla strage di Londra sono stati rilasciati (VD SUGGERITI), un altro uomo di 27 anni è stato arrestato, oggi stesso, dalla polizia britannica nell’ambito delle indagini sui presunti fiancheggiatori dei tre terroristi uccisi sabato dopo aver fatto strage fra London Bridge e Borough Market.

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