Luna di Saturno, la sonda Cassini rivela condizioni di vita

Innanzitutto un ripassino molto veloce di storia della vita. La vita sul pianeta Terra ebbe origine tra i tre e i quattro miliardi di anni fa dalle sorgenti idrotermali. Tali sorgenti sono delle fratture, sul fondo degli oceani – per la precisione nelle dorsali oceaniche, cioè i punti di separazione tra due placche della crosta terrestre – da cui fuoriesce acqua riscaldata dalle viscere del pianeta. Per- ciò,se si dovesse trovare nel nostro sistema solare un pianeta, un satellite, una luna, fornita di sorgenti idrotermali, là potrebbe esserci vita. Giovedì la Nasa, l’ente spaziale americano, ha annunciato di aver trovato sorgenti idrotermali su Encelado, una luna di Saturno, che comunque di lune abbonda: ne ha ventiquattro, quindi chissà, forse anche nella altre prima o poi salterà fuori qualcosa di interessante.

Poi un ripassino velocissimo di mitologia: la luna di Saturno che potrebbe ospitare la vita si chiama Encelado come uno dei Titani, che erano appunto agli ordini di Saturno (Crono peri Greci). Le sorgenti di Encelado sono state scoperte dalla sonda spaziale Cassini, che già nel 2005 aveva rivelato la presenza di acqua liquida sotto la superficie lunare. Adesso, sfrecciando tra i geyser dell’emisfero meridionale di Encelado, il nostro occhio spaziale ha scoperto l’habitat da cui è nata la vita sulla Terra, ma a circa un miliardo e trecento milioni di chilometri di distanza.

Perché si possa parlare di presenza effettiva di vita su Encelado, bisognerebbe che Cassini intercettasse acidi grassi o amminoacidi, le molecole costitutive degli organismi. Non avrà il tempo di farlo: ha finito la benzina e la Nasa a settembre la sacrificherà, scagliando l’eroica sonda spaziale nella rovente atmosfera di Saturno. Ma il suo ultimo dispaccio è tale da stimolare le più febbrili fantasie.

Del resto, da qualche tempo le esplorazioni spaziali ricominciano a parlare di possibilità di vita extraterrestre: solo qualche mese fa la Nasa aveva annunciato la scoperta di un sistema stellare, Trappist-1, che avrebbe potuto ospitare la vita. È però di pochi giorni fa la doccia
fredda di un gruppo di ricercatori ungheresi, che hanno osservato che tutto quello che può vivere, sui pianeti di quel sistema, è la morte: le temperature sono troppo alte perché vi sia acqua. Invece che l’acqua su Encelado ci sia è sicuro, e quasi sicuro è che ci siano le sorgenti idrotermali. Se poi ci siano anche le Spa, i bagni, le spiagge e i pattini, questo è il punto da chiarire.

A questo punto, possiamo anche domandarci: fantastico, ma a noi, terrestri viventi nel 2017, che cosa ce ne importa dell’acqua calda su Encelado? Domanda lecita ma ingenua: l’uomo non è solo pragmatismo, ama anche immaginare scenari in cui, evidentemente, non potrà mai mettere fisicamente piede. E allora cosa si agita adesso, proprio adesso, su Encelado? Cosa brulica attorno alle sue sorgenti idrotermali?Microbi, alghe o i fantastici vermi tubo giganti, granchi, pesci? Cioè le stesse forme di vita che prosperano attorno ai bollenti geyser del fondo oceanico? Intanto, se la Nasa si dà da fare a costruire e lanciare una nuova sonda, prima del 2030 l’umanità potrebbe conoscere la risposta.

Nel frattempo possiamo viaggiare con la fantasia nel suo oceano, che è salato proprio come i nostri, benché incapsulato nella superficie rocciosa esterna. Ora innanzitutto bisogna chiarire che sulle spiagge di Encelado (e che vi siano spiagge è tutto da dimostrare) l’abbronzatura viene molto male. Non solo per il piccolo dettaglio che il Sole è distante quasi 1500 milioni di chilometri, contro i 150 milioni di chilometri di distanza di cui godiamo noi. Ma perché, come dicevamo, l’oceano è sotterraneo, come uno scantinato. Dunque i bagnanti di Encelado saranno pallidini e, ovviamente, saturnini, malinconici, e insomma, non un grande spasso. Per capirci, se un giorno andassimo a trovarli, sarebbe come scoprire un tizio che si è nascosto dalla nascita nel seminterrato, dove ha installato l’acqua calda, e nient’altro.

Ora, che sulla Terra esista vita intelligente è un presupposto niente affatto dimostrato, ma dubitiamo che su Encela- do siano molto più sagaci di noi. Poi si sa, ci sono quelli che si entusiasmano per le muffe e i licheni, quindi potrebbero trovare una compagnia piacevole in microbi, alghe, o vermi di Encelado. A ogni modo, un atteggiamento più saggio di fronte a questa pioggia sensazionalisti- ca di indizi di vita aliena, sarebbe dirsi la verità: su tutti questi pianeti, lune, satelliti che sono stati e ancora verranno scoperti, si può parlare di possibili forme di vita solo in senso molto primitivo. Non c’è niente da fare, una cosa bella e ben fatta come la Terra, un simile miracolo, nemmeno all’orizzonte dei potenti telescopi e sonde spaziali si vede. Perciò continuiamo pure a buttare milioni di dollari per scoprire, forse, le alghe di Encelado, ma sempre teniamoci stretta la T erra.

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