Macerata, Carabiniere spara ladro ferito alla testa. E’ gravissimo

A Monte San Giusto nasce un comitato. Il comando difende il militare “Ha rispettato le regole”

“Non posso dire nulla, mi dispiace”, è questo quanto dichiarato dal carabinieri indagato in seguito al colpo sparato lo scorso venerdì a Monte a San Giusto e nessuna dichiarazione rilascia l’avvocato difensore Pietro Siciliano. Tutta Monte San Giusto sta dalla parte del Carabiniere dalla cui pistola è partito un colpo che ha raggiunto alla testa un ladro in fuga a bordo di una Fiat Bravo, risultata rubata a Terni; l’uomo adesso è clinicamente morto e secondo quanto è emerso pare stesse tentando di investire il militare ed un collega che gli avevano intimato l’alt venerdì poco prima delle 19 in via Don Minzoni. “Posso dire che il militare è dispiaciuto dal punto di vista umano per quanto accaduto dato che si tratta di una vita. Però è sereno perché consapevole di aver agito in una situazione di estremo pericolo per la sua incolumità, dunque nel rispetto delle procedure. Inoltre è assolutamente fiducioso nell’operato della magistratura. Queste sono situazioni spiacevoli, molto forti dal punto di vista umano, però c’è anche la serenità su quanto fatto e la fiducia che tutto emergerà con le indagini”, ha riferito il colonnello Stefano Di Iulio, comandante provinciale dell’Arma.

Il carabiniere risulta indagato per lesioni colpose gravissime per eccesso di difesa ed accompagnato dal suo legale, il militare pare abbia confermato la versione fornita agli inquirenti, ovvero quella di aver intimato l’alt a quel ragazzo ed in seguito quest’ultimo sarebbe salito in auto cercando di investirlo. Intanto, tutto il paese praticamente si è stretto intorno al carabiniere, ed in tanti nei giorni scorsi hanno organizzato delle riunioni dando vita ad un comitato cittadino a difesa del carabiniere in questione ed ancora nella giornata di domani attiveranno un conto corrente per sostenere lui e la sua famiglia. Anche i militari dell’Arma di mezza Italia pare si siano dichiarati già disponibili a versare ciascuno una somma e pare ci siano diversi avvocati pronti a rendersi disponibili per il patrocinio gratuito. Il carabiniere è stato sentito nei giorni scorsi a palazzo di giustizia ed è apparso un uomo distrutto e sconvolto ma allo stesso tempo consapevole che l’inchiesta della Procura è un atto dovuto.

“Abbiamo intimato l’alt a quel ragazzo, lui è salito in auto e ha cercato di investirmi. Avevo la pistola in mano ed è partito un colpo. Non volevo sparare, non volevo sparare”, ha ribadito il carabiniere il quale ha voluto far capire che purtroppo si è trattato di una tragica fatalità. Il giovane, dell’età apparente di 30 anni non è stato ancora identificato ma pare che in tasca avesse un certificato albanese ma nessun documento; secondo quanto riferito dagli inquirenti, sembra che questo potesse avere molti alias ma le condizioni del volto rendono difficile una comparazione fotografica.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.