Organi maialini: Trapianto sicuro, DNA modificato elimina virus pericolosi per l’uomo

Grazie alla tecnica Crisp il genoma di alcuni cuccioli è stato completamente riscritto e “pulito” dei retrovirus endogeni porcini. Lo studio, realizzato da università e centri di ricerca americane e cinesi, è stato pubblicato su Science

maiali, infatti, avrebbero delle patologie trasmissibili all’uomo e per scongiurare il pericolo contagio tramite il trapianto di organi, gli scienziati hanno studiato questo metodo. Si utilizza la tecnica del Gene Editing, ovvero geni con modificazioni di alcune sequenze delle basi del DNA, adenina, citosina, guanina e timina e della clonazione per creare suiniprivi di malattie.

Ricercatori internazionali hanno compiuto un passo avanti significativo nella possibilità di trapiantare entro 2 anni, organi di maiali geneticamente modificatisenza rischi per gli esseri umani.

È dagli anni 90 che si sta cercando la strada per rendere gli organi dei maialicompatibili con il corpo umano. Fino a oggi uno dei problemi principali che aveva reso impossibile ottenere nei maiali vivi questo risultato, era la presenza dei retrovirus endogeni porcini Questi virus, che sono integrati nel genoma del maiale, in caso di trapianto di organo, potevano essere rilasciati provocando infezioni molto gravi.

La loro pericolosità è stata verificata in laboratorio dagli stessi ricercatori: i virus sono riusciti a ‘saltare’ dalle cellule porcine alle cellule umane coltivate nella stessa provetta, e poi hanno continuato a propagarsi ad altre cellule umane mai entrate in contatto con quelle animali.

Dopo aver individuato la posizione esatta di queste mine vaganti nel Dna porcino, i ricercatori le hanno disinnescate usando le forbici molecolari della Crispr. In questo modo è stato possibile dare vita a embrioni che una volta impiantati nell’utero di una scrofa, hanno dato vita a cuccioli completamente sani. I neonati sono sopravvissuti più di quattro mesi dalla nascita.

Lo sviluppo, riferisce il New York Times, è determinante per la scarsita di donatori e quindi di organi umani da trapiantare: solo negli Usa sono stati trapianti 33.600 organi umani lo scorso anno ma i pazienti in lista di attesa sono 116.800. David Sachs, professore di chirurgia alla Columbia University: “Temo che gli obiettivi di trapianto su uomo siano più difficile da raggiungere rispetto a quanto ci si aspetti, ma spero di sbagliarmi”.

ASPETTANDO un organo, si muore. Solo negli Stati Uniti ogni giorno sono 22 le persone che non sopravvivono all’attesa del trapianto. È un settore, quello degli organi, nel quale la domanda supera di gran lunga l’offerta. Sono 122.556 le persone iscritte nella lista d’attesa americana, 8.758 in Italia.

I ricercatori hanno scoperto come salvare qualche vita in più. In futuro gli organi dei maiali potrebbero esserre trapiantati negli esseri umani. Nello studio, pubblicato su Science, viene spiegato che, grazie alla manipolazione del Dna, forse lo xenotrapianto non è così lontano dal divenire realtà. È un settore di ricerca che affascina i genetisti da molti anni. Questo nuovo studio si è basato sulla rimozione di alcune sequenze di Dna potenzialmente dannose per gli esseri umani dalle cellule dei maiali, perché producono un retrovirus endogeno, il Perv. Alterando questi geni ed eliminando il retrovirus che può infettare le cellule umane, si può poi fare una sorta di sostituzione “copia e incolla”.

Gli scienziati hanno usato un metodo chiamato “Crispr/cas9” per modificare il Dna e creare una corrispondenza migliore con il genoma umano. Un modo per evitare che gli organi del suino, una volta impiantati nell’organismo, vengano rigettati. In un singolo genoma sono stati fatti 62 “taglia e cuci” nel codice genetico: esattamente il numero di tutte le volte che è stata trovata la sequenza infettata dal Perv. Una quantità di genoma alterato dieci volte superiore rispetto a tutte le modificazioni fatte finora usando questo metodo. L’acronimo “Crispr/cas9” sta per l’enzima prodotto dal gene Cas9 e i “Clustered Regularly Interspaced Short Palindromic Repeats”, le ripetizioni palindromiche di gruppi di Dna estraneo disposti a intervalli regolari.

George Church, della Harvard University, a capo della ricerca, dice che in pochi ci hanno creduto, ma che se la tecnica dovesse rivelarsi sicura “lo scenario cambia completamente”. Sarebbe una risposta alla carenza di donatori. Al di là dello scenario etico e culturale, ci vogliono ancora molte sperimentazioni per verificare la compatibilità di questi organi animali e dei loro tessuti con il corpo umano. Certo, da un punto di vista della ricerca, togliere la stessa sequenza di Dna da un singolo genoma e ripetere l’operazione più volte non significa che automaticamente si potranno rimuovere più geni diversi e unici o che sia facile replicarla. Per questo Church ha fondato una compagnia privata di eugenetica che si concentrerà sull’approfondimento di queste ricerche.

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