Di Maio: ministri M5s saranno scelti dal candidato Premier non dalla rete

“La sua disponibilità è un’ottima notizia”, dice Luigi di Maio. Ci siamo confrontati nelle sedi istituzionali e alla luce del sole, senza inciuci sottobanco, su un modello su cui abbiamo chiamato a esprimersi i nostri iscritti. “Con chi appoggerà il nostro programma senza alleanze precostituite”, risponde Di Maio, che sul programma sottolinea: “La prima cosa che faremo sarà approvare il reddito di cittadinanza, le coperture le abbiamo già”.

Roma, 1 giu. (askanews) – Virginia Raggi non si dimetterà da Sidnaco di Roma in caso di rinvio a giudizio per falso e abuso di ufficio che la Procura di Roma gli ha contestato in relazione alle nomine avallate su proposta di Raffaele Marra. Un politico accusato di fatti gravi, come la corruzione, davanti a elementi sostanziali deve fare un passo indietro anche con un semplice avviso di garanzia e molto prima che arrivi una sentenza. In questo modo rimettiamo al centro il lavoro e facciamo ripartire i consumi. “Anche in questo caso ci saranno le parlamentarie on line”.

Come ribadito da Di Maio, candidati e premier saranno tutti votati dagli attivisti del Movimento 5 Stelle tramite la piattaforma Rousseau, così come la squadra di governo che verrà presentata ai cittadini prima del voto. Il premier in pectore con le cinque stellette, dunque, parla del candidato premier del M5s. In caso di una sua partecipazione al voto online, appare scontata un’investitura plebiscitaria da parte del popolo pentastellato. Roberto Fico per esempio da Grillo è visto come un perfetto ministro delle Telecomunicazioni per riformare la Rai. Ma oltre agli esponenti interni ci sarebbero anche diverse figure di spicco tecniche. L’attacco più forte Di Maio lo riserva a Matteo Renzi e a Maria Elena Boschi sulla vicenda di Banca Etruria, quindi promette:

“I Governatori di Banca d’Italia e Consob (Ignazio Visco e Giuseppe Vegas ndr) li vogliamo cambiare, perché dovevano controllare Banca Etruria, per esempio”. Per quanto riguarda il ministero dell’Economia invece, circolano da tempo i nomi dei professori Luigi Zingales e Leonardo Becchetti, due figure entrambe vicine al Movimento 5 Stelle. Ma con chi vedrebbe più probabile un’alleanza dopo il voto?

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