Mal di denti shock, 36enne si reca dal dentista poi la sconvolgente scoperta

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Aveva da diversi giorni un forte dolore ad un morale, ma quando si decide ad andare dal dentista fa una scoperta choc. Un uomo di 36 anni, del Taiwan, ha visto estrarre dalla sua bocca un dente che non era solamente cariato, ma su di esso era persino nato un germoglio.

La notizia è stata diffusa dal San Francisco Globe e ripresa da 9GAG e ha lasciato tutti senza parole. Probabilmente il paziente non curava molto la sua igiene orale e il prolificare di batteri ha fatto in modo che nascesse anche altro. Il germoglio era rimasto bloccato proprio dove doveva essere il dente del giudizio, e dove quindi aveva trovato terreno fertile per crescere. Il dentista ha rimosso il dente e con questo il dolore, affermando che date le dimensioni del germoglio, presumibilmente era nella bocca del suo paziente da almeno 10 giorni.

Il mal di denti è più spesso provocato da due affezioni odontoiatriche: la pulpite e l’infezione apicale di origine endodontica. Il dolore di denti di origine infiammatoria può essere causato anche da processi osteitici localizzati (osteite alveolare) o diffusi e da pericoronite (infiammazione della mucosa che ricopre un dente in via di eruzione).
Il mal di denti passa effettuando un corretto trattamento delle cause. Oggi è raro che si arrivi all’estrazione del dente interessato dalla pulpite o dall’ascesso. Esistono trattamenti in grado di guarire le affezioni che ne sono all’origine in un alta percentuale dei casi.
Esistono farmaci, però, che possono aiutare nel tempo che intercorre per ottenere l’effetto di guarigione prodotto dalle cure, come gli antidolorifici e gli antibiotici. I primi si assumono per tenere sotto controllo il dolore. La prescrizione è “al bisogno” poiché il loro effetto è sintomatico. Gli antibiotici, invece, combattono l’infezione, e, pertanto, non hanno alcun effetto nel caso di pulpite, ma sono estremamente efficaci in caso di ascesso. Gli antibiotici sono spesso in grado di provocare la remissione totale, seppur temporanea, del mal di denti, portando molti ad abusarne. C’è da rimarcare che gli antidolorifici e gli antibiotici, pur potendo rappresentare un rimedio efficace in caso di mal di denti da pulpite o da ascesso periapicale, non rappresentano affatto la cura elettiva. Il loro effetto è temporaneo e spesso parziale.
Mal di denti da pulpite
La pulpite (infiammazione del “nervo”, come viene definito in gergo popolare l’organo interno del dente) è causa del mal di denti per eccellenza, uno dei dolori più acuti che possa colpire l’uomo. Un dolore a carattere nevralgico, spontaneo o provocato da stimoli minimi, che aumenta di intensità sotto stimolo meccanico (pressione masticatoria) fisico (caldo, freddo) o chimico (dolce). La pulpite ha la caratteristica di presentarsi con un andamento intermittente-remittente: picchi d’intensità elevata sono frammisti a fasi in cui la sintomatologia dolorosa regredisce, fino a scomparire.
Come compare il dolore?
Il mal di denti sopraggiunge all’improvviso, spesso senza causa apparente, oppure in seguito alla pressione masticatoria sul dente o a stimoli chimici o fisici, e non regredisce all’interruzione dello stimolo. Può resistere ai comuni analgesici e in molti casi solo l’intervento del dentista può farlo cessare. Il mal di denti da pulpite è la causa principale della richiesta d’intervento d’urgenza in studio da parte dei pazienti, dato il carattere insopportabile.
Cosa fa il dentista in caso di pulpite?
Deve raschiare via dall’interno del canale radicolare in cui alloggia la polpa infiammata. L’intervento viene effettuato in anestesia locale
Mal di denti da ascesso endodontico
L’ascesso dentale, invece, provoca un mal di denti a carattere spontaneo, gravoso e continuo, localizzato nell’area di diffusione del processo infiammatorio. La pressione masticatoria sui denti interessati ne aumenta l’intensità. Questi vengono spinti verso l’alto dall’essudato infiammatorio, andando prima degli altri ad impattare con i denti corrispettivi dell’arcata antagonista, e ciò aggrava il mal di denti, sommandosi all’infiammazione che circonda l’apice radicolare il trauma occlusale. L’ascesso dentale può temporaneamente regredire, o spontaneamente o dopo l’assunzione di antibiotici, ma può guarire solo con l’intervento del dentista.
Cosa fa il dentista in caso di ascesso?
Egli deve effettuare un’accurata detersione, sagomatura e obliterazione dei canali radicolari del dente, per far si che avvenga la guarigione del processo infiammatorio localizzato al periapice. Cosa succede se l’ascesso non viene curato?
In rari casi può diffondersi ai tessuti molli delle guance fino a fistolizzare attraverso la cute. Più frequentemente la fistola si localizza sulla mucosa gengivale in corrispondenza del dente implicato.
Mal di denti da gengivite
L’infiammazione delle gengive provoca una sensazione dolorosa vissuta dal paziente come mal di denti. Il paziente con gengivite ha dolenzia, a volte grave, sia spontanea che provocata. Per esempio dal contatto col cibo durante la masticazione o dalle manovre di spazzolamento che ne vengono inibite. È consigliabile in questi casi utilizzare, nelle fasi di trattamento, uno spazzolino da denti con setole morbide.

Mal di denti da ascesso parodontale
Quando l’infezione si inoltra nel parodonto profondo (parodontite) può dare luogo a suppurazione. provocando l’ipermobilità dell’elemento dentario e un dolore spontaneo gravativo che si esacerba al minimo contatto pressorio, vieppiù durante la masticazione. Quando questa patologia è generalizzata, e quindi estesa a più denti, si parla di piorrea. Sebbene la piorrea costituisca una malattia diffusa soprattutto in popolazioni con scarsa igiene orale e con deficit nutrizionali, come nei prigionieri di guerra, la si riscontra ancora oggi come causa frequente di mal di denti e perdita degli stessi.
Mal di denti da sinusite
Nelle sindromi da raffreddamento e specialmente nelle sinusiti, si verifica spesso un mal di denti di natura transitoria e reversibile. Le cause possono essere ascritte ad un iperemia pulpare o a un riflesso nervoso.
Mal di denti da precontatto occlusale
Un dente o un gruppo di denti che entri in contatto prematuro (precontatto) con gli antagonisti, riceve un sovraccarico di forza che stimola in modo abnorme i recettori del dolore presenti nello spazio parodontale. Il dolore non cessa se non con la rimozione del sovraccarico. Rapidamente attraverso l’operato di un dentista, che asporterà l’eccedenza di materiale dentale naturale o artificiale, come un restauro occlusale mal dimensionato o una corona incongrua. Lentamente per la graduale, forzata, intrusione dei denti interessati o per un forzato riposizionamento mandibolare dovuto al conseguente riflesso di evitamento.
Mal di denti da litiasi pulpare
È questa una particolare sindrome dolorosa dentale. La polpa per stimoli di diversa natura può produrre dei microcalcoli, talora evidenti in una radiografia bene esposta e ben contrastata. Questa patologia è criptica e difficile da diagnosticare. Il dolore è dovuto alla mobilità del calcolo nel contesto della polpa, con conseguente stimolo delle fibre nervose.
Mal di denti da frattura coronale o radicolare
Il dolore di denti conseguente a frattura è facilmente diagnosticabile in caso di ampia frattura della corona e può essere dovuto sia alla stimolazione parodontale da parte del frammento corono radicolare che alla stimolazione della polpa esposta attraverso la beanza dei tessuti duri agli stimoli termici, osmotici o pressori.
In caso di microfratture il sintomo doloroso è invece di difficile diagnosi per la mancata frammentazione dei tessuti duri che in fase iniziale mostrano una compattezza con invisibilità della rima di frattura all’esame ispettivo e radiografico.
Mal di denti da trigger muscolare
I disordini muscolari del sistema stomatognatico possono proiettare la sensazione dolorosa sui denti dello stesso lato. I muscoli doloranti per disordine funzionale possono essere quelli di pertinenza stretta stomatognatica, come lo pterigoideo interno, lo pterigoideo esterno, il massetere e il temporale o quelli in collegamento funzionale con essi, come per esempio lo sternocleidomastoideo.
Mal di denti da irritazione chimica
Gli sbiancamenti dentali veramente efficaci vengono condotti con l’applicazione sui denti di prodotti sbiancanti ad alto contenuto di perossidi. In alcuni casi la polpa dentale può temporaneamente subire un’iperemia da stimolo chimico provocando mal di denti che si attenua e scompare naturalmente nel tempo massimo di 48 ore. Questo disagio deve essere evitato dagli operatori accorti e sensibili con l’applicazione topica di gel fluorato.

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