Malore per Luigi Di Maio resta ricoverato in ospedale

Luigi Di Maio nel pomeriggio di venerdì è stato colpito da un malore: per dolori addominali è stato ricoverato d’urgenza al Policlinico Universitario Agostino Gemelli di Roma dove ha effettuato accertamenti clinici e strumentali che hanno dato risultati tranquillizzanti

C’è una colite acuta all’origine dei dolori addominali che ieri hanno portato al ricovero di Luigi Di Maio. Il vicepresidente della Camera si trova ancora presso il Policlinico Universitario Agostino Gemelli. Le terapie a cui è sottoposto proseguiranno nei prossimi giorni. L’esponente M5S sta rispondendo in modo soddisfacente e le sue condizioni generali sono buone, comunica il professor Antonio Gasbarrini, Direttore dell’Area Gastroenterologia della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli.

Cattive notizie per il vicepresidente della Camera, nonché esponente di spicco del Movimento 5 Stelle, Luigi Di Maio il quale nella giornata di ieri è stato ricoverato d’urgenza all’ospedale Gemelli di Roma. La notizia è stata lanciata nel pomeriggio di ieri dall’Ansa, che ha spiegato come il noto esponente pentastellato sia passato attraverso il pronto soccorso, in seguito ad un malore, che stando a quanto è emerso, sarebbe avvenuto a livello intestinale e secondo alcune testimonianze sarebbe apparso piuttosto sofferente.

Inizialmente non era stato specifico il motivo del suo malore e dunque l’apprensione è stata davvero tanta; con il passare dei minuti, sarebbe apparsa un’altra notizia secondo la quale l‘esponente del Movimento cinque stelle avrebbe accusato dolori nell’area intestinale e che una volta giunto in ospedale l’uomo è stato soccorso dai medici e sottoposto ad alcuni importanti accertamenti.

Prima che la notizia di diffondesse, i consiglieri comunali del Movimento che avevano promosso l’evento di Sassari, Desirè Manca, Maurilio Murru e Marco Boscani, avevano comunicato che il parlamentare pentastellato non sarebbe potuto essere in Sardegna a causa di imprevisti e improrogabili impegni istituzionali.“Di Maio si è recato presso il Pronto Soccorso del Policlinico, “dove ha effettuato accertamenti clinici e strumentali che hanno dato risultati tranquillizzanti. I medici curanti del Policlinico Gemelli, professori Giovanni Battista Doglietto e Antonio Gasbarrini, d’accordo con il paziente, hanno tuttavia deciso di trattenerlo in ospedale per ulteriori indagini diagnostiche”, è questo il contenuto di una nota diffusa nel corso del pomeriggio di ieri dall’Ospedale Gemelli. Tanti i messaggi di solidarietà arrivati nei confronti da amici e colleghi, primo tra tutti quello del leader M5s Beppe Grillo su Facebook ha voluto far sentire la sua vicinanza a Di Maio.

Poi lo stesso ha pubblicato su Facebook un altro messaggio. Solidarietà arrivata anche da parte del deputato M5s Alessandro Di Battista il quale su Facebook ha scritto: “Coraggio fratello tra qualche giorno in Parlamento e in piazza più forte che mai!”.”Auguri di pronta guarigione al vicepresidente Luigi Di Maio”, scrive su twitter la presidente della Camera, Laura Boldrini, e per finire anche l’ex Premier Matteo Renzi ha voluto inviare i suoi auguri di una pronta guarigione a Di Maio.

In serata l’esponente del M5s ha voluto tranquillizzare tutti sulle sue condizioni di salute, pubblicando un post su Facebook sul quale si legge: “Sono stato ricoverato al Gemelli per delle visite di controllo. Starò qui pochi giorni, ma sono stato costretto, come immaginate, a far saltare tutti gli impegni del week end. Mi dispiace per gli attivisti che avevano preparato gli incontri in Piemonte e in Sardegna. Appena fatti i dovuti controlli vi prometto che organizzeremo nuovamente. Qui sono tutti molto gentili e professionali e sono molto tranquillo. Vi terrò aggiornati”.

Migliaia di messaggi per Luigi Di Maio sul suo Profilo Facebook

Fabio Morelli Le auguro una sincera pronta guarigione e le vorrei manifestare la mia più profonda stima e ammirazione per tutto ciò che sta facendo per tutti noi. Spero che i valori che rappresentate siano di buon esempio per tutti quelli che pensano solo alla loro poltrona. Non sono schierato in alcuna fazione politica, proprio perché oggi come oggi non si fa più politica, il governo di oggi e quelli passati non sono e non vogliono essere lungimiranti, non investono nel futuro, ma guardano solo in questo presente come possono barcamenarsi. Spero tanto che il buon senso prevalga, ma la vedo dura… W l’Italia dei saggi e di coloro che pensano al futuro dei nostri dimenticati figli.

Antonio Mclink Il male non si augura nemmeno al peggior nemico.
La grande soddisfazione sarà quella di vincere le elezioni e vedere il pd, forza Italia e partitucci vari all’opposizione, rincorsi dai giudici per le denunce che arriveranno quando il pentolone sarà senza coperchio. Intanto, cosa più importante, auguri di buona guarigione a Luigi Di Maio. #MaipiùPD  #MaipiùBerlusconi  #MaiDP

Emanuela Menerella Non so se mi leggerai, ma volevo farti fare due risate. Neanche varco la soglia di casa e mio padre mi dice “hanno ricoverato Luigi all’ ospedale”, io pensavo un ns conoscente e invece eri tu, ah ah ah ah …. oramai sei e siete di famiglia.
Approfittane per riposare un po’. Ti aspettiamo. Ciao

Marco Gaviglio immagino tu sia ben contento di avere trovato ad assisterti medici di professione e non semplici ed onesti “cittadini provenienti dalla società civile”; così come immagino che l’unica cosa che ti interessi in questo momento sia di ricevere le cure migliori, e non quanto guadagna il personale medico dell’ospedale. Vero? 😉

Angelo Lacagnina Grande, capitan coraggio che non vede l’ora di riprendersi per ricominciare la sua battaglia….. ma falla finita, sei ridicolo.
Ovviamente per te come per Virginia vostra letto immediato e tutto sotto controllo.
Mi fate schifo! C’è gente che deve aspettare giorni e giorni in pronto soccorso buttata su una barella, con problemi molto più gravi rispetto al malore del vice presidente della (vostra) camera.  VERGOGNA!

Simone Cremonesi Mi è preso un colpo quando ho letto la news sul Fatto Quotidiano. Ti auguro una veloce ripresa e, come tutti, ti aspettiamo di nuovo operativo appena possibile! Ma nel frattempo… Riposa! Non sei un Terminator! Grazie per tutto quello che fai/fate per il nostro Paese!

Rosanna Giannico se fosse stato ricoverato uno di loro i tg avrebbero dovuto chiamare i vigili del fuoco per spegnere la notizia che avrebbe incendiato le tv,. interviste ai medici etc etc……una veloce guarigione dal cuore ti arriva da ogni cittadino m5s, anche se al tg hanno detto poche parole, ma non servono le parole ma tutta la vicinanza di ognuno di noi che ti vogliamo tantissimo bene! ciaooo luigi riprenditi con calma noi ti aspettiamo , abbiamo bisogno di te!

Andrea Vidili daje gigi.  Oggi ho avuto il (dis)piacere di accompagnarti in reparto e quando siamo arrivati mi hai ringraziato. Non sono riuscito a dirti però che sono io che ringrazio te. Ti ringrazio per l’impegno che ci metti e voglio ripeterti quanto ti ho detto a voce, goditi questi giorni di riposo forzato perche te li meriti tutti, dal primo all’ultimo.

Girolamo Borriello Carissimo Luigi, saperti in un letto d’ospedale è cosa che mi rattrista moltissimo. Ti auguro una pronta guarigione, affinchè tu possa tornare quanto prima innanzitutto all’affetto dei tuoi cari e appena te la senti a continuare a diffondere il verbo del M5S, in attesa, quanto prima, di guidare la Nazione. Ti abbraccio con immensa stima.

Caterina Celeste Auguri Luigi, hai tutti noi che facciamo il tifo per Te, ti vogliamo tantissimo bene, sarai il nostro Presidente e vogliamo che stai bene e che guarisci presto. Troppo lavoro, Grazie per tutto quello che fai per tutti noi.

Alessandra Marangon Possa giungerti il GRANDE BENE che gran parte del Popolo Italiano prova per te. Rimettiti presto Presidente, ancor più forte ed agguerrito. I veri Leoni fanno un passo indietro per accrescere la potenza del balzo in avanti….ed è così che vedo te e voi tutti… Ti voglio Bene! Nam Myoho Renge Kyo

[spoiler title=’CONTINUA A LEGGERE’ style=’default’ collapse_link=’false’]

Quando possiamo usare la definizione di DAR? Un uomo dell’età di 32 anni, senza patologie di rilievo, un pomeriggio verso le ore 18.00 chiama il 118 per l’aggravarsi di un dolore addominale che accusa da alcuni giorni. Dal primo pomeriggio sono presenti anche vomito alimentare e febbre. Il paziente chiama i soccorsi di persona, riferendo di essere solo in casa e che il dolore è così importante da non permettergli di spostarsi autonomamente. L’operatore della centrale operativa con alcune domande si rende conto che il paziente è collaborante, senza dubbio sofferente, ma non presenta apparentemente alterazioni dell’ABC, quindi invia un’ambulanza BLS (Basic Life Support) senza medico.

I soccorritori trovano il paziente disteso sul divano in posizione raggomitolata, con un’espressione di sofferenza sul volto, lievemente sudato e tachicardico. Pressione arteriosa e saturazione di O2 sono nella norma. Caricano il paziente in ambulanza e lo portano in Pronto soccorso (PS), dove arriva nelle stesse condizioni. Al triage il paziente riferisce dolore prevalente ai quadranti addominali inferiori, subcontinuo con esacerbazioni intense; l’alvo è canalizzato e da circa 8 ore è presente diarrea con feci semiliquide e mucose, prive di sangue. Riporta due episodi di vomito alimentare nelle ultime ore e la comparsa di febbre. La PA è 110/65 mmHg, la FC è di 90 bpm, la SaO2 è 100% e la temperatura ascellare è di 37,8°C. Viene pertanto assegnato un codice verde e dopo circa 30min il paziente entra in sala visita manifestando la stessa sintomatologia ma senza avere più vomitato.

In anamnesi racconta di avere assunto antinfiammatori per una lombalgia acuta nei 5 giorni precedenti. L’esame cardiopolmonare è nella norma; l’addome è un po’ teso ma trattabile e vivamente dolente nei quadranti inferiori, prevalentemente a sinistra, dove si rileva peritonismo. La peristalsi è presente e vivace. Non vi è evidente guazzamento. In considerazione dell’importante sintomatologia algica, si infonde morfina alla dose di 3mg in bolo e si inizia la terapia infusiva con fisiologica a 150mL/ora. Vengono richiesti emocromo, glicemia, creatinina, elettroliti, PCR, GOT, GPT, bilirubina totale, INR, PTT, fibrinogeno e si effettua un ECG. Viene eseguita un’ecografia addominale in PS che rileva: reperto di normalità epatocoledocico, pancreatico e aortico, piccola falda di versamento nel cavo di Douglas. Viene pertanto effettuata una TC addominale che dimostra la distensione delle anse digiunoileali, con presenza nello scavo pelvico di un ispessimento delle pareti del sigma con piccole bolle aeree circostanti e una sottile falda liquida da verosimile diverticolite perforata. Due piccole bolle aeree sono riconoscibili anche in ipocondrio sinistro in prossimità della parete addominale . Il paziente viene ricoverato in Chirurgia.

Il dolore addominale è un sintomo molto comune di presentazione in PS rappresentando circa il 7% di tutte le visite eseguite nei Dipartimenti di emergenza. Nella maggior parte dei casi, il dolore addominale non è riferibile a una grave patologia, tuttavia può essere il sintomo di esordio o il sintomo principale di situazioni cliniche molto gravi, che possono evolvere rapidamente verso un esito infausto. Fisiopatologia del dolore addominale I visceri addominali sono innervati da fibre nocicettive sulla superficie mesenterica e all’interno della parete degli organi cavi. Tali fibre sono sensibili sia a stimoli meccanici, principalmente lo stiramento, sia chimici, e producono un dolore sordo, subcontinuo, crampiforme o violento. Il dolore presenta tre forme tipiche, di seguito descritte. ● Dolore viscerale: è generalmente dovuto a stiramento, distensione di organi cavi, torsione o contrazione spastica. Si manifesta come un dolore sordo e continuo oppure episodico di tipo colico, spesso localizzato in sede mediana, in quanto l’innervazione viscerale è bilaterale, e corrisponde al dermatomero relativo all’organo interessato. Pertanto per gli organi situati sopra il legamento di Treitz sarà epigastrico, per quelli tra il Treitz e la flessura epatica del colon sarà periombelicale, per gli organi più distali sarà ipogastrico. ● Dolore parietale: è generalmente acuto, dovuto all’irritazione diretta del peritoneo sovrastante l’organo interessato. L’innervazione parietale è unilaterale quindi il dolore sarà ben localizzato. Solo quando viene coinvolto diffusamente il peritoneo a causa della fuoriuscita in addome di materiale quale contenuto gastrico, sangue, pus o altro, il dolore sarà diffuso a tutto l’addome. L’irritazione peritoneale potrà determinare una contrattura riflessa dei muscoli addominali per cui l’addome diventerà rigido e non trattabile. È da osservare che la reazione irritante delle sostanze organiche o chimiche è diversa, per cui il quadro peritonitico sarà molto più eclatante in corso di perforazione gastrica con spandimento di succo gastrico acido, piuttosto che in caso di perforazione colica, con fuoriuscita di materiale fecale o sangue. ● Dolore riflesso: si manifesta quando le fibre afferenti da un organo addominale leso si inseriscono nel midollo spinale allo stesso livello delle fibre somatiche provenienti da zone lontane (per esempio, il dolore colecistico può essere riferito anche alla spalla destra).

La conoscenza dell’anatomia addominale e della sua innervazione permette di orientarsi sulla diagnostica differenziale, tuttavia è fondamentale fornire al paziente un approccio sistematico e logico tracciando un’attenta anamnesi e una valutazione clinica. In letteratura è riportato che anamnesi ed esame obiettivo focalizzato sono in grado di far porre una ipotesi diagnostica corretta nell’80% dei pazienti con dolore addominale (Tabella 1). Vi sono alcuni segni e sintomi di allarme che devono sempre essere presi in attenta considerazione in quanto sottendono probabilmente a una patologia grave (Tabella 2). Non va tuttavia dimenticato che spesso non è possibile porre una diagnosi definitiva dopo una valutazione di PS e che comunque il compito del medico d’emergenzaurgenza è quello di individuare ed escludere condizioni cliniche che mettono a rischio la vita del paziente in tempi brevi. Percorso preospedaliero Generalmente il paziente, specie se giovane, si rivolge autonomamente al PS. Tuttavia vi sono situazioni in cui il quadro clinico è così repentino, acuto o catastrofico da suggerire l’attivazione del sistema d’emergenza territoriale.

I medici o il personale dell’ambulanza dovranno prioritariamente porre molta attenzione alla valutazione ABC: un’alterazione delle funzioni vitali è un indice di estrema gravità nel paziente con dolore addominale e in questo caso vanno instaurate le procedure di stabilizzazione delle funzioni stesse, secondo la metodica ABC. Un dolore addominale alto, in particolare se epigastrico, può sottendere una sindrome coronaria acuta o una patologia aortica. Pertanto il personale del 118 dovrà stabilire un accesso venoso periferico di grosso calibro, se necessario applicare ossigenoterapia, supportare le funzioni vitali, valutare la necessità di instaurare una terapia analgesica portando il paziente nel più vicino presidio ospedaliero. Se sull’ambulanza si dispone di un elettrocardiografo, andrà esclusa l’origine coronaria del sintomo e inoltre se è presente un ecografo portatile, si potrà eseguire un’ecografia addominale allo scopo di valutare rapidamente l’eventuale esistenza di un aneurisma aortico, che in tal caso indirizzerà il trasporto del paziente verso un centro provvisto di chirurgia vascolare.

Percorso ospedaliero Al triage l’infermiere deve innanzitutto ricercare una compromissione in atto delle funzioni vitali e, se esclusa, raccogliere una breve anamnesi focalizzata al sintomo individuando anche possibili associazioni con altri sintomi (per esempio, un episodio sincopale) che potrebbe suggerire una causa grave di dolore addominale. Poi è necessario fare una valutazione sulle condizioni generali e sullo stato di sofferenza del paziente, possibilmente mediante scale visuali (per esempio, la scala analogica visiva o VAS), rilevare i parametri vitali e in base a quanto riscontrato assegnare il codice di priorità. Anche un paziente con parametri vitali stabili ma con un dolore molto acuto dovrebbe essere valutato dal medico nel più breve tempo possibile (ACEP Clinical Policy, 2000). Prima di visitare il paziente è indispensabile osservarne l’aspetto, in quanto nel caso di un’irritazione peritoneale si presenta immobile, spesso con gli arti inferiori flessi, mentre nel caso di un dolore da colica renale o biliare si muove e si contorce.

Occorre indagare puntualmente sulla sintomatologia in particolare per quanto attiene a insorgenza, qualità, durata, intensità, irradiazione, rapporto con i pasti, cause scatenanti o attenuati la sintomatologia e infine sull’eventuale presenza di sintomi associati (febbre, vomito, turbe dell’alvo quali diarrea o stipsi, rettorragia, ematuria). Si devono inoltre raccogliere informazioni sulla storia clinica pregressa, sui farmaci assunti, sulle allergie note, sulla data e sull’ora dell’ultimo pasto, su eventuali viaggi e sull’attività lavorativa, sull’assunzione di sostanze d’abuso. È necessario considerare che mentre nella maggior parte dei casi un processo infiammatorio addominale acuto, così come un sanguinamento acuto, determina tachicardia, se il processo interessa la parete diaframmatica e quindi le terminazioni del nervo vago, il paziente può avere una frequenza cardiaca normale o essere addirittura bradicardico. Altresì la distensione addominale causata dall’ostruzione può determinare l’irritazione del nervo vago con bradicardia.

Lo scopo dell’esame obiettivo è di identificare la regione addominale dolente, verificare se esiste difesa addominale involontaria, se sono presenti i segni tipici: il segno di Murphy, o arresto della respirazione a causa dell’intenso dolore evocato dalla palpazione della colecisti; il dolore di rimbalzo, o segno di Blumberg, indicativo di irritazione peritoneale, che consiste nell’evocare dolore al rilascio dopo palpazione profonda; le caratteristiche dei borborigmi. Nella Tabella 3 sono riportati i possibili segni semeiologici di tre quadri patologici molto frequenti, quali l’appendicite acuta, l’occlusione intestinale e la colecistite. In letteratura si ritrovano opinioni controverse sull’indicazione a eseguire routinariamente l’esplorazione rettale nel paziente con dolore addominale. In effetti la sensibilità e la specificità di tale manovra sono piuttosto basse, ma la presenza di sangue in ampolla può suggerire diagnosi quali diverticolite, tumore, ischemia intestinale, mentre la dolorabilità rettale pone in diagnosi differenziale le ragadi anali, l’ascesso perirettale, la prostatite (Cartwright e Knudson, 2008). Nella diagnostica differenziale occorre tenere in attenta considerazione le condizioni extraddominali che si possono manifestare con dolore addominale (Tabella 4) (Flasar e Goldberg, 2006).

Controllo del dolore Un luogo comune molto diffuso in passato, ma ancora non del tutto superato, è che il trattamento del dolore addominale vada posticipato alla fase diagnostica e che possa mascherare una diagnosi esatta alterandone l’obiettività. In realtà, è stato ampiamente dimostrato che una corretta analgesia facilita la valutazione clinica perché rende il paziente più tranquillo e quindi maggiormente collaborativo e “visitabile”, riduce le possibili complicanze, aumenta la sensibilità delle indagini strumentali, senza alterare il quadro obiettivo (Attard et al, 1992). La classe di farmaci più indicata nel trattamento del dolore addominale acuto è quella dei narcotici oppiacei, che sono efficaci, pressoché privi di effetti collaterali in acuto e passibili di trattamento antidotico. Anche nel dolore addominale da pancreatite o da patologia delle vie biliari extraepatiche, non vi è alcuna evidenza scientifica di un peggioramento dell’outcome in caso di utilizzo degli oppioidi a fronte di un miglior controllo della sintomatologia.

I FANS, farmaci usati estensivamente in passato perché ritenuti “più sicuri”, in realtà sono gravati da importanti effetti collaterali cardiovascolari, gastrointestinali e renali, in particolare nel paziente anziano e fragile (Dunn et al, 2008; Thompson, 2001). Nel dolore addominale lieve-moderato può essere utilizzato il paracetamolo come farmaco di prima scelta. Diagnostica Esami di laboratorio Gli esami ematochimici che si richiedono in caso di dolore addominale dovrebbero essere guidati dalla valutazione clinica iniziale, tenendo comunque presente che la specificità e l’accuratezza diagnostica non sono comunque elevate. Per esempio, è riportato che la likelihood ratio positiva (LR+) di avere un’appendicite acuta con una conta leucocitaria superiore a 10.000/mm3 è solo di 1,59, mentre sale a 4,5 se si considera una leucocitosi superiore a 15.000/mm3. Tuttavia se tale esame viene combinato con la presenza di una proteina C reattiva (PCR) elevata, la LR+ diventa 23,3. Nella patologia biliare extraepatica, la combinazione dell’incremento di bilirubina e fosfatasi alcalina si riscontra nel 72% delle coledocolitiasi. Inoltre occorre prestare molta attenzione al rischio di affidarsi alla “normalità” degli esami ematochimici anziché concentrarsi sulla valutazione e sulla rivalutazione clinica.

In particolare di fronte a un sintomo che può sottendere una così vasta gamma di patologie, è importante non richiedere una “batteria di esami” generica, ma soltanto quegli esami ritenuti utili e mirati dopo un’attenta valutazione clinica. È necessario poi non dimenticare quelle patologie extraddominali che si manifestano con dolore addominale, come per esempio la chetoacidosi o l’acidosi lattica, la porfiria, la febbre mediterranea famigliare e altre . È anche molto importante ricordare, trovandosi di fronte a una donna in età fertile, della possibilità di una gravidanza in atto, sia per le implicazioni terapeutiche che comporta, sia come causa del dolore addominale (per esempio, gravidanza ectopica). Tra gli esami quasi di routine, infine, si riporta l’esame delle urine, eseguito o mediante multistick oppure dal laboratorio. Esso fornisce importanti indicazioni nel sospetto di colica renale o di infezione delle vie urinarie, per valutare la chetonuria e la glicosuria, per determinare la concentrazione delle urine e anche nel sospetto di porfiria (ACEP Clinical Policy, 2000; Cartwright e Knudson, 2008). Anche l’emogasanalisi va effettuata in caso di dolore addominale con alterazione delle condizioni generali del paziente talché si sospetti una grave patologia. Acidosi metabolica e iperlattatemia, specie se associate a aumento di CPK e creatininemia, devono far considerare una concomitante sindrome da risposta infiammatoria sistemica (Systemic Inflammatory Response Syndrome, SIRS) e quindi un processo patologico diffuso e avanzato.[/spoiler]

2 commenti

  1. Veramente è il virus che gira ora, me lo sono beccato pure io, ma non ho perso 5 minuti di lavoro. Crampi da piegarti in due … mi sono predo due aspirine, una cocacola, e x due giorni ho mangiato solo pane e yogurt … Da un lamentino dei 5 stelle mi sarei aspettato più reazione, altro che ospedale. Apri una partita iva, vedrai che stai subito e sempre meglio in caso di malanni ?!

  2. P.S. ed a me nessuno ha fatto gli auguri mentre lavoravo, nessuno ha scritto un articolo su giornali o blog, nessuno ha detto un cacchio di niente …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.