Ragusa: maltrattamenti in asilo, due maestre rinviate a giudizio nel Ragusano

Due maestre di un asilo nel ragusano sono state rinviate a giudizio dal gup di Ragusa per maltrattamenti.  E’ questo quanto emerso dalle indagini della Polizia di Stato che risalgono a giugno dello scorso anno,  spostate poi nella richiesta di un ordinanza cautelare nei confronti delle due donne rigettata dal gip;  a questo punto la Procura pare abbia chiesto ed ottenuto il loro rinvio a giudizio.

“Alzati, ti do tanti di quegli schiaffoni. Il giudice che si era occupato delle indagini aveva valutato che non vi fosse l’eleento dell’abitualità, considerato indispensabile in questi casi per venire a configurarsi il reato di maltrattamenti. Sei un bambino insopportabile“, o ancora “Ti arrivano tanti di quegli schiaffoni brutto maleducato! Non deve venire a scuola uno di questi, deve stare a casa sua, perché è un bambino che non si sopporta più”,  sono queste alcune delle frasi oggetto delle intercettazioni portate avanti dalla squadra mobile che si è occupata dell’indagine.

  A un piccolo che chiede di potere andare in bagno la maestra rispondeva: “A casa tua la fai la cacca: ti do all’orco, lo chiamo… così se lo mangia e ce lo toglie dai piedi..”, si ascolta in un’altra intercettazione, parole che hanno inevitabilmente scosso la comunità e non solo. Come abbiamo già detto, la prima inchiesta h preso il via a giugno del 2016 a seguito delle segnalazioni di un gruppo di genitori che dovettero far fronte all’improvviso al rifiuto dei figli a recarsi all’asilo; i genitori nello specifico hanno contattato il preside della scuola, e nonostante il suo impegno nella questione, non era riuscito ad arrivare ad una risposta definitiva, e le due donne avevano continuato a svolgere il loro compito.

Le due donne, dunque, sono accusate ad oggi di aver alimentato nell’asilo un clima di permanete intimidazione, il tutto aggravato dal fatto di aver abusato dei poteri e in violazione dei doveri inerenti la pubblica funzione. La richiesta di rinvio a giudizio è stata formulata dai pm per “maltrattamento degli alunni, a loro affidati per ragioni di istruzione ed educazione”, fatti commessi con “rimproveri aspri, ingiurie e umiliazioni, alimentando in tal modo un clima di permanente intimidazione, il tutto aggravato dal fatto di aver abusato dei poteri ed in violazione dei doveri inerenti la pubblica funzione”.

Le due maestre interessate dal provvedimento e rinviate a giudizio con l’accusa di maltrattamenti nei confronti dei bambini, con l’aggravante di aver abusato dei poteri e in violazione dei doveri inerenti la pubblica funzione, sono Giuseppina Nicolosi e Graziella Spadaro. Ad incastrare le due donne, pare siano state le telecamere nascoste installate da investigatori all’interno dell’asilo che per mesi hanno ripreso i loro comportamenti non consoni, accompagnati spesso da minaccia e ritorsione nei confronti dei piccoli. La prima udienza del dibattimento si terrà il 5 marzo 2018.

Asili gratis e bonus mamme Il Pirellone stanzia 40 milioni

Asili gratis e “bonus famiglie” per i lombardi. Sono le delibere per il sociale che la Giunta regionale ha riconfermato anche per il 2017, a dimostrazione di quanto «la famiglia sia il cuore pulsante della realtà Lombarda», come ha spiegato l’assessore al Reddito di autonomia e Inclusione sociale Francesca Brianza, nel dopo giunta di ieri a Palazzo Lombardia. Per quanto riguarda gli asili saranno 32 i milioni stanziati nel biennio 2017-2018: la misura – che nel 2016 ha permesso a 13.000 bambini di frequentare i nidi a costo zero e di cui hanno beneficiato circa il 90% dei Comuni con asili pubblici o convenzionati – prevede l’azzeramento della retta per tutte le famiglie con un reddito Isee non superiore ai 20mila euro e residenti in Lombardia da almeno 5 anni.

Stessi requisiti per chi richiederà il “bonus famiglia”, dedicato ai nuclei più vulnerabili e in condizione di «fragilità», per cui la giunta regionale stanzierà nel prossimo biennio 6,8 milioni di euro (nel 2016 erano il doppio, 12 milioni di euro): a mamme in attesa o alle famiglie che adotteranno verrà dato un contributo di 1.800 euro all’anno (in un’unica soluzione per le adozioni e in due tranche da 900 euro perle madri in dolce attesa). Il tetto dei 20mila euro – precisa il governatore della Lombardia, Roberto Maroni, «va ben oltre la soglia di povertà, è un contributo per investire sulla famiglia».

Tra i temi affrontati dalla giunta anche la decisione del Veneto di impugnare davanti alla Consulta il decreto Lorenzin sull’obbligo dei vaccini. Una discussione che però, di fatto, ha spaccato la maggioranza del Pirellone. La Lega si dice infatti favorevole al ricorso di Zaia e annuncia di «sostenere il Veneto nella conferenza Stato-Regioni per convocare il ministro Lorenzin» e «modificare il decreto, soprattutto per quanto riguarda le sanzioni, che sono abnormi».

«Il Decreto Lorenzin è fatto male», puntualizza il capogruppo del Carroccio, Massimiliano Romeo. «Non si calpesta la patria potestà né l’autonomia delle Regioni». Un ricorso che, qualora venisse accolto dalla Consulta, sarebbe valido anche per la Lombardia, anche se «gli effetti sarebbero modesti», come ha precisato Maroni snocciolando alcuni dati sulla copertura delle vaccinazioni dei nati nel 2013, che «è superiore a quella del Veneto, siamo a circa il 100%. Quindi obbligatorietà o meno conta poco». Di tutt’altra idea è, invece, Lombardia Popolare. «Il tema dei vaccini è questione seria che non deve essere utilizzata a fini propagandistici o elettorali», risponde il capogruppo Andrea Capelli. «Per questo non comprendo le critiche del collega Romeo al decreto Lorenzin, considerato che la giunta Maroni ha reso necessarie le vaccinazioni per l’iscrizioni ai nidi ben prima del ministero. Un ricorso della Lombardia non rappresenterebbe un atto di coerenza ma una mera strumentalizzazione del tema vaccini».

One comment

  1. E menomale che le femmine siamo meno violente degli uomini!!!!!!!
    E menomale che in ogni femmina c’è quell’istinto materno per difendere i bambini!!!!!!

    Ci lamentiamo, giustamente, per la violenza degli uomini sulle femmine, mentre ignoriamo la violenza delle femmine sugli uomini, ma la cosa più abominevole è la violenza sui poveri ed indifesi bambini, ed è ancora peggio, vergognoso e orrendo quando viene inflitta dalle femmine che i mass-media si ostinano a farci apparire “vittime” celando con falsi concetti la vera natura e cioè che anche le donne sanno essere violente e, a volte ma spesso, anche peggio degli uomini! Non si può condannare la violenza degli uomini sulle donne e poi fare una cosa peggiore sui bambini!

    Bisognerebbe coalizzarsi e combattere la violenza in genere, perché la violenza è brutta per tutti, non solo per le donne, ma principalmente bisognerebbe prendere dei seri e immediati provvedimenti per la violenza sui bambini!

    Quando leggo queste notizie mi viene l’angoscia, e vorrei avere tra le mani queste femmine tanto “coraggiose” per aver fatto queste cose.

    Mi fanno, persino, vergognare di essere femmina come loro!

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