Mamma e medico, muore d’improvviso in casa davanti ai figli

È ancora senza un perché la morte di Ilaria Altafini (nella foto), la giovane mamma che sabato scorso si è sentita male improvvisamente mentre era a casa con i figli. La donna, da sempre legata all’associazione Medici con l’Africa Cuamm, lavorava da due anni come medico allo Spisal dell’Usl Euganea. Lascia il marito Michele Carron, anestesista dell’Azienda ospedaliera e due bambini di 9 e 13 anni. Ieri è stata eseguita l’autopsia sul corpo della 45enne per chiarire le cause del decesso: è rimasta vittima di un arresto cardiaco, ma non è ancora chiaro il motivo per il quale il suo cuore abbia smesso di battere.

Ora i medici dovranno ricostruire la storia clinica di Ilaria, per scoprire se qualche precedente è passato inosservato. Il dramma ha portato sgomento tra i colleghi e gli amici della famiglia. Ilaria era la prima di cinque fratelli ed era nata in Kenya, mentre i genitori erano in missione con il Cuamm.

«Ilaria ha studiato cinque anni al Collegio Cuamm di Padova, dove ha coltivato la sua forte passione per rAfrica» racconta don Dante Carraro, direttore del Cuamm, «da noi ha conosciuto Michele, che poi è diventato suo marito. Dopo essersi laureata, Ilaria è andata in missione in Uganda. Ci lega un’ amicizia fortissima, Ilaria e Michele hanno sempre sostenuto tutte le iniziative dell’associazione e io li ho sposati». La ricorda anche il collega Liviano Vianello, direttore dello Spisal di Padova:

«Era una brava persona, la ricordiamo tutti con affetto. Lavorava con noi da quasi due anni, prima era allo Spisal di Montebelluna. Si era inserita benissimo nella squadra, era una persona a cui tutti volevano molto bene perché aveva la capacità di esprimersi in maniera amorevole e professionale». In ricordo di Ilaria è prevista una veglia di preghiera questa sera, alle 21, nella chiesa di Cristo Re in via Sant’Osvaldo. Il funerale sarà celebrato giovedì mattina alle 10.45 nella stessa chiesa.

LA MORTE CARDIACA IMPROVVISA

La morte cardiaca improvvisa è un evento naturale dovuto a cause cardiache, preceduto da un’improvvisa perdita di coscienza, che si verifica entro un’ora dall’inizio della sintomatologia acuta, in un soggetto con o senza cardiopatia nota preesistente, in cui l’epoca e la modalità di morte sono imprevedibili. Nella maggior parte dei casi di morte istantanea (ad esempio come dopo infarto miocardico) il meccanismo sottostante è costituito da una tachiaritmia. Tuttavia è chiaro che altri meccanismi possono portare a morte improvvisa quali la rottura dell’aorta, la rottura di un aneurisma subaracnoideo, la rottura di cuore, il tamponamento cardiaco, l’embolia polmonare massiva, ecc. D’altra parte è anche noto che esiste una mortalità non improvvisa di origine aritmica, come avviene nei pazienti che muoiono per le complicanze successive ad un episodio di tachicardia ventricolare sostenuta associata a grave compromissione emodinamica. La morte improvvisa è talora preceduta da segni premonitori, ma nella maggioranza dei casi rappresenta la prima manifestazione di una malattia coronarica. In caso di infarto miocardico acuto (IMA), l’incidenza delle aritmie responsabili dell’Arresto Cardiaco è massima durante le prime ore dall’insorgenza dei sintomi. Si stima che circa il 50% degli infarti miocardici sia complicato da arresto cardiaco. La letteratura scientifica internazionale ha ampiamente documentato che nell’80-85% circa dei casi il ritmo di presentazione dell’arresto cardiaco è la Fibrillazione Ventricolare (FV) o la Tachicardia Ventricolare (TV). Solo nel 15-20% dei casi è riscontrabile una Asistolia o una Attività elettrica cardiaca senza polso (PEA), intendendo con quest’ultimo termine la presenza di un ritmo cardiaco diverso dalla FV o TV in assenza di una apprezzabile circolazione sanguigna. A differenza dell’asistolia e della PEA, la fibrillazione ventricolare e la tachicardia ventricolare possono essere trattate efficacemente con la defibrillazione elettrica e vengono pertanto talora paradossalmente indicate come “ritmi della salvezza”. Nel 5-10% dei casi la morte cardiaca improvvisa avviene in assenza di malattia coronarica e di insufficienza cardiaca. L’Arresto Cardiaco è un fenom è un fenom è un fenomeno drammaticamente rilevante eno drammaticamente rilevante eno drammaticamente rilevante; si calcola che l’evento si verifica, in ambiente extraospedaliero, in circa 1 persona su 1000 per anno (circa 55.000 eventi/anno in Italia,3000 a Roma ). Tale numero è rilevante e di gran lunga superiore alle morti per carcinoma polmonare, AIDS o incidenti stradali. In uno studio condotto nella popolazione di Maastricht l’80% degli arresti cardiaci extraospedalieri è avvenuto a domicilio e circa il 15% in strada o in ambienti pubblici; il 60% delle morti cardiache improvvise è avvenuto in presenza di testimoni. Un corretto e precoce intervento di rianimazione cardiorespiratoria e defibrillazione , praticato anche da laici e cioe’ non sani laici e cioe’ non sanitari laici e cioe’ non sanitari può salvare oltre il 40% tari delle vittime di un arresto cardiaco , altrimenti destinate ad una morte pressocche’ certa .

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One comment

  1. questa storia del cuamm non la conoscevo..ho letto qualcosa in merito e mi sono chiesta..ma in africa ci sono medici africani ???

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