Manchester, presi fratello e padre Abedi

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Raid della polizia e delle forze speciali antiterrorismo nel centro di Manchester dopo la strage al concerto di Ariana Grande. In particolare, la persona che ha realizzato l’ordigno esploso alla Manchester arena lunedì sera uccidendo 22 persone, tutte identificate, è ancora a piede libero. Il sito della tv Sky News Arabiya, citando proprie fonti e documenti dell’epoca di Gheddafi, inoltre ha descritto il padre del Kamikaze di Manchester come un soggetto affiliato alla cellula di Al Qaida. E’ stato perquisito un appartamento e nel corso dell’azione è stata udita un’esplosione.

La Rada, la milizia che gestisce la sicurezza a Tripoli, ha rivelato che il giovane ha ammesso di essere stato al corrente di tutti i dettagli della preparazione dell’attentato. La polizia di Manchester cerca l’uomo che ha costruito la bomba che Salman Abedi ha usato per compiere il suo folle gesto all’arena che ha causato la morte di 22 persone e di 120 feriti. Hashem Abedi stava preparando un attacco terroristico nella capitale libica. Tra questi figura anche Ismail Abedi, un altro fratello di Salman. Un curriculum online lo definisce come esperto informatico che ha lavorato per il Manchester Islamic Centre, il centro islamico della moschea di Didsbury frequentata dalla famiglia Abed.

C’era una rete dietro il kamikaze di Manchester, Salman Abedi, che non era per niente un lupo solitario ma un giovane radicalizzato appena rientrato in Gran Bretagna da un viaggio in Libia di tre settimane, presumibilmente per essere addestrato in un campo dell’Isis. La bomba utilizzata da Abedi, spiegano le fonti, era “grande e complessa“, realizzata con materiali difficili da ottenere nel Regno Unito. “Una situazione simile a quella dei fratelli di Boston”. “E’ spazzatura – ha detto la fonte all’Ansa – non è in nessuna organizzazione di governo”. “Non abbiamo informazioni nel mezzo”. Alcuni degli arresti sono avvenuti nella zona sud di Manchester dove ieri era stato arrestato un 22enne sempre in connessione con la strage. Inevitabile una ricaduta non positiva sulle indagini.”La polizia britannica e’ stata molto chiara sul fatto di voler controllare il flusso d’informazioni al fine di proteggere l’integrita’ delle indagini – ha detto il ministro degli interni Amber Rudd alla Bbc – anche per poter beneficiare dell’effetto sorpresa”. La donna era all’evento col marito, che versa in gravi condizioni, e i figli rimasti feriti.

Lupo, ma mica tanto solitario. Già sette persone sono state arrestate per sospetta complicità con l’attentatore kamikaze di Manchester, il 23enne oriundo libico Salman Abedi. Il primo era stato il fratello Ismail Abedi, il cui fermo è stato compiuto nella zona di Chorlton, non lontano dalla sua abitazione. Un curriculum online lo definisce come esperto informatico che ha lavorato per il Manchester Islamic Centre, il centro islamico della moschea di Didsbury frequentata dalla famiglia Abedi.

Nella serata di ieri le forze antiterrorismo libiche hanno arrestato a Tripoli anche Ramadi Abedi, ilpadre, e Hashem Abedi, il fratello minore. Già prima di questa notizia Sky News Arabiya, tv degli Emirati Arabi Uniti, aveva detto che lo stesso padre di Salman sarebbe stato un componente di un Gruppo Combattente Libico legato ad al Qaeda. Poco dopo, un funzionario dell’intelligence Usaha invece detto alla Nbc News che la famiglia avrebbe avvertito in passato le autorità britanniche della pericolosità del giovane.

Lo stesso Ramadi aveva poi fatto una dichiarazione all’agenzia Ap, per scagionare i figli. «I miei figli non c’entrano niente con l’attentato, ho parlato con Salman cinque giorni fa ed era normalissimo. Voleva fare un viaggio in Arabia Saudita. E poi non siamo estremisti, non uccidiamo innocenti», aveva detto.

Fuggito dalla Libia di Gheddafinel 1993, Ramadi aveva ottenuto dal Regno Unito asilo politico. Sulla stampa era trapelatala voce che sarebbe un amministratore del Centro Forza di sicurezza a Tripoli, ma una fonte dell’esecutivo di Fayez Al Sarraj ha subito definito la voce «spazzatura». A ogni modo, da ultimo Ramadi padre è finito dentro a sua volta. Secondo quando hanno riferito alcuni testimoni, agenti armati sono venuti con tre vetture per fare irruzione nella sua abitazione per portarlo via, assieme a altre tre persone. In un comunicato separato è stata data l’informazione dell’arresto di Hashem, nato nel 1997.

Secondo la Rada, la milizia che gestisce la sicurezza a Tripoli, il fratellino avrebbe ammesso di essere al corrente di tutti i dettagli della preparazione dell’attentato. A far scattare l’operazione, il fatto che Hashem aveva preso in consegna una somma di 4.500 dinari libici, inviatagli da Salman prima dell’attentato. Al cambio sono quasi 2900 euro, che per il potere di acquisto locale non è affatto disprezzabile. Durante l’interrogatorio Hashem ha ammesso di far parte dell’Isis, insieme al fratello deceduto, e di essere stato in Gran Bretagna durante la fase di preparazione dell’attentato, prima di lasciare il Paese il 16 aprile. Da allora è sempre rimasto in contatto col fratello.

La cosa che resta ancora da appurare è se Salman sia addestrato in un campo jihadista. Secondo il ministro degli Interni francese Gerard Collomb, il giovane di recente si era recato in Siria e aveva dato prova di legami con l’Isis. La Polizia si era comunque convinta subito che la bomba sia stata costruita da qualcun altro. «Troppo grande e complessa», realizzata con materiali difficili da ottenere nel Regno Unito. Questo può significare solo una cosa: «è quasi impossibile che non abbia avuto aiuto». C’è dunque almeno un artificiere che gli investigatori stanno cercando affannosamente. Proprio nell’ambito di questa «caccia» andrebbe inquadrato il raid che è stato compiuto nel centro di Manchester, durante il quale gli agenti di polizia e le forze speciali, probabilmente appartenenti all’esercito, hanno perquisito un appartamento. Nel corso dell’azione è stata udita un’esplosione. Altri tre arresti sono stati fatti nella zona sud di Manchester.

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