Mangiare davanti alla tv fa ingrassare il doppio

0

Perché mangiare davanti alla tv fa male?

Stai guardando il tuo film o la tua serie TV preferiti, è un momento clou: tensione, suspance, musica incalzante… e, all’improvviso, ecco quella voglia a cui è difficile resistere: sgranocchiare qualcosa per stemperare un po’ di tensione e godertela alla grande ;-D

Purtroppo, per chi come me adora quest’abitudine, mangiare davanti alla tele non è affatto salutare, soprattutto se fatto spesso, con cibi spazzatura.

Ma perché poi? Secondo diversi studi, mangiare davanti alla tv porterebbe a un accumulo di calorie superiore del 50% rispetto a chi preferisce cibi più salutari o non mangia guardando la televisione.

Ciò è dovuto alla scarsa attenzione che poniamo verso ciò che ingeriamo e alle quantità. Inoltre, le forti sollecitazioni emotive date da film o programmi televisivi possono spingerci a consumare maggiori quantità di cibo rispetto a quelle che avevamo programmato.

Per chi vuole dimagrire è meglio lo specchio!

Se mangiare cibo davanti alla tv porta a un consumo superiore del 50% di calorie, mangiare davanti allo specchio potrebbe avere effetti particolarmente benefici sul peso.

Secondo uno studio condotto dalla University of Central Florida, consumare cibo spazzatura davanti allo specchio ti aiuta a porre più attenzione ai cibi ingeriti, alle quantità e, soprattutto, ti permette di comprendere appieno le qualità (benefiche o poco salutari) degli alimenti che ingerisci.

Infatti, grazie allo specchio, puoi osservare te stesso con occhio distaccato (o quasi), spezzando il filo emotivo che ti spinge a consumare ingenti qualità di cibo grasso.

Gli studiosi stanno già pensando a una possibile applicazione di questo nuovo metodo per il trattamento della fame nervosa e del Binge Eating Disorder.

Altri studi sul dimagrimento davanti allo specchio

Il rapporto fra specchio e dimagrimento è stato analizzato da diversi studi scientifici.

In particolare, nello studio “Healthy Reflections: The Influence of Mirror Induced Self-Awareness on Taste Perceptions” condotto dall’americana Cornell University, hanno scoperto che una piccola fetta di torta, gustata davanti a uno specchio, non si rivelava soddisfacente quanto una fetta consumata senza specchi in cui osservarsi freddamente e, quindi, in modo più obiettivo e impersonale, favorendo così una scelta più ponderata degli alimenti da consumare e delle loro quantità.

Cosa mangiare davanti alla tv senza ingrassare

Ad ogni modo, se il metodo dello specchio ti sembra troppo eccentrico e non puoi proprio fare a meno di papparti il gelato davanti alla tv guardando i tuoi programmi preferiti, puoi sempre sostituire gli alimenti pieni di zuccheri con snack sani e gustosi.

Una spremuta fresca, uno smoothie dissetante, una macedonia o una manciata di frutta secca: sono tutti spuntini sfiziosi e leggeri.

In particolare, la frutta garantisce un ottimo apporto di acqua, fibre e vitamine, assolutamente necessario per mantenersi in buona salute; la frutta secca, invece, è un’ottima alleata nel mantenimento di buoni livelli di Omega 3 e magnesio, essenziali per il benessere psicofisico. Le banane sono ottime per re-integrare le riserve di potassio (specialmente se praticate molto sport!), i mirtilli sono di grande aiuto per chiunque soffra di problemi circolatori e, inoltre, sono incredibilmente antiossidanti.

Sport davanti alla tv

Un altro modo per dimagrire efficacemente guardando la tv può essere quello di dedicarti a un qualche tipo di attività sportiva mentre segui una trasmissione televisiva.

Nello specifico, praticare sport davanti alla tv è la soluzione perfetta se non puoi permetterti un abbonamento in palestra o se non hai molta voglia di uscire di casa per fare sport.

Tra le migliori attività vi sono: la cyclette, che permette di consumare 180 kcal all’ora e l’aerobica, che garantisce un consumo di 300 kcal all’ora.

Ad ogni modo, l’ideale resta dedicare almeno una mezz’ora al giorno a una salutare passeggiata a passo svelto, per combattere la sedentarietà e aumentare il metabolismo.

Vuoi metterti in forma sul serio? Segui i consigli che ci ha dato Annalisa Ghirotti nella sua intervista. 😉

Una generazione seduta, con oltre il 60% degli adolescenti che trascorre tra le 10 e le 11 ore tra la sedia e la poltrona. Altro che ‘declino dei media tradizionali’, la televisione, dopo anni di calo, sta tornando tra le abitudini dei ragazzi, e invece di essere alternativa a Internet vi si somma, contribuendo ad aumentare la sedentarietà. E se tutti hanno Facebook e buona parte lo smartphone, le ore preferite per utilizzarli sono quelle notturne, con più di metà del campione che va a letto ben oltre ‘Carosello’. Un terzo delle adolescenti ha seguito una dieta, ma “fai da te”, e in generale l’alimentazione appare monotona e non sempre corretta.
Tra le note positive, invece, cala il bullismo, anche se preoccupa quello ‘on line’, si
radica l’antirazzismo, aumenta la consapevolezza sui temi legati alla sessualità,
crescono gli appassionati di matematica. Ma dovendo rinunciare per un mese a TV,
telefonino o PC? “A niente; rinunciaci tu”.

La fotografia degli adolescenti di oggi è stata scattata dall’edizione 2011-2012 dell’indagine
‘Abitudini e Stili di Vita degli Adolescenti’ della Società Italiana di Pediatria, giunta alla
quindicesima edizione, che ha coinvolto un campione nazionale rappresentativo di 2081
studenti (1042 maschi – 1039 femmine) frequentanti la classe terza media inferiore.
Adolescenti sempre più seduti, quasi metà non fa sport, Internet continua a crescere e per la tv non è ancora ora di andare in soffitta.

Tra le dieci e le undici ore al giorno seduti: così trascorrono la loro giornata – in periodo
scolastico – il 60% degli adolescenti. Con tutti i rischi che ciò comporta in termini di
insorgenza di malattie croniche in età adulta. Dalle tre alle quattro sono in media le ore
trascorse davanti a uno schermo, TV e/o PC che sia, alle quali si sommano le 4 ore passate nel banco a scuola (stima riduttiva), l’ora e mezza destinata a pranzo e cena, e l’ora e mezza
dedicata ai compiti.

La causa principale di questa “epidemia di sedentarietà” è il sommarsi del tempo trascorso
davanti alla televisione a quello trascorso a navigare in Internet, che dal 2008 è diventato un
fenomeno di massa per gli adolescenti. Con l’aggravante che quest’anno la TV, dopo 4 anni di
declino, sta tornando ad esercitare un certo fascino sugli adolescenti; per la prima volta, da tre anni a questa parte, sono di nuovo aumentati coloro che la guardano per più di tre ore al
giorno (17,3%). Ma fiction e partite di calcio non si sostituiscono al PC e al web, che continua
ad avere un trend in crescita.

Così, mentre dal 2008 al 2010 il boom di Internet aveva in gran parte “cannibalizzato” gli
spettatori televisivi (tanto che nel 2009 i risultati dell’indagine adolescenti SIP di quell’anno
parlavano di “trasferimento da un monitor all’altro”), quest’anno all’ulteriore incremento
nell’utilizzo di internet (sia per quanto riguarda la frequenza di accesso che la permanenza in
rete) si è associato un nuovo impulso di crescita nella visione della televisione. Meno di un
adolescente su cinque segue il tradizionale suggerimento dei pediatri di non superare le due
ore al giorno tra TV e Computer.

Se è vero che nel calcolo delle 10-11 ore seduti c’è probabilmente un “overlapping” generato
da due cattive abitudini (una di vecchia data, una recente): consumare i pasti guardando la TV e studiare rimando collegati via Internet con gli amici, è altrettanto vero che dal computo si è escluso ogni altro momento di inevitabile sedentarietà quotidiana (dall’ascoltare musica a seguire qualche corso extrascolastico di tipo non sportivo, ai pomeriggi trascorsi “sul divano” a chiacchierare con le amiche) per cui il calcolo”, minuto più minuto meno, resta più che attendibile.

Non consolano i dati sul tempo libero che gli adolescenti dichiarano di dedicare all’attività sportiva, che derivano da un approfondimento “adolescenti e sport” che la
SIP ha realizzato in collaborazione con la Federazione Medico Sportiva Italiana
(FMSI). Circa il 40% (44% delle femmine) oltre alle due ore (lorde) di “educazione fisica”
previste dall’orario scolastico, o non pratica alcuna attività sportiva o pratica sport per meno di due ore alla settimana. E non è un caso che siano proprio i grandi utenti di TV e Internet ad
essere rappresentati in percentuale maggiore tra i poco o per nulla sportivi. Anche riguardo a
quel lodevole 30% che dichiara di dedicare allo sport più di 4 ore alla settimana, si può
ragionevolmente dire che 4 ore di attività fisica alla settimana non compensano le 4 ore di
computer (o TV ) al giorno.

“Questi dati ci preoccupano non poco”, afferma il Presidente della Società Italiana Pediatria
Alberto G. Ugazio. “La sedentarietà, come è noto, è un determinante importante dell’obesità,
quindi della sindrome metabolica come fattore predisponente delle principali malattie
cardiovascolari degenerative e tumorali dell’adulto e dell’anziano. D’altro canto non bastano
certo le 2 ore a settimane di sport per recuperare le tante ore passate seduti. Ulteriore
conferma degli stili di vita errati è il fatto che il mezzo utilizzato più frequentemente per andare a scuola è l’auto, utilizzata nel 43,1% dei casi”.

Facebook e gli smartphone sono ormai fenomeni di massa. Sono otto su dieci i tredicenni che
hanno il profilo su Facebook (il 79,8%, con un altro 6,5% vuole farlo a breve), mentre appena un anno fa erano il 10% in meno. E se per l’Autorita’ per le Tlc ormai il 30% dei telefonini italiani va su internet, molti sono in tasca agli adolescenti: il 65% del campione ne possiede uno.

In città i comportamenti a rischio sono maggiori A collegarsi alla rete per più di 3 ore al giorno è il 17% (media nazionale), ma il 25,4% nelle grandi città. Ad avere il profilo sul Facebook è l’80% (50% nel 2009 , 61% nel 2010) ma nelle grandi città si supera l’85%. E nell’ambito della navigazione in rete, i comportamenti potenzialmente pericolosi sono praticati maggiormente proprio dagli adolescenti che vivono nelle aree metropolitane.

“Si deve mangiare seduti a tavola”, dicevano un tempo i nostri nonni. E in parte avevano ragione perché, secondo una nuova ricerca, non mangiare a tavola, in particolare davanti alla TV può aumentare la voglia di cibo nelle ore successive. Anche se, a quanto pare, questa voglia verrebbe anche quando in realtà si è seduti davanti a un tavolo, ma anziché parlare si guarda la televisione. Addirittura questo modo di fare, invoglierebbe le persone a fare qualche “spuntino” di mezzanotte, secondo gli esperti.

Ma una soluzione alternativa c’è. Oltre al fatto di spegnere la Tv: ricordare durante la giornata ciò che abbiamo mangiato all’ora di pranzo. Questo provocherebbe un buon senso di sazietà. Se invece abbiamo troppe distrazioni che ci impediscono di ricordare, sicuramente in seguito mangeremo di più. È un metodo alquanto particolare che dovrebbero imparare – se davvero funziona – oltre le persone che sono a dieta anche quelle che, ahinoi, non hanno molti soldi per sfamarsi. Forse questi ultimi potrebbero dirci se il metodo funziona realmente.

La ricerca, condotta dagli scienziati del Macquarie University di Sydney in Australia, ha potuto valutare gli effetti del pasto davanti alla Tv su delle giovani volontarie in sovrappeso.
Queste sono state divise in due gruppi. Quelle appartenente al primo mangiavano il cibo mentre guardavano la Tv, le altre mangiavano in totale silenzio e senza distrazioni tecnologiche. Entrambi i gruppi avevano a disposizione venti minuti di tempo per gustare del “sano” cibo spazzatura: coccolata, patatine e coca cola. Dopodiché sono stati invitati ad assaggiare panini, cracker e biscotti.

Il gruppo che aveva guardato la Tv mentre mangiava aveva immagazzinato circa il 50 percento in più di calorie dell’altro gruppo. Quando, infine, è stato chiesto alle donne di ricordare ciò che avevano mangiato (e la quantità) all’inizio dell’esperimento, lo ricordavano bene solo le donne che non erano state davanti alla Tv.
Secondo i ricercatori, questo ricordo potrebbe incidere con il senso di sazietà che, infatti, avevano le persone che non avevano mangiato guardando la Tv.

«Può essere che la televisione renda più difficile la comprensione dei segnali d’intercettazione: più difficile da identificare la quantità di cibo ingerito, più difficile il consolidamento dei ricordi relativi all’assunzione del cibo …», spiegano gli autori che hanno pubblicato i risultati dello studio su Applied Cognitive Psychology.

Rispondi o Commenta