Marano shock, Gli sparano alla tempia nel negozio gioielliere trovato morto: cassaforte vuota, forse rapina

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E’davvero sconvolgente e sta facendo molto discutere quanto accaduto nella mattina di ieri, martedì 9 maggio 2017, a Marano ovvero il comune italiano della città metropolitana di Napoli, in Campania, dove un uomo di 43 anni di professione gioielliere è stato ucciso all’interno della propria gioielleria. Cosa sia realmente accaduto all’uomo al momento non sembrerebbe essere ancora chiaro ma, stando a quanto emerso da alcune indiscrezioni a trovare il cadavere dell’uomo sarebbe stato un amico di famiglia il quale, dopo aver fatto ingresso all’interno della gioielleria trovandosi davanti al corpo privo di vita di Salvatore Gala ha anche trovato la cassaforte aperta e ovviamente vuota e questo in un primo momento ha fatto nascere il sospetto che potesse trattarsi di un caso di rapina finito male ma, nelle ore successiva un’altra ipotesi è stata maturata dagli inquirenti ovvero quella dell’omicidio e del tentativo successivo di simulare una rapina da parte della persona che lo ha ucciso.

A lanciare l’allarme preoccupata che potesse essere accaduto qualcosa di grave è stata proprio la madre di Salvatore Gala la quale, preoccupata dal fatto di non aver visto la sera prima il figlio rientrare a casa dopo la chiusura del negozio e non avendo avuto alcuna sua notizia nelle ore successive ha subito capito che qualcosa era successa e per tale motivo insieme alla figlia hanno consegnato le chiavi del negozio ad un amico di famiglia chiedendo di andare a fare un sopralluogo in gioielleria. Ma quando l’uomo ha fatto il suo ingresso all’interno del locale si è trovato davanti ad una scena davvero raccapricciante che lo ha letteralmente lasciato senza parole. E proprio Giuseppe Iavarone, ovvero l’uomo che ha effettuato la tragica scoperta, ha raccontato i terribili momenti del ritrovamento del cadavere affermando “Ho aperto la porta della gioielleria e l’ho trovata a soqquadro: la cassaforte era aperta e vuota. Poi mi sono affacciato dietro il bancone. C’era il corpo di Salvatore, in una pozza di sangue. Una scena raccapricciante”, concludendo poi “Non so dire se è stato vittima di un colpo di pistola o di una martellata in testa”.

La famiglia Gala è molto nota nel comune sopra citato e proprio la gioielleria di cui sono proprietari è stata aperta molti anni fa dal padre di Salvatore Gala. E proprio quest’ultimo è stato descritto dall’uomo che ha trovato il corpo privo di vita in una pozza di sangue ovvero Giuseppe Iavarone, come un ragazzo solitario ma tranquillo. Sono in corso le indagini da parte delle forze dell’ordine e per il momento si indaga per omicidio per rapina ma non vengono escluse altre ipotesi e proprio i carabinieri stanno facendo il possibile per ricostruire le ultime ore di vita dell’uomo e le sue frequentazioni.

Un colpo di pistola alla tempia. Così è morto a 43 anni Salvatore Gala, gioielliere a Marano di Napoli. Una rapina sfociata in omicidio. Oppure un omicidio che sembra una rapina. Qualcosa non quadra per i carabinieri che indagano sulla morte dell’uomo, separato e padre di una bambina di sette anni. Il corpo, ormai senza vita, è stato trovato nel suo negozio al civico 77 di via Merolla. Gala – da tutti soprannominato Maurizio – è stato assassinato nella tarda serata di lunedì, con un unico colpo di pistola alla testa.

Il negozio, chiuso dall’interno, era a soqquadro. La cassaforte aperta e svuotata del contenuto. Il corpo della vittima, invece, era dietro il bancone, riverso a terra in un lago di sangue, con il viso rivolto verso il basso. A dare l’allarme, ieri mattina, è stata la madre della vittima. Diverse volte ha cercato, inutilmente, di mettersi in contatto con il figlio. A scoprire il cadavere di Salvatore è stato il titolare della lavanderia Aurora, che si trova vicino alla gioielleria. È lui stesso a spiegare com’è andata. «Quando ho aperto il negozio, alle 6.40 – racconta Giuseppe Iavarone – la saracinesca della gioielleria era già aperta. Non ho sospettato che fosse successo qualcosa.

Poi è arrivata la zia, che ha bussato alla porta del negozio, ma nessuno ha aperto. Alle 9 è arrivata anche la sorella, la quale, preoccupata, si è subito recata a Qualiano, dove la famiglia abita, per recuperare le chiavi di riserva. Quando è tornata ha chiesto a me il piacere di aprire il negozio. Mi sono trovato di fronte un negozio a soqquadro. La cassaforte era aperta e vuota. Quando mi sono affacciato al bancone davanti mi sono ritrovato una scena raccapricciante: Salvatore era a terra, in una pozza di sangue».

«Non volevo dire nulla alla madre – continua Giuseppe -, ma lei ha capito guardandomi in faccia». La sezione rilievi scientifici dei carabinieri di Castello di Cisterna e i militari di Giugliano in Campania, hanno passato al setaccio l’intero negozio alla ricerca di tracce, coordinati dal magistrato di turno della Procura di Napoli Nord. Chi ha ucciso Salvatore, prima di lasciare il luogo del delitto, ha smontato e portato via il router attraverso il quale le web- cam wi-fi del sistema di sorveglianza si collegano a un computer per scaricare i video. Il pc, però, è stato trovato al suo posto.

I carabinieri hanno sentito diverse persone, tra cui i familiari della vittima e anche la ex moglie. Salvatore è descritto da tutti come una persona mite. Secondo alcuni testimoni, lunedì sera, il gioielliere si è attardato in negozio. Forse proprio questa circostanza ha favorito chi è entrato in azione, fuori del viavai quotidiano. Qualcuno ha visto Gala vicino alla gioielleria, intorno alle 21.30, mentre parlava al telefono. Qualcun altro avrebbe sentito dei rumori sospetti provenire dal negozio intorno alle 23. Tutti indizi da provare. Determinanti potrebbero risultare, a questo punto, le immagini dei sistemi di video sorveglianza della gioielleria e dei negozi adiacenti.

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