Marilena Re, uccisa dal suo vicino di casa: trovato il corpo

Svolta nel giallo legato alla scomparsa di Marilena Rosa Re, una 58enne promoter di Castellanza in provincia di Varese, la quale non ha fatto più ritorno a casa dallo scorso 30 luglio. Solo lo scorso lunedì è stato fermato dai carabinieri con l’accusa di omicidio e occultamento di cadavere Vito Clericò il 65enne di Garbagnate Milanese in provincia di Milano.

Le ricerche della donna si erano concentrate nell’orto e nella villetta di via Livorno già nella giornata di lunedì, la conferma della scoperta è arrivata soltanto nella giornata di ieri intorno alle ore 11:00, quando sul luogo indicato dall’uomo sono intervenuti i ricchi di Parma. Nella mattinata di ieri, martedì 12 settembre è stato ritrovato dunque il cadavere di Marilena Rosa Re e la promoter scomparsa lo scorso 30 luglio, il cui corpo è stato rinvenuto in una zona boschiva accanto alla stazione Serenella di Garbagnate Milanese, vicino ad un orto coltivato dallo stesso Vito Clericò, un vicino di casa della donna che come abbiamo già detto, era stato fermato dai carabinieri con l’accusa di omicidio e occultamento di cadavere.

A questo punto si aggrava la posizione dell’uomo che fino a lunedì scorso aveva negato ogni coinvolgimento nella scomparsa della donna. Gli inquirenti pare siano arrivati a lui indagando sulla rete di conoscenze della donna e pare che a tradirlo siano state alcune incongruenze emerse dal suo racconto quando è stato ascoltato come persona informata sui fatti e dopo che era stata rinvenuta una strana macchia di sangue sui pantaloni. A confermare la notizia del ritrovamento del cadavere e l’avvocato dell’uomo Daniela D’Emilio di Busto Arsizio che partendo dalle rivelazioni del suo assistito ha detto che ha collaborato fornendo indicazioni su dove sarebbe stato possibile rinvenire il corpo. L’uomo pare non abbia ancora confessato il delitto ed ha parlato soltanto del coinvolgimento di qualcun altro.

In effetti nell’inchiesta è coinvolta anche la moglie di Clericò la quale indagata per sequestro di persona. “E’ una procedura necessaria per poter svolgere gli accertamenti del caso, non vi sarebbe alcun elemento a carico della donna“, ha aggiunto ancora l’Avvocato D’Emilio. L’uomo avrebbe raccontato di avere ricevuto una chiamata da Marilena che gli aveva chiesto di accompagnarla in stazione, poi la Clericò in realtà non avrebbe mai percorso quel tragitto almeno secondo quanto emerso al momento dalle indagini e nessuna telefonata lo avrebbe inquadrato, il suo telefono non avrebbe agganciato quelle celle telefoniche.

Non solo, è anche emerso che in realtà nessuna telefonata sarebbe partita dal telefono di Marilena nei confronti dell’uomo, mentre ne risulterebbe una in uscita proprio verso il telefono della vittima. I reperti, rinvenuti grazie alle sue indicazioni, saranno inviati al Ris di Parma per essere analizzati.

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