Massimo Bossetti, intercettazioni shock con la moglie: “A Matrix sono 25 mila euro”

Si torna a parlare punto di Massimo Bossetti il quale stato definito “un uomo a cui è stato negato il diritto di difendersi”. E’ questo quanto sostenne lo scorso 17 ottobre l’avvocato Claudio Salvagni descrivendo in questo modo Massimo Bossetti secondo il quale alterna momenti di fiducia a momenti di disperazione dopo che lo stesso gli avrebbe consegnato le motivazioni della condanna in appello all’ergastolo per l’omicidio di Yara Gambirasio.

I giudici in 376 pagine primo tracciato un profilo molto distante dall’uomo che Secondo l’avvocato è a tratti disperato chiuso nel carcere di via Gleno da circa 1230 giorni. È davvero scioccante quanto è emerso nel corso di una conversazione tra l’ex carpentiere di Mapello e la moglie e marito; si tratta di alcune frasi che risalirebbero al 2014 e da queste sembra che Massimo Bossetti forse sono più interessato al guadagno che a programmare la propria innocenza. “Stanno parlando del clamore mediatico che ha avuto il processo per l’omicidio di Yara e dei vantaggi economici che ne possono ritrarre con memoriali ed interviste ben pagate (poi effettivamente realizzate)”, scrivono i giudici.

Secondo quanto emerso dalla conversazione Massimo Bossetti avrebbe detto: “Mi ha spiegato a me Salvagni. Fa “Io sono disposto a tutto. Adesso faccio quel passo qua, io sono un po’ più duro. Adesso Marita a me mi vede molto duro, devo essere duro, se abbiamo bisogno. La nostra quota è sempre sui 25”. Capito? 25 mila euro, a Matrix. Mi fa”. Poi lo stesso in un altro stralcio avrebbe aggiunto: “Io scrivo la verità. Io scrivo … perché deve essere una sorpresa prima che venga fuori un memoriale, prima che venga fuori in televisione dicono: “Eh, adesso è estate, tu non vieni fuori due giorni. Un po’ di soldi, capito? Ha detto Salvagni”.

Rivolgendosi alla moglie, poi disse: “Se viene fuori un’occasione che ti propongono qualcosa, Marita, farei di tutto anch’io se..Mi conoscono in tutta Italia , eh. È il caso più pagato, fuori dalla Elena Ceste. Tutti sanno, eh… tutti gli avvocati prenderebbero subito la palla al balzo per prenderlo in mano. Mi scrivono “Il primo mese onorario, non si preoccupi che lavoro gratis”. Eh, il secondo mese devo pagare”. I giudici hanno, dunque, sottolineato come i due coniugi siano stati più interessati al vantaggi economo che ad altro.

” L’atteggiamento psicologico di Bossetti non è certo quello di colui che è disperato e che proclama la sua innocenza […] ma quello di chi cerca di gestire a suo vantaggio il clamore mediatico sorto dalla vicenda”, scrivono ancora i giudici nelle 367 pagine. L’avvocato Salvagni, sulla base di quanto sopra dichiarato ha contestualizzato le parole di Bossetti. “Voglio ribadire che noi avvocati, così come i consulenti, abbiamo lavorato a titolo gratuito. Personalmente, che sono fuori con le spese di 10.000 euro, mi sento di voler portare avanti questa battaglia di civiltà”.

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