Maxi operazione contro la tratta dei migranti trattati come carne da macello: 34 le ordinanze di custodia

Una maxi operazione della Polizia di Stato nel contrasto al fenomeno del traffico dei migranti è stata portata a termine nella giornata di ieri a Milano e sembra che siano stati arrestati i membri di una banda di presunti trafficanti di essere umani, operante a livello internazionale. In totale sembrano essere 34 le ordinanze di custodia cautelare emesse nell’ambito delle indagini ed a carico di cittadini italiani; l’indagine ha riguardato diverse provincie compresa la zona di frontiera di Ventimiglia e sono durate ben due anni. Al vertice dell’organizzazione egiziani ed afghani, ed in misura minore albanesi, sudanesi e tunisini, i quali sono stati arrestati con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata all’immigrazione clandestina con l’aggravante della transnazionalità; finiti in carcere in Italia ben 18 persone, e pare che alcuni di questi siano già detenuti in altri paesi europei, tra i quali Francia e Germania. “I clandestini venivano chiusi dentro i furgoni con un lucchetto. Sono stati ritrovati dalle forze dell’ordine ammassati che respiravano a fatica”.

Descrive così il sostituto procuratore, Cecilia Vassena, la maxi operazione gestita dalla polizia di Cremona, volta a contrastare il traffico dei migranti. Ebbene si, come mostra un video gli immigrati risultano ammassati a decine su camion e furgoni in condizioni davvero disumane. “Quando siamo intervenuti questi profughi avevano già per mesi, anche anni, affrontato mille disagi per arrivare in Italia. Quello che loro pagavano, 5mila dollari, mille euro, è il sacrificio che le famiglie fanno pur di avere la possibilità di una vita migliore. La fortuna di una persona, anche bambini, si determina dal luogo di nascita.Quando abbiamo aperto uno di questi furgoni intercettati, chiusi con il lucchetto, e visto quaranta persone che pur di avere una speranza di libertà erano ammassate e supine, questo deve farci sentire tutti responsabili di ciò che succede”, è il commento del procuratore aggiunto Ilda Boccassini.

I membri dell’organizzazione riuscivano a sapere degli sbarchi che sarebbero avventi sulle coste siciliane o pugliesi grazie ai contatti con gli scafisti; il secondo passaggio era quello di indirizzare i profughi verso il capoluogo lombardo, dove gli stessi arrivavano a bordo d un pullman, treni o nell’ambito dei trasporti organizzati per la loro collocazione presso le strutture d’accoglienza. Giunti a Milano, poi gli stranieri venivano agganciati presso la stazione centrale e nelle vicinanze delle strutture d’accoglienza. I viaggi potevano costare dai 500 ai mille euro dalla Sicilia alla Francia, oppure un centinaio di euro per attraversare la frontiera; è questo il prezzo che purtroppo ogni migrante era costretto a pagare all’organizzazione. Il ministro dell’Interno, Marco Minniti, si è congratulato con il capo della Polizia, Franco Gabrielli: “Questa operazione assume una particolare importanza perché colpisce duramente il traffico di esseri umani, criminali senza scrupolo che sfruttano persone in grave difficoltà e in pericolo di vita per i loro loschi guadagni”.

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