Meningite, nuovo caso in Sardegna: La paziente resta gravissima in rianimazione

E’ ancora allarme meningite in Italia e continuano a registrarsi nuovi casi in diverse regioni italiane, in ultimo in Sardegna, dove in settimana è stata ricoverata una donna di 56 anni, presso l’Ospedale Santissima Annunziata di Sassari, alla quale è stata diagnosticata la meningite di sierotipo Y. E’ questo quanto comunicato dalla direzione sanitaria dell’Azienda Ospedaliero Universitaria che ha emesso un nuovo bollettino medico nella giornata di sabato. Secondo quanto riferito dai medici, le sue condizioni di salute rimangono stazionarie. “La paziente resta in stato di coma farmacologico e prosegue la terapia antibiotica“, hanno precisato i medici, i quali hanno chiarito che la donna è giunta in ospedale nella giornata di venerdì a bordo di un’ambulanza del 118. La donna, residente del piccolo centro di Anglona, nel territorio di Sassari è giunta in ospedale e adesso si trova ricoverata nel reparto di Rianimazione dove è tenuta in coma farmacologico.

I medici sembrano essere piuttosto ottimisti, visto che la cura alla quale la donna è stata sottoposta pare abbia cominciato a dare i primi risultati, anche se la prognosi rimane comunque riservata. La direzione ospedaliera ha fatto sapere di aver attivato la profilassi per tutte le persone che sono state in contatto con la paziente, a cominciare dai familiari a finire agli operatori del 118 che hanno soccorso la donna. “È il primo caso di meningite in Sardegna nel 2017. Occorre evitare inutili allarmismi. Si tratta però di affrontare una evidenza che ormai da mesi è presente in Italia e ora anche nella nostra Isola. Senza contare le polemiche innescate da chi ritiene, per assenza di responsabilità e contravvenendo alle indicazioni della ricerca scientifica, che vaccinarsi debba essere considerato un atto di libera scelta”, ha affermato il senatore Silvio Lai. Lo stesso ha aggiunto di aver condiviso la proposta delle Regioni che hanno chiesto al Governo un’apposita normativa che stabilisca l’obbligatorietà dei vaccini su tutto il territorio nazionale, per l’accesso dei bambini ai nidi e alla scuola materna.

Intanto l’infezione sembra aver fatto una nuova vittima in Campania.Si tratterebbe di una donna di 68 anni, originaria di Afragola la quale è deceduta nel reparto di Rianimazione dell’Ospedale Umberto I di Nocera Inferiore a Salerno.La donna era stata ricoverata lo scorso giovedì dopo essere stata trasferita da un altro nosocomio. La donna, in realtà non era affetta da un tipo di meningite pericoloso e non era stata messa in isolamento e non era stata avviata la profilassi. Migliorano invece le condizioni di salute dei due pazienti di Cavà dè Tirreni ricoverati per meningite ovvero il bambino di 4 anni che frequenta la scuola Epitaffio ed il 50enne, ricoverato al momento all’ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi D’Aragona nel reparto di malattie infettive.

Resta sempre in coma farmacologico la donna di 56 anni colpita dalla meningite da meningococco. Ricoverata nella rianimazione dell’ospedale Santissima Annunziata da mercoledì scorso, la paziente è sottoposta a una massiccia terapia di antibiotici che ha consentito che le sue condizioni restino stabili. Anche i due bollettini medici diffusi dalla direzione sanitaria dell’Azienda ospedaliero universitaria nella giornata di ieri confermano un situazione stazionaria per la donna di Tergu. La paziente, secondo quanto hanno stabilito le analisi di laboratorio, è stata colpita dal batterio neisseria meningitidis del tipo Y, raro in Sardegna, ma comunque presente in Italia. Meno comune rispetto ai sierotipi B e C, che sono i più frequenti nella penisola. Secondo i dati dell’ Organizzazione Mondiale della Sanità, i tassi più alti di neisseria meningitidis nel mondo si registrano nella cosiddetta «fascia della meningite», un’ area che comprende i Paesi dell’Africa sub sahariana, dal Senegal all’Etiopia. Sembra che i casi da attribuire al sierotipo Ye ad altri siano in aumento. Per quanto riguarda nello specifico la meningite da meningococco, in Italia l’incidenza risulta minore rispetto al resto d’Europa.

Intanto il cordone sanitario avviato dopo l’accertamento del tipo di infezione vede allargarsi i casi di profilassi. Tutte le persone che sono venute in contatto diretto e indiretto di recente con la donna sono state sottoposte a terapia preventiva per evitare il contagio. Oltre ai familiari e a due persone che avevano fatto visita alla donna in casa quando la malattia non era ancora conclamata, sono stati sottoposti a profilassi anche il personale del 118 intervenuto per il trasporto all’ospedale, e i medici e il personale sanitario che hanno avuto in qualche modo qualche rapporto con il caso.

Una misura che è stata presa già l’indomani dal ricovero della paziente, non appena si è avuto il responso degli esami clinici. La forma di infezione, secondo quanto hanno affermato gli esperti, non è comunque molto contagiosa e quindi un eccessivo allarme sarebbe ingiustificato. Ma dopo la serie di vittime della meningite che si sono contate negli ultimi mesi, è chiaro che si sia creata una certa apprensione.
La paziente di Tergu avrebbe avuto contatti limitati con estranei prima di essere ricoverata e l’eventuale diffusione della malattia, che avviene per via aerea, sarebbe stata ulteriormente limitata dal fatto che lei e il marito abitano nelle vicinanze del paese.
A Tergu, però, non c’è stata alcuna comunicazione ufficiale da parte della Asl al sindaco, massima autorità sanitaria, sul caso di infezione che si era verificato nel suo Comune. Il primo cittadino, Gian Franco Satta, non ha però voluto sollevare troppe polemiche, soddisfatto che la situazione fosse già ampiamente sotto controllo.

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