Meningite shock, muore in soli 24 ore l’insegnante siciliana 54enne: duecento persone sotto profilassi antibiotica

E’ morta purtroppo l’insegnante di 54 anni la quale era stata ricoverata per meningite all’ospedale San Paolo a Milano. La donna purtroppo è deceduta nella giornata di ieri intorno alle ore 12.50 per un’infezione da miningococco e secondo quanto riferito da alcune fonti interne dell’ospedale, al momento della sua morte erano presenti il marito ed i figli. Come abbiamo anticipato si trattava di un’insegnante di 54 anni originaria della Sicilia ed insegnava all’Istituto superiore Curie Sraffa di via Fratelli Zoia 130 e risiedeva a Milano in zona Barona. “L’insegnante ricoverata presso l’Ospedale San Paolo di Milano per meningite è deceduta oggi alle ore 12.50. La paziente era arrivata in ospedale in condizioni già molto critiche, con gli organi più importanti già compromessi. Esprimo tutta la mia vicinanza alla famiglia”, questo quanto dichiarato nella giornata di ieri dall’Assessore al Welfare di Regione Lombardia Giulio Gallera in una nota.

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Lo stesso ha anche dichiarato che non ha ancora notizia del ceppo di meningococco che ne ha causato la morte e gli esami sono ancora in corso; l’assessore ha anche confermato ce è in corso la profilassi per le persone venute a contatto con la donna ed è stata già avviata e soprattutto verrà fatta ad ampio spettro.” Mi preme ribadire ancora una volta che il sistema di sorveglianza regionale delle malattie infettive permette di identificare e controllare efficacemente lo sviluppo delle malattie infettive. E che per quanto riguarda il meningococco, non vi è alcuna emergenza o epidemia”, ha concluso l’Assessore al Welfare di Regione Lombardia Giulio Gallera. Come già anticipato dall’Assessore sono state messe in atto tutte le procedure tipiche di questi casi, ed i tecnici sono arrivati nella scuola dove insegnava la donna per coinvolgere nella profilassi antibiotica tutti i colleghi e gli alunni con cui ha avuto contatti negli ultimi giorni.

Cordoglio da parte dell’Istituto scolastico e nello specifico il dirigente Marco Bussetti ha espresso le sue condoglianze già nella giornata di ieri e la sua vicinanza alla famiglia ed alla docente deceduta nella giornata di ieri. “Insieme al personale e a tutta la scuola di Milano l’Ufficio si sente vicino alla comunità scolastica dell’Istituto Curie Sraffa, agli alunni, a chi l’ha conosciuta e apprezzata“, ha dichiarato il dirigente dell’Ufficio Scolastico Ambito Territoriale di Milano. Studenti e famiglie sono stati avvertiti dalla scuola del fatto che “è indispensabile essere presenti alle lezioni odierne, in quanto non vi è alcun pericolo sanitario. La professoressa di origini siciliane abitava in zona Barona, e nella giornata di mercoledì all’ora di pranzo è stata soccorso da un’ambulanza del 118 in codice rosso e portata con la febbre alta all’Ospedale San Paolo nel reparto di rianimazione; una volta giunta in ospedale i medici hanno diagnosticato uno choc settico in sepsi meningococcica e la morte è sopraggiunta nel giro di 24 ore.

Definizione La meningite è un’infiammazione delle membrane (le meningi) che avvolgono il cervello e il midollo spinale. La malattia è generalmente di origine infettiva e può essere virale, batterica o causata da funghi. La forma virale, detta anche meningite asettica, è quella più comune: di solito non ha conseguenze gravi e si risolve nell’arco di 7-10 giorni. La forma batterica è più rara ma estremamente più seria, e può avere conseguenze fatali. Il periodo di incubazione della malattia può variare a seconda del microorganismo causale. Nel caso della meningite virale va dai 3 ai 6 giorni, per la forma batterica dai 2 ai 10 giorni. La malattia è contagiosa solo durante la fase acuta dei sintomi e nei giorni immediatamente precedenti l’esordio. In Italia dal 1996 è attivo un sistema di sorveglianza dedicato alle meningiti batteriche che negli anni successivi si è ampliato a includere tutte le malattie invasive da meningococco, pneumococco ed emofilo. Cause e agenti patogeni I batteri che sono più frequente causa di meningite sono tre: • Neisseria meningitidis (meningococco) è un ospite frequente delle prime vie respiratorie. È stato identificato per la prima volta nel 1887, anche se la malattia era già stata descritta nel 1805 nel corso di un’epidemia a Ginevra. Dal 2 al 30% della popolazione sana alberga meningococchi nel naso e nella gola senza presentare alcun sintomo, e questa presenza non è correlata a un aumento del rischio di meningite o di altre malattie gravi. La trasmissione del germe avviene per via respiratoria, e il rischio di sviluppare la malattia sembra essere maggiore in persone che hanno acquisito l’infezione da poco, rispetto a chi invece è portatore da più tempo. Esistono 13 diversi sierogruppi di meningococco, ma solo 5 (denominati A, B, C, W 135 e Y) causano meningite e altre malattie gravi. In Italia e in Europa i sierogruppi B e C sono i più frequenti. I sintomi non sono diversi da quelli delle altre meningiti batteriche, ma nel 10-20% dei casi la malattia è rapida e acuta, con un decorso fulminante che può portare al decesso in poche ore anche in presenza di una terapia adeguata. I malati di meningite o altre forme gravi sono considerati contagiosi per circa 24 ore dall’inizio della terapia antibiotica specifica. La contagiosità è comunque bassa, e i casi secondari sono rari. Il meningococco può tuttavia dare origine a focolai epidemici. Per limitare il rischio di casi secondari, è importante che i contatti stretti dei malati effettuino una profilassi con antibiotici. Altra misura da adottare sui contatti è la sorveglianza degli stessi; tale misura costituisce fondamentale importanza per identificare chi dovesse presentare febbre, in modo da diagnosticare e trattare rapidamente eventuali ulteriori casi. • Streptococcus pneumoniae (pneumococco) è, dopo il meningococco, uno degli agenti più comuni della meningite. Oltre alla meningite, può causare polmonite o infezioni delle prime vie respiratorie, come l’otite. Come il meningococco, si trasmette per via respiratoria e può trovarsi nelle prime vie respiratorie senza causare alcuna malattia. Esistono molti tipi diversi di pneumococco. Le meningiti da pneumococco si presentano in forma sporadica, e non è indicata la profilassi antibiotica di chi è stato in contatto con un caso. • Haemophilus influenzae tipo b (emofilo o Hib) era fino alla fine degli anni Novanta la causa più comune di meningite nei bambini fino a 5 anni. Con l’introduzione della vaccinazione i casi di meningite causati da questo batterio si sono ridotti moltissimo. In caso di meningite da Hib, è indicata la profilassi antibiotica dei contatti stretti. Per quanto riguarda la meningite virale, gli agenti più frequenti sono herpes virus ed enterovirus. La meningite di origine fungina si manifesta invece soprattutto in persone con deficit della risposta immunitaria, come per esempio i malati di Aids, e può rappresentare comunque un pericolo per la vita. Sintomi I sintomi della meningite sono indipendenti dal germe che causa la malattia. I sintomi più tipici includono: • irrigidimento della parte posteriore del collo (rigidità nucale) • febbre alta • mal di testa • vomito o nausea • alterazione del livello di coscienza • convulsioni. Fattori di rischio e possibili complicazioni Tra i fattori di rischio per lo sviluppo della meningite batterica vanno elencati: • età: le meningiti batteriche colpiscono soprattutto i bambini sotto i 5 anni e altre fasce di età che variano a seconda del germe. Infatti le forme da meningococco interessano, oltre i bambini piccoli, anche gli adolescenti e i giovani adulti, mentre le meningiti da pneumococco colpiscono soprattutto gli anziani • vita di comunità: le persone che vivono e dormono in ambienti comuni, come gli studenti nei dormitori universitari o le reclute, hanno un rischio più elevato di meningite da meningococco • fumo ed esposizione al fumo passivo • altre infezioni delle prime vie respiratorie. La malattia può avere complicazioni anche gravi, con danni neurologici permanenti, come la perdita dell’udito, della vista, della capacità di comunicare o di apprendere, problemi comportamentali e danni cerebrali, fino alla paralisi. Tra le complicazioni di natura non neurologica possono esserci danni renali e alle ghiandole surrenali, con conseguenti squilibri ormonali. Trattamento Il trattamento della meningite batterica si basa soprattutto sulla terapia antibiotica. L’identificazione del batterio che causa la malattia è importante sia per orientare la terapia antibiotica del paziente, sia per definire se è necessaria la profilassi dei contatti.

LA MENINGITE MENINGOCOCCICA EPIDEMIOLOGIA Le infezioni meningococciche sono diffuse in tutto il mondo. L’incidenza maggiore si ha durante l’inverno e la primavera. La malattia meningococcica, pur essendo prevalentemente una malattia che colpisce la prima infanzia, si manifesta spesso in bambini e giovani adulti, e in particolare tra giovani adulti che vivono in condizioni di sovraffollamento, come caserme e comunità chiuse. L’incidenza della meningite da meningococco in Italia é bassa rispetto al resto dell’Europa (3-6 casi/1.000.000 abitanti, rispetto alla media europea di 14,5 casi ogni 1.000.000 di abitanti). Una quota sempre crescente di meningococchi identificati in Italia negli ultimi anni (69%) è risultata appartenere al sierogruppo B mentre il sierogruppo C è stato identificato nel 24% dei pazienti ed la restante proporzione è divisa tra gruppo A e W135, che sono più rari. In genere, nella popolazione generale, esiste una consistente proporzione di soggetti che sono colonizzati dal batterio nel rino-faringe, i cosiddetti portatori sani. La prevalenza di portatori sani è assai variabile in rapporto a fattori diversi, quali le aree geografiche, le condizioni socio-economiche e di densità di popolazione, l’età dei soggetti. Essa può oscillare entro limiti ampi, dall’1-2% fino al 15-20% della popolazione sana, salvo raggiungere livelli assai elevati (60- 70%) in comunità chiuse e circostanze particolari, quali ad esempio quelle che si realizzano con le reclute militari. In Italia la frequenza dei portatori sani sull’intero territorio nazionale è in media del 10-20%, con profonde differenze in rapporto alle diverse zone e ai gruppi di popolazione esaminati. In confronto ai portatori sani, tuttavia, il numero di casi di malattia è molto piccolo; non sono ancora completamente noti i fattori che scatenano la malattia. Data la frequenza con cui possono essere identificati dei portatori sani, la loro ricerca non è consigliata per chiarire l’origine del contagio di casi sporadici di malattia. Al di fuori dell’organismo il meningococco presenta scarsissima resistenza agli agenti fisici ambientali (luce solare, essiccamento, ecc.) ed ai comuni disinfettanti. La trasmissione dell’infezione avviene per via aerea da persona a persona. La probabilità di osservare casi secondari ad un primo caso di malattia meningococica è stata stimata da dati americani, essere di circa 4 su 1000 soggetti esposti nell’ambito familiare; tale stima risulta essere 500-800 volte maggiore rispetto alla popolazione generale. Nella casistica italiana il numero di casi secondari è molto basso: meno del 2% di tutti i malati notificati. Tale bassa percentuale può essere anche in parte spiegata alla efficacia della profilassi post-esposizione se effettuata tempestivamente (entro le 24 ore dall’ultimo contatto, in pratica entro 24 dall’esordio clinico del caso). I soggetti con deficit immunitari presentano un aumentato rischio di malattia: in particolare le persone con deficit di fattori terminali del complemento, carenza di properidina e quelle con asplenia anatomica o funzionale hanno un particolare rischio di contrarre un’infezione invasiva; anche la positività per HIV sembra essere una condizione favorente le forme gravi. Il decorso è notevolmente influenzato dalla terapia: nella maggior parte dei casi si ha rapida guarigione senza postumi. La malattia conserva una letalità piuttosto elevata (5-10%) soprattutto nelle forme cliniche con sepsi.

Il virus l’ha uccisa in 24 ore. La professoressa Vittoria Patti era stata ricoverata intorno alle 12.45 di mercoledì all’ospedale San Paolo di Milano con quelli che sembravano i sintomi provocati da uno dei batteri che provocano la meningite e, purtroppo, la diagnosi non ha sbagliato.Al- le 12.50 di ieri la 54enne si è spenta in un letto del reparto di rianimazione per uno «choc settico in sepsi menginococcica». Accanto a lei c’erano il marito e i figli.
La professoressa di origini siciliane viveva nel quartiere Barona, nella zona sud-ovest di Milano, non molto distante dall’istituto tecnico “Curie Sraffa” di via Fratelli Zoia 130. Insegnava in nove classi. Questo significa che c’è un numero enorme di studenti, centinaia, da sottoporre a profilassi antibiotica, una procedura già avviata a scuola dalle 11 del mattino. Inutile nasconderlo: i ragazzi e i loro genitori sono terrorizzati.
Negliultimimesila meningite ha già colpito due universitarie a Milano. Nel luglio scorso è morta Alessandra Covezzi, una studentessa di chimica di 24 anni; il 30 novembre, invece, è toccato alla 24enne Flavia Roncalli, iscritta alla Statale nello stesso dipartimento.
«Assicuro alle famiglie degli studenti che metteremo in campo tutte le azioni necessarie per garantire l’incolumità dei ragazzi – ha tentato di rassicurare l’assessore lombardo al Welfare Giulio Gallera -.

Già nella serata di ieri [mercoledì, ndr] sono stati raggiunti i contatti extra scolastici (quattro familiari e sette amici) della paziente, che sono stati sottoposti a profilassi antibiotica. Nel rispetto dei protocolli internazionali di intervento avvieremo la profilassi innanzitutto ai contatti più stretti della paziente, cioè i ragazzi delle nove classi in cui insegnava e i colleghi docenti. Successivamente, sulla base delle indicazioni degli esperti, estenderemo la profilassi qualora necessario ad altri contatti all’interno della scuola».

E proprio dalla scuola è partito il primo accertamento del personale dell’Ats. «Per studenti e colleghi della professoressa sarà necessaria la profilassi antibiotica – ha spiegato Giorgio Ciconali, responsabile del servizio di Prevenzione dell’Ats milanese – le procedure e le precauzioni sono le stesse che adoperiamo ogni volta per un caso di questo tipo». Ciconali aggiunge un altro dettaglio non proprio trascurabile: “Questo è un caso che rientra nelle statistiche: ci aspettiamo un paio di episodi di questo tipo al mese”. Secondo i dati del Ministero della Salute, nel 2016 sono stati segnalati in tutta Italia 178 casi di meningite.
Ecco spiegato perché le rassicurazioni di esperti e politici non convincono molto. Ieri pomeriggio è stata organizzata una riunione a scuola per condividere le informazioni raccolte finora, nessuno ha pensato che forse non era l’idea dell’anno incontrarsi nel luogo dove si sospetta possa annidarsi ancora il virus. Ma questa è un’altra questione.

Ora è il momento del ricordo della professoressa Patti, ricordata come «un esempio di dedizione all’insegnamento»e che sul suo blog si descriveva semplicemente così: «Sono biologa e dottore di ricerca in biologia molecolare. Faccio la prof precaria di scienze nelle scuole superiori. Sono cattolica. Sono una blogger. Moglie, madre di tre adolescenti, soprannumeraria dell’Opus Dei, una che dovrebbe dimezzare il proprio peso, internauta persa, “pet human” di una gatta chiamata Luna;guardo la realtà, avidamente e con meraviglia. Spesso. Ma vorrei guardarla sempre. Amo disegnare, leggere (saggistica), guardare documentari, lavorare all’uncinetto, cantare, fotografare, fare giardinaggio, ma più di tutto mi piace insegnare”. Non a caso il nome che aveva scelto come alter ego su Internet è Pokankuni, una parola indiana che significa “imparare guardando gli altri».

Che cosa è la meningite? La meningite è una malattia infettiva causata dalla infiammazione dei tessuti che coprono il cervello ed il midollo spinale e, in generale, è causata da batteri o da virus. La maggior parte dei casi di meningite batterica è dovuta a infezioni da pneumococco, meningococco, Haemophilus influenzae tipo b (Hib); con minore frequenza la meningite è causata da virus. Tali patologie si manifestano più frequentemente nei periodi invernale e primaverile. E’ una malattia frequente? Si possono verificare epidemie di meningite? No, la meningite non è una malattia frequente; nel Lazio si verificano ogni anno circa 3 casi di meningite batterica ogni 100.000 abitanti. I casi si manifestano in modo isolato o in piccoli focolai epidemici, molto raramente superiori ai 2-3 casi, grazie anche alle efficaci misure di prevenzione che impediscono il propagarsi dell’infezione. E’ una malattia grave? La meningite batterica è una malattia seria ed il suo andamento può essere molto grave se non è trattata in tempo. Tuttavia una diagnosi e una terapia tempestive, nella maggior parte dei casi, sono efficaci e le persone colpite guariscono. Le meningiti virali hanno generalmente un andamento meno grave ma è comunque necessario il ricovero.

Come si trasmette? L’infezione si può trasmettere da una persona che elimina i microrganismi responsabili della meningite ad un’altra persona, attraverso il contatto con le secrezioni orali o le goccioline di saliva. La meningite può essere trasmessa solo alle persone che hanno avuto un contatto stretto con un malato nei 10 giorni precedenti l’inizio dei sintomi. Il rischio esiste, ad esempio, per chi ha avuto un colloquio a breve distanza. Il contagio è pressoché impossibile in altre circostanze quali: frequentare la stessa scuola, abitare nello stesso palazzo, essere stati negli stessi locali ma in tempi diversi rispetto all’ammalato. Cosa fare quando si verifica un caso di meningite in una comunità? I batteri che causano la meningite, in particolare il meningococco, non possono vivere a lungo fuori dell’organismo umano, per cui l’arieggiamento dei locali e la quotidiana pulizia degli stessi, ne causano l’inattivazione. I soggetti che sono venuti a stretto contatto con un malato nei 10 giorni precedenti l’inizio della malattia, devono essere trattati con antibiotici a scopo di profilassi.

Tale trattamento deve essere sempre indicato e prescritto da un medico ed è efficace per prevenire il diffondersi dell’infezione. Perciò non bisogna creare inutili allarmismi, considerato che normali misure di pulizia degli ambienti e una corretta profilassi antibiotica eliminano i rischi per la comunità. E’ invece inutile la ricerca di batteri, tramite tamponi naso-faringei, fra le persone della comunità in cui si è verificato un caso di meningite. Non è necessaria la disinfezione dei locali in cui ha soggiornato una persona affetta da meningite. Ci sono altri modi per prevenire la malattia? Proprio a causa dei differenti agenti responsabili della malattia, non esiste un solo vaccino in grado di prevenire tutte le meningiti. Il vaccino anti Haemophilus influenzae di tipo b (Hib) previene quella che era fino a qualche anno fa considerata la più frequente causa di meningiti nell’infanzia. Questo vaccino è utilizzato con successo nella nostra regione dove sono praticamente scomparse le meningiti da Haemophilus nei bambini al di sotto dei 5 anni. Tuttavia, nel caso dello pneumococco il vaccino non protegge contro alcuni sierotipi meno comuni e la vaccinazione contro il meningococco protegge solo nei confronti di uno dei due siero-gruppi circolanti. Attualmente la vaccinazione antipneumococcica nel Lazio è offerta gratuitamente a tutti i bambini nei primi due anni di vita che frequentano gli asili nido. La vaccinazione antimeningococcica è offerta con partecipazione alla spesa da parte degli assistiti.

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