Mensa shock a scuola, vermi nella pasta dei bambini di asilo: Video

Nella pastina servita dalla mensa della scuola d’infanzia di Carpiano, nel Milanese, sono stati trovati alcuni parassiti del grano. Lo ha comunicato il Comune. Secondo alcuni pediatri e specialisti consultati non dovrebbero esserci rischi per la salute dei bimbi, anche se sono in corso le analisi.

Ha dell’incredibile volo che è accaduto venerdì scorso alla scuola materna di carta piano a Milano. Come ha denunciato la stessa amministrazione comunale in un comunicato, infatti, “nella pasta della scuola dell’infanzia sono stati rinvenuti alcuni probabili parassiti del grano”. La pasta con i vermi, a quanto detto, sarebbe stata servita a più di una dozzina di bambini. “Immediatamente a segare il Comune sono stati avvisati gli enti competenti di atti essi sono stati presi tutti provvedimenti necessari”.

Secondo l’amministrazione comunale, che ha consultato alcuni pediatri e altri specialisti, non dovrebbero esserci rischi per la salute dei bambini. Si aspettano, comunque, i risultati delle analisi commissionate all’Agenzia per la tutela della salute. Il Comune ha inoltre avviato degli accertamenti per capire come sia stato possibile che i vermi siano finiti nei pasti consumati dai bambini: “Quando avremo le risposte da ATS e tutte le ulteriori informazioni relative all’accaduto avviseremo tutti i genitori attraverso il portale della mensa ed il sito web del Comune”.

IL PARASSITA

Punteruolo del grano, come eliminarlo ed eseguire una corretta disinfestazione. Consigli pratici per eliminare i punteruoli di pasta, riso e cereali.

Lo chiamano punteruolo del grano, punteruolo della pasta, punteruolo del riso o, più in generale punteruolo dei cereali; tecnicamente si tratta dello Sitophilus granarius, un piccolo insetto che saccheggia le nostre dispense e vive bene in ambiente domestico, soprattutto in cucina dove si nutre di… indovinate un po’? Cereali e derivati!
Anche chi ama conservare cereali, pasta e riso in bustine a chiusura ermetica non è al sicuro: il punteruolo del grano riesce a forare la plastica, così come la carta e imballaggi in tessuto. Solo gli alimenti in vetro (chiusi ermeticamente) stanno al sicuro.

Il punteruolo del grano non è l’unico insetto che colonizza e infesta le nostre dispense. Altrettanto fastidiose possono essere le tarme del cibo, anche in questo caso abbiamo una guida per eliminare il problema: tarme del cibo, tutti i rimedi.

Come arrivano i punteruoli della pasta nella vostra dispensa?
Nella maggior parte dei casi, i punteruoli del grano arrivano nella nostra dispensa ancora in fase di sviluppo, portati con la pasta, il riso o altri cereali.

La femmina di Sitophilus granarius depone le uova in un luogo accogliente e ricco di cibo (magari il secchetto di grano che avete appena comprato!) e, nel giro di qualche mese, le uova schiudono dando vita in primis alle larve che poi si svilupperanno nel punteruolo adulto che conosciamo.

Una volta raggiunta l’età adulta, il punteruolo del grano emerge dal sacchetto per accoppiarsi e cerca nuovo territorio da invadere e cibo da saccheggiare. Le uova di punteruolo del grano impiegano da uno a cinque mesi per schiudere, le tempistiche variano in base alla temperatura. Nella pagina che segue vedremo come prevenire e come eliminare il punteruolo del grano.

Punteruolo del grano, la prevenzione

  • Controlla tutti i cereali al momento dell’acquisto.
  • Consuma il grano in breve termine o congelalo per uccidere le eventuali uova.
  • Acquista piccole quantità di grano da consumare in breve tempo.
  • Conserva i cereali in barattoli di vetro dalla chiusura ermetica. Non usate sacchi di plastica o tessuto, se usate contenitori di plastica, abbiate la premura di sceglierli ben resistenti e robusti.
  • Pulite regolarmente la dispensa, tutti i ripiani e contenitori stoccati.
  • Disponete dei sacchetti di pepe nero intorno alla dispensa, il pepe nero funziona come un blando repellente naturale contro i punteruolo.

Come eliminare i punteruoli del grano

  • Eliminate tutti gli alimenti infestati. Ispezionate gli alimenti in modo accurato. Sbarazzatevi di tutto ciò che può essere stato contaminato e conservate in barattoli di vetro gli alimenti superstiti.
  • Sigillate qualsiasi crepa, buco o fessura presente nella dispensa.
  • Controllate quotidianamente la ricomparsa così da essere certi di averli eliminati completamente.

Per conservare gli alimenti vi consigli di usare dei contenitori in plastica resistente dalla chiusura ermetica come il set nella foto in alto. Il set mostrato nelle due foto in alto costa 29,99 euro con spese di spedizione gratuite, è composto da 4 contenitori per alimenti rispettivamente dalla capacità di:

  • Un contenitore dalla capacità di 1 litro
  • Due contenitori dalla capacità di 1,7 litri
  • Un contenitore dalla capacità di 2,3 litri

Per tutte le informazioni vi rimando alla pagina ufficiale di Amazon: set di 4 contenitori per alimenti.

Avversità e parassiti

Piogge violente accompagnate dal vento possono provocare L’aLLettamento, cioè il coricamento dei culmi che si piegano alla base prostrandosi a terra. È evidente che L’aLLettamento può succedere solo dopo che La Levata della coltura è avviata.
Il danno che l’allettamento provoca è di natura e gravità diversa: in prossimità della raccolta, quando La fase di riempimento è conclusa, il danno consiste solo in qualche difficoltà nella raccolta; a Levata iniziata da poco il danno è limitato poiché i culmi allettati si raddrizzano in quanto incurvano i loro internodi e riprendono l’assetto eretto; è quando l’allettamento si verifica verso la fine della levata, quando i culmi non hanno più La capacità di raddrizzarsi, che il danno è massimo. Infatti L’anomalo assetto della vegetazione pregiudica gravemente L’assimilazione della coltura: la piegatura dei culmi ostacola La salita della Linfa greggia; Le foglie anziché essere protese a ricevere la luce, vengono a trovarsi prostrate a terra in un ammasso dove la Luce non entra, L’aria circola male, Le malattie fogliari trovano condizioni favorevoli per attaccare. IL risultato è che il processo di assimilazione fotosintetica è compromesso nelle fasi cruciali di fioritura e/o granigione, sempre con produzione di granella scarsa e di pessima qualità.
L’altezza dei culmi è una caratteristica prevalentemente varietale, ma sulla quale influisce anche il livello di concimazione. La robustezza dei culmi dipende prevalentemente dalle condizioni di concimazione. L’elasticità dei culmi dipende prevalentemente dalle condizioni di coltivazione: semine troppo fitte e squilibri o eccessi di concimazione azotata predispongono le colture ad allettarsi perché per la forte competizione reciproca i culmi durante La Levata restano sottili e deboli, specialmente gli internodi più bassi.
L’allettamento è anche la conseguenza dell’attacco di un fungo (mal del piede prodotto da Cercosporella) che rende fragile la paglia nella parte basale dei culmi di frumento.
L’allettamento è il principale fattore determinante il limite di produttività dei cereali “a paglia” (tipo frumento). Lo straordinario aumento del livello produttivo delle varietà ottenute negli ultimi cinquanta anni è il risultato dei progressi del miglioramento genetico combinati con i progressi della tecnica colturale. I genetisti hanno selezionato varietà più resistenti all’allettamento che hanno consentito di modificare la tecnica colturale, intensificando la concimazione azotata e di conseguenza le produzioni unitarie.
Inoltre esistono composti chimici in grado di regolare l’altezza massimizzando le produzioni del frumento.
Grandine
La grandine arreca danni particolarmente sensibili se cade alla spigatura e alla maturazione.
Parassiti vegetali
Numerose sono Le malattie funginee che possono attaccare il frumento nei suoi vari organi, dalle radici alla spiga, da soli o in associazione, in tempi diversi o contemporaneamente.

Mal del piede
Per mal del piede si intende un quadro patologico che si manifesta sulla parte basale del culmo del frumento e sulle radici e che è provocato da diversi possibili agenti patogeni.
I più noti sono:
• Ophiobolus graminis, molto frequente in Italia nelle zone di coltivazione del frumento tenero e solo eccezionalmente in quelle del frumento duro
• Cercosporella herpotricoides i cui attacchi rendono fragile la paglia e quindi provocano allettamenti a tappeto; è molto frequente e temuta nelle zone cerealicole fresche e umide del centro-nord d’Europa, mentre in Italia si riscontra solo nelle annate eccezionalmente piovose
• Funghi del genenere Fusarium (F. nivale, F. culmorum, F. graminearum), sono i più importanti e diffusi agenti del mal del piede sia nell’Italia centro-settentrionale sul frumento tenero sia in quella meridionale sul frumento duro. IL sintomo più evidente è L’imbrunimento della parte basale dei culmi accompagnato da alterazioni delle radici. In conseguenza di ciò si ha arresto dello sviluppo dei culmi di accestimento.

IL mal del piede viene favorito dai seguenti fattori:
• ristagni d’acqua
• semine troppo anticipate
• cattivo stato nutrizionale: una buona concimazione azotata è un potente mezzo di prevenzione
• un cereale come coltura precedente al frumento: il più importante effetto negativo del ringrano, ossia della monosuccessione di frumento, è l’intensificazione degli attacchi di mal del piede
• presenza della paglia in superficie.

Ruggini
IL sintomo caratteristico è costituito da pustole di diverso colore. Tre ruggini principalmente attaccano iL frumento:
• La ruggine gialla (Puccinia glumarum o striiformis) che forma pustole piccole, arrotondate, gialle, allineate tra le nervature delle foglie e sulle spighe; essendo la meno termofila gli attacchi possono verificarsi anche assai presto in primavera, provocando danni molto seri in certe annate sulle varietà sensibili
• La ruggine nera (Puccinia graminis varietà tritici): è la più termofila, che attacca tardivamente le guaine e i culmi del frumento formandovi pustole allungate, bruno-nerastre e provocando la “stretta” nelle varietà molto tardive (mentre le attuali varietà precoci le sfuggono)
• La ruggine bruna (Puccinia recondita o triticina) che provoca pustole giallo-rossastre sparse sulle due facce delle foglie, ha esigenze termiche intermedie tra le precedenti e provoca attacchi sporadici ma gravi. La diffusione delle ruggini è favorita dal rigoglio vegetativo e dal decorso climatico caldo e umido; perciò sono particolarmente temibili nei terreni vallivi, umidi, nei climi nebbiosi, sui frumenti tardivi o su quelli concimati con eccesso di azoto. La scelta di varietà tolleranti resta il mezzo più efficace per evitare i danni da ruggine; per la ruggine bruna e nera un tipo di resistenza efficiente si è dimostrato la precocità che consente di sfuggire agli attacchi.

Oidio
L’oidio o mal bianco (Erisiphe graminis varietà tritici) colpisce foglie, steli e spighe formando una lanugine superficiale, prima bianca poi grigiastra disseminata di punti neri. Questa malattia si sviluppa in particolare in colture molto fitte e rigogliose e quando il cielo è coperto. Forti attacchi riducono la capacità di assimilazione del fogliame.

Septoriosi
Le septoriosi sono provocate da Septoria tritici e Septoria nodorum. La prima si sviluppa sulle foglie di frumento durante gli inverni miti, provocando macchie bruno chiare a forma di losanga che finiscono per confluire fino a disseccare le foglie. La seconda attacca anche i nodi del culmo, che diventano molli, poi le spighe che diventano grigiastre per il disseccamento delle glume. Le septoriosi, in caso di semente contaminata, provocano il marciume delle piantine in germinazione

carie
La carie (Tilletia tritici e Tilletia laevis) sono altri parassiti fungini che trasformano i chicchi del frumento in granelli ovoidali tozzi, grigio-bruni, pieni di una polvere scura dall’odore di pesce fradicio. Effettuare la concia del seme è il rimedio più efficace.

carbone
Assai meno pericoloso della carie è il carbone (ustilago tritici), che appare alla spigatura. Le giovani spighe si presentano prive di spighette e ricoperte di una polvere bruno-scura.
La concia del seme con i fungicidi sistemici oggi disponibili è il rimedio migliore.

Fusariosi della spiga
Spighette o spighe intere appaiono svuotate e di colore panna con in genere sfumature rosa. In caso di forti attacchi si forma un micelio rosa pallido fra le spighette. Questa malattia è causata da diverse specie e l’intensità degli attacchi dipende dalle condizioni atmosferiche durante la fioritura. Oltre alla perdita di produzione, si genera una micotossina chiamata DON.

Quello relativo alle mense scolastiche è un tema piuttosto dibattuto e che, molte volte, solleva anche numerose polemiche. Infatti, sono in molti spesso a sottolineare che in realtà il cibo servito ai bambini nelle mense scolastiche non sembrerebbe essere di ottima qualità oppure ancora adatto a quelli che sono i bisogni nutrizionali dei più piccoli motivo per il quale, a causa di tutte queste polemiche, ha deciso di intervenire una volta per tutte proprio il ministro della salute Beatrice Lorenzin che ha nello specifico deciso di avviare una particolare indagine interna dei Nas, un’indagine proprio nelle mense scolastiche.

Ecco che a tal proposito, proprio Beatrice Lorenzin ha nello specifico affermato “L’alimentazione nelle scuole è importantissima, ho mandato i Nas per fare controlli a campione nelle scuole italiane per verificare se la qualità dei cibi richiamati nelle diete sia consono con la qualità garantita ai nostri bambini” sottolineando poi che, proprio tale indagine ha preso il via in seguito ad una serie di segnalazioni effettuate proprio dai genitori dei piccoli che, la maggior parte delle volte si sono lamentati proprio riguardo quella che è la qualità dei prodotti offerti ai loro figli nelle mense scolastiche.

Ma il ministro della salute ha anche affermato che tali indagini verranno effettuate trimestralmente precisando “sarà trimestralmente fatto il punto della situazione sui risultati emersi dai controlli, come già fatto con la nostra task force nelle residenze per le persone anziane e sui disabili e anche in altre occasioni”. Beatrice Lorenzin nel corso del suo intervento sulla delicata questione relativa alle mense scolastiche ha poi continuato sostenendo che le indagini in questione sono già state avviate ma non ha in alcun modo precisato se, i controlli nelle mense scolastiche, verranno effettuati solamente nelle scuole pubbliche o solo nelle scuole private oppure ancora in entrambi i casi ma l’unica cosa che il ministro ha voluto precisare è che, l’unico reale obiettivo di tale indagine è proprio quello di capire se esiste davvero il problema e soprattutto oltre a capire se esiste l’obiettivo di tale indagine è quello di capire proprio quale sia il tipo di problema.

Coldiretti si è espresso sulla questione affermando “E’ importante vigilare sull’alimentazione a scuola in una situazione in cui un italiano su cinque (20%) ha una valutazione negativa dei pasti serviti nelle mense scolastiche di figli o nipoti, mentre il 42% la ritiene appena sufficiente. Non è un caso che una netta maggioranza dell’83% ritiene che le mense dovrebbero offrire i cibi più sani per educare le nuove generazioni dal punto di vista alimentare mentre solo il 13% ritiene che dovrebbero essere serviti i piatti che piacciono di più”. Ma anche Giuseppe Morino, responsabile dell’Unità Operativa di Dietologia Clinica del Bambino Gesù, si è espresso sulla questione affermando che tale intervento è molto importante in quanto è proprio a scuola che i più piccoli imparano a mangiare in modo sano e corretto e quindi è giusto che i menù siano adeguati ai loro bisogni.

Tubettini ai vermi. Prosciutto cotto scaduto daunpezzo. Crostatina ammuffita. Il pranzo è servito. Nelle mense scolastiche dello Stivale accade anche questo. E non certo da ieri. Oltre a menù sbilanciati, di pessima qualità. O del tutto inadeguati al fabbisogno dei più piccoli.
Il ministro della Salute, Loren- zin, ha deciso di dare seguito alla valanga di denunce e di esposti dei ge- nitoridimezz’Italia. E annuncial’in- vio dei Carabinieri dei Nas nelle scuole. Promette che «trimestralmente sarà fatto il punto della situazione sui risultati emersi dai controlli, come già fatto con la nostra task force nelle residenze per le persone anziane e sui disabili e anche in altre occasioni».
Le verifiche sono già partite. Ma non ha voluto precisare se puntano alle scuole pubbliche o private. «Ci interessa andare a fondo per capire se esiste veramente un problema – spiega Lorenzin – e che tipo di problema è». L’indagine riguarda la qualità ma anche il controllo sulla ap- propriatezza nutrizionale legata alle varie fasi della crescita. Secondo l’ultima indagine condotta da Cit- tadinanzattiva nel 2014, il 50% dei bambini con meno
di 14 anni usufruisce della mensa scolastica e in media ogni alunno, nel ciclo della scuola dell’obbligo, consuma circa 2.000 pasti a scuola, merende comprese. Complessivamente si può ragionevolmente stimare che ogni anno a scuola si consumino 380 milioni di pasti all’anno, per un fatturato annuo di circa 1,3 miliardi di euro. Numerose le aziende che forniscono questi pasti ma sono quindici quelle che ne forniscono circa la metà. Rispetto ai prodotti alimentari usati quotidianamente emerge che circa il 76% delle mense del campione rispetti la stagionalità dei prodotti, e che nel 38% dei casi non si utilizzino prodotti biologici. Si garantiscono diete speciali per motivi di salute nell’82% delle scuole e per motivi religiosi nel 54%.
«È un intervento appropriato perché è sopratutto a scuola che i bimbi imparano a mangiare in modo corretto e sano. ma è sbagliato offrire nello stesso piatto pane, pasta e patate – spiega Giuseppe Morino, responsabile dell’Unità Operativa di Dietologia Clinica del Bambino Gesu’- perché stiamo parlando della stessa categoria di alimenti e non educhiamo il bambino alla scelta». Sulla stessi linea la Coldiretti: «E’ importante vigilare sull’alimentazione a scuola in una situazione in cui un italiano su cinque (20%) ha una valutazione negativa dei pasti serviti nelle mense scolastiche di figli o nipoti, mentre il 42% la ritiene appena sufficiente. Non èuncaso che una netta maggioranza dell’83% – sottolinea la confederazione – ritiene che le mense dovrebbero offrire i cibi più sani per educare le nuove generazioni dal punto di vista alimentare mentre solo il 13% ritiene che dovrebbero essere serviti i piatti che piacciono di più».
In genere i pasti, sia la qualità che la quantità, sono decise in base a una valutazione effettuata da medici nutrizionisti delle Asl, per cui dovrebbero essere calibrate per le esigenze
dei ragazzi. Ma, tra catering esterni, mense costrette a lavorare a catena di montaggio, e palati più esigenti, i cibi non sono proprio quelli prescritti. E i piatti finiscono per restare pieni.
Secondo un’indagine di Oricon, il consorzio che raccoglie le sei aziende che fanno il 54% del fatturato in Italia, nelle mense scolastiche si spreca l’11% dei primi piatti, il 13% dei secondi, il 22% dei contorni, il 9% dei dessert, il 10% della frutta, il 10% del pane. E sarebbero stime al ribasso: secondo il direttore generale la Federazione italiana pubblici esercizi il 50% degli alimenti vengono buttati nelle mense scolastiche.

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