Mestre, il mistero della bimba rapita e ritrovata nella notte a Zagabria rapita sull’auto del padre

VENEZIA Tradito dal compagno di viaggio. Dall’uomo che, venerdì notte, era partito con lui da Zagabria, sulla stessa auto. Una persona di cui evidentemente si fidava, tanto da affidargli, anche se per pochi minuti, la custodia della figlia di appena otto anni. In quella frazione di tempo, invece, quell’amico sarebbe riuscito a portargli via ciò a cui teneva di più e a chiedere un riscatto per restituirlo.

Ma poi ci ha ripensato e a tarda sera la bimba è stata ritrovata. Si trova a Zagabria con la madre e, come ha reso noto la Procura distrettuale antimafia di Venezia, sta bene e non ha subito alcuna violenza. Sarebbe stata riconsegnata spontaneamente alla mamma da chi l’aveva rapita. La Dda indaga per definire i contorni della vicenda.

I protagonisti della vicenda sono due uomini croati, pare di etnia rom. I due erano partiti appunto dalla città croata venerdì insieme alla piccola. Stando al racconto del padre agli investigatori della squadra mobile lagunare, i due dovevano concludere un affare commerciale nella zona di Venezia: l’acquisto di un’auto. Arrivati in piazza Barche a Mestre, il papà della bimba sarebbe sceso dall’auto per entrare in una tabaccheria. Il tempo di uscire dal negozio, però, e la macchina sarebbe sparita nel nulla.

Poco più tardi, la telefonata: una richiesta di riscatto, con cui l’uomo che era in macchina con lui avrebbe chiesto una cifra che si aggirerebbe tra i 10 e i 15 mila euro per riconsegnargli la bambina. Preso dal panico, l’uomo ha raggiunto la questura di Venezia per sporgere denuncia. A quel punto, raccolta la sua testimonianza, sono partiti i posti di blocco a ogni angolo della città: carabinieri e polizia a ogni snodo viario, dagli ingressi in tangenziale e autostrada ai controlli nelle principali arterie urbane. La segnalazione, ovviamente, è arrivata anche ai colleghi della polizia ferroviaria e stradale e alle forze dell’ordine di confine, per bloccare un eventuale tentativo di fuga all’estero.

La vicenda, però, ha particolari che non convincono pienamente gli inquirenti. Gli investigatori sarebbero riusciti a ricostruire, con fatica, il modello dell’auto (una Peugeot 308) e un numero di targa, ma il contributo alle ricerche da parte del padre della bimba sarebbe stato estremamente confuso. L’uomo, infatti, non sarebbe stato in grado di ricostruire con esattezza né il luogo in cui sarebbe avvenuto il sequestro né la descrizione dell’auto su cui aveva affrontato il viaggio con il presunto rapitore e la figlia. Gli uomini della squadra mobile, stanno cercando di ricostruire il rapporto tra i due uomini, capire se ci possa essere stata una qualche rivalità tra famiglie o debiti passati.

Era in macchina con il suo papà e un suo conoscente ed erano a due passi da Venezia. Appena il padre è sceso dall’auto per una commissione, l’altro uomo l’ha rapita, inviando subito dopo una richiesta di riscatto con la minaccia di ucciderla. Una storia ancora tutta da chiarire quella accaduta ieri a Mestre con al centro una bambina di nazionalità croata di appena 8 anni. Bimba che a tarda sera è stata fortunatamente riconsegnata alla madre, a Zagabria, dallo stesso uomo che l’aveva portata via. Una riconsegna a quanto pare spontanea. La piccola sta bene e stando a quanto res

o noto nella notte dalla procura antimafia di Venezia non avrebbe subito alcun tipo di violenza. L’allarme era scattato in tarda mattinata quando il papà della piccola si è presentato alla questura per denunciare il rapimento della propria figlia. L’uomo, davanti agli uomini della Squadra mobile, ha raccontato che lui e la bimba erano arrivati proprio ieri in auto da Zagabria e che si trovavano a bordo di una Pegeout 308 station wagon in pieno centro a Mestre. E lì sarebbe avvenuto il rapimento della piccola. Con loro, in auto, c’era un altro uomo, anche lui croato, con cui avevano condiviso parte del viaggio.

Erano diretti a Venezia forse per concludere un affare e avrebbero dovuto incontrarsi con qualcuno. L’uomo avrebbe approfittato di essere rimasto solo con la bambina per pochi attimi per rapirla, mentre il padre era sceso per fare una commissione. Evidentemente si fidava di quel conoscente. Quando però è uscito dal negozio, i due non c’erano più. All’inizio ha pensato che l’uomo si fosse spostato con la macchina e che sarebbe tornato presto, così non si è allarmato. Ma quando ha cominciato a chiamarlo sul cellulare e l’altro non ha risposto, allora ha temuto il peggio. Poco dopo sul suo cellulare è arrivato un messaggio agghiacciante: «Dammi i soldi, altrimenti non la rivedrai più».

La caccia all’uomo è scattato immediatamente. Posti di blocco sono stati organizzati in tutta la provincia di Venezia, lungo la tangenziale di Mestre e sulle direttrici che portano verso l’est Europa. Battuti anche molti casolari abbandonati. L’ipotesi principale degli investigatori era che la bambina e il suo sequestratore si fossero diretti oltreconfine, verso la Croazia. Ma dei due non vie era traccia. Ieri sera, poco prima delle 23, la felice conclusione di una brutta avventura, un giallo internazionale ancora tutto da chiarire. La piccola ha potuto dormire tra le braccia della mamma.

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