Meteo shock, ondata di caldo africano toglie il fiato oltre i 40° C. bollino rosso in dieci città

Tra sabato e domenica è previsto un “livello 3 – rosso con possibili effetti negativi anche sulla salute di persone sane e attive”. Bollino rosso a Bologna, Bolzano, Brescia, Perugia, Torino, Ancona, Campobasso, Firenze, Perugia e Pescara“

Con questo promontorio anticiclonico in risalita dall’Africa infatti le temperature sono schizzate ben oltre le medie, assestandosi anche 4/5°C sopra i valori attesi per questo periodo dell’anno. Nei prossimi giorni le temperature continueranno a rimanere elevate, con punte massime che potranno arrivare a sfiorare i +40°C: le zone più calde dell’Italia saranno in particolare quelle della pianura padana, il foggiano, le zone interne di Lazio e Toscana, come anche quelle delle Isole Maggiori.

In particolare, specie sulle regioni meridionali si potrebbero toccare i +38/39°C ma anche al Nord Italia, si potrebbero toccare i +36/37°C. Il caldo caratterizzerà il meteo invece al Centro ma soprattutto al Sud anche nella prossima settimana, con nuovamente punte che potrebbero, stando alle ultime uscite dei modelli, toccare anche i +41/42°C.

Le previsioni parlano dunque di un week end da trascorrere in spiaggia ma le notizie sulle temperature sono ancora più preoccupanti soprattutto per l’inizio della prossima settimana nel nostro hinterland. Da lunedì a mercoledì prossimi previsti i 40 gradi nella costa tirrenica settentrionale. Sarà proprio, secondo le previsioni, mercoledì 28 giugno la giornata più calda della settimana.

Temperature al di sopra della media. Aria soffocante. Afa. È emergenza caldo sulla Penisola. Non solo allerta, ma allarme. Sono ben dieci le città per le quali, oggi e domani, il Ministero della Salute indica il “bollino rosso”, ossia il più alto livello di rischio, già registrato, ieri, a Bolzano. Oggi, l’allarme interesserà anche Bologna, Brescia, Perugia e Torino, domani Ancona, Campobasso, Firenze, Perugia e Pescara.

Il bollettino è chiaro: «Possibili effetti negativi sulla salute di persone sane e attive e non solo sui sottogruppi a rischio come gli anziani, i bambini molto piccoli e le persone affette da malattie croniche». A queste si aggiungono altre dieci città, che invece sono contrassegnate con il bollino arancione, che sottolinea la pericolosità di clima e condizioni per le fasce di popolazione più fragili. E sono una ventina quelle nelle quali si evidenziano i segnali che precedono le ondate di calore.

Le previsioni per i prossimi giorni non fanno ben sperare. «Oggi farà molto caldo praticamente in tutta la Penisola e in tante zone si supereranno i 35 gradi – dice Bernardo Gozzini, direttore Lamma-Istituto Biometeorologia Cnr – Un cambiamento è previsto per domenica al Nord ma subito dopo le temperature torneranno a salire, almeno fino a mercoledì, quando arriverà lo scirocco. Giugno chiuderà come uno dei più caldi dal 1880, forse secondo solo al 2003. A luglio si potrebbe avere un pochino più di stabilità, ma nell’ordine di tre passaggi temporaleschi invece dei soliti due».

LE PREVISIONI
Lungi dall’essere eccezione di un fine settimana, il clima “straordinario” sembra in realtà essere divenuto ordinario nel Paese. Le ultime due settimane sono state le più calde dell’anno. E la primavera ha fatto registrare le temperature più alte dall’Ottocento. Anche qui, non un picco, ma un trend. Il 2016 è stato l’anno più caldo sulla Terra dal 1880, secondo i dati di Nasa e Nooa, agenzia federale usa per la meteorologia, con un aumento di 0,94 gradi centigradi rispetto alla media del XX secolo.

Una temperatura ancora più alta di 2014 e 2015, già ritenuti da record. In Italia, il 2016, stando ai dati Cnr, si è attestato “solo” al quarto posto tra gli anni più caldi, dopo 2015,2014 e 2003. Il 2015, secondo il Rapporto Clima dell’Ispra è stato il più caldo dal 1880 e il valore della temperatura media è stato il più alto dell’intera serie dal 1961, superando quella, già da record, del 2014. E attenzione, nella classifica degli anni roventi, sono ben dieci quelli dopo il Duemila.

«Tutti gli anni successivi al 2000 ed il 1998 sono i più caldi dell’intera serie storica», si legge nel rapporto. Gli effetti si vedono e sentono. E si misurano anche in termini di perdite. Coldiretti stima in 14 miliardi di euro i danni dovuti ai cambiamenti climatici negli ultimi dieci anni. Sono circa 16 i milioni di persone che risultano residenti in regioni e province a rischio crisi idrica. In primavera, sono già mancati 20 miliardi di metri cubi d’acqua sul territorio. Il Governo ha dichiarato lo stato di emergenza per le province di Parma e Piacenza. In Sardegna è stato chiesto lo stato di calamità. A Roma il Campidoglio ha stabilito che, fino a settembre, dovrà essere limitato l’uso di acqua per annaffiare orti e giardini, riempire piscine, lavare auto. Il fiume Po è a 13 centimetri d’acqua sopra lo zero idrometrico a trenta chilometri dalla sorgente. In Sicilia, le riserve idriche, in un anno, sono calate del 15%.

«Il caldo di giugno è stato determinato da condizioni particolari – conclude Gozzini – ma in generale, il cambiamento climatico ha portato a variazioni del tipo di tempo sul Paese. L’estate mediterranea è sempre meno presente sulla penisola, più frequenti invece gli anticicloni africani. Altro parametro più difficile da interpretare è la pioggia. La quantità a livello annuale è cambiata in modo statisticamente non rilevante ma è mutata la distribuzione, concentrata in pochi giorni, dunque non utile per rimpinguare le falde. La gestione idrica diventerà fondamentale. Nel nostro Paese, negli ultimi vent’anni, la siccità si è verificata ogni cinque: 2003, 2007,2012 e, appunto, 2017».

Come «Carondimonio, con occhi di bragia» traghettava le anime degli inferi, così l’omonimo anticiclone africano sta traghettando gli italiani verso un’estate a dir poco infernale. Un’ondata di caldo – pare mai così da 150 anni, anche se certe statistiche van prese con le molle – che non si placa, anzi agguanta l’Italia con temperature che arriveranno fino a 40 gradi. Tanto da spingere il ministero a indicarla con un «livello 3 – rosso», che interesserà dieci città della Penisola.

A renderlo noto è proprio il dicastero della Salute attraverso un suo bollettino: per la giornata di oggi l’allerta caldo è prevista a Bologna, Bolzano, Brescia, Perugia e Torino; domani bollino rosso per Ancona, Campobasso, Firenze, ancora Perugia e Pescara. In particolare, sempre secondo il ministero, sono segnalate «condizioni di emergenza» dovute al caldo eccessivo, «con possibili effetti negativi sulla salute di persone sane e attive e non solo sui sottogruppi a rischio come gli anziani, i bambini molto piccoli e le persone affette da malattie croniche».
E con i bollettini meteo arrivano i consueti vademecum contro il caldo.

Prima raccomandazione: «bere tanta acqua». Concentrazione, performance fisiche, affaticamento, senso di nausea e nei casi peggiori tachicardia e problemi di pressione sono i rischi più importanti legati alla disidratazione: per questo ogni categoria deve bere in relazione all’età e alle condizioni psicofisiche del proprio organismo. È quanto riporta “In a bottle” (www.inabottle. it) in un focus sul caldo, realizzato con diversi specialisti.

Naturalmente vanno tenute d’occhio le fasce di età più deboli. Come per gli adulti, perdita di attenzione, difficoltà a mantenere la concentrazione e irrequietezza sono i primi sintomi da disidratazione a cui bisogna prestare attenzione per i bambini. «Essendo più delicato il rapporto tra acqua ed elettroliti, fornire ai bambini la giusta combinazione di acqua e sali minerali diventa una condizione importantissima per il benessere psico-fisico – evidenzia il pediatra Giuseppe Felice-. Tra i 6 e gli 11 anni i bambini dovrebbero bere all’incirca 1,8/2 litri d’acqua al giorno».

Stessa cosa per gli anziani. A Bologna – in Emilia-Romagna il caldo ha raggiunto livelli preoccupanti – sono stati registrati aumenti di ricoveri al pronto soccorso e all’ospedale Maggiore di “over 75” rispettivamente del 9% e del 12% rispetto allo stesso periodo del 2016.

Come detto, la primavera 2017 è stata la seconda più calda dall’Ottocento, con un innalzamento delle temperature di quasi due gradi rispetto alla media stagionale, ma anche la terza più asciutta, con il 50% in meno di precipitazioni. La crisi idrica tocca da vicino circa 16 milioni di persone residenti nelle regioni e nelle province più a rischio. Nei soli tre mesi primaverili sono mancati all’appello ben 20 miliardi di metri cubi d’acqua su tutto il territorio nazionale, pari al volume del Lago di Como.

L’attuale crisi idrica, secondo una stima di Coldiretti, ha provocato danni per quasi un miliardo di euro in agricoltura. Il ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, ieri ha detto che per il Paese, sostiene il ministro, servono «misure strutturali» per affrontare un’emergenza che «sta diventando la normalità». «Io non sono un tale- bano», ha commentato, «non dirò mai “Non lavatevi per non usare l’acqua”. Però dico che una cosa è usarla e una è sprecarla».
E con le temperature alte aumenta il «rischio incendi» che, denuncia il Conapo, sindacato dei vigili del fuoco, «non può essere affrontato con l’improvvisazione e con mezzi e uomini ordinari». Nell’organico nazionale mancano 3.000 pompieri per questo il sindacato chiede ai ministri Marco Minniti e Marianna Madia di «sbloccare subito i fondi per le assunzioni per non trovarci poi impreparati anche nelle emergenze future».

PREVISIONI METEO OGGI NORD: Situazione pressoché immutata con tempo soleggiato e gran caldo su tutte le regioni. Temperature stazionarie, afa elevata sulle zone di pianura specie la sera, massime tra 33 e 37.CENTRO: Ancora una giornata di sole e gran caldo su tutte le zone con afa elevata lungo le coste, specie la sera. Temperature in lieve aumento, massime tra 32 e 37. SUD: Tempo stabile e soleggiato un po’ ovunque, qualche isolato temporale di calore diurno sulla dorsale appenninica. Temperature in aumento, massime tra 29 e 34.

PREVISIONI METEO DOMANI NORD: Sole prevalente al mattino, poi qualche nuovo rovescio sparso, più probabile sul Nordovest. Temperature stabili, massime tra 27 e 32, superiori in Emilia.CENTRO: Si rinnovano condizioni di bel tempo prevalente con al più isolati temporali di calore in Appennino. Temperature in lieve calo, massime comprese tra 29 e 34.
SUD: Ancora soleggiato, ma con isolati

PREVISIONI METEO DOPODOMANI NORD: Passaggio di temporali anche intensi da ovest verso est sulle Alpi occasionalmente anche sulle zone di pianura. Più sole altrove. Temperature in alo, massime tra 29 e 34. CENTRO: Sereno o poco nuvoloso, con qualche isolato temporale dal pomeriggio tra Umbria, Toscana interna e Marche. Temperature in leggera flessione, massime tra 31 e 36. SUD: Prosegue l’alta pressione con tanto sole ovunque e caldo che si farà sentire sempre di più sui settori interni. Temperature in aumento, massime tra 31 e 36.

COME DIFENDERSI DAL CALDO ESTIVO

Consigli pratici

‘ Bere molta acqua (almeno 2 litri al giorno) a temperatura non eccessivamente bassa.
La temperatura ideale di una bibita, quella che permette un veloce assorbimento e un giusto raffreddamento, è intorno ai 10 gradi. In particolare gli anziani devono prestare particolare attenzione in quanto lo stimolo della sete spesso diminuisce con l’età avanzata.
” Evitare di bere alcolici, caffè, bevande gassate o zuccherate. L’assunzione di bevande alcoliche deprime i centri nervosi e stimola la diuresi, condizioni entrambe sfavorevoli alla dispersione di calore.
” Mangiare molta frutta e verdure; fare pasti leggeri, preferendo pasta e carboidrati a carne e formaggi fermentati. Evitare di consumare cibi troppo caldi.
” Evitare di uscire tra le 12 e le 17. Queste non solo sono le ore più calde della giornata ma sono anche quelle caratterizzate dai livelli più elevati di ozono.
” Vestirsi con abiti leggeri, di colore chiaro, non aderenti, di cotone, lino o comunque fibre naturali. Assicurarsi che i familiari malati o costretti a letto o anziani non siano troppo vestiti.
‘ Usare tende o chiudere le imposte nelle ore più calde; limitare l’uso del forno e dei fornelli, che possono contribuire ad aumentare la temperatura in casa.
” Evitare il flusso diretto di ventilatori o condizionatori e le correnti d’aria.
” Non lasciare mai nessuno, neanche per brevi periodi, in macchine parcheggiate al sole.
” Fare bagni o docce con acqua tiepida.
” Consultare il proprio medico prima di assumere integratori di sali minerali, se si assumono farmaci in maniera regolare.
” Se la casa è rinfrescata con i climatizzatori, è importante pulirne i filtri
periodicamente (sono un ricettacolo di polveri e batteri) e regolare la temperatura a 25-27 °C, e comunque non troppo più bassa rispetto a quella esterna, in modo da evitare bruschi sbalzi di temperatura, spesso causa di malesseri.
” Ridurre il più possibile l’utilizzo del pannolino per i bambini e gli anziani.
” Se si è affetti da diabete o ipertensione o da altre patologie che implicano
l’assunzione continua di farmaci, è importante consultare il proprio medico di famiglia per conoscere eventuali reazioni che possono essere provocate dalla combinazione caldo/farmaco o sole/farmaco. Tra le più frequenti, vi è l’eccessiva sensibilizzazione alla luce o i cali di pressione ed il rischio di svenimento. Chi è affetto da diabete deve esporsi al sole con molta cautela perché, a causa della possibile minor sensibilità alla dolore, potrebbe ustionarsi anche in maniera seria.
” Stare il più possibile con altre persone.
‘ Passare più tempo possibile in ambienti con aria condizionata (negozi, o altri luoghi pubblici climatizzati).

COME COMPORTARSI IN CASO DI EMERGENZA

Se si assiste una persona vittima di un colpo di calore, colpo di sole o collasso la prima cosa da fare è chiamare i soccorsi. Nell’attesa, far sdraiare la persona colpita in posizione supina in luogo fresco e ventilato con le gambe sollevate ed eseguire delle spugnature con acqua fredda; se la persona è cosciente, somministrare dei liquidi non ghiacciati (non alcool o caffè). Fra le conseguenze del colpo di calore ci possono essere anche contrazioni e spasmi incontrollabili: in questo caso bisogna fare in modo che la vittima non si ferisca, e non deve ricevere nulla da bere o da mangiare. In caso di vomito, controllare che la via respiratoria rimanga aperta magari girando la vittima su un fianco.
Nel caso di crampi, non è necessario chiamare il medico. E’ comunque importante cessare ogni forma di attività fisica per alcune ore, riposare in un luogo fresco ed assumere liquidi.

Bere almeno due liti di acqua al giorno»

Resta alto il livello di attenzione e vigilanza nei pronto soccorso per il monitoraggio degli accessi registrati in questi giorni di caldo afoso. Nella settimana dal 14 al 21 giugno non è stato registrato un significativo aumento di accessi rispetto allo stesso periodo dello scorso anno: nessun allarme quindi, ma in previsione delle alte temperature i medici consigliano di seguire alcuni accorgimenti per stare meglio, evitare rischi e non dover rivolgersi al pronto soccorso. Durante le ore più calde della giornata (dalle 11 alle 17) – raccomandano gli esperti – è consigliabile restare in casa ed in ambienti ventilati, assumere liquidi, in particolare acqua, né molto freddi né

alcolici. Le bevande ghiacciate devono essere evitate ed è consigliato di bere almeno due litri di acqua al giorno. Privilegiare un’alimentazione ricca di frutta e verdura facendo attenzione alla
conservazione dei cibi, in quanto le temperature ambientali elevate favoriscono la contaminazione degli alimenti che possono determinare patologie
gastroenteriche anche gravi. È preferibile indossare abiti in fibre naturali e al sole proteggersi con cappelli e occhiali da sole. In casa, chiudere le finestre nelle ore più calde della giornata per evitare il riscaldamento delle stanze ed aprirle durante la notte e nelle prime ore del mattino.

1) Cos’è un’ondata da calore?
Il termine ondata di calore (in inglese heat-wave) è entrata a far parte del vocabolario corrente per indicare un periodo prolungato di condizioni meteorologiche estreme caratterizzate da elevate temperature ed in alcuni casi da alti tassi di umidità relativa. Tali condizioni possono rappresentare un rischio per la salute, in particolare in sottogruppi di popolazione “suscettibili’ a causa della presenza di alcune condizioni sociali e sanitarie. L’Organizzazione Mondiale della Meteorologia (World Meteorological Organization), WMO non ha formulato una definizione standard di ondata di calore e, in diversi paesi, la definizione si basa sul superamento di valori soglia di temperatura definiti attraverso l’identificazione dei valori più alti osservati nella serie storica dei dati registrati in una specifica area (il 10% o il 5% della distribuzione della temperatura).

Un’ondata di calore è definita in relazione alle condizioni climatiche di una specifica area e quindi non è possibile definire una temperatura soglia di rischio valida per tutte le latitudini. Oltre ai valori di temperatura (ed eventualmente dall’umidità relativa), le ondate di calore sono definite dalla loro durata: è stato infatti dimostrato che periodi prolungati di condizioni meteorologiche estreme hanno un maggiore impatto sulla salute rispetto a giorni isolati con le stesse condizioni meteorologiche. In diversi paesi, quindi, si usano definizioni basate sull’identificazione di un livello soglia di temperatura e sulla sua durata.

La Prevenzione
In Italia è operativo dal 2004 il “Sistema nazionale di sorveglianza, previsione ed allarme per la prevenzione degli effetti delle ondate di calore sulla salute della popolazione” promosso dal Dipartimento Nazionale della Protezione Civile che prevede, in tutte le aree urbane del paese, la realizzazione di sistemi di allarme per la previsione e per la prevenzione degli effetti del caldo sulla salute, denominati Heat Health Watch Warning Systems (HHWWS). Inoltre il Ministero della Salute coordina il “Piano Operativo Nazionale per la Prevenzione degli effetti del Caldo sulla Salute” e ha predisposto linee guida nazionali per la definizione di piani operativi in ambito regionale e comunale, identificano tre elementi indispensabili su cui basare un piano di interventi (Il documento è scaricabile dal sito del Ministero della Salute all’indirizzo):

– l’utilizzo dei sistemi di allarme (HHWWS) per la previsione dei giorni a rischio;
– l’identificazione della popolazione anziana suscettibile agli effetti del caldo (anagrafe dei suscettibili) su cui orientare gli interventi di prevenzione;
– la definizione di interventi di prevenzione sociali e sanitari di provata efficacia.

I sistemi di allarme (Heat Health Watch Warning Systems)
Durante i mesi estivi è possibile informarsi giornalmente sulle condizioni climatiche locali ed il relativo livello di rischio. Tale informazione è reperibile consultando via internet il sito web del Dipartimento della Protezione Civile, dove verranno pubblicati i bollettini città-specifici ogni mattina dopo le ore 10.
Inoltre i Comuni hanno il compito di diffondere l’informazione a livello locale: a seconda delle condizioni di rischio e della realtà locale, i bollettini potranno essere resi disponibili alla popolazione generale tramite la stampa, la televisione e la radio.

Cosa occorre sapere:
4) Quali sono gli effetti del caldo sull’onanismo?
Il caldo causa problemi alla salute nel momento in cui altera il sistema di regolazione della temperatura corporea. Normalmente, il corpo si raffredda sudando, ma in certe condizioni ambientali questo meccanismo non è sufficiente. Se, ad esempio, il tasso di umidità è molto elevato, il sudore evapora lentamente e quindi il corpo non si raffredda in maniera efficiente e la temperatura corporea può aumentare, fino a valori così elevati (>40°C) da danneggiare gli organi vitali dell’organismo. La capacità di termoregolazione di un individuo è fortemente condizionata da diversi fattori come l’età (ridotta nei bambini molto piccoli e negli anziani), uno stato di malattia e presenza di febbre, la presenza di alcune patologie croniche, l’assunzione di alcuni farmaci, l’uso di droghe e alcol.
5) Chi è a rischio quando si verifica un’ondata di calore?
– Le persone anziane hanno condizioni fisiche generalmente più compromesse e l’organismo può essere meno efficiente nel compensare lo stress da caldo e rispondere adeguatamente ai cambiamenti di temperatura; tra questi chi soffre di malattie cardiovascolari, di ipertensione, di patologie respiratorie croniche, di insufficienza renale cronica, di malattie neurologiche è a maggior rischio.
– Le persone non autosufficienti poiché dipendono dagli altri per regolare l’ambiente in cui si trovano e per l’assunzione di liquidi
– Le persone che assumono regolarmente farmaci che possono compromettere la termoregolazione fisiologica o aumentare la produzione di calore.
– I neonati e i bambini piccoli per la ridotta superficie corporea e la mancanza di una completa autosufficienza, possono essere esposti al rischio di un aumento eccessivo della temperatura corporea e ad una disidratazione, con possibili conseguenze dannose sul sistema cardiocircolatorio, respiratorio e neurologico.
– Chi fa esercizio fisico o svolge un lavoro intenso all’aria aperta può disidratarsi più facilmente degli altri
6) Quali sono i sintomi ?
Le malattie associate al caldo possono presentarsi con sintomi minori, come crampi, lipotimia ed edemi, o di maggiore gravità, come lo stress da calore e il colpo di calore.
I crampi sono causati da uno squilibrio elettrolitico oppure da una carenza di sodio, dovuta alla perdita di liquidi, oppure derivano da una insufficienza venosa spesso associata ad edema alle caviglie. Nel primo caso (squilibrio elettrolitico), i crampi si verificano negli anziani che assumono pochi liquidi o in persone che svolgono attività fisica senza reintegrare a sufficienza i liquidi persi con la sudorazione. Nel secondo caso (carenza di sodio), i crampi compaiono in persone non acclimatate che, pur bevendo a sufficienza, non reintegrano i sali minerali persi. In questo caso, le persone possono presentare, oltre ai crampi anche altri sintomi come cefalea, stanchezza e affaticamento, e vanno reidratate con una abbondante assunzione di acqua. Nella malattia venosa degli arti inferiori i crampi compaiono spesso durante la notte o dopo una prolungata stazione eretta.
In questo caso è consigliabile far assumere al paziente una posizione con gii arti superiori sollevati di almeno 4 cm rispetto al cuore, rinfrescando con acqua fredda gii arti inferiori.
L’edema è la conseguenza di una vasodilatazione periferica prolungata che causa un ristagno di sangue nelle estremità inferiori che, con l’aumento della pressione intravasale, provoca un travaso di liquidi nell’interstizio.
Un rimedio semplice ed efficace è tenere le gambe sollevate ed eseguire di tanto in tanto dei movimenti dolci per favorire il reflusso venoso, oppure, effettuare delle docce fredde agii arti inferiori, dai basso verso l’alto e dall’interno verso l’esterno sino alla sommità della coscia. Si tratta comunque di un sintomo da non sottovalutare poiché può essere associato a scompenso cardiaco.
La lipotimia è caratterizzata da un’improvvisa perdita della coscienza. La causa è un calo di pressione arteriosa dovuto al ristagno di sangue nelle zone periferiche con conseguente diminuzione dell’apporto di sangue al cervello.
Lo svenimento può essere prevenuto se, ai primi sintomi, quali vertigini, sudore freddo, offuscamento visivo o secchezza delle fauci, si fa assumere al paziente una posizione distesa con le gambe sollevate rispetto al cuore.
Lo stress da calore, è un sintomo di maggiore gravità e si manifesta con un senso di leggero disorientamento, malessere generale, debolezza, nausea, vomito, cefalea, tachicardia ed ipotensione, oliguria, confusione, irritabilità. La temperatura corporea può essere leggermente elevata ed è comune una forte sudorazione. Se non viene diagnosticato e trattato immediatamente, può progredire fino al colpo di calore. La diagnosi può essere facilmente confusa con quella di una malattia virale.
Il trattamento d’urgenza consiste nello spostare la persona in un ambiente fresco e reintegrare i liquidi mediante bevande ricche di sali minerali e zuccheri. Nei casi più gravi, la persona deve essere rinfrescata togliendo gii indumenti, bagnandola con acqua fredda o applicando degli impacchi freddi sugli arti.
Il colpo di calore è la condizione più grave e rappresenta una condizione di emergenza vera e propria. Il ritardato o mancato trattamento può portare anche al decesso. Il colpo di calore avviene quando la fisiologica capacità di termoregolazione è compromessa e la temperatura corporea raggiunge valori intorno ai 40°C. Si può presentare con iperventilazione, anidrosi, insufficienza renale, edema polmonare, aritmie cardiache, sino allo shock accompagnato da delirio che può progredire sino alla perdita di coscienza.
Il colpo di calore richiede, specie se colpisce neonati od anziani, l’immediato ricovero in
ospedale. In attesa dell’arrivo dell’ambulanza, bisogna spogliare e ventilare il malato, rinfrescarlo bagnandolo con acqua fresca e applicare impacchi di acqua fredda sugli arti.

In condizioni di temperature ambientali molto elevate particolare attenzione deve essere posta alla corretta conservazione domestica dei farmaci. Alcuni principi attivi terapeutici, qualora utilizzati in condizioni climatiche caratterizzate da alte temperature, possono provocare o potenziare i sintomi connessi all’ipertermia. Per alcuni farmaci, l’interazione con il caldo ambientale risulta dall’azione diretta del farmaco ed è quindi strettamente correlata all’effetto terapeutico; per altre sostanze, l’interazione negativa con le alte temperature risulta da effetti farmacologici indiretti, non correlabili direttamente alla terapia.
Indicazioni per i pazienti:
• non tutti i farmaci possono avere effetti facilmente correlabili al caldo, per cui, occorre segnalare al medico qualsiasi malessere, anche lieve, in concomitanza con una terapia farmacologica;
• i medicinali che possono potenziare gli effetti negativi del caldo sono in gran parte quelli assunti per malattie importanti. Nel caso di assunzione cronica di farmaci si consiglia di consultare il proprio medico di famiglia per eventualmente adeguare la terapia. Non devono essere sospese autonomamente terapie in corso; una sospensione anche temporanea della terapia senza il controllo del medico può aggravare severamente uno stato patologico.
• leggere attentamente le modalità di conservazione riportate sulle confezioni dei farmaci. Qualora non vi fossero esplicitate le modalità di conservazione, conservare il prodotto a temperatura superiore ai 30°C solo per brevi ed occasionali periodi;
• conservare tutti i farmaci nella loro confezione, lontano da fonti di calore e da irradiazione solare diretta;
• durante la stagione estiva conservare in frigorifero anche i prodotti che prevedono una temperatura di conservazione non superiore ai 25°-30°C.

A chi rivolgersi in caso di un problema di salute?
Il medico di famiglia è la prima persona da consultare, perché è certamente la persona che meglio conosce le condizioni personali e familiari del proprio assistito.
Durante le ore notturne o nei giorni festivi chiamare il medico del Servizio di guardia medica (Servizio di continuità assistenziale) del territorio di residenza attivo tutti i giorni feriali dalle ore 20 di sera fino alle ore 8 del mattino successivo. Il sabato e la domenica il servizio è sempre attivo, fino alle ore 8 del lunedì mattina. Inoltre, in tutte le festività diverse dalla domenica funziona ininterrottamente a partire dalle ore 10 del giorno prefestivo, fino alle ore 8 del primo giorno non festivo.
Nel caso di un malore improvviso o in presenza di condizioni che fanno temere un serio pericolo attivare immediatamente il servizio di Emergenza sanitaria, chiamando il 118.

L’esposizione all’aria aperta

Durante le giornate in cui viene previsto un rischio elevato per le successive 24-48 ore (livelli 2 e 3 del bollettino), deve essere ridotta l’esposizione all’aria aperta nella fascia oraria compresa tra le 12 e le 18. In particolare, è sconsigliato l’accesso ai parchi ed alle aree verdi ai bambini molti piccoli, agli anziani, alle persone non autosufficienti o alle persone convalescenti. Inoltre, deve essere evitata l’attività fisica intensa all’aria aperta durante gli orari più caldi della giornata.

10) Cosa fare per migliorare l’ambiente domestico e di lavoro
I principali strumenti per il controllo della temperatura sono le schermature, l’isolamento termico ed il condizionamento dell’aria.
Una misura facilmente adottabile in casa è la schermatura/ombreggiamento delle finestre esposte a sud ed a sud-ovest mediante tende e/o oscuranti esterni regolabili (persiane, veneziane).

I moderni impianti di climatizzazione (aria condizionata) rendono l’aria della casa più fresca e meno umida, aumentando il comfort di chi nei mesi più caldi rimane nella sua casa in città. Oltre ad una regolare manutenzione dei filtri dell’impianto, si raccomanda di evitare di regolare la temperatura a livelli di temperatura troppo bassi rispetto alla temperatura esterna. Una temperatura tra 25-27°C con un basso tasso di umidità garantisce un buon comfort e non espone a bruschi sbalzi termici rispetto all’esterno. Soggiornare, anche solo per alcune ore in luoghi climatizzati rappresenta un sistema di prevenzione efficace per combattere gli effetti del caldo.

I ventilatori meccanici, accelerano soltanto il movimento dell’aria ma non abbassano la temperatura ambientale. In questo modo la temperatura percepita diminuisce e pur dando sollievo, i ventilatori stimolano la sudorazione ed aumentano il rischio di disidratazione, se la persona esposta non assume contemporaneamente grandi quantità di liquidi. Per tale ragione i ventilatori non devono essere indirizzati direttamente sul corpo. In particolare, quando la temperatura interna supera i 32°C, l’uso del ventilatore è sconsigliato poiché non è efficace per combattere gli effetti del caldo e può avere effetti negativi aumentando la disidratazione.

Importante l’assunzione di liquidi

Bere molta acqua e mangiare frutta fresca (ad esempio la pesca contiene il 90% di acqua ed il melone l’80%). Gli anziani devono bere anche in assenza di stimolo della sete. Un’eccezione è rappresentata dalle persone che soffrono di epilessia o malattie del cuore, rene o fegato o che hanno problemi di ritenzione idrica che devono consultare il medico prima di aumentare l’ingestione di liquidi.
Devono essere evitate bevande alcoliche o contenenti caffeina.
12) L’alimentazione e la conservazione degli alimenti
Evitare pasti pesanti, meglio consumare pasti leggeri spesso durante l’arco della giornata.
Le temperature ambientali elevate possono agire sulla corretta conservazione domestica degli alimenti, pertanto si raccomanda attenzione alle modalità di conservazione degli alimenti deperibili (latticini, carni, dolci con creme, gelati, ecc…). Elevate temperature ambientali possono inoltre favorire la proliferazione di germi che possono determinare patologie gastroenteriche anche gravi.
13) L’abbigliamento
I vestiti devono essere leggeri e comodi, di cotone, lino o fibre naturali. Devono essere evitati quelli in fibre sintetiche.
Se si ha un familiare malato e costretto a letto, assicurarsi che non sia troppo coperto. All’aperto è utile indossare cappelli leggeri e di colore chiaro per proteggere la testa dal sole diretto.
E’ importante inoltre proteggere la pelle dalle scottature con creme solari con alto fattore protettivo.
14) In auto
Non lasciare persone, anche se per poco tempo, nella macchina parcheggiata al sole.
Dopo avere lasciato la macchina parcheggiata al sole, prima di rientrare in auto aprire gli sportelli per ventilare l’abitacolo ed iniziare il viaggio con i finestrini aperti per abbassare la temperatura interna. Attenzione anche ai seggiolini di sicurezza per i bambini: prima di sistemarli sul sedile verificare che non sia surriscaldato.
Nei viaggi: se l’auto non è climatizzata evitare le ore più calde della giornata (ore 12-18), aggiornarsi sulla situazione del traffico per evitare lunghe code sotto il sole, tenere in macchia una scorta d’acqua che può essere utile nel caso di code o file impreviste..
Se l’automobile è dotata di un impianto di climatizzazione, regolare la temperatura su valori di circa 5 gradi inferiori alla temperatura esterna. Evitare di orientare le bocchette della climatizzazione direttamente sui passeggeri.
Durante le soste evitare di mangiare troppo rapidamente e soprattutto evitare bevande alcoliche.

ARRIVA IL CALDO, COME PROTEGGERCI.

I principali fattori di rischio che aumentano la suscettibilità individuale agli effetti delle alte temperature sono: l’età avanzata, la presenza di patologie a carico degli apparati respiratorio e cardiovascolare, patologie psichiatriche e del sistema nervoso centrale e fattori ambientali e sociali come ad esempio condizioni abitative sfavorevoli, vivere in una situazione urbana o metropolitana, vivere da soli, avere un basso reddito o un basso livello socioeconomico. Recenti studi hanno evidenziato un rischio di nascite pre-termine nei giorni con elevate temperature. Oltre agli anziani anche i bambini piccoli sono tra i sottogruppi a maggior rischio, come anche alcune categorie di lavoratori outdoor, come quelli che lavorano nel settore dell’agricoltura. In relazione a tali evidenze il Ministero della Salute promuove ogni estate una serie di attività a tutela della salute della popolazione più vulnerabile nell’ambito del “Piano Operativo Nazionale della Prevenzione effetti del caldo sulla salute”, tra queste iniziative ci sono anche campagne di informazione per la popolazione generale e per i sottogruppi a rischio.Questo opuscolo vuole fornire semplici ma utili consigli.

Sia in casa che all’aperto, indossare abiti leggeri, non aderenti, preferibilmente di fibre naturali per assorbire meglio il sudore e permettere la traspirazione della cute. Se si esce nelle ore più calde non dimenticare di proteggere il capo con un cappello di colore chiaro e gli occhi con occhiali da sole; inoltre proteggere la pelle dalle scottature con creme solari ad alto fattore protettivo.

Schermare le finestre esposte al sole utilizzando tapparelle, persiane, tende, ecc. Chiudere le finestre durante il giorno e aprirle durante le ore più fresche della giornata (la sera e la notte).Se si utilizza l’impianto di aria condizionata, ricordarsi che questo efficace strumento va utilizzato adottando alcune precauzioni per evitare conseguenze sulla salute e eccessivi consumi energetici. In particolare, si raccomanda di utilizzarlo preferibilmente nelle giornate con condizioni climatiche a rischio; regolare la temperatura tra i 25°C – 27°C; coprirsi nel passaggio da un ambiente caldo ad uno più freddo; provvedere alla manutenzione e alla pulizia regolare dei filtri; evitare l’uso contemporaneo di elettrodomestici che
producono calore e consumo di energia.

Quando fa molto caldo, la temperatura corporea può innalzarsi provocando sensazioni di disagio, fino a giungere al più grave colpo di calore nelle persone più suscettibili (come ad esempio bambini, anziani, malati cronici). Quando si è accaldati è consigliabile fare bagni e docce con acqua tiepida, bagnare viso e braccia con acqua fresca. Controllare regolarmente la temperatura corporea di lattanti e bambini piccoli.

Nelle ore più calde della giornata evitare di praticare all’aperto attività fisica intensa. Fare particolare attenzione a mantenere un’adeguata idratazione, bevendo adeguatamente per integrare i liquidi persi con il sudore.

Evitare di uscire all’aria aperta nelle ore più calde cioè dalle ore 11.00 alle 18.00. Se esci per una passeggiata all’aria aperta, evita le strade trafficate dove i livelli di inquinamento sono più elevati e possono
potenziare gli effetti nocivi del caldo. Dopo il particolato, l’ozono è tra
gli inquinanti atmosferici più dannosi per la salute per i livelli di tossicità e di concentrazione che possono essere raggiunti nelle giornate più calde. Infatti, questo inquinante, che si forma in presenza di elevato irraggiamento solare, può causare disturbi respiratori ed è pericoloso soprattutto per i bambini asmatici e i malati di bronco – pneumopatia cronico ostruttiva.

Quando fa caldo è consigliato bere almeno 2 litri di acqua al giorno (salvo diversa indicazione del medico curante). Gli anziani devono bere anche se non ne sentono il bisogno. Evitare di bere alcolici e limitare l’assunzione di bevande gassate o troppo fredde. Mangiare preferibilmente cibi leggeri e con alto contenuto di acqua (frutta e verdura). Porre particolare attenzione alla conservazione degli alimenti in quanto le elevate temperature possono favorire la proliferazione di germi potenziali cause di patologie gastroenteriche.

I rischi di effetti sulla salute dipendono dall’intensità dell’ondata di calore e dalla sua
durata. Dal 2004 è operativo il “Sistema nazionale di sorveglianza, previsione e allarme per la prevenzione degli effetti delle ondate di calore sulla salute della popolazione” anche
per la città di Firenze con l’invio di bollettini di allerta.
I bollettini sono consultabili ai seguenti
indirizzi:
www.protezionecivile.it
www.salute.gov.it
www.biometeo.it

Le ondate di calore si verificano quando si registrano temperature molto elevate per più giorni consecutivi, spesso associate a tassi elevati di umidità, forte irraggiamento solare e assenza di ventilazione. Queste condizioni climatiche possono rappresentare un rischio per la salute della popolazione.

La prevenzione degli effetti negativi delle ondate di calore è possibile e ciò permette di mirare in maniera ottimale gli interventi preventivi verso le persone a rischio più elevato. I soggetti maggiormente vulnerabili sono: anziani, bambini e neonati, malati cronici, non autosufficienti e coloro che svolgono una intensa attività all’aperto.

Le ondate di calore sono delle condizioni metereologiche estreme che si verificano durante la stagione estiva, caratterizzate da temperature elevate, al di sopra dei valori usuali , che possono durare giorni o settimane.

PERSONE A RISCHIO ONDATA DI CALORE

• Persone anziane : caratterizzate da condizioni fisiche più compromesse e quindi un organismo meno efficiente nel compensare lo stress da caldo e rispondere adeguatamente ai cambiamenti di temperatura; tra queste chi è affetto da patologie cardiovascolari, respiratorie croniche, ipertensione, insufficienza renale cronica, malattie neurologiche croniche
• Persone non autosufficienti: perché dipendono dagli altri per regolare l’ambiente in cui si trovano e per l’assunzione di liquidi
• Persone che assumono regolarmente farmaci che possono compromettere la termoregolazione fisiologica o aumentare la produzione di calore
• Neonati e bambini piccoli : per la ridotta superficie corporea e per la mancanza di una completa autosufficienza, sono esposti al rischio di aumento eccessivo della temperatura corporea e a disidratazione, con possibili danni sul sistema cardiocircolatorio,respiratorio,neurologico
• Persone che svolgono esercizio fisico o un lavoro intenso all’aria aperta: possono andare incontro a disidratazione più facilmente degli altri

A CHI RIVOLGERSI IN CASO DI PATOLOGIA DA CALDO
• Il medico di famiglia è la prima persona da consultare, perche conosce le condizioni personali e familiari del proprio paziente

• Il Servizio di guardia medica , nelle ore notturne e nei giorni festivi e prefestivi. Il servizio è attivo dalle ore 20 dei giorni feriali e dalle ore 10 del giorno prefestivo fino alle ore 8 del giorno feriale successivo.
• Nel caso di malore improvviso o in presenza di condizioni cliniche ,che fanno temere un serio pericolo per la vita del paziente attivare il servizio di Emergenza sanitaria , chiamando il 118 In condizioni di caldo elevato, prestare attenzione a parenti o vicini di casa anziani che possono avere bisogno di aiuto, soprattutto se vivono soli.

QUALI PRECAUZIONI ADOTTARE PER DIFENDERSI DAL CALDO

• Esposizione all’aria aperta : durante le giornate in cui si prevede un rischio elevato di caldo , deve essere ridotta l’esposizione all’aria aperta nella fascia oraria compresa tra le 12 e le 18 .In particolare,si sconsiglia l’accesso ai parchi e alle aree verdi ai bambini molto piccoli, agli anziani, alle persone non autosufficienti, ai convalescenti . Si consiglia di evitare l’attività fisica intensa all’aria aperta durante le ore più calde della giornata
• Migliorare l’ambiente domestico e di lavoro : i principali strumenti per il controllo della temperatura sono le schermature, l’isolamento termico e il condizionamento dell’aria. La schermatura/ ombreggiamento delle finestre esposte a sud e a sud- ovest è di facile realizzazione in casa ; con tende, e oscuranti esterni regolabili ( persiane ,veneziane ). I moderni impianti di climatizzazione ( aria condizionata), rendono l’aria della casa più fresca e meno umida , rendendo più confortevole il soggiorno di chi nei mesi più caldi, rimane nella sua casa in città. Buona norma è la manutenzione dei filtri dell’impianto e non regolare la temperatura a livelli troppo bassi rispetto alle temperature esterne . Una temperatura tra i 25° ei 27° di temperatura con un basso tasso di umidità può garantire un buon confort. I ventilatori meccanici, accelerano il movimento dell’aria senza raffreddarla, in questo modo, la temperatura percepita diminuisce dando sollievo,stimolano la sudorazione aumentando il rischio di disidratazione se non si assumono grandi quantità di liquidi. I ventilatori non devono essere orientati direttamente sul corpo . Quando la temperatura interna supera i 32°C , l’uso del ventilatore è sconsigliato perche non efficace a combattere gli effetti del caldo e può dare effetti negativi sulla salute, aumentando la disidratazione.
• Assunzione di liquidi : bere molta acqua mangiare frutta fresca ; gli anziani devono bere anche in assenza dello stimolo della sete.

Le persone sofferenti di epilessia o di patologie cardiache, renali, epatiche o che hanno problemi di ritenzione idrica, devono consultare il medico prima di aumentare l’ingestione di liquidi . E’ buona norma evitare bevande alcoliche o che contengono caffeina , evitare bevande ghiacciate
• Alimentazione e conservazione degli alimenti: evitare pasti pesanti, è meglio consumare pasti leggeri spesso durante la giornata. Le temperature elevate possono agire sulla corretta conservazione dei cibi Si raccomanda pertanto, particolare attenzione alle modalità di conservazione domestica di alimenti deperibili che possono essere fertile terreno di coltura per germi patogeni che possono dare patologie gastroenteriche anche gravi
• Abbigliamento: i vestiti devono essere leggeri e comodi, preferibilmente di fibre naturali ( lino, cotone…) evitare le fibre sintetiche. Se si ha un familiare malato e costretto a letto o un bambino piccolo evitare che non sia troppo coperto. All’aperto indossare cappelli leggeri e di colore chiaro per proteggere la testa dai raggi solari diretti. Proteggere la pelle dalle scottature con creme solari ad alto fattore protettivo
• In auto: non lasciare persone, anche per poco tempo, in macchina, se questa è parcheggiata al sole. Se la macchina è parcheggiata al sole , prima di risalire, aprire gli sportelli, per ventilare l’ abitacolo, iniziare il viaggio con i finestrini aperti per abbassare la temperatura interna. Nei viaggi, se l’auto non è climatizzata evitare le ore più calde , aggiornarsi sulla situazione del traffico per evitare lunghe code sotto il sole . Tenere in macchina una scorta d’acqua. Se la macchina è climatizzata, regolare la temperatura su valori di circa 5° inferiore alla temperatura esterna. Evitare di orientare le bocchette della climatizzazione direttamente sui passeggeri. Durante le soste evitare di mangiare troppo rapidamente e soprattutto bevande alcoliche
• Utilizzo e corretta conservazione dei farmaci: In condizioni di temperatura ambiente elevate bisogna porre attenzione alla corretta conservazione domestica dei farmaci, i principi attivi possono essere alterati dal caldo eccessivo. Nell’utilizzo dei farmaci porre attenzione all’interazione con il caldo che può essere di potenziamento dell’effetto terapeutico o addirittura di effetto farmacologico indiretto es.: gli antiipertensivi vengono potenziati dalla vasodilatazione da caldo , gli antidiabetici diminuiscono il loro effetto vuoi per la disidratazione , vuoi per lo stress provocato dal caldo che produce aumento della produzione di adrenalina.

INDICAZIONI PER I PAZIENTI

• Non tutti i farmaci possono avere effetti collaterali corredabili al cado, per cui bisogna segnalare al medico qualsiasi malessere compaia in seguito all’assunzione di farmaci
• I farmaci che possono potenziare i loro effetti in presenza di alta temperatura, sono quelli impiegati per la terapia di patologie importanti e, in genere vengono usati cronicamente. Si consiglia di non autosospendere la terapia ma di consultare il medico di famiglia per eventuali aggiustamenti
• Leggere le istruzioni per la conservazione dei farmaci; comunque non conservare mai per molto tempo, a temperature superiori ai 30° qualsiasi tipo di farmaco
• Conservare tutti i farmaci nella loro confezione , lontano da fonte di calore e da irradiazione solare diretta
• Durante l’estate conservare in frigorifero anche i prodotti che prevedono una temperatura di conservazione non superiore ai 25°- 30°C

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