Migrante in giro con bici nuova fermato da agenti “Troppo bella, l’hai rubata”

Accuse nei confronti di un diciannovenne senegalese da parte di alcuni agenti della polizia i quali avrebbero fermato il giovane alla stazione Porta Nuova di Torino dicendogli “La tua bici è troppo bella, l’hai rubata? “. In seguito agli accertamenti effettuati sul giovane senegalese e sulla bicicletta il 19enne è stato lasciato andare. Agli agenti quella bicicletta pieghevole e nuova di zecca sembrava troppo bella per poter appartenere ad un giovane senegalese che diceva di esserne il proprietario e per questo motivo lo hanno fermato.

La storia è stata raccontata proprio dal giovane che viene chiamato Cheikh, il quale racconta di essere arrivato in Italia 3 anni fa come minore non accompagnato e ha raccontato come per lui l’integrazione fosse stata facile grazie ad una coppia che lo ha accolto e che gli ha anche permesso di trovare un impiego a Torino. La bicicletta in questione sarebbe stata regalata proprio dalla famiglia adottiva per poter permettere al giovane 19enne di raggiungere il suo posto di lavoro, ma non è di certo la prima volta che questo mezzo attira l’attenzione visto che ogni volta che sale sul treno il giovane riferisce di sentirsi gli occhi puntati addosso.

Il motivo sarebbe quello secondo cui un ragazzo di colore come lui non potrebbe permettersi una bicicletta così  costosa, ma ovviamente si tratta soltanto di un pregiudizio razzista. Pare ci siano cascati anche i tre agenti di polizia in servizio presso la stazione Porta Nuova di Torino, i quali avendo visto il diciannovenne senegalese con questa bici nuova fiammante lo hanno fermato accusandolo praticamente di furto. “Mi hanno detto: di chi è? Non è tua. Di fronte a tutti mi hanno trattato come se avessi ammazzato qualcuno“, ha raccontato il giovane. Cheikh dice di essere ormai abituato a sentirsi chiedere se è quella bicicletta in realtà è la sua o se l’abbia rubata.

Intervenuta sulla questione anche la madre adottiva ovvero quella donna che ospita il diciannovenne, dichiarando che purtroppo non si è trattato di un episodio isolato visto che qualche tempo fa mentre il ragazzo si trovava in treno un giovane bianco è passato e gli ha preso la bicicletta dicendogli se fosse la sua. “Il pregiudizio non può arrivare al punto che un ragazzo con la pelle nera non possa avere una bella bici e che non possa mettersi a correre per prendere il treno”, ha ribadito la signora. “La coppia che mi ospita mi tratta come un figlio ma io resterò nero tutta la vita”, ha aggiunto il giovane. Per tutte queste ragioni il giovane è costretto a viaggiare con lo scontrino della bicicletta in tasca a testimonianza che la bicicletta è di sua proprietà.

One comment

  1. Sull’ignoranza del ‘popolo’ non credo ci sia molto da fare. Invece sul razzismo e i pregiudizi di non pochi ‘tutori dell’ordine’ molto. A cominciare da ben altra formazione professionale e rispetto dei cittadini, semplicemente rispettando leggi e normative per primi.

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