Migranti, ennesima tragedia nel Canale di Sicilia: annegati in 20, sui loro corpi i segni della guerra

Nuova strage nel Mediterraneo in un weekend di Pasqua che ha visto circa 7 mila migranti salvati in una cinquantina di interventi di soccorso coordinati dalla Guardia costiera. Non si arresta, dunque, il flusso migratorio nel Canale di Sicilia, favorito dalle buone condizioni del mare. Nella giornata di ieri, come abbiamo anticipato, si è registrata l’ennesima tragedia nel Canale di Sicilia, dove un gommone si è sgonfiato al largo della Libia; nel corso della giornata ben sette cadaveri sono stati recuperati grazie all’intervento delle navi delle Ong Moas e Whatch the Med e altri corpi sono in mare. Almeno una ventina di migranti che cercavano di raggiungere l’Europa sono morti annegati nel Mediterraneo al largo delle coste della Libia; i corpi sono stati recuperati dalle navi delle ong Moas e Watch The Med; dalla serata di sabato Phoeniz, la nave di Moas è circondata da 7 gommoni e 2 barche di legno in difficoltà carichi di persone.

Oltre 400 persone sono state recuperate a bordo ma purtroppo altre 1000 sono ancora ammassate su imbarcazioni precarie, è questo sapere dalla Ong. “Immagina di portare il corpo senza vita di un bambino di 8 anni nella tua casa a Pasqua. Non dimenticherò mai questo giorno”, ha scritto su twitter Chris Catrambone. In questo weekend, altri due sbarchi si sono registrati in provincia di Reggio Calabria, nel porto del capoluogo alle ore 7,30 di ieri è giunta la nave Nos Prudence di Medici senza frontiere, con a bordo 649 migranti. “Sono migranti che abbiamo salvato due giorni fa, a Nord delle coste della Libia. Molti di loro presentavano segni di tortura e delle sofferenze subite in Libia o durante il tragitto. Per la prima volta cominciamo a vedere anche i segni delle guerre: feriti da arma da fuoco e segni di maltrattamenti e torture”, ha raccontato Michele Trainiti, responsabile del soccorso e della ricerca in mare di Medici senza frontiere.

Sono, invece, 851 i migranti sbarcati fra la giornata di sabato e ieri mattina, a Lampedusa; i barconi sono stati soccorsi dalla nave Chimera della Marina Militare Italiana.“Molti di loro  ha presentavano segni di tortura e delle sofferenze subite in Libia o durante il tragitto. Per la prima volta cominciamo a vedere anche i segni delle guerre: feriti da arma da fuoco e segni di maltrattamenti e torture”, raccontato Michele Trainiti, responsabile del soccorso e della ricerca in mare di Medici senza frontiere. Proprio nella giornata di ieri, Papa Francesco nel messaggio Urbi ed Orbi di Pasqua ha ricordato i migranti forzati che fuggono da fame, guerre e terrorismo, insieme alle vittime di antiche e nuove schiavitù, i bambini sfruttati, i conflitti che insanguinano il mondo, che bisogna avere il coraggio di arginare fermando anche il traffico di armi.

Alle ore 8.30 di ieri, invece, è arrivata al porto di Reggio Calabria la nave Vos Prudenxe di Medici senza Frontiera, con a bordo 649 migranti salvati nei giorni scorsi, di cui 581 uomini, 63 donne e cinque bambini. Ad attendere i migranti la consueta macchina organizzativa messa in moto dalla Prefettura e le associazioni di volontariato; al porto erano presenti anche il sindaco Giuseppe Falcomatà, gli assessori Giuseppe Marino e Lucia Anita Nucera, l’arcivescono di Reggio Calabria, Mons.Giuseppe Fiorini Morosini e Luciano Gerardis, il Presidente della Corte d’Appello di Reggio Calabria.

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