Migranti, nave dell’Ong tedesca sequestrata per “Accordi coi trafficanti”

La Procura di Trapani, nella giornata di ieri con le ipotesi di reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, ha chiesto ed ottenuto dal gip Emanuele Cosimo il sequestro della Iuventa, ovvero la nave della ONG tedesca fermata nella serata di martedì da motovedetta della Guardia Costiera e condotta nel porto di Lampedusa per alcuni accertamenti.

Secondo quanto riferito dal procuratore aggiunto di Trapani Ambrogio Cartosio, il sequestro non c’entrerebbe nulla con il fatto che la ONG non abbia sottoscritto il codice di condotta. Lo stesso, ha aggiunto che è stato accertato che se pure questa imbarcazione in qualche caso intervenga per salvare le vite umane, in più casi invece queste azioni non avvengono a fronte della sussistenza di un imminente pericolo di vita e i migranti vengono scortati dai trafficanti libici e consegnati non lontano dalle cose dell’equipaggio, che li prendono a bordo della Iuventa.

“Non si tratta dunque di migranti ‘salvati’, ma recuperati, potremmo dire consegnati. E poichè la nave della Ong ha ridotte dimensioni, questa poi provvede a trasbordarli presso altre unità di Ong e militari”, è questo quanto aggiunto Cartosio. Il provvedimento del gip di Trapani Emanuele Cersosimo su richiesta del sostituto procuratore Andrea Tarondo e pare che le indagini siano state avviate nel ottobre del 2016 e le avrebbero consentito di raccogliere elementi indiziari in ordine all’utilizzo delle motonave Iuventa, per condotte di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina; nello specifico, il natante veniva utilizzato nel soccorso di migranti in prossimità delle coste libiche e dal loro trasbordo su altre navi, sempre in acque internazionali fermo e permanendo abitualmente nel mare libico in prossimità delle acque territoriali del paese africano.

Il procuratore aggiunto Ambrogio Cartosio ha spiegato che sarebbero stati documentati incontri tra trafficanti di migranti e membri dell’equipaggio della Iuventa e nello specifico pare che si indaghi su tre episodi specifici, anche se ce ne sarebbero tanti altri che fanno ritenere come abituale la condotta dell’equipaggio in ordine al reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina ma non quello dell’associazione a delinquere, perché si parla soltanto di accordi in ordine a questi episodi.

Dunque, quella di ieri non è stato soltanto un semplice controllo in mare ma una svolta nell’ambito dell’inchiesta condotta nelle riserva più assoluta da Ambrogio Cartosio e Andrea Tarondo che dallo scorso ottobre del 2016 indagano su presunti rapporti tra i componenti dell’equipaggio di una nave umanitaria e alcuni presunti scafisti, che è stata portata avanti per mesi dagli investigatori della Squadra Mobile di Trapani.  La nave pare abbia iniziato le sue attività di soccorso il 30 giugno dello scorso anno e si tratta di un progetto nato per volontà di un gruppo di giovani berlinesi di età compresa tra i 20 ed i 30 anni che hanno fondato la ONG.

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