Migranti, un altro dramma nel Canale di Sicilia: 34 morti, anche bambini

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Tra le vittime anche un numero imprecisato di bambini, “forse una decina”, secondo quanto si è appreso in forma ufficiosa da fonti dei soccorritori.

La Guardia Costiera fa sapere anche di circa 1800 i migranti tratti in salvo nel Mediterraneo Centrale, in 10 distinte operazioni di soccorso coordinate.

Il barcone che si è capovolto in acqua, non si sa se per un’onda o per lo spostamento di persone a bordo, trasportava circa 500 persone.

Il bilancio non è ufficiale. All’intervento di soccorso partecipano la nave Fiorillo della Guardia costiera, un’unità della ong Moas (coinvolta nelle recenti polemiche sulle ong nel Mediterraneo) e un rimorchiatore. Hanno, inoltre, tratto in salvo tra scene di disperazione i superstiti che urlavano in mare ed hanno, infine, preso a bordo le altre persone che erano rimaste sul barcone. Per la ricerca dei dispersi la Guardia Costiera ha elevato il numero delle navi presenti sul posto. Almeno duecento migranti sarebbero caduti in mare in seguito al naufragio, altri duecento sarebbero stati subito soccorsi e salvati. Il dramma è avvenuto al largo del porto libico di Zuara, provocato dal ribaltamento di un barcone. “Trentaquattro, invece, i corpi senza vita recuperati in mare dai soccorritori”. “I migranti si trovavano a bordo di 4 gommoni e 6 unità in legno – precisa il comunicato -“. Trenta dei 31 cadaveri sono stati trasferiti a bordo di nave Fenix, uno su nave Fiorillo.

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