Milano, Sgozza la moglie poi va a giocare alle slot machine

Trovato l’omicida della donna trovata senza vita nella giornata di domenica a Milano, all’interno del proprio appartamento sito in via Coronelli 11, con un profondo taglio alla gola. A lanciare l’allarme era stato il marito e sin dal primo momento, gli investigatori avevano ipotizzato si potesse trattare di un omicidio, ma mancava sia l’assassino che l’arma del delitto. Non ci è voluto molto a trovare sia l’uno che l’altra, e nella notte tra domenica e lunedì è stato, infatti, arrestato Luigi Messina, ovvero il marito di Rosanna Belvisi, la vittima; è stato l’uomo, dunque, ad uccidere la donna, omicidio confessato nella notte, dopo un pressante interrogatorio davanti al Pm Gaetano Ruta, al procuratore aggiunto Alberto Nobili e agli agenti della Squadra Mobile durante il quale, erano già emerse delle contraddizioni. “Sono rientrato a casa. La porta era aperta. Mia moglie è stata sgozzata”, con queste parole il marito della vittima aveva lanciato l’allarme. L’uomo ha raccontato di avere ucciso la moglie a seguito di una lite per motivi di gelosia, lite provocata dalla vittima la quale aveva scoperto che il marito l’aveva tradita con una donna, relazione dalla quale era anche nato un figlio tre anni fa. A seguito della lite, secondo quanto riferito dal marito, la donna avrebbe tentato di colpirlo con il ferro da stiro e lui si sarebbe difeso colpendola con oltre 23 coltellate.

Ieri mattina mia moglie ha iniziato a rinfacciarmi di avere una relazione extraconiugale e ha tentato di colpirmi con un ferro da stiro. Io ho afferrato un coltello e l’ho colpita”, ha raccontato Luigi Messina nel corso dell’interrogatorio dove ha tentato di giustificarsi in tutti i modi possibili, facendo apparire l’omicidio come una conseguenza dell’aggressione della moglie. Secondo quanto è emerso dall’interrogatorio, pare che il marito dopo aver ucciso la moglie, sia uscito trascorrendo tre ore facendo la spesa, comprando dolci e giocando alle slot machine, cercando praticamente di costruirsi un alibi, peccato che la sua versione non ha retto ed alla fine ha confessato l’omicidio. Secondo quanto riferito dal capo della Squadra Mobile, Lorenzo Bucossi, alcuni mesi fa, come già abbiamo anticipato, la vittima aveva scoperto che il marito avesse un’amante con cui ha fatto un figlio che adesso ha tre anni, e la lite di domenica pare sia nata proprio per questo motivo.

“L’omicidio è la conclusione di venti anni di violenze. Ci risulta che già nel 1995 la donna sia stata accoltellata alla schiena in casa e anche in quell’ occasione Messina ha raccontato di aver trovato la moglie ferita rientrando nell’abitazione. Quella volta Belvisi riportò una prognosi di 10 giorni. A novembre, inoltre, le forze dell’ordine sono intervenute due volte per maltrattamenti. La picchiava anche con il bastone della scopa”, ha aggiunto ancora il Capo della Squadra mobile Lorenzo Bucossi.

Ha giocato alle slot machine, ha fatto la spesa, ha comprato dei dolci in pasticceria e ha parlato con alcune persone della zona per costruirsi un alibi. Così Luigi Messina ha “riempito” le ore dopo l’omicidio della moglie, Rosanna Belvisi, uccisa a coltellate nel suo appartamento in zona Lorenteggio, a Milano. L’omicidio è avvenuto intorno alle 11 del mattino, ma l’uomo ha dato l’allarme solo intorno alle 15. E dopo aver negato il suo coinvolgimento, al termine di un lungo interrogatorio, ha confessato.

Un delitto maturato all’interno di un rapporto di coppia da sempre caratterizzato da continue violenze. La vittima aveva qualche mese fa scoperto che il marito intratteneva da anni una relazione extraconiugale, dalla quale era nato anche un figlio. Ma è poi emerso che l’uomo aveva cercato di ucciderla già nel ’95, quando l’aveva accoltellata alla schiena, e anche in quell’occasione aveva raccontato che qualcuno era entrato in casa e aveva fatto del male alla moglie. Quella volta però Rosanna Belvisi, se l’era cavata con dieci giorni di prognosi.

Come detto, le violenze e i maltrattamenti andavano avanti da almeno vent’anni. Il 5 novembre scorso polizia e carabinieri erano intervenuti per una chiamata d’emergenza dopo una lite in cui lui l’aveva picchiata per l’ennesima volta. E sempre per motivi futili: Messina ha raccontato che le rimproverava di usare troppo i social, mentre lei era gelosa delle sue relazioni extraconiugali. Uno di quei rapporti in cui vittima e carnefice non riescono a separarsi. Lei non l’aveva mai lasciato. Una scelta che le è costata la vita.

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