Milano shock, primario arrestato: “Rotto femore a vecchietta per allenarmi”

“Senti una cosa – chiede al medico Maria Grazia C. – com’e’ andato il femore.spugnoso che si e’ rotto?”. A sponsorizzare il medico sarebbero state le multinazionali Johnson & Johnson e B. Braun che, in cambio di favori, viaggi all’estero, inviti a programmi televisivi e contratti di consulenza, riuscivano a ‘piazzare’ le loro protesi in ospedale. “Oggi ho fatto una vecchietta per allenarmi no!”. L’uomo è stato arrestato con l’accusa di corruzione e turbativa d’asta e risulta indagato per lesioni. Cosi’ in una conversazione intercettata Norberto Confalonieri, il primario del ‘Gaetano Pini’ giustificava col suo interlocutore la tecnica utilizzata per operare un’anziana paziente di 78 anni.

“Invece dei punti le ho messo una cerniera, così la apro più facile”. E’ quanto si legge nell’ordinanza di custodia cautelare. In un’altra telefonata domanda un posto letto per l’anziana: “Ho bisogno di un posto letto per domani se riesci a farlo perché ho rotto un femore a una paziente della San Camillo e devo rifarlo se riesci a farmi anche una stanza singola”. Le protesi di cui si parla sono quelle che non entravano nei parametri, ma sarebbero state acquistate lo stesso servendosi pure di altri collaboratori. Uno racconta che fu operata una disabile ad alto rischio-vita: “Dopo aver discusso con lo staff si è deciso un intervento di minore impatto visti i solleciti di Confalonieri e della madre della paziente“, che morì per insufficienza respiratoria dopo l’operazione.

Indagini anche su danni fisici pazienti – Il procuratore di Milano Francesco Greco, in un comunicato, ha dichiarato che sono “in corso ulteriori attività investigative al fine di definire eventuali responsabilità del chirurgo in relazione a taluni interventi conclusi con danni fisici per i pazienti“. Anche nei suoi rapporti con altra multinazionale il primario avrebbe ricevuto poi “bonifici”, ma anche il pagamento di cene “per 30 invitati” e “due cravatte Marinella per due invitati”. Così come emerge dalle intercettazioni, tuttavia, scrive ancora il gip, “il modus operandi di Confalonieri sembra porsi in netto contrasto con i principi di etica medica”. Stando a queste parole, l’operazione era stata eseguita nella struttura pubblica ‘Gaetano Pini’ come “allenamento” in vista di un altro intervento, con la stessa tecnica, da svolgersi nella casa di cura San Camillo dove Confalonieri lavora in regime privato.

Il primario arrestato: «Sono innocente frasi fuori contesto»

«Sono innocente, gli stralci delle intercettazioni riportate dai media sono parziali e fuorvianti». Queste le parole del primario milanese al Cto-Pini, Norberto Confalonieri, agli arresti domiciliari da giovedì scorso con le accuse di corruzione e turbativa e indagato per lesioni, fatta attraverso il suo avvocato Ivana Anomali. Il noto ortopedico, secondo i pm, veniva pagato per favorire due multinazionali produttrici di protesi ottenendo dei benefici per lui e la sua famiglia. Nelle intercettazioni la ricostruzione dei fatti secondo chi indaga, che lui respinge «in to- to», dice ancora Confalonieri.

Mentre, in merito alle frasi riportate dai media «si intende precisare che gli stralci delle intercettazioni sono parziali e fuorvianti in quanto lette al di fuori del contesto». Gli inquirenti milanesi titolari dell’inchiesta, intanto, hanno disposto il sequestro delle cartelle cliniche di 62 pazienti operati dal chirurgo ortopedico. L’acquisizione delle cartelle da parte del Nucleo Tributario della Guardia di Finanza, è cominciata giovedì ed è finita ieri. Il gip Teresa De Pascale aveva respinto la richiesta di mettere in carcere l’ortopedico anche per le presunte lesioni ai pazienti spiegando che sui «danni fisici» causati dal medico, al momento, mancano i «gravi indizi». Nei prossimi giorni verranno sentiti i pazienti le cui cartelle cliniche sono state sequestrate. «Stiamo collaborando con la magistratura fornendo tutta la documentazione necessaria. E se si dovesse arrivare al rinvio in giudizio, noi saremo parte civile», ha nel frattempo fatto sapere Giulio Gallera, assessore alla Sanità della Regione Lombardia.

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