Milano, smantellata baby gang definita “Arancia meccanica”: 12 rapine violente, 4 i minori arrestati

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È stata chiamata “Arancia Meccanica” l’indagine portata avanti dal commissariato di Quarto Oggiaro sulle baby gang accusata di sostituzione di persona, lesioni, furti, ricettazione e almeno 12 rapine commesse tra il mese di aprile e giugno.

Ad essere arrestati sono stati quattro ragazzi italiani dai 15 ai 17 anni, due dei quali di origine albanese ed egiziana, tutti con famiglie definite disastrate, i quali avevano anche dei piccoli precedenti penali ed erano noti danni alle forze dell’ordine perché in alcune occasioni autori di bullismo nelle parrocchie. Secondo quanto riferito dagli inquirenti, sembra che i giovani da aprile a giugno abbiano messo a segno alcune rapine, circa 12 e così dopo alcuni mesi di indagini, la polizia ha sgominato una delle più violente baby gang del quartiere Quarto Oggiaro di Milano e come abbiamo detto, sono tutti minorenni arrestati dagli agenti del commissariato di zona e adesso reclusi presso l’Istituto Beccaria.

Per la violenza con cui si scagliavano contro le vittime, gli investigatori hanno affermato che la banda ricorda il celebre film “Arancia Meccanica”; come già detto in diverse occasioni si tratta tutti i minori di età compresa tra i 14 ed i 16 anni, tutti i cittadini italiani e due di origine straniera, ovvero un quindicenne romeno e un sedicenne egiziano. La segnalazione pare sia arrivata ad alcuni parroci che avevano registrato episodi di bullismo nei confronti di alcuni ragazzini. Poi ci sarebbe stata un’escalation, ovvero quattro ragazzini dal commettere numerose rapine con tanto di atti di violenza nei confronti elle vittime, sono passati  a diffondere  davvero di terrore nel quartiere.

Dai 3 mila ai 5 mila euro è questo il valore dei colpi, ma gli oggetti che preferivano rubare erano tablet e smartphone costosi, oggetti che poi ripristinavano e utilizzavano oppure rivendevano. Nei due mesi i ragazzini hanno avuto il tempo di rapinare tabaccherie, sala scommesse, negozi, passanti e perfino un albergo ovvero il Milan Suite Hotel di via Varesina, e non esitavano ad utilizzare la violenza per ottenere il loro obiettivo; erano soliti irrompere nei negozi con il volto coperto da un passamontagna, e con armi a salve, e nello specifico due pistole, una carabina di precisione ed un fucile a pompa.

In un’occasione una commessa pare sia stata colpita col calcio della pistola sulla testa, e la donna pare abbia perso molto sangue ed ha avuto una decina di punti di sutura. “Quando li abbiamo arrestati si sono fatti forza dicendo ‘ora andiamo a fare casino al Beccarià. Gli episodi che abbiamo registrato dimostrano un disvalore sociale enorme. Anche il gip ha sottolineato la loro efferatezza e violenza”, è questo quanto raccontato da Antonio D’Urso, dirigente del commissariato.

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