Miracolo della vita: Bimba prematura stringe la mano dell’infermiera: la foto diventa virale

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La cosa particolare è che, nonostante fosse debolissima, ha avuto la forza di stringere la mano all’infermiera che si è presa cura di lei. Quando è nata pesava meno di un chilo ed il suo corpicino di appena 26 settimane rischiava seriamente di non farcela.

Un’immagine di tenerezza e attaccamento alla vita sta facendo il giro del mondo.

In fondo se prendiamo un centimetro e misuriamo la nostra circonferenza cranica, il risultato è deludente, pochissima massa celebrale che pensa di sapere tutto e di comandare su tutto, anche su madre natura che non ha bisogno certo di chiedere permesso, quando irrompe così nelle vite di tante belle famiglie, che ogni giorno lottano per i propri figli in qualunque condizione si trovino. I ricercatori riportano che questi bambini hanno ridotto l’iperattività, l’assenteismo a scuola, erano meno aggressivi e più socievoli rispetto al gruppo di controllo. La foto è stata scattata prima che l’ospedale inserisse l’obbligo di indossare guanti durante controlli di routine come il cambio di pannolino per prevenire infezioni.

Quest’immagine me la ricorda, racconta proprio questo e il fatto che faccia il giro del web, spiega molto di noi, delle nostre speranze prima che delle nostre paure: puntare sul bello e sul buono e non smettere mai di crederlo possibile.

La piccola in questione era ricoverata in un ospedale degli Stati Uniti in terapia intensiva, lottava per la vita tenendo la mano di appena due cm sopra quella dell’infermiera che le si era avvicinata per il cambio del pannolino.
La foto è stata postata su Figure 1, una piattaforma online dove medici, infermieri e studenti di medicina si scambiano opinione e trovano nuove motivazioni ogni giorno.
“Le stavo cambiando il pannolino e lei si è aggrappata alla mia mano. Mi sono dovuta fermare e lasciare che mi toccasse. Il contatto umano è molto importante, soprattutto per i nati prematuri”, racconta l’infermiera.
Certo oggi c’è l’obbligo di utilizzare i guanti durante i controlli e questo, dice l’infermiera, la rende “triste perché questi bambini hanno davvero bisogno del contatto umano”.

In effetti numerosi studi hanno dimostrato che il contatto fisico è davvero fondamentale per permettere al neonato (a maggior ragione quando la nascita è avvenuta in modo prematuro) un corretto sviluppo fisico e psicologico.

Cos’è la nascita prematura?

Molti studi confermano infatti che il contatto fisico è cruciale per lo sviluppo fisico e psicologico del bambino. Una ricerca che ha seguito oltre 250 bambini prematuri e pubblicata su Pediatrics lo scorso dicembre ha rivelato che i neonati che hanno avuto contatto fisico hanno mostrato benefici fino a 20 anni dopo, riducendo l’iperattività, l’assenteismo a scuola e l’aggressività.
Anche perché il contatto fisico mostra i suoi benefici anche negli operatori ospedalieri non solo nella bambina. E’ uno scambio gratuito, di quelli che cambiano la vita tanto da far dire all’infermiera: “I bambini prematuri sono la definizione di un miracolo”. Per tutti.
Definizione La durata di una gravidanza umana fino al termine completo è di 40 settimane. Il parto che avviene prima di 37 settimane complete di gravidanza è considerato pretermine, indipendentemente dal peso alla nascita (Organizzazione mondiale della sanità). Sebbene tutte le nascite che si verificano prima di 37 settimane di gestazione siano definite pretermine, la maggior parte dei danni e dei decessi si ha nei neonati partoriti prima della 34a settimana ; pertanto è spesso conveniente considerare la nascita pretermine come suddivisa in sottogruppi, quali estremamente pretermine, molto pretermine, moderatamente pretermine e, talvolta, quasi a termine. • Pretermine, nascita tra la 23a e la 37a settimana • Quasi a termine, nascita tra la 34a e la 36a settimana • Moderatamente pretermine, nascita tra la 32a e la 34a settimana • Molto pretermine, prima della 32a settimana • Estremamente pretermine, prima della 28a settimana La nascita pretermine può essere spontanea o iatrogena (indotta dal medico). Circa il 20% di tutti i parti pretermine è di origine iatrogena. In questi casi, il medico ha stabilito la necessità di un parto pretermine a causa di gravi complicazioni per la madre o il feto, quali pre-eclampsia (PE) grave o ritardo di crescita intrauterina (IUGR), pertanto il travaglio viene indotto farmacologicamente o viene praticato un parto cesareo. Nascita pretermine spontanea Secondo le categorie classiche, la nascita pretermine spontanea è associata a travaglio pretermine o rottura pretermine prematura delle membrane fetali. Per travaglio pretermine si intende il travaglio (contrazioni regolari e maturazione cervicale) che ha inizio prima di 37 settimane complete di gestazione, con o senza membrane fetali intatte. Per PPROM si intende la rottura delle membrane fetali prima di 37 settimane di gestazione; molto spesso induce la nascita pretermine. La nascita pretermine spontanea è un problema di sanità pubblica serio e comune. Nel resto di questo opuscolo, a meno che venga fatta una distinzione specifica, per nascita pretermine si intende il fenomeno spontaneo.
Basso peso alla nascita Un bambino nato sottopeso (LBW) pesa meno di 2.500 grammi al momento del parto, indipendentemente dall’età gestazionale alla nascita. Questo significa che i bambini nati sottopeso non sono necessariamente nati prematuramente, sebbene esista un’ovvia associazione tra il peso alla nascita e la prematurità (figura 2). Nei paesi sviluppati, la maggior parte dei bambini nati sottopeso è pretermine. Nei paesi in via di sviluppo, la percentuale di bambini nati sottopeso è superiore a causa della maggiore prevalenza di malnutrizione. I bassi pesi alla nascita possono essere inoltre suddivisi in ulteriori categorie: peso molto basso alla nascita (VLBW) e peso estremamente basso alla nascita (ELBW). • Basso peso alla nascita, meno di 2.500 g • Peso molto basso alla nascita, meno di 1.500 g • Peso estremamente basso alla nascita, meno di 1.000 g I bambini nati sottopeso comprendono quelli nati pretermine e quelli la cui crescita è stata compromessa nell’utero. Un bambino il cui peso sia significativamente inferiore alla norma per la popolazione è detto sottopeso per l’età gestazionale (SGA). Il livello di soglia è in genere un peso inferiore al 10° percentile per l’età gestazionale. Un bambino SGA è quindi più piccolo del 90% di tutti gli altri bambini della stessa età gestazionale. In alcune pubblicazioni, la definizione di SGA si basa sulla lunghezza anziché sul peso. Sono stati inoltre applicati livelli di soglia alternativi, quali il 5° o il 3° percentile per l’età gestazionale. La causa dell’SGA può essere patologica o non patologica. Il ritardo di crescita intrauterina (IUGR) è una mancanza di normale crescita fetale ed è causato da più effetti avversi sul feto, che prevengono la realizzazione del potenziale di crescita normale. IUGR e SGA sono termini correlati, ma non sono sinonimi. Non tutti i neonati IUGR sono sufficientemente piccoli da soddisfare i criteri di SGA e non tutti i neonati SGA sono piccoli a seguito di un processo di ritardo di crescita per cui sarebbe appropriato il termine IUGR.
Tasso di nascite pretermine La nascita prematura avviene in una gravidanza su dieci. Nel mondo si verificano circa 13 milioni di nascite pretermine ogni anno. L’incidenza è di circa l’11% nel Nord America, circa il 5,6% in Oceania e circa il 5,8% in Europa (tabella 1) [5]. Negli Stati Uniti nasce mediamente un bambino pretermine al minuto. Dal 1990, per motivi non completamente chiari, il tasso di nascite pretermine a livello mondiale è aumentato di circa il 14%. L’aumento nell’ultimo decennio potrebbe essere in parte spiegato dall’incremento di nascite pretermine iatrogene, dalla rianimazione sempre più aggressiva dei bambini molto pretermine, dall’aumento dell’età della madre, da tassi maggiori di tecnologie di riproduzione assistita (ART) e da gestazioni multiple correlate a queste tecnologie. Anche le gravidanze singole dopo la fertilizzazione in vitro sono a maggior rischio di nascita pretermine . Questo aumento è piuttosto allarmante, considerando che la nascita pretermine è associata a un rischio significativo di patologia e decesso nel neonato. I tassi di parto pretermine non sono distribuiti in modo uniforme tra le donne fertili. È stato osservato che negli Stati Uniti la prevalenza di nascita pretermine è doppia nelle donne afro-americane rispetto a quelle caucasiche o ispaniche. Negli Stati Uniti e nel Regno Unito, i tassi di nascite pretermine rientrano in un intervallo compreso tra il 16 e il 18% per le donne nere e tra il 5 e il 9% per le donne bianche. Le donne nere mostrano inoltre una probabilità da tre a quattro volte superiore di incorrere in una nascita molto pretermine rispetto alle donne di altri gruppi etnici . Tra l’altro, le cause delle nascite pretermine differiscono in base al gruppo etnico. La nascita pretermine nelle donne bianche è causata molto comunemente dal travaglio pretermine, mentre la PPROM è la causa più frequente per le donne nere .
Motivi di preoccupazione La nascita pretermine è un problema sanitario serio, associato a un rischio significativo di patologia e decesso nel neonato. Nel 2001, la nascita pretermine ha superato i difetti alla nascita come causa principale di decesso neonatale. I miglioramenti delle cure neonatali hanno portato a una maggiore sopravvivenza dei neonati molto prematuri, ma i bambini prematuri sono ancora a rischio elevato di effetti avversi per la salute e problemi di sviluppo rispetto ai neonati a termine. Questi rischi aumentano col diminuire dell’età gestazionale (figura 3). Secondo uno studio recente, la sopravvivenza neonatale era significativamente inferiore quando la causa della nascita pretermine era la PPROM rispetto ai casi di travaglio pretermine e parto iatrogeno
L’impatto emotivo su una famiglia che si trova ad affrontare questo problema è enorme. In molti casi il bambino viene ricoverato in un ospedale lontano dall’abitazione della famiglia e genitori e fratelli sono in notevole apprensione per l’incertezza sulla sopravvivenza e il recupero completo del bambino. I bambini prematuri sono a maggior rischio di complicazioni sanitarie neonatali e disabilità permanenti, quali ritardo mentale, paralisi cerebrale, problemi polmonari e gastrointestinali, perdita della vista e dell’udito. I bambini nati poche settimane in anticipo incorrono inoltre in una probabilità sei volte maggiore di morire nella prima settimana di vita rispetto ai bambini nati a termine e tre volte maggiore di morire prima del primo anno di vita. Nel lungo periodo, i bambini nati prematuramente sono soggetti a un maggior rischio di malattia cardiovascolare, ipertensione e diabete da adulti e a un possibile aumento del rischio di sviluppare neoplasia. Le complicazioni mediche associate alla prematurità preannunciano inoltre futuri problemi nella sfera dell’istruzione e dell’occupazione, che si protraggono fino alla fine dell’infanzia e oltre. In uno studio svedese si è osservato che la nascita pretermine è associata a una minore probabilità di completare l’istruzione universitaria e a un minore salario netto.
Costo della condizione La nascita pretermine è associata a un notevole ricorso alle risorse sanitarie. Il suo costo economico non è stato ben definito, ma i dati emergenti sono allarmanti. I costi di una nascita pretermine non sono solo quelli sostenuti mentre il bambino si trova nell’unità di terapia intensiva neonatale dell’ospedale. Altri problemi sanitari che si sviluppano in questa fase possono persistere per anni. Recentemente è stato stimato che i neonati pretermine/nati sottopeso negli Stati Uniti sono responsabili della metà dei costi di ospedalizzazione neonatale e di un quarto dei costi pediatrici. Questo suggerisce che la prevenzione della nascita pretermine potrebbe consentire importanti risparmi economici nella cura di pazienti neonatali e pediatrici . Studi condotti nel Regno Unito e in Irlanda mostrano che i costi complessivi dei ricoveri ospedalieri sostenuti durante i primi 10 anni di vita sono superiori al doppio nei neonati pretermine rispetto ai bambini nati a termine.
È stato previsto che si osserveranno differenze di costi ancora maggiori in età successive, in particolare nel gruppo di neonati estremamente pretermine. Le esigenze di istruzione ed occupazione sempre più complesse della nostra società stanno esacerbando i problemi cronici associati alla nascita pretermine . Uno studio condotto in Norvegia ha mostrato che la nascita molto pretermine è associata a un rischio significativamente maggiore di mortalità durante l’infanzia, in particolare nei soggetti di sesso maschile, a minori prestazioni riproduttive nelle età successive per entrambi i sessi e a un maggiore rischio di prole pretermine nelle donne nate pretermine. Rispetto alle nascite a termine, quelle premature sono associate a costi significativamente maggiori. • Costi per il parto • Costi di intervento precoce • Costi di istruzione speciale • Riabilitazione degli handicap fisici • Assistenza sanitaria cronica • Sostegno della famiglia • Costi relativi alla perdita di produttività del nucleo familiare associati a paralisi cerebrale, ritardo mentale e deficit dell’udito. Prevedibilmente, i costi associati ai neonati pretermine dipendono dall’età gestazionale. I costi maggiori per caso si devono sostenere in genere nei gruppi molto pretermine ed estremamente pretermine, ma l’aumento dei costi annui complessivi per l’assistenza medica per il grande numero di bambini nati tra la 28a e la 32a settimana corrisponde a circa l’80% dei costi complessivi per i bambini nati prima delle 28 settimane. La perdita di potenziale umano è incalcolabile. Sapere comune sulla nascita pretermine Uno studio condotto nel 2002 negli Stati Uniti ha rivelato la presenza di numerosi equivoci sulla nascita pretermine tra gli adulti. Sebbene quasi un bambino su otto nasca prematuramente, la maggior parte degli adulti statunitensi non considera la prematurità un problema di sanità pubblica serio. Nonostante l’eziologia possa essere stabilita solo nella metà delle nascite pretermine spontanee, il grande pubblico le attribuisce perlopiù al comportamento prenatale della madre. Le percezioni errate sono predominanti e, se non vengono corrette, possono impedire le iniziative future di ricerca e prevenzione.  Il grande pubblico e gli operatori sanitari devono sapere che non è ancora nota l’origine dell’insorgenza spontanea del travaglio nella donna e che questo aspetto rende difficile la prevenzione e la gestione del travaglio pretermine. Esiste la necessità di condurre altre ricerche cliniche e di laboratorio sul travaglio pretermine e la pressione dell’opinione pubblica potrebbe permettere di convincere i governi e le organizzazioni di ricerca a impiegare più risorse in quest’area .

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