Misericordia, smantellata la cosca Arena che controllava il centro profughi di Crotone: guadagnavano 100 milioni

Grande operazione di polizia conclusasi nella giornata di ieri nel nostro paese che ha portato allo smantellamento della cosca Arena di Isola Capo Rizzuto. Ben 68 persone sono state fermate nel corso della giornata di ieri su disposizione della Dda di Catanzaro; secondo quanto riferito la cosca Arena controllava ai fini di lucro la gestione del centro di accoglienza per migranti di Isola. Nello specifico, il generale dei Carabinieri, Comandante del Ros ovvero Raggruppamento operativo speciale, Giuseppe Governale che ha condotto l’indagine coordinata dal Procuratore di Catanzaro, Nicola Gratteri, l’ha sintetizzata in questo modo, ovvero: “I centri di accoglienza e la Misericordia erano il bancomat della mafia“.Tra i fermati del Capo della Misericordia di Isola Capo Rizzuto, Leonardo Sacco ed il parroco dello stesso paese, ovvero Don Edoardo Scordio; secondo quanto è emerso dall’indagine, la Misericordia pare gestisse il Centro di accoglienza richiedenti asilo di Isola, uno dei più grandi d’Europa, che secondo le indagini sarebbe stato controllato dalla cosca

Arena. I due, ovvero il capo della Misericordia ed il parroco Don Edoardo Scordio, sono accusati di associazione mafiosa, oltre ai vari reati finanziari e di diversi casi di malversazione, reati aggravati dalle finalità mafiose. Nello specifico Don Edoardo Scordio, che ha fondato la Misericordia di Isola, quasi trent’anni fa, soltanto nel 2007 ha ricevuto 137 mila euro per l’assistenza spirituale ai migranti, ed è stato individuato come la figura chiave del saccheggio di fondi europei. Si tratterebbe di un sacerdote di Rosminiani, ovvero una famiglia religiosa di diritto pontificio. Il flusso di denaro pubblico percepito dalle imprese riconducibili alla cosca nell’arco temporale 2006 – 2015 per la gestione del Cara di Isola sarebbe stato pari a 103 milioni di euro, dei quali almeno 36 utilizzati per finalità’ diverse da quelle previste, quelle cioe’ di assicurare il vitto ai migranti ospiti nel centro, e riversati invece, nella disponibilità’ della cosca.

La cosca Arena tramite il governatore della Fraternità di Misericordia Leonardo Sacco era riuscita ad aggiudicarsi gli appalti indetti dalla Prefettura di Crotone per le forniture dei servizi di ristorazione al Centro di accoglienza di Isola Capo Rizzuto e di Lampedusa; gli appalti pare venissero affidati a imprese appositamente costituite dagli Arena e da altre famiglie di ‘ndrangheta per spartirsi i fondi destinati all’accoglienza dei migranti.

La polizia, avrebbe sequestrato beni e proprietà per 84 milioni di euro e 200 mila euro in contanti sono stati ritrovati a casa di un arrestato che per il fisco dichiarava un reddito annuo di 800 euro; gli inquirenti, hanno potuto appurare che Sacco avesse tante fotografie con un gran numero di politici, tra i quali Berlusconi, Renzi, Salvini, Piero Graso e persino Papa Francesco, e il Ministro Alfano. “Il Centro di accoglienza e la Misericordia sono il bancomat della ‘ndrangheta”, ha spiegato ai giornalisti durante la conferenza stampa il generale del Ros Governale.

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