Modificato il Dna di embrioni umani

I ricercatoli americani sono riusciti a modificare il dna umano per prevenire una malattia genetica. La rivoluzione, tutta provette e alambicchi da laboratorio, arriva dagli Stati Uniti dove, per la prima volta nella storia della medicina, è stato letteralmente riparato il gene difettoso che provoca la cardiomiopatia ipertrofica, una malformazione
del muscolo cardiaco responsabile della morte di molti atleti in tutto il mondo.

Tradotto per i non addetti ai lavori significa che gli scienziati a stelle e strisce hanno modificato alcuni embrioni facendoli crescere meno rispetto agli altri: poco più del 72% di questi, ossia 42 su 58, alla fine non presentava la mutazione che provoca malattie cardiovascolari «trasportata dal dna maschile contenuto negli spermatozoi utilizzati
per la loro creazione», come scrive la prestigiosa rivista del settore Nature.

E insomma niente, in un caso su due, seguendo questo trattamento, c’è un miglioramento visibile delle probabilità di risultare sani. Una conquista per la scienza moderna che, parola della responsabile del progetto, la dottoressa Paula Amato dell’università dell’Oregon «potrebbe essere usata per prevenire la trasmissione delle malattie genetiche
nelle generazioni future».

E se i medici di mezzo mondo non nascondono l’entusiasmo di fronte alla scoperta di questa portata, lo studio adesso va approfondito conlo scopo – concludono i ricercatori – di raggiungere il 100% di probabilità. Come a dire: la certezza ancora non c’è, ma siamo sulla buona strada. Anzi, a metà del percorso (medico). «Sono abbastanza convinto che ci siano strumenti che ci consentano di arrivare a tanto», taglia corto il dottor Shoukhrat Mitali- pov, anche lui nel team di luminari che ieri hanno sconvolto (in positivo) la comunità scientifica.

Certo, la possibilità di modificare il corredo genetico dei nasciuturi è un tema che non può essere trattato con superficialità o in poche battute. E infatti tra gli addetti ai lavori il dibattito è ancora aperto. Nessuno, però, oggiparla di «bambini su ordinazione» con caratteristiche fisiche prestabilite e scelte anticipatamente: si tratta semplicemente di «evitare malattie genetiche che possono portare anche alla morte», chiosano i responsabili della ricerca.

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