Molotov contro hotel che ospiterà migranti a Brescia: grave atto intimidatorio

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Due molotov sono state lanciate nel Bresciano all’interno di un albergo destinato ad ospitare i profughi, è questo quanto accaduto nella notte tra venerdì e sabato a Vobarno in provincia di Brescia, all’interno dell’albergo Eureka che al momento rimane chiuso al pubblico.

Panico e paura tra i residenti di Vobarno nel Bresciano in seguito all’atto definito intimidatorio, nel quale per fortuna nessuno è rimasto ferito sebbene le bombe carta abbiano sfondato le finestre devastando il pianobar e innescando un incendio che fortunatamente si è spento in poco tempo. Lo scorso martedì Giuseppe Lancini sindaco del comune bresciano, aveva ricevuto la notizia dell’imminente arrivo dei profughi e così aveva riunito la popolazione di Carpeneda per comunicarlo, ma proprio durante la stessa peraltro molto partecipata, gli animi si erano subito accesi e tra gli abitanti erano pareri contrari e proteste tanto che qualcuno dalle parole è passato ai fatti, lanciando due molotov in quello che doveva essere il nuovo ritrovo dei profughi ovvero l’hotel Eureka.

“Sono notizie che non fanno bene al paese. Le due molotov esplose sono qualcosa di molto brutto. Non mi aspettavo tanto violenza”, ha dichiarato il primo cittadino Giuseppe Lancini te come abbiamo detto aveva annunciato alla sua popolazione l’arrivo di nuovi richiedenti. Lo stesso ha aggiunto di aver parlato con l’agente di Carpeneda e sottolineando che comunque sin da subito pare non avessero reagito molto bene, ma lui pensava di averli tranquillizzati e invece ad oggi si contano i danni all’hotel Eureka chiuso al pubblico da 4 anni e individuato dalla Prefettura di Brescia, come una struttura adatta per affrontare l’ultima emergenza profughi.

Secondo quanto riferito dallo stesso sindaco, sembra che il proprietario dell’Hotel Eureka non fosse d’accordo a ospitare i profughi tanto che aveva dichiarato che qualora fossero arrivati i profughi sarebbero stati ospitati contro la sua volontà, “e vuol dire che la struttura mi è stata requisita in quanto non ho firmato alcun accordo“. Per via di queste dichiarazioni in città molti hanno definito Valerio Ponchiardi, ovvero il proprietario dell’albergo, un leghista della prima ora ma non sembra risultare iscritto al Carroccio nonostante fino a qualche giorno fa, pare sventolassero fuori dall’hotel le bandiere della Repubblica di Venezia. Ritornando all’atto intimidatorio, sembra che le molotov fossero state lanciate da un gruppo di ragazzi, i quali hanno sfondato il vetro antisfondamento con una mazza poi hanno buttato una molotov una tanica di benzina.

“Io ho spento l’incendio, sono rimasto un pò intossicato, ma niente di grave. Me lo aspettavo, sapevo che avrebbero fatto qualcosa perché era da qualche sera che attorno all’albergo giravano persone strane. Io non dormivo, sono andato sul poggiolo e ho visto questi che stavano scappando ma non li ho riconosciuti perché avevano i volti travisati”, ha aggiunto il titolare dell’hotel.

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