Molte donne avvertono dolore durante il rapporto intimo: Come affrontare il problema

Dolore durante il sesso: è la “dispaurenia”. I consigli per fare sesso senza dolori Non è così infrequente che le donne provino dolore durante il sesso. Anzi, capita a una donna su 10. Un disturbo che ha un nome ben preciso: dispareunia, tradotto vuol dire ovvero dolore durante il sesso. Un disagio di cui spesso ci si vergogna, ma basterebbe andare da uno specialista per risolverlo. L’esperto studierà nello specifico il caso della paziente che prova dolore durante il sesso e troverà una soluzione personalizzata. Non esiste infatti una cura univoca. Ad approfondire il tema è un nuovo studio pubblicato su Bjog: An International Journal of Obstetrics and Gynaecology: “Una donna su dieci prova dolore durante e dopo il sesso”.

Sesso “doloroso”: le cause Secondo la rivista scientifica questo dolore durante i rapporti sessuali è causato da diversi fattori, sia fisici che psicologici, può essere legata a malattie veneree, patologie genito-urinarie, infiammazioni croniche o a situazioni traumatiche. Secondo Bjog, la dispareunia si presenta con maggiori probabilità all’inizio e alla fine della vita riproduttiva, cioè tra i 16 e i 24 anni, e durante la menopausa. I dolori possono essere sentiti nella vagina o ancora più profondamente.

Sesso e dolore: differenze tra le donne in base all’età Nelle donne più giovani possono  contare parecchio l’inesperienza e l’ansia con cui ci si avvicina al sesso. In menopausa, al contrario, conta il fatto che la vagina sia meno idratata. La caduta degli estrogeni crea secchezza vaginale, quindi per fare sesso è consigliato usare lubrificanti o creme idratanti genitali.

Sesso doloroso: boom in menopausa Il problema, però, interferisce con la qualità della vita sessuale: molte donne preferiscono evitare i rapporti per non soffrire. Secondo un altro studio, risalente a un paio di anni fa, tra le donne in menopausa la soglia di chi soffre di dispaurenia sale addirittura al 40%.

Dispaurenia, le diverse tipologie di doloreA seconda della sede del dolore, la dispareunia può essere superficiale, se i disturbi sono localizzati nel primo tratto della vagina e compaiono anche ai primi tentativi di penetrazione, oppure profonda, se il dolore è associato alla penetrazione completa.  Non solo. Nei casi di dispaurenia bisognerebbe capire prima di tutto se ci sono infiammazioni o infezioni, se il metodo contraccettivo è quello giusto, se esiste un disagio nel vivere il rapporto sessuale.

Cos’è e come si cura la dispareunia Un’ulteriore causa del problema può essere l’episiotomia, ovvero il taglio del perineo dopo il parto, o ancora l’endometriosi, originata dalla presenza anomala dell’endometrio (il tessuto che riveste la parete interna dell’utero) in altri organi quali ovaie, tube, peritoneo, vagina, intestino.

Finora la medicina non si era occupata di questo disturbo ma oggi abbiamo a disposizione farmaci efficaci, che agiscono come ormoni ma senza essere tali”. Qualsiasi sia il motivo, conclude l’esperto, “confrontarsi con un esperto può aiutare a trovare la via più semplice per risolvere il problema”.

L’amenorrea ipotalamica, associata a stress psicofisico, a disturbi dell’alimentazione e attività sportiva specie se agonistica, può causare ipoestrogenizzazione e inadeguata eccitazione genitale, con secchezza vaginale e dispareunia. Di frequente riscontro in giovane età è l’iperattività del muscolo elevatore dell’ano primaria, con inversione del comando, documentata a livello di ricerca mediante elettromiografia. Anche in questo caso la difficoltà nell’utilizzare i tamponi interni può essere la prima spia del disturbo. Disturbi proctologici (stipsi ostruttiva primaria, emorroidi, ragadi) o urologici (cistiti recidivanti, urgenza minzionale) sono spesso associati. In particolare il rischio di dispareunia è circa 7 volte maggiore tra le donne che hanno sintomi vescicali. Le cause fisiche del vaginismo, molto rare, possono essere un imene particolarmente fibroso; sindrome di Rokitansky; esiti cicatriziali di traumi genitali; infibulazione. Aspetti psicosessuali e relazionali possono associarsi ai fattori biologici .

Sarà utile pertanto studiare la coppia, poiché spesso esiste un induttore del sintomo (es: la donna affetta da vaginismo) e un portatore del medesimo (es: il partner affetto da deficit erettivo di mantenimento). b) in puerperio La dispareunia è il disturbo sessuale che più frequentemente aumenta nel post partum, con rischio di 2-4 volte maggiore se la donna lamentava già dispareunia prima del parto. Nelle primipare, è più elevata dopo parto vaginale operativo rispetto al parto spontaneo non complicato da lacerazioni/episiotomia o il parto cesareo fino a 6 mesi dal parto, poi l’incidenza cala drasticamente, ma aumenta il rischio che la dispareunia sia di maggiore intensità. Il rischio di dispareunia aumenta con la profondità della lacerazione vaginale da parto: da 2 volte per le lacerazioni più superficiali a 3.6 volte per le lacerazioni estese allo sfintere anale o in caso di episiotomia. Le condizioni ormonali tipiche della donna in allattamento (ipoestrogenismo e iperprolattinemia), determinano maggior secchezza vaginale e mancanza di desiderio.

Il rischio di dispareunia nelle donne che allattano aumenta da 2 volte alla ripresa dei rapporti, a 4 volte dopo 6 mesi dal parto, per il ripetersi di microabrasioni della mucosa se il coito avviene in condizioni di secchezza vaginale. Etiologia in menopausa In post-menopausa, la dispareunia è spesso causata da distrofie vaginali per alterazioni di elasticità e lubrificazione vaginale da carenza ormonale (estrogeni e androgeni) (tabella 3) che portano a: minore eccitazione centrale e periferica; invecchiamento dei tessuti genitali (progressiva atrofia dei tessuti urogenitali, minore congestione vascolare attorno ad uretra e vagina). L’ipoestrogenismo può essere facilmente curato dal medico di famiglia con estrogeni locali che non modificano il rischio di tumori alla mammella (RR 0.67) Un caso particolare è la menopausa precoce dove i livelli di ormoni sessuali circolanti possono essere ulteriormente ridotti a causa di fenomeni autoimmunitari.

Cause psicologiche

Nelle donne, invece, la causa principale è uno stato ansioso che provoca alterazioni nella lubrificazione e nell’elevazione del tono muscolare vaginale.

Il disturbo può anche essere conseguente a:

    • esperienze sessuali traumatiche;
    • educazione familiare e/o religiosa rigida e sessuofobica: convinzioni che rendono difficoltoso il rapporto con il proprio corpo, con la propria sessualità e con il sesso in generale;
    • informazioni sessuali inadeguate: aspettative erronee o negative riguardo al rapporto sessuale;
    • atteggiamenti di ipercontrollo;
  • incapacità di rilassarsi;
  • stile cognitivo di tipo catastrofizzante;
  • omofobia interiorizzata.

È sempre comunque opportuno rivolgersi a un ginecologo per valutare la presenza della Sindrome della Vestibolite Vulvare, un’infiammazione del vestibolo o apertura vaginale e dei tessuti circostanti. Questa è, infatti, spesso alla base della dispareunia e su questa Sindrome si possono poi inserire fattori psicologici di mantenimento che tendono a aggravare la situazione.

Trattamento

Ogni caso di dispareunia o dolore sessuale costituisce un problema a sé e, di conseguenza, non è né perseguibile né auspicabile l’attuazione di interventi terapeutici generalizzati, che prescindano dal singolo caso. Lesioni o difetti esistenti vanno curati, se possibile, tramite anestetici locali – come 1% lidocaina – prima del trattamento terapeutico.

D’altronde, per quanto riguarda le donne, qualora la dispareunia sia conseguente a cause psicologiche, sono indicati:

  • Psicoeducazione: conoscenza dell’anatomia sessuale e del ciclo di risposta sessuale (fasi del funzionamento erotico), miglioramento della consapevolezza del proprio corpo (esplorazione visiva e cinestesica), comprensione dei fattori fisiologici e psicologici coinvolti nel rapporto sessuale, esame delle credenze e dei miti comuni inerenti il sesso, ecc.;
  • gestione dell’ansia e tecniche di rilassamento: migliorare il controllo sui muscoli vaginali, riducendo il dolore e rendendo il rapporto sessuale più piacevole;
  • Psicoterapia Cognitiva: messa in discussione dei pensieri automatici e delle credenze relativi al tema del controllo e dello stile cognitivo ‘catastrofizzante’;
  • autodilatazione vaginale;
  • tecniche di controllo muscolare: ad esempio gli esercizi di Kegel per tonificare e rafforzare i muscoli che formano il pavimento pelvico. E’ importante, infatti, ricordare che la salute e il benessere di questi muscoli giocano un ruolo vitale nell’eccitazione sessuale e nell’orgasmo, come pure in altre funzioni corporee.

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