Bari, baby-gang spinge un 78enne giù dalla scogliera e lo uccide: l’amico si salva

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L’uomo era con un amico che è riuscito a salvarsi e a dare l’allarme parlando di un gruppo di ragazzi poi fuggiti.

Un atto di bullismo, forse, una rapina finita in tragedia. Un pensionato di 78 anni, ieri poco prima delle 16, è morto a Monopoli, a sud di Bari, mentre con un amico stava pescando: l’anziano è stato spinto alle spalle, è precipitato per tre metri e ha urtato contro uno scoglio. La vittima è Giuseppe Dibello. A causare la sua morte un gruppo di ragazzini probabilmente minorenni, tra i 15 e i 17 anni, stando ad alcuni testimoni. Quello che appare a tutti gli effetti un omicidio – da capire quanto volontario o meno – è avvenuto a cala Verdegiglio. Il coetaneo amico della vittima è stato più fortunato: è stato spintonato ma è caduto in mare ed è stato salvato da altri giovani che si sono tuffati. Dibello, invece, ha urtato la testa contro uno scoglio prima di finire in acqua. Il pm Grazie Erre- de ha affidato l’autopsia al medico legale Antonio De Donno.

Adesso è caccia alla baby gang. I carabinieri sono sulle tracce di 4-5 ragazzini (ma a spintonare i pensionati potrebbero essere stati in due. I militari hanno ascoltato il superstite e altri ragazzi che si trovavano a cala Verdegiglio per una giornata quasi estiva. Alcuni testimoni hanno raccontato di aver visto il gruppetto circondare i pensionati che pescavano da uno scoglio. Prima un battibecco, poi le urla del sopravvissuto. Non ci sono telecamere, ma si pensa che i ragazzi siano della zona. L’ipotesi del tentativo di rapina è ritenuta la più probabile dagli inquirenti, ma non viene escluso che tutto possa essere nato da un atto di bullismo, da un momento di “noia”.

Una terribile vicenda è quella che si è verificata nel pomeriggio di ieri, martedì 2 maggio 2017, in località cala Verdegigli ovvero lungo la scogliera a nord di Monopoli, comune italiano della città metropolitana di Bari, in Puglia, dove un uomo di 77 anni ha perso la vita mentre invece un altro uomo, suo amico che si trovava in sua compagnia ha rischiato di annegare. Cosa sia realmente accaduto e dunque cosa abbia provocato la morte del 77enne ed il quasi annegamento dell’amico non sembrerebbe essere al momento ancora chiaro ma ecco che, stando a quanto emerso dalle prime indiscrezioni, sembra proprio che i due siano stati spinti da un gruppo di ragazzi, probabilmente minorenni, ai quali le forze dell’ordine al momento stanno ancora dando la caccia. Giuseppe Dibello, era questo il nome dell’uomo morto nel pomeriggio di ieri, si trovava sugli scogli insieme ad un amico quando all’improvviso sembrerebbe essere stato avvicinato da un gruppo di ragazzi che forse pretendevano qualcosa dai due, probabilmente si è trattato di un tentativo di rapina.

Da ciò però sembrerebbe essere nata una discussione piuttosto accesa a termine della quale i due uomini sarebbero stati scaraventati giù dalla scogliera e proprio dopo aver fatto un volo di circa due metri Dibello avrebbe perso la vita e, stando a quanto emerso da alcune indiscrezioni, l’uomo sarebbe morto sul corpo dopo avere urtato le rocce. L’amico e coetaneo che si trovava in sua compagnia al momento della tragedia ha rischiato di annegare ma fortunatamente è riuscito a salvarsi grazie anche all’aiuto di alcuni giovani che al momento della tragedia si trovavano nelle vicinanze della scogliera da dove i due uomini sembrerebbero essere stati spinti e che quindi sono riusciti ad intervenire in tempo evitando che anche l’altra vittima dell’aggressione perdesse la vita. Immediatamente dopo essere stato lanciato l’allarme sul luogo della tragedia sono subito arrivati i soccorsi per appunto prestare aiuto all’uomo rimasto quasi vittima della terribile vicenda e poi ancora il medico legale Antonio De Donno.

Sul corpo della vittima è stata invece disposta l’autopsia prevista per i prossimi giorni grazie alla quale sarà possibile scoprire se a causare la morte del settantasettenne sia stato l’urto con la roccia oppure ancora se sia morto per annegamento. Di fronte alla scogliera in cui è avvenuta la tragedia vi si trova uno stabilimento industriale ed è proprio grazie alle immagini registrate dalle telecamere di sorveglianza che potrebbe rivelarsi possibile scoprire come siano andate le cose e dunque individuare i responsabili di questa tragedia che ha scritto la parola fine alla vita di un uomo. Solo le indagini attualmente in corso da parte dei carabinieri della compagnia di Monopoli e del nucleo investigativo di Bari, coordinati dalla pm Grazia Errede potranno fare luce sulla questione.

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