Monza, bambina rapita dal padre siriano dopo 5 anni torna in Italia dalla mamma: la fine di un incubo

E’arrivata nel pomeriggio di ieri con un volo da Istambul diretto a Milano Malpensa Houda Emma Kharat, la bambina rapita 5 anni fa dal padre siriano che l’aveva portata con sè ad Aleppo. La bambina che sta per compiere 7 anni finalmente potrà rivedere la madre italiana, ovvero Alice Rossini, che da tantissimo tempo non vede la sua bambina. Il rientro in Italia della bambina, rapita dal padre siriano cinque anni fa è stato possibile grazie all’eccellente collaborazione con la Turchia e nello specifico sembra che le autorità turche, consapevoli della valenza umanitaria della vicenda hanno facilitato l’arrivo dalla Siria ed il transito dalla sua mamma, è questo quanto riferito dal Ministro degli Esteri Angelino Alfano, il quale ha dichiarato: “Grazie dunque di cuore alle autorità turche e a tutte le strutture dello Stato italiano, che hanno reso possibile questo abbraccio“.

Una volta arrivata in Italia la bambina verrà sottoposta ad alcuni esami tra cui quello del Dna per confermare ufficialmente l’identità della bambina che, come abbiamo anticipato, dopo tantissimo tempo ha potuto riabbracciare la sua mamma. Era il 2012, quando la piccola Houda Emma Kharat venne letteralmente strappata alla madre, una ragazza italiana, Alice Rossini e trascinata dal padre in Siria; l’uomo, un 40enne siriano aveva deciso di far parte dei militari della guerra santa contro gli occidentali ed ancora aveva deciso di fare della figlia, che all’epoca aveva due anni, una colomba di guerra. Dopo cinque anni di asilo forzato in Siria, la storia ha avuto finalmente il lieto fine, e dunque il padre è stato arrestato lo scorso mese di novembre ad Istanbul,mentre preparava attentanti con un gruppo militante estremista islamico, venne consegnato all’Interpol in Turchia, e poi inviato in Grecia per poi essere estradato in Italia, e adesso si trova nel carcere romano di Rebibbia.

La bambina, finalmente è riuscita a ritornare in Italia dalla sua mamma.In tutti questi anni il ministero degli Affari Esteri e il ministero dell’Interno in stretto contatto con l’Autorità Centrale Italiana presso il Dipartimento della Giustizia Minorile del Ministero della Giustizia, hanno lavorato, senza sosta ma silenziosamente, per giungere al risultato di oggi, che sarà confermato dall’esame del Dna, da effettuare in Italia, a conclusione dell’iter della procedura di riconoscimento”, ha così continuato Alfano nella nota. Il ministro degli Esteri rivolge anche un particolare ringraziamento alle autorità turche. “Tutto questo è stato possibile grazie alla eccellente collaborazione con la Turchia: le autorità turche, infatti, consapevoli della valenza umanitaria della vicenda, hanno facilitato l’arrivo dalla Siria e il transito in Turchia della piccola Houda Emma”. La vicenda tante volte era finita agli onori delle cronache, e Alice Rossini ovvero la mamma della piccola, in diverse interviste aveva affermato di essersi trovata a lottare sia contro il suo ex marito sia contro il silenzio delle autorità italiane.

Cinque anni, due mesi e 23 giorni senza vedere la figlia. Un periodo lunghissimo, ma che per una madre disperata non rende l’idea: andrebbe snocciolata in secondi, al massimo divisa in minuti, dai quali non si potrebbero sottrarre neanche quelli delle notti che mamma Alice Rossini ha quasi interamente passato senza dormire, senza vivere.

Il 18 dicembre del 2011, separata giàdasei mesi dal marito, il 40enne siriano Mohamed Kharat, l’uomo insiste per portare Houda Emma alle giostre nonostante la bambina sia raffreddata. L’ex moglie non sa che fare, ma decide di evitare che la piccola di21 mesi assista a una discussione tra genitori e acconsente. Poi, però, il ricordo di quel presentimento inascoltato l’ha tormentata per più di cinque anni, fino a ieri, quando Alice ha riabbracciato la figlia, ormai di quasi 7 anni.

Se non ci fosse stato il cuore a guidarle, ieri alle 18, in una sala riservata dell’aeroporto di Milano Malpensa, dove Houda Emma è atterrata con volo diretto da Istanbul, non si sarebbero neppure riconosciute. Anche se non hanno mai smesso di pensare l’una all’altra: Alice combattendo con tutte le forze e andando anche fino ad Aleppo, la piccola mantenendo un legame con la madre, quando ha deciso di non credere alle parole del padre che la davano per morta.

IL RAPIMENTO Il 18 dicembre 2011 Mohamed Kharat aveva già pronto un piano per vendicarsi della moglie, che lo aveva lasciato. Voleva farle male, portandole via la cosa che amava di più – la figlia – e per farlo si è servito di una complice, un’amica italiana. Con questa, fingendo che fosse la mamma di Houda Emma, i tre avevano preso un aereo per la Grecia, da dove l’uomo e la bambina avevano proseguito da soli per la Siria.
Per mesi Alice Rossini non ha saputo niente della figlia. Quel pomeriggio non l’ha vista tornare, ha iniziato ad agitarsi, fino a quando ha chiamato la polizia spiegando che il marito era scappato con la piccola. Ma ormai era tardi, erano già oltre confine, ma Alice non sapeva neanche questo. Alice non sapeva nemmeno se Houda Emma fosse viva, non aveva idea di quale vendetta Mohamed avesse orchestrato.

IL RICATTO Dopo qualche mese Kharat aveva telefonato alla ex moglie per chiederle 300mila euro e, per convincerla a pagare, le aveva fatto sentire per qualche secondo la voce della bambina. Alice sapeva che a un pagamento ne sarebbe seguito un altro, senza avere certezza di poter riabbracciare la sua creatura, ma almeno sapeva che era viva.
La donna non si è data per vinta, a tutte le denunce fatte alle autorità, nel 2014 hanno seguito un suo viaggio ad Aleppo (purtroppo infruttuoso), e una richiesta d’aiuto alla trasmissione Le Iene. Loro, gli uomini in giacca e cravatta nere, sono riusciti a rintracciare Mohamed attraverso “un gancio”. Il siriano, nel frattempo, in Italia era stato condannato in contumacia a dieci anni di carcere per sequestro di persona e sottrazione di minore.
La cattura del latitante internazionale è stata possibile proprio grazie alle Iene, che dopo averlo rintracciato e attirato in un “tranello” , non lo hanno lasciato andare via fino a quando è arrivata l’Interpol a prenderlo in consegna.

Le autorità turche hanno trattenuto il siriano Kharat per tre mesi e poi lo hanno espulso e inviato in Grecia, che era l’ultimo paese dove era stato identificato.

L’ESTRADIZIONE Dalla Grecia, in esecuzione diun mandato di cattura europeo, l’uomo è stato estradato in Italia e dal 12 febbraio è detenuto nel carcere romano di Rebibbia. Ma non c’era traccia della bambina e Moha- med non voleva dire dove fosse. La «cooperazione tra Italia e Turchia» è stata forte e importante, ha detto ieri il ministro degli Esteri, e alla fine la piccola è stata trovata e scortata fino a Malpensa, dove ha potuto riabbracciare Alice.

Tra nove giorni Houda Emma compirà sette anni. Sarà la seconda volta che festeggerà con la mamma. Del resto è come se la vita ripartisse da qui, perché nonostante lo choc di stravolgere di nuovo la sua piccola vita, anche Emma si riadatterà alla sua vera casa e sarà felice di essere lontana da Aleppo e dalle guerre, al sicuro tra le braccia della madre. Basterà poco, la timidezza iniziale, poi si sdraieranno vicine e la bambina ritroverà quell’odore, il tepore e il sorriso della mamma: che non si dimenticano mai, neanche in 5 anni, due mesi e 23 giorni.

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