Morbillo shock, “Troppi pazienti non protetti”: 1.010 in tre mesi è boom in tutta Italia

L’esperto spiega perché questa malattia che sembrava debellata è ancora molto pericolosa e perché sono più esposti gli individui tra i 15 e i 39 anni. “Il ministero attiverà ogni possibile procedura per garantire la piena realizzazione degli obiettivi del recente Piano nazionale di prevenzione vaccinale e per riguadagnare rapidamente le coperture vaccinali che si sono abbassate pericolosamente nel corso degli ultimi anni”, ha assicurato il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin.

L’appello alla popolazione è rivolto da Maria Grazia Santini, direttore dell’area igiene pubblica dell’Asl Toscana centro, che invita nuovamente alla vaccinazione: con l’aumento del numero delle persone non vaccinate contro il morbillo cresce progressivamente il numero degli ammalati. Ed effettivamente i numeri diffusi dal ministero della Salute appaiono piuttosto emblematici: oltre il 230% di casi in più da inizio gennaio rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Lorenzin dichiara: “C’è un parte piuttosto numerosa della popolazione che non si è vaccinata o non ha ancora completato il ciclo vaccinale in due dosi”. Lo dico da genitore prima che da politico: sui vaccini non si scherza. È quanto si legge in un comunicato del ministero della Salute. Aumentano in Italia i casi di morbillo, malattia infettiva che colpisce spesso i bambini.

Il tema sconta una sproporzione tra l’attività di chi è contro e quella delle istituzioni, denuncia Esposito. Pochi mesi fa uno studio americano dell’Università della California (Ucla), che ha utilizzato i dati di una grande epidemia di morbillo avvenuta in California intorno al 1990, aveva svelato un volto particolarmente aggressivo del virus, considerato a torto una semplice malattia dell’infanzia. Per gli esperti il problema non va sottovalutato dal momento che le complicanze legate alla malattia, quali ad esempio le encefaliti, possono verificarsi in un caso su 600 tra i bambini al di sotto dei sei mesi di età. “Siamo stati purtroppo facili profeti – osserva Francia – quando abbiamo previsto la possibilità di un aumento dei casi di morbillo nel nostro Paese, a fronte del calo delle vaccinazioni raccomandate. Le Regioni devono interrogarsi sulle proprie responsabilita’, e sbrigarsi a mettere in atto il piano vaccinale”. E, sicuramente, a questa età non è augurabile di ammalarsi di morbillo. Per ottenere questo risultato si è capito che era molto più efficace proteggere anzitutto le nuove generazioni, garantendo così che i nuovi membri della comunità fossero protetti da malattie che nei più piccoli hanno conseguenze più gravi e al tempo stesso assicurandosi di crescere una popolazione protetta dai virus.

L’ultimo monito è per coloro che, come tanti, hanno deciso di non vaccinare i propri figli: ” In Galles, nel 2012, c’era la stessa usanza italiana di non vaccinarsi.

L’allerta morbillo però non riguarda solo l’Italia: colpiti dall’aumento dei casi anche Svizzera, Romania e Germania.

Il morbillo è una malattia virale infettiva che può causare complicazioni gravi, infermità permanenti e, in rari casi, addirittura la morte. Ma è anche una malattia che può essere eliminata in tutto il mondo se si riesce a interrompere definitivamente la sua trasmissione. Il virus, infatti, infetta solo le persone ed esiste uno strumento efficace e sicuro per prevenire la malattia: la vaccinazione. Gli Stati membri dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) regione Europa hanno dichiarato di voler eliminare il morbillo in Europa entro il 2015. Per raggiungere questo obiettivo è necessario che almeno il 95 per cento della popolazione a partire dai due anni sia vaccinato con due dosi di vaccino. In paesi come la Finlandia, l’Australia, ma anche la totalità dei paesi dell’America del Nord e del Sud, che già eseguono campagne di vaccinazione a tappeto, il morbillo è diventato molto raro o è addirittura scomparso. La copertura vaccinale in Svizzera sta crescendo, ma raggiunge solo l’85 per cento circa (stato: 2012). Per ottenere una copertura vaccinale sufficiente, è necessario effettuare una vaccinazione di recupero degli adulti nati dal 1964 in poi. La vaccinazione di recupero è consigliata a tutti i soggetti non vaccinati o solo insufficientemente vaccinati che non hanno avuto il morbillo. In questo opuscolo vi esponiamo brevemente tutto ciò che occorre sapere sul morbillo e sulla vaccinazione, indicando come fare per proteggere sé stessi, i propri figli e il proprio entourage. Le persone non vaccinate costituiscono un pericolo per se stesse e per coloro che, a causa dell’età o per motivi medici, non possono sottoporsi alla vaccinazione. In questo senso, la vaccinazione contro il morbillo è anche un gesto di solidarietà che permette di tutelare le persone particolarmente vulnerabili in Svizzera e contribuisce a migliorare la salute nel mondo.

Cos’è il morbillo?

Il morbillo è una malattia virale infettiva che può essere contratta da persone non immuni di qualsiasi età. Negli adulti le complicazioni sono ancora più frequenti che nei bambini. Il virus del morbillo si trasmette attraverso colpi di tosse o starnuti (goccioline infette) o indirettamente tramite superfici contaminate. Alcuni giorni dopo il contagio compaiono i primi sintomi, simili a quelli dell’influenza: febbre, raffreddore, tosse persistente, ma anche irritazione degli occhi con ipersensibilità alla luce (fotofobia). Dopo un primo fugace abbassamento, la febbre riprende a salire rapidamente il quinto giorno; nel contempo, sul viso appaiono le tipiche macchie rosse (esantemi) che progressivamente si diffondono su tutto il corpo. Dal momento della guarigione clinica il sistema immunitario rimane indebolito ancora per alcune settimane. Non esiste un trattamento specifico per il morbillo, è solo possibile alleviarne i sintomi. In circa il 10 per cento delle persone che la contraggono, questa malattia causa complicazioni in parte gravi (7–9 % otite, 1–6 % polmonite, 0,6 % convulsioni febbrili, 0,1 % encefalite) che rendono necessario un ricovero in Il morbillo in breve ospedale. Malgrado l’ottima assistenza medica in Europa, un caso su circa 3000 ha un decorso mortale. Il morbillo, dunque, è una malattia da prendere sul serio che, dal momento della sua insorgenza, richiede una reazione immediata per impedirne la propagazione.

Il morbillo nel mondo

A livello planetario, il numero di decessi causati dal morbillo è sensibilmente diminuito grazie alle vaccinazioni. Nondimeno questa malattia rimane in tutto il mondo una delle principali cause di morte tra i bambini. Nel 2011, in Europa, oltre 32 000 persone sono state colpite dal morbillo, dieci casi hanno avuto un esito letale. L’Organizzazione mondiale della sanità e i suoi Stati membri sono attualmente impegnati per eliminare il morbillo in Europa. Un intento realizzabile solo a condizione che il 95 per cento della popolazione di ogni paese sia vaccinato. Nel 2000, il morbillo ha causato 548 000 decessi. Nel 2011, il morbillo ha mietuto 158 000 vittime, per la maggior parte bambini con meno di cinque anni, residenti nei paesi in sviluppo africani e asiatici.  Tra il 2000 e il 2011, grazie alla vaccinazione, il tasso di mortalità è diminuito del 71 per cento in tutto il mondo. L’eliminazione del morbillo permette di evitare ancora più decessi. Diversi paesi e continenti sono riusciti a debellare il morbillo: la Finlandia, ad esempio, ha registrato solo qualche raro caso dal 1996. Il continente americano (Nord e Sud) ha eliminato il morbillo dal 2002 e l’Australia dal 2008. Negli altri paesi scandinavi, nei paesi Bassi, in Portogallo, nella Repubblica Ceca, in Ungheria e in alcuni paesi asiatici come il Giappone, Taiwan e le isole del Pacifico meridionale l’eliminazione del morbillo è ormai imminente.

Il morbillo in Svizzera

Dall’introduzione della vaccinazione, i casi di morbillo sono sensibilmente di ­ minuiti, ma poiché la copertura vacci ­ nale della popolazione è ancora troppo bassa per fermare la diffusione di que ­ sto virus, lo scoppio di epidemie è una realtà ancora ricorrente. Nel 2012 in Svizzera sono stati dichiarati 65 casi, di cui per il 40 per cento si trattava di pa ­ zienti di età compresa tra i 10 e i 19 anni e per il 43 per cento di età superiore ai 20 anni. La situazione vaccinale era nota per 56 casi (86 % del totale): 8 di essi (14 %) avevano ricevuto una sola dose di vaccino contro il morbillo, 2 (4 %) due dosi e 46 (82 %) non erano stati vacci ­ nati. 12 (19 %) dei 64 pazienti per i quali sono disponibili informazioni dettagliate sono stati ricoverati. Nel 2011 sono stati dichiarati dieci volte più casi del 2012. Le cifre relative al morbillo in Svizzera: In Svizzera, in media l’85 per cento dei bambini di due anni è stato vaccina ­ to con due dosi di vaccino e il 93 per cento con almeno una dose. Queste percentuali variano sensibilmente da un Cantone all’altro. Il 77 per cento delle persone di età com presa tra i 20 e i 29 anni ha ricevuto due dosi di vaccino e il 93 per cento almeno una.

Un’ Europa senza morbillo entro il 2018!

Questo è l’obiettivo dichiarato dagli Stati membri della regione europea dell’Organizzazione mondiale della sa ­ nità (OMS), di cui fa parte anche la Sviz ­ zera. La diffusione del virus del morbil ­ lo può essere fermata se almeno il 95 per cento della popolazione è vacci ­ nato con due dosi di vaccino. I paesi dell’OMS regione Europa perseguono l’eliminazione del morbillo dal proprio territorio. «Eliminazione» significa che i casi di morbillo diventeranno molto sporadici e, grazie a un tasso di co ­ pertura vaccinale sufficientemente ele ­ vato e a misure di controllo dei focolai, non saranno più in grado di innescare un’epidemia. Viste le condizioni qua ­ dro internazionali, anche la Svizzera ha deciso di inserire questo obiettivo di co ­ pertura vaccinale nel programma nazio ­ nale di vaccinazione sostenuto dal Con ­ siglio federale e, in pratica, da tutte le organizzazioni mediche. L’eliminazione del morbillo in Svizzera e in Europa im ­ pedirà anche l’esportazione di questa malattia verso altri paesi.

Raccomandazioni di vaccinazione

In generale, si raccomanda di vaccinare i lattanti: a 12 mesi per la prima dose di vaccino e tra i 15 e i 24 mesi per la seconda (rispettando un intervallo minimo di un mese tra le due dosi). a partire dai 9 mesi se il bambino frequenta strutture di accoglienza collettiva (asili nido, madri diurne). La seconda dose dovrà essere somministrata tra i 12 e i 15 mesi. a partire dai 9 mesi in caso di epidemia o dai 6 mesi in caso di contatto con un malato. La vaccinazione dei bambini di età inferiore a sei mesi è sconsigliata, in quanto gli anticorpi materni sono ancora presenti e renderebbero inefficace la vaccinazione. Si consiglia una vaccinazione di recupero a tutte le persone nate dopo il 1964 in poi non (completamente) vaccinate o che non hanno mai avuto il morbillo.

Il vaccino

I primi vaccini contro il morbillo risalgono agli anni 1960. In Svizzera, dal 1985 si raccomanda la somministrazione di una vaccinazione combinata contro morbillo, parotite e rosolia (MPR). Il vaccino contiene virus attenuati di queste tre malattie, nonché sostanze che servono a stabilizzarlo e conservarlo (p. es. neomicina, lattosio, sorbitolo, mannitolo). Non contiene mercurio (tiomersale) e alluminio ed è privo di adiuvanti. Esiste pure un vaccino solo contro il morbillo.

Gli effetti indesiderati

Si conoscono bene gli effetti indesiderati della vaccinazione MPR utilizzata da più di 25 anni e anche quelli rari sono stati studiati a fondo. Come ogni vaccinazione, anche la MPR può causare una reazione locale di breve durata nel punto di inoculazione, contraddistinta da dolore, arrossamento e tumefazione. Nel 5–10 per cento dei casi, trascorsi tra i 7 e i 12 giorni, possono manifestarsi febbre, macchie rosse cutanee o un leggero rigonfiamento delle ghiandole salivari parotidi nella cavità orale. Sporadicamente, una febbre alta può provocare convulsioni febbrili e, ancora più raramente, la vaccinazione MPR può comportare una diminuzione temporanea del numero di piastrine. Effetti indesiderati gravi come l’encefalite (infiammazione del cervello) sono estremamente rari. A volte, nelle donne che si sottopongono alla vaccinazione dopo la pubertà, possono comparire dolori articolari transitori. Gli effetti indesiderati gravi della vaccinazione MPR sono nettamente meno frequenti rispetto alle complicazioni gravi del morbillo.

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