Roma shock: Ucciso da un collega mentre puliva la pistola, si indaga

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Una vera tragedia quella avvenuta nella giornata di ieri a Centocelle, dove un uomo e nello specifico una guardia giurata è morta per un colpo di pistola partito dall’arma di un collega con cui condivideva l’appartamento. E’ , dunque, mistero a Centocelle, dove nella giornata di ieri la guardia giurata è stato ucciso da un colpo di pistola partito dall’arma di un collega con il quale condivideva l’appartamento e che sostiene si sia trattato soltanto di un incidente. Il grave incidente, sembra sia avvenuto nella mattinata di ieri intorno alle ore 7.50, in un appartamento sito nella via degli Elci 28, dove viveva Giovanni Gagliardi, un giovane di 23 anni il quale stava pulendo la sua pistola, dalla quale è esploso un colpo che ha raggiunto David Rafael Hombucher, il collega di 36 anni, di origine tedesca.

A dare l’allarme pare sia stato proprio il compagno di stanza della vittima, il quale avrebbe raccontato che il colpo è esploso mentre stava pulendo l’arma. Per David Raphael Hombucher, colpito a morte, pare non ci sia stato più nulla da fare, perchè il colpo sarebbe stato fatale. Come abbiamo già detto, il colpo secondo una prima ricostruzione, sarebbe partito per errore mentre Gagliardi, in servizio presso l’Istituto di vigilanza Mc Servic, stava pulendo la sua arma, quando improvvisamente sarebbe partito un colpo che avrebbe centrato David alla spalla, uccidendolo. Nonostante l’arrivo dei soccorritori, però, per il 35enne non ci sarebbe stato più nulla da fare, perchè l’uomo era già morto.Avviate sin da subito le indagini della Squadra Mobile di Roma e della Scientifica, intervenute entrambe sul posto, indagini che stanno proseguendo al fine di accertare le reali responsabilità e la dinamica di un incidente poi tramutatosi in un vero e proprio omicidio.

 “Mi è partito un colpo per errore mentre pulivo l’arma” ha raccontato Giovanni, un 23enne di origini siciliane che lavora per lo stesso istituto di vigilanza della vittima con cui condivideva quella stanza luogo della tragedia. Sarà l’autopsia a fare luce sul decesso, e nelle prossime ore si dovrà ricostruire dove il proiettile ha colpito l’uomo o se è sopraggiunta una complicazione fatale. Al momento della tragedia nell’appartamento erano presenti oltre alla vittima ed al giovane 23enne, anche un altro inquilino, il quale è stato interrogato ma pare che al momento il suo racconto non abbia aiutato gli inquirenti a chiarire la dinamica della tragedia per definire se si sia trattato di un incidente o di un omicidio.

Del caso si occupa la Squadra mobile di Roma che dovrà adesso valutare eventuali responsabilità ulteriori rispetto a quelle sin qui accertate, ma come già detto, bisognerà attendere l’esito dell’autopsia che verrà effettuata nei prossimi giorni.

Giallo a Centocelle dove una guardia giurata è morta per un colpo di pistola ad una spalla partito dall’arma (una semiautomatica calibro 45 modello Norconia) di un collega: «È stato un incidente, il colpo è partito per errore», ha raccontato il ragazzo sotto choc, che ha subito chiamato i soccorsi.

La tragedia è avvenuta ieri mattina poco prima delle otto, in via degli Elci. Il 23enne, Giovanni Gagliardi, stava – secondo quanto ha ricostruito agli investigatori della Squadra mobile – pulendo la sua pistola quando sarebbe partito il colpo che ha raggiunto il collega David Raphael Hombucher, 36 anni di orgini tedesche, ad una spalla vicino al cuore. All’arrivo dell’ambulanza, l’uomo era già morto. I due colleghi lavoravano per una società di vigilanza e condividevano la stanza in un appartamento in cui vivevano insieme a un terzo coinquilino.

Secondo la versione fornita dal 23enne, la cui attendibilità è tuttora al vaglio degli investigatori, il giovane stava controllando la sua pistola di ordinanza, una semiautomatica, quando sarebbe partito il colpo accidentalmente. Il collega è stato colpito a una spalla ma quando i soccorritori sono arrivati sul posto era ormai troppo tardi: per l’uomo non c’è stato nulla da fare. Sul posto le volanti della polizia, il 118, la Scientifica. Sul caso sono in corso indagini della squadra mobile.

Ora sarà l’autopsia a fare luce sul decesso: si dovrà ricostruire dove il proiettile ha colpito Hombucher o se è sopraggiunta una complicazione fatale. Anche l’altro inquilino è stato ascoltato per chiarire la dinamica dei fatti e definire se si sia trattato di un incidente o un omicidio. Il 23enne è stato denunciato a piede libero per omicidio colposo.

NORME DI SICUREZZA NELL’USO DELLE ARMI DA FUOCO

Vengono comunemente definite “norme di sicurezza” tutta una serie di accorgimenti e precauzioni, codificate o meno, che devono sempre essere messe in atto quando si impiega un’arma da fuoco, al fine di evitare il verificarsi di malaugurati incidenti, che sono, purtroppo quasi sempre, ad esito mortale.

Tali norme devono sempre accompagnare ogni attività legata all’utilizzo delle armi da fuoco e con il tempo devono diventare un “riflesso condizionato” in ogni tiratore.
Quante volte, purtroppo, si è dovuto leggere sui quotidiani la notizia: “Credendo l’arma scarica, uccide l’amico al quale la stava mostrando” oppure “Trova l’arma del padre, lasciata carica, e uccide la sorellina”.

Tali incidenti sono stati determinati dalla superficialità con la quale vengono in genere manipolate le armi da fuoco e dalla “incosciente” violazione di ben precise “norme di sicurezza”.

L’abile e corretta manipolazione dell’arma da parte di un operatore della sicurezza deve essere sempre un’attività “tecnico-professionale” che bisogna assimilare ed attuare con assoluta padronanza fisica e mentale. L’arma da fuoco diventa un oggetto estremamente pericoloso in mani inesperte e chi non è in grado di maneggiarle con sicurezza non dovrebbe nemmeno toccarle.

Tale lacuna è impensabile che sussista in un operatore che quotidianamente convive con le armi da fuoco. La precisa applicazione delle “norme o massime di sicurezza” deve diventare, come già detto, un “riflesso condizionato” per ogni operatore di polizia.

1. CONSIDERARE OGNI ARMA COME SEMPRE CARICA.

• Ogni arma deve sempre essere trattata con attenzione e considerata sempre carica. Adottando le opportune cautele accertare, materialmente e visivamente, che questa è effettivamente scarica, cioè priva del caricatore (in caso si tratti di armi semiautomatiche o automatiche) o senza cartucce nel serbatoio in caso di shotgun, e senza cartuccia camerata (cioè in camera di cartuccia);
• in caso di revolver, senza alcuna cartuccia nelle camere del cilindro o tamburo;
• Non prendere mai per buona l’affermazione fatta da altri che l’arma è scarica; bisogna sempre verificare di persona. Ovviamente le operazioni per accertare che l’arma è effettivamente scarica vanno eseguite solo se si conosce perfettamente il tipo di arma e il suo funzionamento.
Una classica battuta dice che accidentalmente uccidono solo le armi “scariche” (logicamente ritenute erroneamente tali) e quindi non vergognatevi nel controllare e nel ricontrollare sempre con molta attenzione la vostra arma e, anche se scarica, maneggiatela sempre come se non lo fosse. Infatti, normalmente, si e1 sempre molto cauti con un arma da fuoco considerata carica, così come si e1 estremamente cauti nel maneggiare un coltello molto affilato e questo di per se evita incidenti.
In qualsiasi momento e per qualsiasi motivo prendiate in mano un’ arma da fuoco controllatela e, se necessario scaricatela, puntando sempre la volata in direzione sicura ed accertandovi sicuramente che la camera di scoppio sia vuota.
Non limitate mai la vostra operazione di messa in sicurezza al semplice svuotamento o rimozione del serbatoio.
Qualunque intervento sulla vostra arma (manutenzione, pulizia ecc.) deve essere effettuato ad arma rigorosamente scarica.

NON PERMETTERE MAI CHE LA VOLATA DELL’ARMA SIA PUNTATA VERSO QUALCOSA CHE NON SI VUOLE COLPIRE.

• Questa regola, unita alla prima, deve essere rispettata scrupolosamente in ogni
situazione. La sua attenta e diligente osservanza consentirà sempre, anche nel caso
di una “accidentale” partenza di un colpo, di evitare tragedie.
Questa regola deve essere applicata sia in addestramento ma soprattutto in situazioni di combattimento dove la partenza accidentale di colpi sotto stress è un pericolo reale e concreto.
Durante l’impiego operativo di armi da fuoco può accadere che queste vengano puntate verso qualcuno presunto ostile, soprattutto se il soggetto in questione impugna un’ arma od un oggetto atto ad offendere.
In questa circostanza è legittimo assumere un atteggiamento difensivo e puntare l’ arma in direzione di chi rappresenti una reale e concreta minaccia (è preferibile essere pronti per reagire per primi).
Non commettiamo però mai l’ errore di puntare l’arma verso qualcuno, oltretutto con la stupida giustificazione “..ma e’ scarica”, pena il rischio di incidenti MORTALI. (leggi regola numero uno).
Se la situazione, invece, non richiede l’uso della forza letale, basterà semplicemente abbassare l’arma chiedendo spiegazioni e rispettare la successiva regola numero tre.

TENERE SEMPRE IL DITO FUORI DAL GRILLETTO FINO A QUANDO NON SI E’ PRONTI A SPARARE.

• Se non si ha intenzione di far fuoco che senso ha tenere il dito a contatto del grilletto? Fondamentale regola che va ad integrare e rendere più incisive e sicure le prime due e che non ha bisogno di ulteriori commenti.
Anche se si è in una situazione di rischio ma l’arma non e’ ancora puntata al bersaglio, o comunque questi non e’ ancora bersaglio certo, non si deve mai portare il dito sul grilletto, al fine di prevenire spari accidentali o prematuri (non dimentichiamo mai la tensione da stress indotta da una situazione ad alto rischio).
Quindi in qualsiasi momento, in poligono, in operazioni, a caccia, durante ogni spostamento, tenete sempre il dito fuori dalla guardia del grilletto.

ESSERE SEMPRE SICURI DEL PROPRIO BERSAGLIO, DI COSA C’E’ DIETRO E AI LATI DELLO STESSO

■ Ultima delle quattro regole fondamentali di sicurezza, ma non meno importante delle altre. La certezza di corretta identificazione del bersaglio e soprattutto di quello che c’è dietro o nelle sue immediate vicinanze ha grande importanza specie nel caso di impiego di un’arma da fuoco nell’eventualità di risposta ad una aggressione armata.
In questo caso il forte “stress” tenderà a far concentrare il tiratore esclusivamente sulla minaccia, escludendo otticamente e acusticamente tutto quello che accade nel contempo attorno a lui o nelle immediate vicinanze (cosi detto “effetto tunnel”).
Far degenerare una normale operazione anche se rischiosa in tragedia può essere questione di un attimo.
Muoversi in ambienti sconosciuti, bui e probabilmente ostili, con la paura di trovarsi di fronte ad un pericolo all’improvviso può portare a sparare verso un solo rumore sospetto o verso qualcuno che ha avuto la sola sfortuna di passare di lì al momento sbagliato, tutto questo con le conseguenze morali e legali che si possono facilmente immaginare.
Non permettete mai che questo vi accada, siate sempre sicuri al 100% del vostro bersaglio e della situazione di contorno (ferire od uccidere un innocente potrebbe essere il rimorso che vi tormenterebbe tutta la vita).
A queste quattro fondamentali “norme o regole di sicurezza” fanno da naturale contorno altre regole, vuoi codificate o imposte da regolamenti o semplicemente dettate dal buon senso e dalla prudenza.
Vediamone solo alcune, per esempio, da osservare comunque sempre a seconda che ci si trovi in poligono o nell’attività operativa:
In poligono:
• scrupolosa osservanza del relativo regolamento e degli ordinativi dell’istruttore o del direttore di tiro;
• l’uso di appositi occhiali protettivi e di cuffie antirumore;
• se l’esercitazione è effettuata in uno stand di tiro occasionale, accertarsi che questo sia idoneo ed in grado di bloccare e trattenere le pallottole, per essere certi di non colpire niente che sia al di fuori dell’area di tiro e dei bersagli. Se l’esercitazione avviene in gruppo è indispensabile che una persona responsabile diriga il tiro, al fine di assicurare una migliore disciplina e ridurre i rischi di incidenti;
• non sparare mai contro superfici dure, ad esempio una roccia, o su superfici lisce o liquide, ad esempio uno specchio d’acqua. La pallottola potrebbe rimbalzare e prendere direzioni imprevedibili, con i rischi facilmente immaginabili;
• mai sparare contro cartelli stradali, non sono un bersaglio, e poi il proiettile dove va a finire?
• prima di iniziare qualsiasi esercitazione, assicurarsi sempre che la camera di scoppio e la canna siano pulite e prive di ostruzioni;
• Non usare mai le armi, e non permettere l’uso delle stesse a persone sotto l’influenza di alcool o droghe.

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