Muore dopo trapianto di cuore a Roma: indagati 5 medici

Ancora un caso di malasanità che dovrà essere comunque accertato è avvenuto nel nostro paese e nello specifico a Roma. L’episodio in questione sarebbe avvenuto nel mese di settembre 2016  e vede come protagonista un uomo di 61 anni morto dopo essere stato sottoposto ad un trapianto di cuore della capitale.  A distanza di tempo adesso è arrivata la notizia secondo cui sarebbero cinque i medici indagati a Milano per la morte dell’uomo. 

Tutti e cinque i medici sono stati iscritti nel registro degli indagati aperto dal PM Antonio Cristillo e secondo quanto riferito si tratterebbe di un atto dovuto e necessario perché da una parte permetterà di agli inquirenti di poter svolgere tutti gli accertamenti del caso e dall’altro lato consentirà agli indagati di poter nominare i propri consulenti di parte. L’indagine era stata già avviata dai PM di Roma ma poi era stata trasferita a Milano per competenza territoriale e come abbiamo visto coinvolto 5 medici di cui due cardiologi del San Raffaele e due cardiologi ed un perfusionista del San Camillo di Roma.

Per tutti l’accusa è di omicidio colposo.  Secondo quanto emerso o meglio secondo quanto riferito dall’accusa il decesso dell’uomo sottoposto a trapianto potrebbe essere una conseguenza di una valutazione errata Da parte dell’equipe medica Milanese del San Raffaele che pare avesse valutato l’organo idoneo e compatibile con il paziente Romano in lista di attesa. L’uomo venne operato  nell’ ospedale della capitale ma l’organo che gli fu trapiantato era arrivato proprio da San Raffaele.

Dunque I magistrati sono concordi nel dichiarare che potrebbe esserci stata una errata  valutazione del caso visto che è l’organo Donato arrivava da una 45enne morto in seguito ad un malore in piscina.  Dunque su questa base i magistrati dichiarano che la morte del 61enne potrebbe essere la conseguenza di un errore medico Che inevitabilmente è stato commesso dall’equipe del San Raffaele che prima ancora di spedire l’organo Roma non ha valutato e soprattutto  non ha  evidenziato se effettivamente l’organo era compatibile con il paziente che poi lo ha ricevuto.  Ovviamente per avere delle risposte certe bisognerà attendere i prossimi giorni e soprattutto gli esiti dell’ accertamento irripetibile che sarà condotto dagli esperti dell’Istituto di medicina legale di Padova i quali dovranno analizzare le reali condizioni dell’organo e soprattutto dovranno verificare se si sono verificate delle lesioni pregresse.

I magistrati e nello specifico il PM Cristillo pare al tal riguardo abbia nominato 4 consulenti e gli indagati invece altri 8. Al termine di tutto il periodo di  indagine  dovrà essere redatta una relazione conclusiva che dovrà comunque essere depositata entro e non oltre il 8 gennaio 2018. Intanto nelle scorse ore è arrivata la notizia secondo cui alcuni medici sarebbero indagati a Roma per un decesso dopo una gastroscopia. La vittima sarebbe un uomo di 80 anni il quale si era recato in ospedale per effettuare un esame di routine,  ma purtroppo dopo aver effettuato questo gastroscopia e una volta tornata a casa si sarebbe sentito male e  portato di urgenza al policlinico di Tor Vergata dove sarebbe deceduto nel giro di 24 ore.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.