Napoli shock, 15enne stuprata in spiaggia da gruppo di coetanei: “se parli ti bruciamo la casa”

Violentata a 16 anni sugli scogli di Marechiaro, a Napoli, da un gruppo di coetanei che poi ha riconosciuto su Facebook. La vicenda è avvenuta lo scorso giugno ma soltanto ora è stata resa nota.

La ragazza, dopo gli abusi, si era fatta visitare all’ospedale San Paolo di Napoli e qui i medici le avevano prelevato tracce biologiche che ora saranno comparati con quelli dei tre ragazzi per le analisi del Dna. Tre, infatti, i minori fermati dopo che la ragazzina, riconosciuti i volti degli aguzzini sul noto social, si è prima confidata con un’amica, poi con la madre (alla quale in un primo momento aveva parlato di rapporti consenzienti) e, infine, ha deciso di denunciare il tutto.

Dalle indagini, coordinate dalla Procura dei Minori, non si esclude che oltre ai tre giovani identificati, ci siano altre persone del gruppo che, pur non prendendo parte alle violenze, non avrebbero fatto nulla per evitarle. Ora bisognerà attendere i risultati delle analisi e ricostruire nel dettaglio cosa è avvenuto e chi dovrà pagare per una vicenda dolorosa su cui il Comune di Napoli si è adoperato per avviare politiche per sostenere e promuovere la pedagogia del rispetto.

Ancora una storia di violenza sessuale ai danni di una quindicenne, la quale pare sia stata violentata in pieno giorno da un gruppo di coetanei a Marechiaro, in provincia di Napoli. Ebbene sì, secondo quanto emerso sembra che la violenza risale allo scorso 28 maggio, una domenica di sole e di mare,  giornata in cui la quindicenne si trovava al mare insieme ad un gruppo di amici quando improvvisamente pare abbia deciso di seguire un gruppo  formato da quattro ragazzi  appena più grandi di lei, per cercare un riparo dal sole;  il gruppo era formato da un conoscente della quindicenne e altri tre appena incontrati, ovvero due sedicenni di Capodichino e uno  17enne di Forcella. Una volta raggiunto un angolo appartato e riparato dal sole, pare che l’amico della ragazza sia letteralmente scomparso lasciandola in compagnia degli altri tre ragazzi, i due sedicenni di Capodichino i quali pare abbiano spogliato la 15enne, cercando di abusare di lei.

Il pm della Procura dei Minori Francesco Cerullo, ha chiesto al gip di ascoltare la vittima nel corso di un incidente probatorio, in modo da poter cristallizzare il suo racconto, le immagini e i dettagli di quella che si è rivelata essere una domenica d’orrore per la ragazzina, e utilizzare quelle parole nel corso di un processo contro i tre ragazzi.

Fino a poco tempo fa, la giovane aveva detto alla mamma che si era trattato di un rapporto consensuale, poi invece improvvisamente ha cambiato versione e ha detto di essere stata vittima di abusi, così la madre ha denunciato l’accaduto ai carabinieri di Bagnoli che adesso coordinati dalla Procura di minori, stanno indagando per cercare di capire cosa sia successo effettivamente lo scorso 28 maggio e chi sia effettivamente coinvolto.“Mi toccavano, mi toccavano. Sono riuscita a scappare e loro sono andati via”, racconta poi la 15enne ai medici dell’ospedale.

La ragazzina pare sia riuscita a scappare venendo fermata però dal terzo ragazzo quello di Forcella il quale prima le ha chiesto cosa le fosse accaduto e poi l’ha trasportata in un angolo e l’ha fatta girare di spalle, riuscendo a mettere in atto lo stupro soltanto tentato dagli altri due,  poi secondo il racconto della sedicenne dopo il rapporto completo pare abbia preso la vittima per la nuca schiacciando il volto contro il muro e provocandole anche delle abrasioni. Il pubblico ministero della Procura di minori ha chiesto al gip di ascoltare la testimonianza della vittima, come già detto, nel corso di un incidente probatorio;  i tre adesso sono accusati di violenza sessuale di gruppo e sono assistiti dal penalista Matteo De Luca dello studio Krogh, secondo cui i fatti sarebbero andati in maniera del tutto differente rispetto a quanto riportato dalla quindicenne che ha subito violenza in spiaggia.

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