Streaming gratuito Napoli – Real Madrid Streaming Gratis Rojadirecta

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Streaming Calcio con Rojadirecta come vederlo

Rojadirecta, è un famosissimo sito di nazionalità spagnola che permette di vedere lo streaming gratis. Rojadirecta, come potete immaginare ha dovuto affrontare molte battaglie legali per la diffusione in tutto il mondo di partire coperte da copyright, infatti negli anni è stato più volte chiuso ma prontamente riaperto dai gestori i quali hanno migliaia di Domini pronti all’uso nel caso venga chiuso il dominio ufficiale:

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Esistono Molte versioni dell’App per mobile o tablet del sito di streaming. Vi consigliamo di provarle per Android digitando la ricerca sullo store di Google Play oppure per Apple su iTunes.

Rojadirecta Proxy

A volte può capitare che Rojadirecta è bloccato con l’accesso da vari paesi, tra cui l’Italia, con l’oscuramente degli indirizzi IP. In questo caso è necessario cambiare il proxy con un servizio tipo Anonymouse o Youproxy.

Ovviamente nel Web ci sono moltissime alternative a Rojadirecta quindi gli appassionati di calcio hanno una vasta scelta all’idea di arrendersi e non vedere la partita:

Live tv: Nonostante una presentazione un po’ confusionaria, la pagina, con dominio nella isola caraibica di San Martín, offre la visione di appuntamenti sportivi di tutti i tipi, dal calcio allo sci, dal tennis alla pallacanestro. È disponibile in diverse lingue, e presenta una dettagliata guida all’uso che facilita notevolmente l’accesso agli eventi desiderati.

Intergoles.com: Come può suggerire il nome, si tratta di una pagina prevalentemente calcistica, anche se si possono vedere anche altri eventi sportivi. Il formato è abbastanza semplice, e favorisce link gratuiti ed a pagamento e spesso riconduce ad un’altra pagina spagnola sorella di Rojadirecta, Pirlo tv anch’essa chiusa, ma incorporata da Intergoles. Unico inconveniente: spesso rimanda a pagine su cui ci si deve registrare, allungando i tempi per potersi collegare all’evento.

Rinconrojadirecta.com: E’ sostanzialmente un clone di Rojadirecta: ha infatti al suo interno il celebre elenco delle partite del sito spagnolo incorporato, da cui è possibile accedere alle partite in streaming.

Livefootballol: Pagina esclusivamente dedicata al calcio in streaming. Fornisce link e notizie calcistiche da tutto il mondo, compresi video di eventi dei giorni precedenti. La pecca principale è la pessima grafica con scritte in rosso su fondo bianco.

Stream2watch.co: L’impaginazione lascia a desiderare, però offre un’ampia scelta di calcio ed eventi sportivi di ogni genere, anche se spesso è necessaria una registrazione gratuita per vederli.

football: Sito molto pulito e ben strutturato principalmente impostato sul calcio e basket NBA. E’ molto facile da usare.

Freefootball: All’aprire questa pagina, così come per altre di questo tipo, appare una finestra rossa avvisandoti che il programma potrebbe danneggiare il tuo pc. Se ti fidi del tuo antivirus o se la tua voglia di streaming ti spinge a rischiare, è una pagina che vale la pena consultare.

Perché un giorno, e varrà per l’eternità, brillerà nella memoria «questa» notte e la luce che si diffonderà su Napoli: perché «questa» è la partita della Vita, con dentro le emozioni del Terzo Millennio; perché «questa» fa da spartiacque – definitivo – tra quel passato brullo e le scartoffie della Fallimentare e il presente (e il futuro) da protagonisti d’un football elitario.
E’ una giornata speciale, e verrebbe da dire spaziale, che offre una dimensione onirica, e ci sarà uno stadio in cui sarà (quasi) impossibile far cascare una monetina e cinquantasettemila spettatori che vorranno godersela, pensando che possa accadere qualsiasi cosa oppure nulla, e però portandosi appresso – per sempre – il ricordo d’un brivido.

LA FAVOLA. E’ Napoli-Real Madrid, dunque la sintesi d’una favola che travolge, la rappresentazione scenica d’uno spettacolo trasversale, la sceneggiatura d’un kolossal che non ha precedenti (contemporanei) perché abbatte ogni primato, ogni sensazione, trascinerà l’urlo del San Paolo oltre il muro del suono e farà vibrare questa città ch’è in fibrillazione dal giorno del sorteggio, che s’è impossessata in sette ore dei biglietti, che si sta consumando e aspetta solo che cominci.

IL PARTERRE. C’è tutto un mondo che ha scelto di non rinunciare a Napoli- Real Madrid, perché proprio non si può: è questa, calcisticamente, emozionalmente, la Grande Bellezza che scuote il regista Paolo Sorrentino al San Paolo e trasforma il calcio in una serata da Oscar alla quale non ha potuto dire di no il ministro per lo Sport, Luca Lotti, né il presidente del Coni, Giovanni Malagò, attratti da questa calamita ch’è la Sfida.

C’è il richiamo d’una passione obliqua in tribuna autorità, e sembra di vederla in Raffaele Cantone, magistrato, scrittore ma anche tifoso, prim’ancora di diventare presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione e quello spicchio d’umanissimo tormento apparterrà anche a Luigi Riello, Procuratore generale di Napoli, al presidente del Tribunale, Ettore Ferrara.

Ma è il calcio che non fa distinzioni, che spinge avivere questo Napoli-Real Madrid il prefetto ed il questore, ovviamente il sindaco ed il Governatore della Campania, mischiati febbrilmente, l’uno a fianco all’altro, per scoprire l’effetto che fa assieme a Gigi D’Alessio, appena qualche fila più in là.

VECCHIO NAPOLI. Saranno solleticate le corde del cuore, ed è anche per questo che Antonio Careca, stavolta in versione opinionista, è arrivato da Rio de Janeiro e prima che Napoli e Real Madrid rapiscano la sua attenzione, ci sarà modo per abbracciare ancora, come in quei giorni, Peppe Bru- scolotti, il capitano di un «vecchio» Napoli che avrà altri ospiti di riguardo, del suo passato più o meno recente e ci saranno Walter Novellino e Gigi De Canio con Michele Pazienza che invece ha scelto di andare in tribuna con i propri figli, per raccontar loro che il proprio papà ha giocato su quel campo.

RECORD. Sembrerà piccolo, questo stadio, certo assai meno di quello che sarebbe servito: arriverà (forse, non è ancora certo) Julen Lopetegui, il ct della Spagna, o magari il suo vice, e ci sarà Sullo, che è il braccio destro di Ventura, il ct italiano.
E crollerà il record d’incasso (quattro milioni e mezzo di euro circa) e magari anche qualche inibizione: perché quando batte el corazon, ci si può lasciare andare e pensare che la Storia possa diventar Leggenda. Il 7 marzo del 2017: è la notte di Napoli…

Ma quanti erano? L’onda anomala che va da Capodichino a via Carbonara è l’antipasto d’una giornata viva, l’ouverture di ventiquattro ore da vivere in apnea, sapendo che sarà così e forse anche (sportivamente) peggio, con i cori che s’alzeranno verso il cielo e la testa che inseguirà la lancetta dell’orologio. Le 20,45 di stasera, però arrivarci: dopo aver visto di cosa sia stata capace Napoli, per accogliere il Real, di quel muro umano che ha atteso, applaudito, ironizzato («chi non salta madrileno è»), in piccolo anche insultato (Cristiano Ronaldo), ma anche stupito uno come Benzema che ha twittato “grazie per l’accoglienza” e comunque accerchiato in questa notte blanca un albergo inavvicinabile, inaccessibile, con stanze insonorizzate, vietati i selfie per il personale e divieti di sosta sparsi ovunque, il transito concesso solo ai residenti. Forse erano mille, magari duemila (e in Spagna scrivono: «sembravano cinquantamila…») e hanno fatto baccano, però anche con ammirazione, e poi hanno osservato quasi fieri che un giovanotto stava consegnando venticinque pizze, ed è una storia che dondola (inevitabilmente) tra la realtà e la leggenda metropolitana, un po’ galacticos ed un po’ no nei suoi effetti speciali.

NIENTE RITIRO. Sarà una vigilia strana e anche diversa, che ognuno vivrà a modo suo (ovviamente) chi seguendo un percorso quasi solito – come il Napoli – che ha abolito il ritiro e si presenterà a Castel Volturno depurato da ogni forma di tensione, e chi invece inaspettatamente – come il Real – ha deciso (ma per ora) di rinunciare alla seduta mattutina, di evitare spostamenti, di non caricarsi neanche d’un grammo d’acido lattico, perché tutto ciò che si sa basta ed avanza e non c’è ragione per provare ancora per intrufolarsi in un caos metropolitano che può esclusivamente produrre stress.

IL BUNKER. Sarà mica semplice mettere la testa fuori da Palazzo Caracciolo, dove non entrerà nessuno, e dal quale uscirà la delegazione del Real Madrid soltanto per andare al pranzo ufficiale, sul terrazzo dell’Hotel Vesuvio: una cartolina – il panorama – da tenere per sé, mentre Francini – che fungerà da ambasciatore Uefa – e Butragueno, i bomber di quella sfida del San Paolo di trent’anni fa, avranno modo di rivedersi, di raccontarsi di nuovo cosa fu quella serata e cosa sarà anche questa, con quella Napoli che non indietreggia, anzi. In cinquantasettemila, con coreografie che faranno rabbrividire.

DIVERSITÀ’. Sarri ha preferito il profilo basso e la «normalità» più assoluta, forse una strategia di comunicazione per la squadra, affinché non abbia ulteriori pressioni, non ne avverta più di quanto già non se ne colga in giro, in questo macrouniverso che diventerà il San Paolo, aperto per l’occasione alle quindici, dunque circa sei ore prima del fischio inizio, con un piano traffico che prevede una serie di chiusure di strade d’accesso ad un quartiere, Fuorigrotta, che verrà stravolto da questa invasione straordinaria.

CI VEDIAMO QUA. Ore 10, appuntamento a Castel Volturno, ma in campo Sarri ci arriverà dopo aver mandato giù un’altra serie di video, i suoi compagni di viaggio; e Zidane, contemporaneamente, a Palazzo Caracciolo avrà fatto lo stesso. La riunione tecnica avverrà simultaneamente, intorno alle cinque del pomeriggio, quando poi ci si tufferà nella colazione, avendo però la testa altrove, sapendo che il conto alla rovescia sarà già cominciato e sta ultimandosi, che bisgnerà mettersi in viaggio verso i quarti di finale o per un viaggio breve.

La notte prima dell’esame dev’essere colma di pensieri che s’accavallano: e ci sta che si possa attraversare la propria esistenza, partendo dall’infanzia, da Bagnoli, o magari da Stia, la prima squadra, per atterrare poi nel San Paolo ed accorgersi che non stai sognando, ch’è tutto vero. «E che affrontiamo la squadra più forte del mondo, ma avendo al no stro fianco i tifosi più forti del mondo e se ne renderà conto l’Europa intera».

La notte prima del Real Madrid sarà stata un groviglio d’emozioni, perché sotto la tuta d’un allenatore si nasconde un cuore che batte e che vive questo 7 marzo senza finzioni, macerando il proprio cronometro perché forse ha fretta di accomodarsi in panchina: «Ho l’allenamento». La notte in cui Maurizio Sarri deve chiedere a se stesso di andare oltre, di inventarsi un miracolo calcistico alla napoletana, non è mica solo tagli e diagonali, ma è un concentrato d’ironia allo stato puro che forse servirà anche per esorcizzare la tensione, da lasciare lontano dai riflettori.

«E’ una sfida in teoria impossibile e per batterli si dovrebbe giocare in dodici, ma il regolamento ce lo vieta. La tensione è la loro, che sono i favoriti; ma noi proveremo a modo nostro a farglieli un po’ girare. E con i tre piccoletti, magari troviamo linee di passaggio: bisogna saper uscire dal loro primo pressing». Questa non è semplicemente una partita, è uno stato d’animo da governare, forse anche da dominare, magari un po’ da domare e a Maurizio Sarri non mancano le argomentazioni per riuscire a svelenire l’attesa, far finta quasi che non stia succedendo nulla: «E’ un compito quasi proibitivo, contro una squadra che segna da quarantasei partite: il talento di cui sono ricchi non si ferma marcandoli ad uomo, altrimenti sarebbe facile. Ma noi abbiamo qualità che ci potranno servire. E comunque, viviamola bene, proprio come sta facendo la gente…

Leggo, sento, di un orgoglio collettivo d’essere qui: è vero, è giusto, ma queste partite per il Napoli devono diventare un’abitudine». E’ una serata in cui ci si perderà, restando però lucidamente aggrappati a se stessi, e sarà un’introduzione verso il futuro, vada come vada, che sabato sera, a Roma, è stato rinfrescato dall’incontro di Sarri con De Laurentiis, un riavvicinamento utile per ritrovarsi – a distanza di diciassette giorni, dalla sera di Madrid – e liquidato con un sorriso sdrammatizzante, un messaggio subliminale: «Abbiamo parlato poco di calcio, molto di cinema, gli ho proposto due sceneggiature e spero gli piacciano. Ma spero anche che il mio genio, come dice lei, non sia stato assorbito tutto dalla stesura di questi film. Ma il Real dovrà vedere la determinazione nei nostri occhi». Occhi da tigre.

Emilio Butragueno guarda il Real di oggi correre sul prato del San Paolo e pensa al suo Real di ieri: «Beh, sì, tornare fa un certo effetto». Lo fa anche al popolo di Napoli, rivedere il Buitre in giacca e cravatta, con i gradi da dirigente, 29 anni dopo: fu lui, il 30 settembre 1987, il killer dei sogni azzurri. Altri tempi. Oggi il centro del mondo madridi- sta è Zinedine Zidane: tocca a lui completare il delitto perfetto. « Preoccupati? Sarà difficile per tutti: il Napoli è molto forte, ma anche noi abbiamo una buona squadra. L’unica cosa che ci preoccupa è vincere ogni partita. Siamo il Real e dobbiamo vincere sempre».

L’ABITUDINE. E allora, il ritorno di Zizou al San Paolo: l’ultima volta fu il 9 giugno 2005, partita di addio al calcio di Ciro Ferrara. «Già, chi l’avrebbe detto che sarei tornato da tecnico del Madrid». Però è accaduto. «Sì, è il bello della vita». Proprio quello che anche il Napoli spera di celebrare oggi: sarebbe un’impresa titanica. «Sappiamo che ci aspetta una sfida difficilissima con un avversario forte e carico, però siamo abituati a giocare con le grandi squadre». Gli azzurri vantano il miglior attacco d’Italia e lo sanno anche in Spagna. «Hanno tanti giocatori bravi, ma li abbiamo anche noi. E sebbene in Champions sia tutto più difficile, è soltanto una partita di calcio».

«VINCERE SEMPRE». L’anima indiavolata del San Paolo, però, un certo effetto lo fa: anche i blindatissimi giocatori del Real, presidiati in un albergo interamente requisito a ridosso del centro storico, con tanto di bodyguard personale, l’hanno avvertito entrando e uscendo tra due ali di folla. «Loro in casa hanno perso una sola volta nelle ultime 20 partite, e anche da giocatore della Juve ricordo un ambiente caldissimo. A me, però, piacciono davvero molto gli stadi così: questo clima motiverà anche noi, non soltanto il Napoli». Del resto, il Real insegue il doblete Liga- Champions sin dagli Anni 50. «Faremo di tutto per conquistare entrambe le competizioni, ma ora siamo concentrati esclusivamente sulla prossima partita».

Per quel che riguarda la formazione, Zidane sembra orientato a puntare sulla BBC, Bale-Benzema-Cristiano Ronaldo: «Lo scoprirete in campo: non è fondamentale il modulo, lo è la mentalità. Soprattutto delle ultime gare: quella non deve cambiare». E ancora: «Il Napoli ha tante armi per farci male e metterà grande intensità soprattutto in avvio, anche sull’onda della vittoria con la Roma, però noi dovremo fare quello che sappiamo: giocare a calcio. Dovremo soffrire e lasciare tutto in campo con la medesima intensità, certo, ma conta anche la tecnica: nel calcio sono le giocate a fare la differenza. Di certo non gestiremo il vantaggio: proveremo a vincere ancora. La Champions è una motivazione straordinaria». Una curiosità: oggi il Real lascerà il quartier generale di Palazzo Caracciolo soltanto per raggiungere il San Paolo. Niente rifinitura.

Da fuori, domandarsi se il Napoli stasera può fare l’impresa è legittimo. Da dentro, crederlo è un dovere. E non basterà far girare le scatole al Real, come dice Sarri, usando, anzi, ostentando il suo modo ruvido. Il Real può essere anche blandito, importante è che alla fine sia eliminato. Per capire se davvero il Napoli può osare oltre i suoi limiti, se può ingannare la storia fregando la squadra che in Europa meglio la rappresenta, dobbiamo partire dall’andata, dai primi 10′ e dagli ultimi 20,’ quando la squadra era ancora padrona di se stessa e stava mettendo in difficoltà il Real. In cinque punti, proviamo a immaginare come si può concretizzare il sogno.

Come nota di speranza, cominciamo da un dato statistico: negli scontri diretti della Champions Lea- gue è successo 11 volte che all’andata la squadra in trasferta perdesse 3-1: ebbene, in quattro occasioni (incluse tutte le ultime tre) è poi riuscita a passare il turno. A favore del Real potremmo trovare decine di statistiche incoraggianti, ma la prima cosa da fare in notti come questa è pensare positivo. Soprattutto in campo. Al Berna-

beu, il Napoli non è riuscito a mantenere in alto la sua linea di pressing, però ha saputo sfruttare il contropiede come si è visto in occasione del gol di Insigne. Stasera, a naso, il Real gestirà la gara senza lasciare gli stessi spazi. Toccherà al Napoli alzare quella linea che del resto ha reso famoso il calcio di Sar- ri. Il recupero palla deve avvenire ben prima di quanto accadeva a Madrid.

Palleggio rapido e verticalizzazione immediata, anche questo è un marchio di fabbrica che stasera dovrà essere esposto come insegna lumi

nosa della partita del Napoli. A Madrid, l’allenatore toscano aveva spiegato le difficoltà della squadra con un ragionamento di tipo tecnico: «Abbiamo sbagliato troppo in uscita e quelli sono errori che commettiamo raramente». E’ vero, ma Sarri aveva detto la mezza messa, quella intera prevede anche gli avversari e un conto è se tocca, con tutta la stima possibile, a Taider o a Torreira fare il pressing e un altro è se davanti ti trovi Modric e Kroos. Il Napoli dovrà evitare che il Real piombi dentro il suo centrocampo come è successo al Bernabeu. Deve conquistare la palla, farla girare rapida, lavorare sugli esterni che

sono la vera forza di questa squadra. Diawara deve essere ancora più reattivo, avrà addosso mezzo Real; anche Zielinski e Hamsik dovranno occuparsi di più della fase difensiva, quello che Callejon fa sempre. Per l’impresa, anziché undici uomini, ne dovranno giocare ventidue: se tutti daranno il doppio, il Napoli ce la può fare.
IL RECUPERO DI MILIK
Sei delle ultime 9 reti del Napoli in Champions League hanno visto la partecipazione diretta di Dries Mertens, con gol (4) e assist (2). E’ ovvio che Sarri punterà sul centravanti più piccolo, con la

speranza che, capitandogli un’occasione come quella nel finale dell’andata, riuscirà a far gol. Perché è ovvio che stasera lo spreco è vietato. Ma rispetto al Bernabeu, il Napoli ha adesso anche un’alternativa pronta in panchina: Milik. A metà febbraio, quando si è giocato Real-Napoli, il polacco non era nemmeno in panchina. Adesso è recuperato, il suo fisico potrebbe diventare prezioso se il Napoli non riuscisse a sbloccare la partita nel primo tempo, per l’eventuale incendio del finale.

Da un paio di partite

l’organico del Napoli è migliorato come quantità e qualità anche nel settore di centrocampo. E’ successo quando Sarri si è deciso a presentare il giovane Rog che ha schierato da titolare in Coppa Italia e poi all’Olimpico contro la Roma. Andrà in panchina, ma viste la condizione, la forza, la rabbia e il talento che sgorga dai piedi e dalla mente di questo ragazzo può diventare la vera, grande sorpresa di questa partita. Rog è il giocatore che Zidane non si aspetta.

DEL SAN PAOLO
«Tifosi campioni del mondo», li ha definiti Sarri. E stasera quei tifosi giocheranno la loro finale. Erano tanti anche a Madrid, ma oggi lo stadio sarà tutto napoletano. I madridisti sono abituati a trasferte tumultuose, a situazioni al limite, ma il San Paolo è diverso. Non è un giocatore in più, è la compenetrazione di uno stadio con la propria squadra. Il Real Madrid è imbattuto da 11 partite di Champions League, è vicino al record del club, ma per realizzarlo dovrà passare fra le fiamme di una passione straordinaria.

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