Napoli, sparatoria contro nota pasticceria del Rione Sanità: spari davanti ai bambini, nessun ferito

Colpi di pistola sono stati esplosi nella giornata di ieri in pieno centro a Napoli nella zona del rione Sanità, un raid compiuto mentre i bambini si recavano a scuola e dunque proprio davanti i loro occhi. Secondo quanto riferito, sembra che gli spari siano stati diretti contro una vetrina di una nota pasticceria della zona, tanto che i vetri sono andati completamente distrutti; sarebbero stati esplosi nello specifico quattro o cinque colpi e fortunatamente oltre ai danni registrati alla pasticceria non ci sarebbe nessun ferito e nessuna vittima. La pasticceria colpita è “Poppella” sita nel Rione Sanità e sembra che a sparare siano state due persone incappucciate in sello ad uno scooter, arrivate davanti al negozio percorrendo via Arena della Sanità contromano e poi una volta giunti davanti al numero 24, avrebbero sparato tre o quattro colpi calibro 9; le due persone incappucciate, sarebbero dunque fuggite verso via Vergini.

Sotto shock il titolare della pasticceria Ciro Scognamiglio 42 enne ed i suoi dipendenti i quali si trovavano all’interno dell’attività ed avevano appena servito i clienti fortunatamente andati via prima della sparatoria. “Non me lo dovevano fare, sto male”, è stato l’unico commento di Ciro Poppella, titolare della pasticceria, riguardo l’accaduto. Non vi sono dubbi, chi ha sparato voleva colpire un simbolo del Rione, ovvero la Pasticceria di Ciro, un noto pasticcere di terza generazione che nel corso degli ultimi anni, partendo dalla Sanità ha aperto diversi punti vendita in diverse zone di Napoli, espandendo la sua attività, offrendo molti posti di lavoro; nonostante Ciro abbia ottenuto nel tempo grande soddisfazione sul campo professionale, nn ha mai dimenticato le sue origini e per questo motivo non ha mai spostato la sua residenza dal Rione Sanità dove ancora vive e lavora insieme alla sua famiglia.

Intervenuto sulla vicenda, il sindaco di Napoli il quale ha dichiarato: “Un anno fa in campagna elettorale venne a Napoli l’allora ministro degli Interni Angelino Alfano e disse che la catena degli omicidi si sarebbe interrotta con l’arrivo dell’esercito, mi permisi di esprimere, con garbo, le mie perplessità, perchè l’esercito fa un lavoro egregio per il controllo degli obiettivi sensibili, ma se c’è una sparatoria deve chiamare il 112 o il 113 e allora era più utile, e forse anche meno costoso, rafforzare gli organici delle forze dell’ordine e le pattuglie in giro piuttosto che impiegare l’esercito”. Intervenuto sulla vicenda anche lo scrittore Roberto Saviano il quale ha dichiarato che servirebbe l’ennesimo inutile appello allo Stato perchè finalmente vengano rese operative le telecamere di videosorveglianza promesse dopo la mote di Gennaro Casarano a settembre 2015 e mai rese funzionanti. “È evidente che lo Stato, nella sua inerzia, è il protettore occulto non certo dei cittadini, ma delle paranze che sparano, spaventato e uccidono”, ha scritto in un lungo post sul raid, pubblicato su Facebook lo scrittore.

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