Nati primi bambini figli di coppie con malattie genetiche trasmissibili dopo modifiche della legge 40

Sono due i bambini venuti alla luce e nati solo grazie ad alcune modifiche della legge 40, nati da due genitori i quali avevano delle gravi malattie genetiche trasmissibili, che hanno dovuto lottare veramente tanto contro la natura e contro le leggi per arrivare a questo straordinario traguardo. L’amore e la vita, fortunatamente hanno vinto, e solo qualche giorno fa sono nati Martina, Niccolò, Francesco. “Oggi festeggiamo la nascita di tre bambini che la legge 40 non voleva, che hanno visto la luce grazie alle modifiche ottenute nei tribunali”, è questo quanto dichiarato da Filomena Gallo, segretario dell’Associazione Luca Coscioni, che nella giornata di ieri ha parlato a lungo nel corso di una conferenza stampa insieme ai due genitori dei gemelli maschi ed in video con i genitori di una bambina, tutti e tre venuti al mondo grazie alla diagnosi preimpianto, vietata dalla legge 40 sulla procreazione assistita alle coppie fertili con patologie geneticamente trasmissibili, divieto poi cancellato dalla sentenza della Corte Costituzionale nel 2015. 

“L’Associazione prosegue la campagna per il diritto alla vita, e lo fa attraverso la voce di due coppie che qualche anno fa, vincendo in tribunale una battaglia legale, hanno permesso la revisione della legge 40/2004 e concesso anche ad altre coppie il diritto e la gioia di poter essere genitori”, dice Gallo che ha offerto ai presenti tre confetti, uno rosa e due azzurri, personalmente confezionati per la ‘festa conferenza’. Si chiamano Valentina e Fabrizio, i genitori della piccola venuta al mondo lo scorso 10 marzo, che nella giornata di ieri hanno parlato alla Camera dei Deputati insieme ad un’altra coppia perchè hanno deciso di combattere in fondo la loro battaglia, e raggiungere questo straordinario obiettivo.

Stando a quanto sancito dalla legge sulla fecondazione assistita, Valentina e Fabrizio non avrebbero mai potuto avere la loro bambina, perché in base alla legge sulla fecondazione assistita non avrebbero mai pensato di avere figli perché non era prevista in caso di affette da malattie genetiche o cromosomiche. Grazie ad una complessa battaglia legale, marito e moglie sono riusciti a raggiungere il loro obiettivo, facendo cadere i divieti previsti dalla legge 40 e ad ottenere una sentenza della Corte Costituzionale che chiarisce ogni dubbio sulla legittimità della loro scelta.

Oggi siamo qui per festeggiare la nascita di nostra figlia Martina, una bambina nata grazie alle tecniche di fecondazione assistita con diagnosi preimpianto”, spiegano i genitori. Stesso iter per Maurizio e Claudia, che hanno avuto due gemelli, ed hanno raccontato di aver eseguito la terza fecondazione in vitro con diagnosi preimpianto a Cagliari nel luglio del 2016. E’ questo quanto raccontato, nello specifico, da mamma Claudia di 38 anni, affetta da talassemia. “Dopo circa un mese ho scoperto di essere in attesa e qualche giorno dopo abbiamo avuto la notizia di aspettare due bimbi. Oggi i nostri figli sono con noi, nati un pò in anticipo, ma stanno bene”.

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