Rischia la morte dopo 5 giorni di vita a causa del gesto shock dei genitori

L’impudenza di una giovane coppia di genitori ha messo a rischio per un colpo di sole la vita della loro bimba di soli 5 giorni di vita. Come riporta il Giornale di Vicenza, trascorsi i primi tre giorni dalla nascita bimba e mamma sono state dimesse dal San Bortolo. Due giorni dopo i genitori, residenti in città, con la temperature esterna a 35 gradi, hanno pensato di uscire per una passeggiata con la figlia sistemata sul passeggino.


Dopo qualche ora la coppia è rientrata a casa, la mamma nel togliere la figlia dal passeggino ha notato che era intontita e caldissima. È scattata la paura nei genitori che hanno portato la bimba al pronto soccorso. Per la febbre 40 gradi la pediatra ha pensato a una grave infezione, scongiurata dopo rapidi esami clinici. Solo allora i genitori hanno raccontato di aver passeggiato per ore in città con la loro bimba. Chiarita l’origine del malessere, la bimba è stata ricoverata dopo essere stata ventilata meccanicamente e poi idratata con delle flebo. Ristabilita, è stata dimessa tre giorni dopo.

Un estate al riparo dal colpo di calore e dal colpo di sole. I più piccoli sono, insieme alle persone anziane, i più esposti a questi rischi. Ecco come proteggerli, con le giuste precauzioni e godersi le vacanze.

Finalmente sono arrivate le vacanze. Per un po’ basta libri, lezioni e quaderni. È il momento, soprattutto per i più piccoli, di divertirsi e giocare all’aria aperta. Via libera quindi a giri in bicicletta nei parchi, tornei di frisbee o racchettoni in riva al mare, partitelle di calcio tra amici. Attenzione, però, la stagione estiva è un periodo pieno di insidie soprattutto per loro, maggiormente esposti come sono a colpi di sole e colpi di calore. Come prevenirli? Come riconoscere il rischio? E ancora, cosa fare se si dovessero verificare? Lo abbiamo chiesto al nostro esperto, il dottor Alberto Ferrando, pediatra.

SINTOMI SIMILI MA CAUSE DIVERSE

Nonostante si manifestino in modo simile, il colpo di calore e il colpo di sole sono determinati da fattori diversi. Il colpo di calore è causato da una temperatura esterna particolarmente elevata, una scarsa ventilazione e un alto tasso di umidità. Si
può quindi verificare non solo all’aperto, ma anche all’interno di un abitacolo di una macchina esposta al sole. «È sufficiente una temperatura sui 30-35 °C con aito tasso di umidità, superiore al60-70%, per determinare un colpo di calore che, paradossalmente può non verificarsi con temperature anche più elevate ma in assenza di umidità come nel deserto» osserva il dottor Ferrando. «Le temperature anche elevate vengono tollerate bene se l’umidità è intorno al30%, mentre sul50% possono iniziare i primi segni di malessere che diventano sempre più frequenti man mano che aumenta il tasso di umidità. L’umidità eccessiva non consente al sudore di evaporare dal nostro corpo e, quindi, di abbassare dapprima la temperatura cutanea e successivamente la temperatura interna». Il colpo di sole, invece, è provocato da una diretta esposizione ai raggi solari per un lungo periodo senza un’adeguata copertura della scatola cranica. «Èla reazione improvvisa a una prolungata esposizione solare, tale da provocare un’eccessiva perdita di liquidi e di sali mineraii che porta allo svenimento. Caratteristica del colpo di soie, rispetto a quello di caldo, è la scottatura di I e IIgrado e conseguente eritema» continua Ferrando.

LA PREVENZIONE: SEMPLICE MA MOLTO EFFICACE
«Esistono alcuni accorgimenti che possiamo dare ai genitori per proteggere i loro
figli dai colpi di calore e dall’insolazione. Si tratta di consigii che possono apparire banali, ma è importante rispettarli» avverte il pediatra. «Per evitare colpi di calore, innanzitutto è bene evitare di uscire nelle ore più calde della giornata. Se possibile, poi, soggiornare in locali climatizzati o utilizzare dei ventilatori. Non forzare i bimbi a mangiare troppo, ma offrire molta frutta e bevande. Far fare spesso bagni e docce rinfrescanti. Non affrontare viaggi in auto nelle ore più calde soprattutto nei periodi di maggior traffico per ii rischio di rimanere coinvolti in code chilometriche sotto ii solleone. Utilizzare sempre l’aria condizionata in auto con moderazione, l’uso smodato con temperature “siberiane” espone voi e soprattutto i bambini a malattie da raffreddamento e a sbalzi termici eccessivi quando si esce dall’auto. Portare sempre da bere quando fate viaggi». Quanto alla prevenzione del colpo di sole, o insolazione, oltre alle raccomandazioni già date, che sono comunque utili, fondamentale è l’uso del cappellino, sempre, anche con il cielo coperto da nuvole. Le ore indicate per l’esposizione al sole del bimbo sono quelle del primo mattino e del tardo pomeriggio, mentre nelle ore centrali è bene mettere i piccoli all’ombra.

UN INTERVENTO TEMPESTIVO
È molto importante riconoscere i primi segni dell’esaurimento da calore: in questa fase, infatti, si possono evitare complicazioni. Ma cosa fare? «Per prima cosa si deve portare la persona colpita in un luogo fresco, possibilmente ventilato; poi sdraiarla con le gambe leggermente sollevate; togliere gli indumenti usare un ventilatore per favorire l’evaporazione della pelle bagnata, o, se possibile far stare H soggetto in un ambiente con aria condizionata; eseguire, per ridurre gradualmente la temperatura, spugnature con acqua fresca sui polsi, fronte, collo, inguine;porre una borsa di ghiaccio sul capo; integrare i liquidi persi dando da bere acqua o bevande di gusto leggermente salato» spiega il dottor Ferrando. Se però i sintomi sono sin dall’inizio gravi o la persona soccorsa stenta a riprendersi è indispensabile chiamare un’ambulanza per il trasporto al Pronto Soccorso. «Non è consigliabile accompagnare la persona con la propria auto, soprattutto se la giornata è molto calda e se batte il sole: il tragitto in un ambiente non attrezzato potrebbe provocare dei peggioramenti alla situazione» conclude l’esperto.

Gran parte del danno dovuto all’eccessiva esposizione al calore è imputabile al peggioramento di malattie croniche preesistenti. Il termine “colpo di calore” designa, invece, una condizione cui corrisponde solo una parte, in genere minoritaria, dell’effettivo danno da calore.
Il tempestivo riconoscimento dei soggetti a rischio è fondamentale per l’adozione di misure preventive, così come la precoce identificazione degli effetti avversi del calore lo è per un’efficace terapia.
Classificazione degli individui a rischio
Principali fattori di rischio durante le ondate di calore sono:
■ l’età avanzata: sono a rischio specialmente le donne di età superiore ai 75 anni che vivono da sole o in casa di cura
■ patologie croniche e disabilitanti: patologie cardiovascolari, Bpco, diatesi trombotiche, diabete, insufficienza renale e respiratoria, malattia di Parkinson, malattia di Alzheimer, febbre, tire- otossicosi
Il tempestivo riconoscimento dei soggetti a rischio è fondamentale per l’adozione di misure preventive
■ malnutrizione calorico-proteica
■ uso di farmaci: farmaci psicotropi in generale, amfetamine e allucinogeni, beta bloccanti, diuretici, anticolinergici (anti-Parkinson e non), fenotiazione, butirrofenoni, tiotixene
■ incapacità da parte dei soggetti di adottare misure idonee e accorgimenti per proteggersi dal caldo eccessivo (spesso causata da deficit cognitivi)
■ fattori ambientali e sovraesposizione al caldo: soggetti che vivono in appartamenti ai piani alti, individui senza fissa dimora, soggetti che svolgono attività o lavori in posti caldi o all’aperto e compiono sforzi fisici rilevanti.
Le condizioni abitative rappresentano un fattore di rischio di primaria importanza per i sottogruppi di popolazione più suscettibili agli effetti del calore ambientale. Per via dell’effetto climatico che genera il fenomeno detto “isola di calore urbana”, vivere in una situazione urbana o metropolitana espone a maggior rischio rispetto al vivere in un ambiente rurale. I centri urbani, infatti, si caratterizzano per una ridotta ventilazione, una maggiore concentrazione di presidi meccanici che generano calore e una maggiore densità di popolazione.
In condizioni climatiche di caldo estremo, gli individui possono rischiare di sviluppare disidratazione, essere vittime di un colpo di calore o di subire un aggravamento delle patologie croniche (come quelle cardio-respiratorie). Durante un’ondata di calore moderata, sono soprattutto i pazienti con malattie croniche a essere colpiti. Tuttavia, in caso di ondate di calore estreme, come quella verificatasi in Francia nel 2003, possono essere colpiti anche i soggetti sani.

L’impatto del caldo sulla salute
Il corpo normalmente disperde il calore attraverso quattro meccanismi:
■ radiazione
■ convezione
■ conduzione
■ evaporazione, attraverso la sudorazione.
Quando la temperatura dell’ambiente è più elevata di quella della pelle, la sudorazione è l’unico effettivo meccanismo di raffreddamento a disposizione del corpo umano.
Tuttavia, alcuni fattori come disidratazione, assenza di vento, uso di abiti aderenti, alcuni tipi di farmaci, riducono la capacità di sudorazione e causano il surriscaldamento del corpo.
Inoltre, alti valori di umidità relativa associati ad alte temperature, ostacolando l’evaporazione del sudore rendono inefficace il meccanismo compensativo della sudorazione.
L’esposizione simultanea agli inquinanti atmosferici urbani, in particolare all’ozono, potenzia gli effetti delle alte temperature. Inoltre, il meccanismo di termoregolazione, che è regolato dall’ipo- talamo, può essere alterato negli anziani, nei malati cronici e in coloro che assumono alcuni tipi di farmaci.
Nei bambini, che hanno un metabolismo più rapido, la capacità di sudare è inferiore e per la disidratazione la temperatura interna tende a salire più velocemente.
Le donne anziane appaiono più vulnerabili degli uomini agli effetti del caldo, probabilmente per ragioni anatomiche, poiché le ghiandole sudoripare sono presenti in minor numero, e sociali, visto che le donne vivono più spesso da sole.
I seguenti segni e sintomi sono solitamente direttamente imputabili al surriscaldamento:
■ crampi: causati dalla disidratazione e dalla perdita di elettroliti, spesso seguono l’esercizio fisico, ma sopravvengono anche a riposo, specie in chi fa uso di diuretici
■ rash cutaneo: è caratterizzato da piccole papule rosse pruriginose
■ edema: soprattutto a livello malleolare, causato dalla vasodilatazione e dalla ritenzione idrica
■ sincope: vertigini o svenimento causati da disidratazione, vasodilatazione, malattie cardiovascolari o dall’assunzione di alcuni farmaci
■ disidratazione: molto comune, è causata da carenza di acqua o sodio, correlata a sintomi aspecifici, astenia, sensazione di malessere, vertigini, collasso circolatorio. Si presenta quando la temperatura interna è tra 38° e 40°C e se non trattata evolve in colpo di calore
■ colpo di calore: sopravviene quando i meccanismi di termoregolazione non riescono più a fronteggiare l’aumento di temperatura. Costituisce un’emergenza medica e si presenta con sintomi come confusione, disorientamento, convulsioni, perdita di coscienza, cute calda e asciutta, temperatura corporea superiore ai 40°C per un tempo compreso tra 45 minuti e 8 ore. Provoca morte cellulare, danno degli organi interni, danno cerebrale o morte. Il colpo di calore può verificarsi anche nel corso di attività fisica.

Più dettagliatamente gli effetti del surriscaldamento sullo stato di salute possono essere inquadrati in tre categorie:
aggravamento di condizioni morbose preesistenti
ipernatremia ipovolemica (eccesso di sodio nel sangue) e conseguente disidratazione ^ colpo di calore propriamente detto.

Le tre modalità del danno non sono mutuamente esclusive, anzi spesso coesistono più meccanismi, anche se uno è clinicamente prevalente.
Aggravamento di condizioni morbose preesistenti
È un’evenienza molto comune che concerne diverse patologie. Considerando che queste patologie spesso coesistono, il contemporaneo peggioramento di più condizioni (ad esempio di un’insufficienza renale e dello scompenso cardiaco), può tradursi in un sensibile aggravamento dello stato di salute complessivo, pur in assenza di manifestazioni direttamente imputabili al surriscaldamento.

Ipernatremia ipovolemica e disidratazione
Questa condizione si verifica in seguito a profuse perdite idriche, in genere dovute a sudorazione e iperventilazione, non adeguatamente reintegrate. Si tratta, dunque, della cosiddetta disidratazione, i cui sintomi sono prevalentemente cardiocircolatori e neurologici (ipovolemia e ipernatremia).
Il tempestivo riconoscimento della disidratazione presuppone la conoscenza di alcuni parametri vitali di base e, in particolare, della frequenza cardiaca e della pressione arteriosa abituali. Infatti, la tachicardia e l’ipotensione ortostatica sono i segni di disidratazione più facilmente rilevabili, ma l’ipotensione ortostatica può anche essere preesistente e, quindi, non rappresentare da sola un segno d’allarme.

Il colpo di calore
Il danno diretto del metabolismo cellulare è evidente per temperature superiori ai 41°C, ma questo danno è anticipato e potenziato da disidratazione, ipossiemia, ipoperfusione e acidosi. Pertanto, sono particolarmente esposti i soggetti disidratati, con insufficienza respiratoria o cardiaca, diabete mal compensato, polisclerosi vascolare.

Gli effetti sono evidenti su tutto l’organismo, ma specialmente su: ■ sistema nervoso centrale: predomina all’inizio il danno cerebellare, data la particolare termolabilità delle cellule di Purkinje. Pertanto atassia, dismetria e disartria sono sintomi di esordio. La cefalea segue, generalmente, alla diretta esposizione al sole e non è quindi tipica del colpo di calore in età geriatrica
■ rene: l’insufficienza renale acuta è un evento raro
■ fegato: il danno epatico, sia ischemico che colestatico, culmina 48-72 ore dopo il colpo di calore e può causare un tardivo peggioramento dello stato generale
■ sangue: anemia e, soprattutto, diatesi emorragica legata all’effetto anticoagulante del calore in sé, alla termolabilità dei megacariociti, alla frequente attivazione di una coagulazione in- travascolare disseminata e alla deficitaria sintesi di fattori della coagulazione da parte del fegato. Non bisogna quindi sottovalutare manifestazioni emorragiche anche modeste, come ecchimosi o piccoli ematomi
■ cuore: le basse resistenze periferiche da vasodilatazione causano aumento della portata cardiaca, ma il danno termico sul cuore esita in ipotensione e tachiaritmie
■ muscoli: episodi di necrosi muscolare portano a flaccidità diffusa
■ sistema endocrino: iperglicemia iniziale e, sopravvenuta l’insufficienza epatica, ipoglicemia tardiva. L’ipoglicemia può però essere precoce in malati malnutriti o con epatopatia e dominare il quadro clinico
■ polmone: iperventilazione e alcalosi in fase iniziale, acidosi metabolica e rischio di edema polmonare cardiogeno in fase avanzata
■ cute: iperidrosi, specie ascellare, data la maggiore sensibilità delle ghiandole sudoripare ascellari allo stimolo termico. Può sopravvenire ipoidrosi “da esaurimento”, anche se può esserci fin dall’esordio per cause concomitanti (diabete, farmaci anticolinergici, ecc.).

I malati a maggiore rischio di morte durante il colpo di calore sono quelli affetti da patologie cardiovascolari, respiratorie e neurologiche. Durante l’estate del 2006, in Inghilterra, è stata osservata una relazione lineare tra temperatura e mortalità settimanale, con una stima di 75 morti a settimana per ogni aumento di un grado della temperatura.
Parte di questo aumento della mortalità può essere attribuito alle polluzioni aeree, che determinano un peggioramento dei sintomi respiratori, e agli effetti diretti del caldo sull’apparato cardiovascolare.
La vasodilatazione cutanea ha lo scopo di raffreddare il corpo, e negli anziani, già affetti da patologie cardiovascolari, causa un sovraccarico di lavoro per il cuore, determinandone uno scompenso acuto. La sudorazione e la disidratazione modificano il bilancio elettrolitico.
Farmaci come gli anticolinergici, i vasocostrittori, gli antistaminici, i diuretici, gli antipertensivi e gli psicofarmaci, hanno un effetto sulla termoregolazione, sulla sudorazione e sul bilancio idroelettrolitico. Il loro uso rende i pazienti più vulnerabili agli effetti nocivi del caldo intenso.
La Tabella a pagina 10 riassume i farmaci che più comunemente possono aggravare gli effetti del calore sullo stato di salute.
Alcuni farmaci implicati nella patogenesi del colpo di calore (butirrofenoni, fenotiazine, tioxantene) possono essere anche causa di Alcuni farmaci possono sindrome neurolettica maligna. aggravare gli effetti
Altri farmaci potenzialmente responsabili di questa sindrome sono: del calore sulla salute
fluoxetina, clozapina, domperidone e metoclopramide.
Inoltre, anche la sospensione di farmaci dopaminergici (dopamina, carbidopa, amantadina, ecc.) può causare la sindrome che, in sintesi, è riconducibile a un deficit di stimolazione dopaminergica.
Sono quindi particolarmente esposti al rischio di sindrome neurolettica maligna soggetti di tutte le età affetti da patologia psichiatrica e anziani affetti da malattia di Parkinson.
Sintomi tipici sono ipertermia, rigidità muscolare, segni extrapiramidali, in presenza di un uso recente e documentato di neuro- lettici.
Tra i segni extrapiramidali spiccano disfagia e disartria da interessamento dei muscoli faringei e laringei che, ostacolando la comunicazione e l’idratazione, possono sensibilmente aggravare il quadro clinico.
Lo spasmo muscolare è responsabile dell’accentuata termogenesi. La tachicardia, l’iperventilazione e la diaforesi sono causati dall’ipertermia.
Nella stessa definizione della sindrome sono evidenti le differenze rispetto al colpo di calore.

In fase avanzata la sindrome può causare eventi gravi comparabili con quelli propri del colpo di calore, come l’insufficienza renale, il collasso cardiovascolare, crisi epilettiche, ecc.
È quindi nelle fasi iniziali che va effettuata la diagnosi perché l’intervento sia tempestivo ed efficace.
Infatti, una diagnosi corretta permette di instaurare in ambiente ospedaliero una terapia adeguata basata sul dantrolene, che ha effetto miorilassante, ed eventualmente sul ripristino del tono dopaminergico.

Come difendersi dal caldo: consigli utili
Regole base
Quale che sia il meccanismo alla base dei sintomi, il trattamento è il medesimo: eliminare la fonte di calore, spostando il paziente in un luogo più fresco e provvedere al raffreddamento del corpo.
Il caldo può avere effetti molto diversi sulla salute delle persone colpite. In generale, però, una serie di semplici abitudini e misure di controllo e prevenzione possono aiutare a ridurre notevolmente l’impatto delle ondate di calore.
In particolare, è bene ricordare che le fasce di popolazione più colpite sono solitamente quelle che rimangono nelle città surriscaldate durante i mesi estivi, in zone con poco riparo all’ombra, in abitazioni non adeguatamente refrigerate e/o condizionate, senza aiuto o supporto per fare le commissioni quotidiane.

L’adozione di misure semplici, come quelle indicate di seguito, potrebbe ridurre l’incidenza della mortalità e degli effetti del calore:
■ tenere chiuse le finestre esposte al sole e usare le tende nelle ore diurne e quando la temperatura esterna è maggiore di quella interna all’abitazione
Una serie di semplici abitudini e misure di controllo e prevenzione possono aiutare a ridurre notevolmente l’impatto delle ondate di calore
■ aprire le finestre quando la temperatura esterna è fresca e scende al di sotto di quella interna
■ annaffiare le piante sia all’interno che all’esterno e bagnare il parapetto antistante le finestre (avendo cura di evitare che il suolo diventi scivoloso)
■ evitare l’esposizione diretta ai raggi solari dalle 11 fino alle 18
■ stare all’ombra, indossare cappelli, schermi solari e abiti leggeri in caso di esposizione al sole.

La temperatura del corpo può essere ridotta adottando i seguenti semplici accorgimenti:
■ ridurre il livello di attività fisica
■ praticare docce o bagni di acqua fresca
■ indossare abiti non aderenti, in cotone, per assorbire il sudore e permettere la traspirazione della cute evitando irritazioni
■ bagnare i vestiti, il viso e la nuca con acqua. In casi di temperature molto elevate porre un panno bagnato sulla nuca aiuta a ristabilire i meccanismi di termoregolazione

mangiare cibi freddi e con alto contenuto di acqua (insalata e frutta)
■ bere con regolarità preferibilmente acqua e succo di frutta
■ monitorare l’assunzione giornaliera di liquidi, soprattutto nei pazienti anziani e gravemente deperiti.
Prestare particolare attenzione a sintomi aspecifici di disidratazione o di colpo di calore che potrebbero essere attribuiti ad altre cause, come:
■ difficoltà di addormentamento, sonnolenza, affaticabilità, disturbi del comportamento
■ aumento della temperatura corporea
■ difficoltà respiratorie e aumento della frequenza cardiaca
■ disidratazione, nausea o vomito
■ peggioramento delle patologie preesistenti specialmente respiratorie e cardiovascolari.

Che cosa fare in caso di emergenza
Se si sospetta che qualcuno sia vittima di un colpo di calore, chiamare immediatamente il 118. Mentre si aspettano i soccorsi:
■ misurare la temperatura corporea della persona
■ se possibile trasportare la persona in un luogo più fresco
■ cercare di raffreddare il corpo più velocemente possibile, avvolgendolo in un lenzuolo bagnato e ventilandolo per creare una corrente d’aria o, in alternativa, schizzando acqua fresca, non fredda, sul corpo
■ far bere liquidi alla persona
■ praticare un’infusione di soluzione fisiologica e dare ossigeno
■ non somministrare farmaci antipiretici, come aspirina o paracetamolo.

Capita a tutti di sentire durante le previsioni del tempo, alla TV o alla radio: è in arrivo un’ondata di calore. Il termine è entrato nel vocabolario comune così come “colpo di calore”, ma spesso non diamo molto peso a questi annunci. Invece, quando si prevedono queste ondate di calore, dovremmo sempre tenere presente che l’eccessiva temperatura può provocare danni alla salute, anche seri, in particolare per anziani e bambini molto piccoli.
Eccessivo calore e termoregolazione
Il CCM (Centro nazionale per la prevenzione e il Controllo delle Malattie) ci mette in guardia: “Gli effetti delle ondate di calore sulla salute si manifestano quando il sistema di regolazione della temperatura del nostro corpo non riesce a disperdere il calore eccessivo; un’esposizione prolungata a temperature elevate può provocare disturbi lievi, come crampi, svenimenti, gonfiori, o più gravi come lo stress da calore e il colpo di calore;
queste condizioni ambientali estreme, inoltre, possono determinare un aggravamento delle condizioni di salute di persone con patologie croniche preesistenti.”
Il nostro organismo è dotato di un meccanismo fisiologico, termoregolazione, mediante il quale è in grado di mantenere la temperatura corporea intorno ai 37°C. In caso di eccessivo calore utilizza la sudorazione per abbassare la temperatura, se invece la necessità è alzare la temperatura produce più energia (calore). In una persona sana valori compresi tra i 35,5°C e i 40°C non compromettono il buon funzionamento di organi e sistemi. Il colpo di calore è una situazione patologica che si determina a causa dell’inefficienza del meccanismo di termoregolazione con sintomi di alta temperatura corporea tra i 41 e i 43°C.
I fattori che maggiormente condizionano la termoregolazione sono:
• Età, nei bambini molto piccoli e negli anziani la termoregolazione è ridotta

• Stati di malattia e presenza di febbre.
• Presenza di molte patologie croniche.
• Assunzione di alcuni farmaci.
• Consumo di droghe o alcol.
È quindi consigliabile chiedere al medico se vi siano condizioni che possono aumentare il rischio di contrarre colpi di calore o disidratazione. Secondo il CCM quando fa molto caldo i gruppi di popolazione più a rischio, di cui è bene non trascurare i sintomi anche minimi, sono:
• Le persone anziane, perché hanno condizioni fisiche generalmente più compromesse e l’organismo meno efficiente nel compensare lo stress da caldo e rispondere adeguatamente ai cambiamenti di temperatura. Gli anziani avvertono meno la sensazione di sete, per questo occorre monitorare la quantità di acqua che assumono. Tra gli anziani è a maggior rischio chi soffre di malattie cardiovascolari, ipertensione, patologie respiratorie croniche, insufficienza renale cronica, malattie neurologiche.
• I neonati e i bambini piccoli, perché per la ridotta superficie corporea e la mancanza di una completa autosufficienza, possono essere esposti al rischio di un aumento eccessivo della temperatura corporea e a disidratazione, con possibili conseguenze dannose sul sistema cardiocircolatorio, respiratorio e neurologico.
• I malati cronici, ed in particolare i malati di malattie croniche polmonari (Broncopatia cronica ostruttiva Bpco) e cardiovascolari (ipertesi, cardiopatici), diabete, malattie neurologiche come il morbo di Parkinson e le demenze.
• Le persone non autosufficienti perché dipendono dagli altri per regolare l’ambiente in cui si trovano e per l’assunzione di liquidi.
• Persone anche giovani che svolgono un’intensa attività fisica, o un lavoro intenso, all’aperto, possono disidratarsi più facilmente degli altri e perdere sali minerali.
Colpo di calore: cause
Si ritiene comunemente che il colpo di calore o il collasso da calore, siano legati ad eccessiva esposizione al sole, cosa possibile, ma non certamente l’unica o la più frequente. Infatti, il colpo di calore si può manifestare anche in ambienti chiusi (come in casa) se i locali sono troppo caldi e in assenza di ventilazione, ed anche in ambienti dove il calore è percepito ad un livello superiore della temperatura reale a causa dell’elevata umidità, anche se si è all’ombra. Più umidità c’è nell’aria più il nostro organismo fatica a disperdere il calore accumulato attraverso la sudorazione. Invece, il collasso da calore si riscontra in caso di eccessiva sudorazione con conseguente perdita di acqua e sali minerali che provocano una forte disidratazione.
I sali minerali sono essenziali per la sopravvivenza, con la sudorazione perdiamo soprattutto sodio e cloro, ma anche altri minerali, in quantità minore, quali potassio, magnesio e calcio elementi coinvolti in molte funzioni vitali come il trasporto dell’ossigeno alle cellule. Sia il colpo sia il collasso da calore, sono più frequenti nelle persone non abituate a vivere in situazioni ambientali particolarmente calde, il colpo di sole invece si manifesta in chiunque si esponga direttamente ai raggi del sole, e per un tempo prolungato che dipende dal fototipo di ciascuno. In questo caso è l’effetto dei raggi ultravioletti e infrarossi sul capo, non il calore provocato dall’esposizione solare, a provocare la malattia.
Colpo di calore: sintomi e primo soccorso
Oltre alla temperatura i sintomi più comuni sono:

• Pelle secca, calda, spesso con assenza di sudorazione, viso bluastro.
• Mal di testa, vertigini, nervosismo, fino ad allucinazioni e perdita di coscienza.
• Respiro accelerato, battito cardiaco disordinato, pupilla dilatata.
• La pressione può abbassarsi al punto di portare a collasso e svenimento.
Al comparire di uno dei sintomi descritti è opportuno consultare il medico di famiglia. Durante le ore notturne dalle 20 alle 8 o nei giorni festivi ci si può rivolgere al servizio di continuità assistenziale (guardia medica).
Cosa fare prima dei soccorsi
• Prendere la temperatura corporea della persona.
• Se possibile trasportare la persona in un luogo fresco e ventilato.
• Cercare di raffreddare il corpo più velocemente possibile, avvolgendolo in un lenzuolo bagnato e ventilandolo per creare una corrente d’aria o, in alternativa, schizzando acqua fresca, non fredda, sul corpo.
• Fare bere molti liquidi.
• Non somministrare farmaci antipiretici, per esempio aspirina o tachipirina (paracetamolo).
Prevenzione: Consigli pratici
Il colpo di calore colpisce più frequentemente le fasce di popolazione che vivono nelle grandi città, in zone con poco riparo all’ombra, in abitazioni surriscaldate e con scarsa ventilazione e senza condizionamento dell’aria. Vi sono anche condizioni modificabili come certe abitudini che favoriscono l’innalzamento della temperatura corporea. Anche se alcune indicazioni possono sembrare ovvie e banali, spesso capita che siano causa del colpo di calore; per prevenirlo è bene mettere in pratica il decalogo che segue, suggerimenti in grado di facilitare il raffreddamento del corpo e ridurre i rischi di disidratazione, in particolare nelle persone più fragili.
1. Uscire di casa nelle ore meno calde
Evitare di uscire dalle ore 11.00 alle 18.00. Dovendo uscire, proteggere il capo con un cappello di colore chiaro e gli occhi con occhiali da sole, ricordando che valori di UV (UV Index) da 6 a 10 sono pericolosi per la vista.
2. Indossare un abbigliamento leggero
Indossare abiti leggeri, non aderenti per facilitare il passaggio dell’aria, preferibilmente di cotone una fibra che assorbe meglio il sudore e permettere una maggiore traspirazione della cute.
3. Rinfrescare l’ambiente domestico e di lavoro
Di giorno non fare entrare direttamente il sole negli ambienti: chiudere le finestre esposte al sole utilizzando tapparelle, persiane, tende ecc. e tenere chiusi anche i vetri quando il calore esterno è superiore a quello interno, aprirle le finestre nelle ore più fresche, mattina presto o la sera e la notte agevolando la ventilazione dell’ambiente.
Se potete usare l’aria condizionata ricordando di osservare alcune norme per il risparmio energetico e per la vostra salute:
• Il condizionamento è utile nelle giornate con temperature molto elevate, ma soprattutto se la temperatura dell’ambiente supera i 28°C. In questo caso l’ambiente andrebbe riportato a circa 25°C e con un tasso di umidità intorno al 50%.

• Il passaggio da un ambiente caldo ad uno più freddo deve essere graduale.
• Gli impianti debbono essere controllati ogni anno, manutenzione e pulizia dei filtri garantiscono efficienza e igiene.
• Evitate di utilizzare per lungo tempo elettrodomestici che producono calore: forno, lavastoviglie e lavatrice, ma anche TV di grandi dimensioni per non forzare l’impianto condizionante ed evitare uno spreco di energia.
Se non si utilizza il condizionatore è bene dotarsi di un ventilatore da utilizzare negli ambienti dove si soggiorna a lungo e in camera da letto di notte, la ventilazione rinfresca il corpo, diminuisce l’umidità e riduce la sudorazione.
4. Ridurre la temperatura corporea
Bagnatevi tutte le volte che ne sentite la necessità, viso e braccia con acqua fredda, e fare bagni o docce con acqua tiepida. In caso di calore eccessivo ponete un panno bagnato freddo sulla nuca.
5. Ridurre il livello di attività fisica
Nelle ore più calde della giornata evitare di praticare all’aperto attività fisica intensa o lavori pesanti. Se non è possibile, ricordate di non scoprirvi ma di coprirvi con abiti molto leggeri, cappello e occhiali da sole.
6. Bere con regolarità
Se non ci sono controindicazioni del medico, bevete almeno 2 litri di acqua al giorno, ma anche molta di più dipende dalla sudorazione (a chi attraversa un deserto si consiglia di portare con se 7/8 litri di acqua) se bevendo sudate molto fate attenzione ai sali minerali, adottate la giusta alimentazione e le soluzioni descritte in questo articolo. Gli anziani devono bere anche se non ne sentono il bisogno, almeno un bicchiere d’acqua (150 ml) ogni ora non troppo fredda. Non bere alcolici e bevande gassate.
7. Alimentarsi in maniera corretta
L’alimentazione corretta a tutte le temperature prevede 3 frutti e 2 porzioni di verdura al giorno. Durante le ondate di calore, oltre ai 3 frutti, si dovrebbe mangiare cocomero, melone e preferibilmente cibi con alto contenuto di acqua e sali minerali. Il latte e i suoi derivati sono gli alimenti che, oltre a frutta e verdura, contengono il più alto apporto di sali minerali biodisponibili. In formaggi come il Grana Padano DOP sono contenute quantità elevate di calcio e buone quantità di sodio, magnesio, zinco, selenio, fosforo, oltre a proteine ad alto valore biologico e tutte le vitamine del latte.
8. Adottare alcune precauzioni se si esce in macchina
Dopo avere parcheggiato l’auto al sole, prima di salirvi aprite tutti gli sportelli, anche quello posteriore, se potete mettete l’auto all’ombra e lasciatela raffreddare. Non entrate, ed in particolare non mettete i bambini in macchina, affinché i sedili non siano tornati ad una temperatura accettabile, in particolare i seggiolini di sicurezza dei bambini. Sotto il sole è bene aprire i finestrini all’inizio del viaggio e adottare una velocità moderata, se utilizzate il climatizzatore è bene attendere che l’ambiente sia climatizzato prima di procedere a finestrini chiusi. Non lasciate in auto, ferma sotto il sole o anche all’ombra ma ad alte temperature, bambini, anziani o animali.
9. Conservare correttamente alimenti e farmaci
Conservate gli alimenti in frigorifero ad una temperatura di 5°C, tenete gli alimenti facilmente deperibili fuori dal frigorifero per periodi molto brevi, il tempo di consumarli. Conservate i farmaci nella loro confezione, lontano da fonti di calore e da irradiazione solare diretta ad una temperatura non superiore ai 25-30°C. Controllate le modalità di conservazione sulle scatole o nel foglietto illustrativo.
10. Adottare precauzioni e prendersi cura delle persone a rischio
Con l’arrivo delle ondate di calore le persone anziane, in particolare quelle che soffrono di patologie croniche: cardiovascolari, respiratorie, neurologiche, diabete ecc., e le persone che assumono farmaci, devono osservare le seguenti precauzioni:
• Consultare il medico per verificare se la normale terapia debba essere modificata, o sia neccessario effettuare esami o controlli clinici (per i diabetici è consigliabile aumentare la frequenza della misurazione glicemica).

• Informare il medico di qualsiasi sintomo anche se non elencato in quelli specifici per il colpo di calore, in particolare se il malessere sopraggiunge durante la terapia con farmaci, ma non sospendere la terapia prima di aver consultato il medico.
• Le persone a rischio non dovrebbero mai essere lasciate sole, in particolare se il forte caldo si protrae nel tempo. I disabili, bambini molto piccoli e in generale le persone che non sono autosufficienti o in grado di chiedere aiuto possono disidratarsi anche per mancata attenzione da parte di chi si prende cura di loro. Per questa categoria di persone occorre controllare l’ambiente e prendere per loro tutte le precauzioni di cui sopra e invitarli spesso a bere acqua e adottare diete ricche di liquidi e sali minerali.

One comment

  1. genitori che vanno a braccio rimbambiti incapaci. Indegni di procreare

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