Il «New York Times» attacca le campagne del movimento contro la profilassi. Grillo nega ma il web lo sbugiarda

È una di quelle volte (capita) in cui tocca dare ragione al New York Times e a Matteo Renzi: Beppe Grillo è un cazzaro. Al comico genovese e leader del primo partito succede spesso di essere citato dai grandi giornali internazionali, di solito per spiegare ai lettori che l’ultima novità del circo Barnum italiano è la probabile vittoria del suo movimento alle prossime elezioni politiche. Stavolta no, il motivo è un altro.

In un editoriale dedicato alle panzane che stanno contribuendo al ritorno del morbillo, il New York Times scrive che «in Italia il movimento populista Cinque Stelle, guidato da Beppe Grillo, ha fatto attivamente campagna su una piattaforma anti-vaccinazioni ripetendo i falsi legami tra vaccini ed autismo». Combattere lo scetticismo nei confronti dei vaccini, sostiene il quotidiano, «non è facile, anche perché gli innumerevoli studi che affermano che non vi è alcun legame tra vaccini e autismo non sono riusciti a penetrare la nebbia diffusa da mr. Grillo e dai suoi simili».

Bufale, anzi fake news, risponde il comico. «Non esiste nessuna campagna del Movimento 5 Stelle contro i vaccini, né una piattaforma anti-vaccini, né sono mai stati ripetuti falsi legami tra vaccinazioni e autismo. A sostegno di questa balla non c’è nulla, neppure un link, un riferimento, una dichiarazione».

Per una volta se la ridono gli avversari di Grillo. A partire da Renzi, che lo invita a rimangiarsi «le parole che ha detto contro i vaccini e contro le mammografie» (quelle che secondo il leader dei Cinque Stelle servivano a finanziare «Umberto Cancronesi»). Risate facili, perché le impronte digitali dei grillini sulla campagna «no-vax» sono ovunque. Nella proposta di legge che undici di loro hanno presentato alla Camera tre anni fa, ad esempio, dove già il titolo dice tutto: «Norme sull’informazione e sull’eventuale diniego dell’uso dei vaccini per il personale della pubblica amministrazione».

La prima firmataria è Emanuela Corda: cagliaritana, diploma di liceo classico, è il genio che durante la commemorazione dei caduti di Nassiriya disse che «anche il kamikaze della strage fu una vittima». Lei e gli altri adepti della setta, tra le ragioni che dovrebbero consentire ai dipendenti statali di sottrarsi all’obbligo della vaccinazione, citano il fatto che «recenti studi hanno messo in luce collegamenti tra le vaccinazioni e alcune malattie specifiche quali la leucemia, intossicazioni, infiammazioni, immunodepressioni, mutazioni genetiche trasmissibili, malattie tumorali, autismo e allergie».

Non era arrivata a tanto nemmeno la senatrice romana Paola Taverna, la cui competenza in materia clinica deriva dall’aver fatto la segretaria in un ambulatorio di analisi, prima di essere miracolata da Grillo: «C’è una sentenza che sostiene che il vaccino può creare l’autismo… Ma ormai come si mette in discussione il diktat della maggioranza si è complottista». Stesse cose che gli eletti dei Cinque Stelle sostengono ogni giorno nelle amministrazioni locali. Come in Lombardia, dove hanno presentato una proposta di legge per rendere facoltative le vaccinazioni pediatriche. O in Puglia, dove, per contrastare l’approvazione di una nuova legge regionale, hanno portato in audizione «esperti» che hanno «informato» sul male che i vaccini possono fare alla salute e spiegato che si salverebbero più vite aumentando il consumo di noci che imponendo la vaccinazione obbligatoria.

Neppure un link? Basta guardare sul sito movimento 5 stelle. it. Nelle sezione affidata ai parlamentari europei, testo pubblicato il 27 ottobre del 20I5 e coraggiosamente intitolato: «Vaccini sì, vaccini no. Facciamo chiarezza». Dopo avere fornito una serie di «informazioni scientifiche», gli europarlamentari pentastellati concludono che «bisogna ridurre al minimo l’obbligatorietà e, al limite, sostituirla con la raccomandazione di un esperto». Anche perché «una vaccinazione di massa obbligatoria è un regalo alle multinazionali farmaceutiche» (nel caso in cui qualcuno avesse dubbi sull’esistenza di un complotto).

Eresie perla comunità scientifica, ma pura ortodossia grillina: sono le cose che il fondatore predica sui palchi di tutta Italia da prima che la sua mente concepisse il movimento. Lo ricorda un video che ieri ha fatto il giro del web. Anno 1998, lo spettacolo è Apocalisse Morbida, un Grillo in gran forma arringa la platea: «L’unico Paese al mondo dove esistono dieci vaccini obbligatori è l’Italia. Sei obbligato a curarti!». Ancora per poco, se vinceranno lui e i suoi.

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